SCIAMANISMO TOLTECO

CARLOS CASTANEDA E I MONDI
ALTERNATIVI O PARALLELI AL NOSTRO
La raffinata arte del Sognare Lucido degli Sciamani Toltechi
Gli stregoni dell’antico Messico erano estremamente pragmatici, e per dare funzionalità ai movimenti del Punto d’assemblaggio elaborarono due complessi sistemi che costituiscono le basi dello Sciamanismo Tolteco: l’arte di sognare e l’arte dell’agguato. Attraverso l’arte di sognare si impara a muovere coscientemente il Punto d’assemblaggio in una nuova posizione, mentre l’arte dell’agguato mira a fissarlo nella posizione in cui esso sia stato spostato. Il sognare dei toltechi è facile e difficile nello stesso tempo: si inizia con l’intento di diventare coscienti, durante il sogno, del fatto che si sta sognando. Per ottenere questa consapevolezza, gli sciamani sono soliti servirsi di diversi espedienti, come ad esempio seguire coscientemente il momento in cui si addormentano, oppure ripetersi mentalmente con forza l’intento di osservare le proprie mani una volta iniziato il sogno. Dopo molto allenamento e, soprattutto, dopo aver accumulato sufficiente energia è possibile sperimentare ciò che in Occidente è stato chiamato “sogno lucido”, un sognare cosciente, nel quale si può agire e decidere esattamente come nella vita quotidiana, senza tuttavia essere vincolati agli stessi limiti (leggi della fisica). Contemporaneamente si è anche coscienti del fatto che il proprio corpo è steso sul letto e dorme.
Gli stregoni dell’antico Messico non si limitarono però a sperimentare dei semplici sogni lucidi: attraverso continui perfezionamenti arrivarono a sviluppare uno speciale tipo di attenzione, che permise loro di mantenere ferme ed osservare, intensamente e a volontà, le immagini del sogno. Questa particolare attenzione del sogno che viene chiamata da Castaneda anche seconda attenzione per distinguerla dalla normale attenzione quotidiana, divenne il presupposto per una delle scoperte più sconcertanti degli antichi toltechi: questi esploratori del sognare furono in grado di portare le tecniche del vedere all’interno dell’attenzione del sogno. Il vedere nel sogno gli permise fra l’altro di scoprire che la maggior parte delle loro esplorazioni oniriche avvenivano in “luoghi” fantasma, privi di una propria consistenza energetica, frutto solo della fantasia e della memoria. Quando uno sciamano vede nel sogno le immagini fantasma rimangono tali e quali, mentre ciò che è reale appare come un generatore di energia (si mostra cioè come costituito di fibre luminose).
CARLOS CASTANEDA E
LA REALTA’ DEGLI ESSERI INORGANICI

Un Universo Stratificato di Energia, mondi a strati come una cipolla
Nei sogni degli antichi stregoni apparivano spesso entità che sembravano emanare energia propria appena il sognatore li isolava dagli altri elementi del sogno e li faceva oggetto del suo vedere. Queste entità erano dotate di un proprio campo energetico che li distingueva dal resto dei particolari del sogno: erano quindi tanto reali quanto i sognatori che li stavano sognando.
Queste entità erano esploratori provenienti da altri mondi, che attraverso i canali aperti dai sogni cercavano di entrare in contatto con altre forme di vita. Si tratta di esseri dotati di consapevolezza, ma privi di un organismo materiale e che appartengono ad un mondo parallelo al nostro. Per questo vengono chiamati esseri inorganici.
Gli esseri inorganici hanno una struttura energetica molto diversa da quella umana. Come gli umani anche loro hanno nel loro corpo energetico una piccola fessura di dispersione energetica che in un’inesorabile conto alla rovescia li porta verso la morte. Solo che la loro fessura è infinitamente più piccola di quella umana. Ne consegue che secondo il nostro computo del tempo gli esseri inorganici possono vivere milioni di anni e, dunque sono dotati di una consapevolezza estremamente sviluppata.
Gli antichi stregoni videro una grossa opportunità conoscitiva nell’incontro con gli esseri inorganici e scesero a patti con loro: grazie al loro aiuto riuscirono a perfezionare le tecniche del sognare e persino a entrare fisicamente nel loro mondo spostando il Punto d’assemblaggio in modo tale da imitarne la struttura energetica.
«In un certo senso si può dire che divennero pure loro inorganici e quindi quasi immortali, ma a quale caro prezzo! Erano finiti in un mondo che poteva esaudire quasi tutti i loro desideri, eppure anche l’eternità, col passare dei secoli, può diventare una via di tortura. Molti di quegli stregoni stanno vivendo ancora oggi in quel mondo parallelo, dal quale però non hanno più via di uscita, giacché il loro proprio mondo è già da lungo tempo scomparso e dimenticato. Secondo don Juan, essi erano finiti in una trappola nel momento stesso in cui avevano accettato il patto con gli inorganici e, per così dire, avevano sottoscritto un accordo che era tanto vincolante e seducente quanto l’accordo alla base della nostra socializzazione, una convenzione che noi abbiamo imparato a prendere e a considerare come “l’unica vera realtà”. Fortunatamente non tutti caddero nella trappola. Alcuni degli antichi stregoni furono sufficientemente sobri da non perdere il controllo della situazione. Quel nuovo mondo in fondo non era che la conseguenza di una posizione del Punto d’assemblaggio, così come la nostra realtà, e l’interpretazione di esso null’altro che la percezione di un flusso di energia. Così decisero di muoversi oltre e scoprirono che c’erano moltissime altre posizioni che aprivano l’accesso ad altri mondi, ognuno dei quali tanto reale e vincolante come quello a noi familiare. Esplorarono questi nuovi mondi e constatarono che erano disposti come gli strati di una cipolla: ognuno adiacente all’altro. Ed il nostro mondo quotidiano non fa eccezione. Tutti questi universi, ovvero tutte queste posizioni del Punto d’assemblaggio, si dimostrano, per via della speciale energia che essi generano, particolarmente stabili e vincolanti, così che da alcuni di essi addirittura non esiste alcuna via di uscita. Don Juan racconta che intere schiere di stregoni erano scomparsi e mai più tornati dal loro viaggio, mentre altri avevano deciso coscientemente di cercare la loro fortuna in quei mondi e nessuno seppe mai che cosa trovarono.» (1)
Stregoni meno antichi, risalenti a circa 3.000 anni fa riconobbero tra di loro alcuni che erano dotati di una particolare e potente configurazione energetica: i Nagual.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
(1) Norbert Classen, Carlos Castaneda e i Guerrieri di don Juan
I NAGUAL E LA LORO ENERGIA
IL SOGNARE COLLETTIVO
La Potente Energia dei Nagual – Il Sognare Collettivo
Stregoni meno antichi, risalenti a circa 3.000 anni fa riconobbero tra di loro alcuni che erano dotati di una particolare e potente configurazione energetica: i Nagual. L’uovo luminoso di un uomo normale è suddiviso in due scomparti, quello di un Nagual invece in quattro. Questa struttura permette di immagazzinare molta energia e di controllare con efficacia non solo il proprio Punto d’unione, ma anche quello di altre persone. Quindi un Nagual è un uomo o una donna che può guidare altri stregoni.
«Sotto la direzione di questi uomini e donne particolari, fiorì nel Messico antico una cultura che non è stata mai veramente compresa dagli storici. Gli stregoni di quel tempo avevano portato le loro tecniche del sognare ad un punto tale di perfezione, che erano in grado, tramite le loro attenzioni del sogno accomunate in un solo sforzo, di proiettare copie di case o di intere città in altre dimensioni, per poi seguire essi stessi e fermarsi a vivere in quei mondi. Sognavano e creavano insieme un nuovo mondo. I templi di Teotihuacan nelle vicinanze di Città del Messico sono un esempio di ciò, e gli archeologi continuano ad interrogarsi sulle dimensioni e sugli scopi di queste costruzioni. La piramide del sole, ad esempio, ha una superficie di base molto più grande di quella dell’opera più monumentale del mondo antico, la famosa piramide egizia di Cheope, ed un altro quesito irrisolto riguarda la cosiddetta strada dei morti, così chiamata perché negli anfratti delle mura di questa cittadella, lunga più di un chilometro, furono trovati resti umani deformati. Improbabile che fossero vittime di combattimenti di guerra, giacché non furono rinvenuti altri indizi, come armi, che potessero supportare questa tesi. E dove poteva essere sparita la popolazione – così, senza lasciare alcuna traccia, a tal punto che gli storici a tutt’oggi non sanno nemmeno quale popolo ci vivesse. Secondo Castaneda Teotihuacan era una città degli antichi stregoni. I sognatori sarebbero stati appostati negli anfratti delle mura per tutta la lunghezza della strada della morte, con il compito di fissare nell’attenzione del sogno l’immagine della piramide della luna posta alla fine della strada.» (1)
Carlos riferisce:
«Ad un certo segnale, tutti fissavano con lo sguardo la piramide per memorizzarne le immagini, prese dalle diverse angolazioni per il Sognare. Alcuni per l’intensità dello sforzo, arsero bruciati dal “fuoco dal profondo”, anche se non completamente, e questo spiega i resti umani, che furono lasciati al loro posto perché si riteneva fossero pervasi da una forza misteriosa. Subito altri sognatori li sostituivano prendendone il posto di volta in volta.Il loro scopo era di arrivare a Sognare insieme la piramide in un altro luogo, e quindi di concretizzarne e mantenerne l’esistenza in quel luogo per decenni o anche più. La città materiale di Teotihuacan e le sue costruzioni erano per essi solo una specie di modello: quella che contava era la versione Sognata della città. Usavano l’immagine della città per renderla immortale nella realtà del Sogno. In questo come anche in altri luoghi – per esempio nello Yucatan – tra l’800 a.C. e l’800 d.C. e in certi casi anche più tardi, le popolazioni di intere città scomparvero in altri mondi, cioè nelle città da loro ricreate nel Sognare.» La scomparsa di questa cultura magica avvenne a causa di successive cruente ondate di invasori stranieri. Ancora oggi in Messico molti stregoni sono i discendenti di quei conqui-statori che dichiarano di seguire la via tolteca, senza però averla compresa nell’essenza e senza avere la capacità di vedere.» (2)

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
(1) Norbert Classen, Carlos Castaneda e i Guerrieri di don Juan
(2) Carlos Castaneda, Lettura al workshop intensivo di Los Angeles, 12 agosto 1995

CARLOS CASTANEDA E I NUOVI
VEGGENTI TOLTECHI

La Ricerca della Libertà è lo scopo dei Nuovi Veggenti Toltechi
La presunzione, l’arroganza, l’incessante ricerca di potere furono la causa principale della disfatta degli antichi Stregoni. I pochi Stregoni Toltechi sopravvissuti continuarono ad esercitare le loro arti nella più assoluta segretezza, facendo leva proprio sulle difficoltà vissute, per evolversi ulteriormente. L’attuale linea di discendenza di don Juan – che risale intorno al 1.000 d.C. – ebbe origine da un’approfondita analisi e revisione critica dei precetti originali al fine di non incorrere più negli errori dei predecessori. Pur rimanendo molto pragmatici nelle loro azioni, essi presero distanza da quella stregoneria legata al raggiungimento egoistico del potere e si dedicarono solo all’Astratto.
Col termine Astratto – Spirito, Intento, Assoluto, Nagual, Aquila – venne definita l’immane forza dell’universo che è responsabile proprio del movimento del Punto d’Assemblaggio e, dunque, della percezione. I Nuovi Veggenti sentirono che era Libertà ciò che li chiamava. La libertà di uscire dalla rigida fissità del Punto d’Assemblaggio, la libertà cioè di percepire gli aspetti multidimensionali dell’essere e di andare anche oltre ogni mondo concreto, proprio nell’Astratto, nell’Infinito. Questo ci ricorda la concezione dell’Uno-Tutto. Poiché l’Intento è la forza che gestisce l’Universo, gli Sciamani si posero l’obiettivo di entrare in risonanza con tale forza e di controllarla. La Padronanza dell’Intento divenne così un punto cruciale per gli Sciamani del nuovo ciclo. Poiché però con l’Intento non si scherza, essi mirarono a familiarizzare con questa forza attraverso tecniche modificate dell’Arte di Sognare allo scopo di imparare la Padronanza della Consapevolezza e forme evolute dell’Arte dell’Agguato, che puntano a sviluppare un’impeccabile padronanza del proprio comportamento.
«L’arte dell’agguato consiste nell’apprendere tutti i trucchi del camuffamento, e impararli così bene che nessuno si accorge che si è camuffati. Per riuscirci è necessario essere spietati, astuti, pazienti e gentili. La spietatezza non dovrà essere durezza, l’astuzia non dovrà essere crudeltà, la pazienza non dovrà essere negligenza né la gentilezza stupidità.» don Juan Matus (1)
«L’arte dell’agguato consiste in una serie di procedure e atteggiamenti che consentono al guerriero di trarre il meglio da ogni possibile situazione.» don Juan Matus (2)
La spietatezza è l’arte di non raccontarsela e di non indulgere nell’autocommiserazione; l’astuzia è l’uso strategico delle circostanze; la pazienza è la rinuncia all’aspettativa e la fiducia nell’Intento; la gentilezza è scegliere e percorrere sentieri che hanno un cuore.
«Un guerriero è un cacciatore perfetto che dà la caccia al potere… Un Guerriero-cacciatore ha contatti stretti con il suo mondo, ma al tempo stesso a quel mondo è inaccessibile. Lo sfiora appena, si trattiene il tempo necessario e quindi si allontana senza quasi lasciare il segno… Per un Guerriero essere inaccessibile significa relazionarsi con parsimonia con il mondo circostante. Soprattutto, un Guerriero evita di esaurire se stesso e gli altri, non usa né spreme le persone fino a ridurle a nulla, in particolare le persone che ama.» don Juan Matus (3)
Proprio allo scopo di ridurre la presunzione e l’arroganza, ma soprattutto per controllare le fissazioni del Punto d’Assemblaggio, venne attribuita grande enfasi al tendere agguati a se stessi. Prese forma una regola che collegava le tre arti del Sognare, dell’Agguato, e dell’Intento e che guidava l’apprendista Sciamano (Uomo di Conoscenza) sul cammino della Libertà, la Via del Guerriero.
«Il potere garantisce sempre al guerriero un centimetro cubo di possibilità. L’arte del guerriero sta nel mantenersi costantemente fluido così da poterla cogliere.» don Juan Matus (4)
«L’arte del guerriero sta nel bilanciare il terrore di essere uomo con la meraviglia di essere uomo.» don Juan Matus (5)
«Ci sono molte cose che un guerriero può fare in un determinato momento e che non avrebbe potuto fare anni prima. Non perché quelle cose siano cambiate; ciò che è cambiata è l’idea che lui ha di sé.» don Juan Matus (6)
Il cammino del guerriero si concretizza alla fine in un unico straordinario atto: il Fuoco dal Profondo chiamato anche il Volo Astratto.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
(1) Carlos Castaneda, Il Potere del Silenzio
(2) Carlos Castaneda, Il Dono dell’Aquila
(3) Carlos Castaneda, Viaggio a Ixtlan
(4) Carlos Castaneda, L’Isola del Tonal
(5) Carlos Castaneda, Viaggio a Ixtlan
(6) Carlos Castaneda, L’Isola del Tonal

CARLOS CASTANEDA E GLI
UOMINI DI CONOSCENZA TOLTECHI
Quando lo Sciamano arriva al Sapere diventa Uomo di Conoscenza
Il cammino del guerriero si concretizza alla fine in un unico straordinario atto: il Fuoco dal Profondo o il Volo Astratto. Dopo una vita d’impeccabile condotta da Guerriero, lo sciamano può compiere il salto definitivo e aggirare la morte ordinaria muovendo consapevolmente il Punto d’Assemblaggio lungo tutto il diametro dell’uovo luminoso – cioè attraverso tutta la sfera delle percezioni accessibili all’uomo – in un solo momento. Il Fuoco dal Profondo consiste nell’attivazione contemporanea di tutte le fibre luminose e questo fa letteralmente sparire dalla faccia della terra lo sciamano. Egli si trasforma in pura energia consapevole e libera, e vive così la Terza Attenzione, una coscienza incommensurabile che interessa aspetti indefinibili della consapevolezza del corpo fisico e del corpo luminoso.

Don Juan non ha riferito, attraverso Castaneda, quanti stregoni abbiano conseguito questo incredibile traguardo. La storia delle prime generazioni di Uomini di conoscenza del lignaggio di don Juan rimane un mistero. La linea di don Juan è stata diretta dalla fine del XVI secolo fino ad oggi da sedici Nagual.
«Il nuovo ciclo stava giusto prendendo piede quando gli spagnoli invasero il Paese. Per fortuna i nuovi veggenti erano perfettamente preparati a far fronte al pericolo: erano già esperti praticanti nell’Arte dell’Agguato. I secoli successivi al soggiogamento fornirono loro le condizioni ideali per perfezionare le loro abilità. Per strano che possa sembrare, furono proprio l’estremo rigore e la coercizione di questo periodo a dar loro l’impulso ad affinare i loro nuovi principi. E poiché non divulgavano mai le loro attività, rimasero liberi di esplorare e tracciare il corso delle proprie azioni.» don Juan Matus (1)
Non vi era reale possibilità di intesa con i conquistadores, così i nuovi veggenti vissero in incognito. Ogni Nagual si isolò deliberatamente con il proprio seguito di veggenti, in modo da non aver alcun aperto contatto con altri veggenti. Questo il lignaggio noto che porta al Nagual Carlos Castaneda:
Nagual Sebastian – Nagual Santisteban – Nagual Lujan – Nagual Rosendo – Nagual Elias – Nagual Julian – Nagual Juan Matus – Nagual Dilas Grau (Carlos Castaneda).
Un Nagual del nuovo ciclo non cercava un allievo, e nemmeno l’allievo poteva cercarsi un maestro: era sempre e solo un’indicazione dello Spirito, dell’Intento che poteva instaurare questo speciale rapporto tra i due. Il Nagual Carlos Castaneda, per la sua particolare configurazione energetica era destinato a essere l’ultimo anello del lignaggio di don Juan. Non esistono dunque allievi di Carlos Castaneda, esistono solo le streghe-compagne al suo seguito: Carol Tiggs, Taisha Abelar e Florinda Donner-Grau, tutte allieve di don Juan e del suo seguito. Gli eredi di questa incommensurabile conoscenza Tolteca siamo noi, se lo vogliamo essere. Il Nagual Carlos ci ha lasciato a disposizione 12 libri magici (nel vero senso della parola) che sono altrettanti manuali pratici dell’arte della libertà.
«Non ci sono procedure nella stregoneria, non maestri, non metodi, non gradi. L’unica cosa importante è lo spostamento del Punto d’unione… Qualunque essere umano che seguisse una determinata e semplice sequenza di azioni, potrebbe imparare a spostare il proprio Punto d’unione…
la sequenza di azioni scaturisce dalla consapevolezza dello Spirito…
La maggior parte di noi non è disposta ad accettare che ci serva così poco per andare avanti. Siamo attrezzati a esigere istruzione, insegnamenti, guide, maestri. E quando ci si dice che non ne abbiamo bisogno, non ci crediamo. Diventiamo nervosi, poi diffidenti, e infine irati e delusi. Se abbiamo bisogno di aiuto non è nel metodo, ma nell’enfasi. Se qualcuno ci fa notare che è necessario ridurre la nostra presunzione, ecco, quello è un aiuto vero… Allora, perché siamo così dipendenti? Perché desideriamo che qualcuno ci guidi quando possiamo fare da soli?» don Juan Matus (2)
Carlos risponde alla provocatoria domanda del suo maestro solo nel suo ultimo vero libro, Il Lato Attivo dell’Infinito (La Ruota del Tempo, l’ultimo scritto è una raccolta commentata di brani dei suoi altri testi).


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
(1) Carlos Castaneda, Il Fuoco dal Profondo
(2) Carlos Castaneda, Il Potere del Silenzio

http://www.carloscastaneda.it

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