domenica 28 ottobre 2018

Segnali massonici di riconoscimento


Segnali massonici di riconoscimento
Traduzione per www.disinformazione.it a cura di Lorenza Veronese – 17 gennaio 2007
Tratto da Codex Magica

Come mostrare il segno
La Figura 34 riportata è ripresa direttamente dal libro “Raccolta di Rituali Massonici” di Duncan (3° edizione). 

L’immagine rappresenta un Massone dell’Arco Reale mentre fa il magico Segno del Maestro del Secondo Velo, che io in modo informale uso chiamare il Segno della Mano Nascosta dell’Uomo di Jahbuhlun (Jah-Baal-On).
il libro di Duncan il candidato presenta questo segno in occasione del passaggio di alcuni ospiti di Babilonia. Il loro obiettivo: Ricostruire il Tempio di Salomone in Gerusalemme e successivamente stabilire un impero ebraico mondiale.
Nel suo corso d’insegnamento sull’Antica Massoneria CC. Zain appartenente alla Fratellanza della Luce spiega che il rituale previsto da questo grado richiede una profonda conoscenza dell’astrologia. Ma, il mostrare questo segno si dice sia un’azione derivante da un passaggio delle scritture: “Il segno è fatto”, scrive Zain, “infilando la mano sul petto e tirandola fuori”. La spiegazione ufficiale per questo simbolo –una storia nata per distogliere l’attenzione dalla verità con il profano- è che esso si riferisce al quarto capitolo dell’Esodo nella Bibbia “Ed il Signore disse a Mosè, poggia ora la tua mano sul petto; ed egli mise la mano sul suo petto; e quando la tolse si accorse che sembrava la mano di un lebbroso”.
Lebbrosa, è infatti, la mano del Massone che invano tenta di nascondere e coprire il suo fedele giuramento di totale alleanza a Jahbuhlun, la sua sacra divinità.
Ma, credetemi, non esiste alcun legame tra i Massoni e Mosè, un profeta di Dio, che Lo amava fedelmente, il Dio che traspariva dall’affermazione:”Io Sono, il Dio che regna per tutta l’eternità in paradiso”.

George Washington: in una posa massonica. Attorno al collo è presente il simbolo della dea della luna, il corrispondente femminile complementare al dio sole, Osiride, segretamente adorato dai Frammassoni. Questo simbolo, combinato all’oggetto a forma di diamante posto sopra, sta ad indicare che Washington fece giuramento di vendetta nei confronti di tutti i nemici dell’Ordine degli Illuminati.

L’ex Segretario di Stato Collin Powell tiene la mano di Yasser Arafat e occultamente inserisce la sua mano destra all’interno della sua giacca, come segnale diretto ad altri iniziati. Powell è un massone del 33° grado, e alunno del CFR (Council on Foreign Relations). Arafat fu anche un membro della Loggia Massonica.

Rutherford B. Hayes, Presidente degli Stati Uniti (1822-1893) – da didascalia soprastante: insieme a Franklin Pierce è risaputo fosse un Massone come riportato a un autorevole libro “I 10.000 Frammassoni più Famosi”, una pubblicazione ufficiale del Consiglio Supremo del Rito Scozzese.

Karl Marx, il radicale ebreo che ispirò Lenin e Trotsky con le sue teorie comuniste, era segretamente un Grande Sacerdote di Satana (vedi il libro di Richard Wurmbrand “Marx e Satana”). Qui si vede il suo ritratto ufficiale, e Marx mostra un enigmatico gesto Massonico della mano.

Vladimir Lenin, ebreo massone che guidò i comunisti contro lo zar di Russia, qui mostra il segreto gesto degli uomini che adorano il dio Jahbuhlun. Lenin e la sua schiera di seguaci stabilirono il Terrore Rosso, il brutale massacro di decine di migliaia di persone.

I Tre “Eroi” Comunisti: che cospirarono per stabilire una dittatura Bolscevica in Russia, Sergei Kirov, Mikhail Levandovsky eKonstantin Mekhonoshin. Questi uomini furono collegati alla tortura e alla morte di centinaia di persone prima che, in cambio, Stalin si occupò di eliminarli. Levandosky al centro, mostra il suo gesto massonico a Jahbuhlun. Mekhonoshin indossa il copricapo degli Illuminati.

Quattro comandanti di un Gulag

Il Principe della Corona Alessandro di Yugoslavia, che ora risiede a Londra,la città in cui suo padre, il re Peter, emigrò durante la seconda guerra mondiale, è ripreso durante il suo primo viaggio a Belgrado, in Yugoslavia nel 1991. Sua altezza reale, insieme alla famiglia, posa diligentemente per questa foto. La sua posa massonica sta ad indicare il suo intento di comunicare ai suoi compagni dell’élite che il potere della Loggia è stato ora stabilito pure nella nazione appartenente al blocco sovietico.

Il favolosamente ricco Salomon Rotschild, fondatore e sorvegliante del ramo del clan Rotschild in Vienna e Austria.

Quanto furono coinvolti il Vaticano ed il suo Papa Nero dell’ordine dei Gesuiti nell’assassinio del Presidente Abramo Lincoln nel 1865? Burke McCarty, in un suo straordinario libro del 1924, “ La Verità nascosta sull’Assassinio del Presidente Abramo Lincoln”, suggerisce che il potente ed influente Giacomo Antonelli, Cardinale e Segretario dello Stato Papale sotto il Papa Pio IX, supervisionò il piano per l’assassinio e persino nascose l’assassino stesso Jon Wilkes Booth nello Stato del Vaticano, dove era emigrato per trovare protezione dall’esecuzione stabilita dalle autorità Americane.
Nel libro, il ricercatore McCarty include questa foto del Cardinale Antonelli senza, comunque, spiegare l’insito significato del gesto della mano caratteristico della società segreta.

Fonte:

mercoledì 24 ottobre 2018

Cronos e Kairos



Il Tempo Opportuno, affresco di Francesco Salviati (1543-1545), Sala dell'Udienza, Palazzo Vecchio, Firenze




Tempo e "Tempo"

Filosoficamente parlando, presso gli antichi greci, esistono due concezioni del tempo: cronos e kairos: la quantità del tempo e la qualità del tempo. In realtà ne esiste una terza che indica l'eternità, eion, da cui eone. Per quello che interessa a noi, la prima, quantificabile e misurabile attraverso strumenti atti all'uopo, oscillazione atomica, orologio, clessidra, lumicino, meridiana, ecc., la seconda detta pure "momento opportuno" o "momento supremo" indica appunto il 'tempo' maturo per determinate azioni. Il calcolo di tale momento è dato, oltre che dall'intuito (ma qui può essere difficile se non impossibile districarsi) proprio da quelle arti che vedono nelle lancette planetarie il "momentum" esatto dell'azione, giacché è indivisibile il binomio tempo-azione. Se determinate direzioni primarie, profezioni, rivoluzioni solari financo i transiti segnano l'avverarsi di un accadimento rispetto ad un 'initium', possiamo altresì presupporre che "formulare" una domanda, un quesito di varia natura, un' "interrogatio" insomma, strettamente connessa all'intimità emotiva di chi interroga, in un determinato orario porti con sé la "compiutezza" della risposta, ovvero, lo svolgimento dei fatti e la loro fine: in poche parole l'essenza dell'astrologia oraria che in buona sostanza è strettamente connessa a quella elettiva. Ricordiamo sempre che è proprio la "previsionalità" l'essenza stessa dell'astrologia.
Eziologicamente, Kairos era una divinità, il più giovane dei figli di Zeus, che non appare prima del V sec. a. C. ad opera di Ione di Chio che gli dedica un inno. A Sicione, l'antica Sikyon, v'era una statua di Lisippo fatta in bronzo, con un epigramma: un ragazzo con le ali ai piedi, tenuti in punta,un rasoio in mano e la testa rasata, tranne che per un ciuffo davanti, sopra la fronte.
Ecco il testo dell'epigramma:
Chi era lo scultore e da dove veniva? Da Sikyon.
Come si chiamava? Lisippo.
E chi sei tu? Il Tempo che controlla tutte le cose.
Perché ti mantieni sulla punta dei piedi? Io corro sempre.
E perché hai un paio di ali sui tuoi piedi? Io volo con il vento.
E perché hai un rasoio nella mano destra? Come segno per gli uomini che sono più pungente di qualsiasi bordo pungente.
E perché hai dei capelli davanti al viso? Per colui che mi incontra per prendermi per il ciuffo.
E perché, in nome del cielo, hai la parte posteriore della testa calva? Perché nessuno che una volta ha corso sui miei piedi alati lo faccia ora, benché si auguri che accada, mi afferra da dietro.
Perché l'artista ti ha foggiato? Per amor tuo, sconosciuto, e mi mise su nel portico come insegnamento.

Il dio tiene pure una bilancia. Quello della bilancia è il tema ricorrente della psycostasia, ovvero pesatura dell'anima. Soltanto in alcuni autori è descritta la bilancia, come negli inni orfici, 13, o in Lucillio, api 275, nei suoi epigrammi. Qui la bilancia è 'sbilanciata', la mano destra sostiene il piatto più basso con il gesto apotropaico delle corna. In realtà sembra simboleggiare l'autodeterminazione che sottrae a Tyche il suo potere perché non debba scegliere, la dea bendata, tra due sorti.
- Cecco P.


Kairos (καιρός), traducibile con tempo cairologico,[1] è una parola che nell'antica Grecia significava "momento giusto o opportuno" o "momento supremo". Gli antichi greci avevano tre parole per indicare il tempo: χρόνος (chronos), καιρός (kairos) e αἰών (Aion). Mentre la prima si riferisce al tempo cronologico e sequenziale, la seconda significa "un tempo nel mezzo", un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale "qualcosa" di speciale accade, la terza invece si riferisce al tempo eterno. Ciò che è la cosa speciale dipende da chi usa la parola. Chi usa la parola definisce la cosa, l'essere della cosa. Chi definisce la cosa speciale definisce l'essere speciale della cosa. È quindi proprio la parola, la parola stessa, quella che definisce l'essere speciale. Mentre kronos è quantitativo, kairos ha una natura qualitativa.[2] Come divinità Kairos era semi-sconosciuto, mentre Crono era considerato la divinità del tempo per eccellenza, mentre Aion veniva associato a una divinità primordiale.

Indice
Kairos nelle arti e nei lavori


Kairos è un tempo il cui discernimento è primordiale in molti settori:
la medicina
la strategia
la politica

Dal locale verso il temporale passando per la misura giusta, il kairos ha avuto molti significati più o meno stabiliti e coerenti. Lo si traduce spesso come "occasione" ma il termine rende soltanto molto parzialmente un'idea ricca di molte sfaccettature. Non è possibile trovare un termine italiano equivalente che possa segnare tutte le relazioni che la nozione greca ha conosciuto.

Il kairos compie la riunione di due problemi: quello dell'azione e quello del tempo. Tutte le sue preferenze non sono temporali (in particolare coloro che si riferiscono alla "misura giusta" e all'"idoneità") ma contengono e completano le basi di un significato specificamente temporale. Il kairos implica una visione del tempo che possa conciliarsi con un'esigenza d'efficacia dell'azione umana. Il kairos è un momento, ma non inteso come una durata misurabile che si estende da un punto A ad un punto B.

Il kairos si ricollega ad un certo tipo di azioni che devono essere compiute "tempestivamente" e non tollerano né il ritardo, né l'esitazione. La nozione di kairos è indissociabile dalla parola greca, è indissociabile anche da un contesto che è quello della Grecia del VI e del V secolo a.C. È indissociabile quindi da un'epoca in cui l'azione diventa autonoma e non dipende più dalla volontà divina, la necessità di osservare il kairos è confermata per i Greci dalle loro esperienze in molteplici settori.
Nella medicina

Ippocrate ha individuato la nozione di crisi, momento critico dove la malattia evolve verso la cura o la morte. In questo momento è certo che l'intervento del medico prende un carattere necessario e decisivo.
Nel campo militare

Un buono stratega sa che la vittoria non è una semplice questione di superiorità numerica, ma un momento in cui l'attacco sull'avversario porterà il panico e darà un esito definitivo alla battaglia.
Nel settore della navigazione

Il settore della navigazione: dove kairos, associato con tyke (sorte) permette al navigatore di dirigersi sventando le trappole del mare. È in particolare in questo contesto che si trova la metis o intelligenza dell'astuzia.
In filosofia

In campo filosofico i maggiori pensatori che recentemente hanno riflettuto sul significato esistenziale e politico del kairos sono Walter Benjamin e Giorgio Agamben.
Nella politica

Nella guerra del Peloponneso, Tucidide dà importanza ai kairoi che attraversano la storia. Questi sono momenti che impegnano la sorte delle città: dichiarazioni di guerra, negoziati o rotture di alleanze.
Nella retorica


Kairos, affresco di Francesco Salviati (1552-1554), Palazzo Sacchetti, Roma

Il Kairos era molto importante per i Sofisti, che enfatizzavano l'abilità dell'oratore di adattarsi e di approfittare di circostanze variabili, contingenti. Nel Panatenaico, Isocrate scrive che le persone istruite sono quelle "che gestiscono bene le circostanze che incontrano giorno per giorno, e che possiedono un giudizio accurato nelle occasioni d'incontro quando si alzano e a cui raramente manca la linea di condotta opportuna".

Kairos è anche molto importante nello schema della retorica di Aristotele. Kairos è, secondo Aristotele, il contesto del tempo e dello spazio in cui la prova sarà affrontata. Kairos è accanto ad altri elementi contestuali della retorica: Il pubblico che è il trucco psicologico ed impressionabile di coloro che riceveranno la prova; e, La preparazione che è lo stile con il quale l'oratore veste la loro prova.
Nel campo artistico

È la sfumatura trascurabile, la correzione minuscola che favorisce il buon esito.
In teologia

Il termine "kairos" è usato nella teologia per descrivere la forma qualitativa del tempo.

Nel Nuovo Testamento kairos significa "il tempo designato nello scopo di Dio", il tempo in cui Dio agisce (per esempio Marco 1.15, il kairos è soddisfatto). Differisce dalla parola più solita per tempo che è chronos (kronos).

Nella Chiesa ortodossa, prima che la Liturgia Divina inizi, il Diacono esclama al Prete, "Kairos tou poiesai to Kyrio" ("È tempo [kairos] che il Signore agisca"); indica che il momento della Liturgia è un incontro con l'Eternità. In The Interpretation of History (L'interpretazione della storia, del teologo luterano neo-ortodosso Paul Tillich viene fatto un uso frequente del termine. Per lui, i kairoi sono quelle crisi nella storia (vedi l'esistenzialismo cristiano) che creano un'opportunità per, e in effetti esigono, una decisione esistenziale dal soggetto umano - la venuta di Cristo è un primo esempio. Se ne occupa diffusamente anche Oscar Cullmann in Christus und die Zeit (1946).[3]

Nel Documento di Kairos, un esempio di teologia di liberazione nel Sudafrica sotto l'Apartheid, il termine "kairos" è usato per denotare "il tempo designato", "il tempo cruciale" in cui il documento viene letto.

Il kairos ha dunque un ampio campo d'applicazione. Esiodo dice che è "tutto ciò che c'è meglio di qualcosa" ed Euripide dice che ciò "è il migliore delle guide in ogni impresa umana". Non è tuttavia dato a tutti di raggiungerlo; appartiene allo specialista che, avendo delle conoscenze generali, è capace di integrare i fattori del momento che gli permetteranno di osservare la particolarità della situazione. Il kairos dipende da un ragionamento e non è sottoposto al gioco dell'occasione, tuttavia svolge un ruolo decisivo nelle situazioni imprevedibili ed insolite.
Tutte le accezioni di kairos non sono direttamente legate al tempo ma tutte sono legate all'efficacia. Indipendentemente dal settore previsto (medicina, strategia, retorica...) inverte le situazioni e dà loro un esito definitivo (la vita o la morte; la vittoria o la sconfitta). È la condizione dell'azione riuscita e ci insegna che paradossalmente, il successo tiene quasi a nulla.[4]
Kairos sfugge costantemente alle definizioni perché si trova sempre al centro di due elementi: l'azione ed il tempo; la competenza e la possibilità; il generale ed l'individuale. Non è mai completamente da un lato o da un altro. Questa indeterminazione è legata al suo potere di decisione. Trattiene per ogni caso gli elementi necessari per agire ma non si confonde con loro. È "libero" di cambiare ed è per questo che è così difficile da afferrare nella pratica e da comprendere nella teoria.

Altri significati
Il tempo Kairos è spesso percepito come un periodo di crisi. I caratteri cinesi per “crisi” sono spesso una combinazione di caratteri per “pericolo” e “opportunità”, sebbene questo non sia del tutto vero.[5] A tal fine, si ha una possibilità di partecipare "ad una nuova creazione". Si ha la scelta tra il pericolo e l'opportunità, una possibilità di costruire qualcosa di nuovo da qualcosa di vecchio. Il tempo Kairos colma lo strappo con "il vecchio modo" creando un "nuovo modo".


Scultura di Kairos, opera di Lisippo, copia di Traù

A Traù (l'antica Tragurium romana), Croazia, nel convento delle suore benedettine, c'era uno straordinario bassorilievo che rappresentava il Kairos dal III secolo a.C., vi era raffigurato un giovane nudo, che correva. Il bassorilievo ora si trova al Museo Municipale di Traù. Secondo i greci antichi, Kairos era il dio del "momento passeggero"(una divinità semi-sconosciuta), di "un'opportunità favorevole che opponeva il fato all'uomo". Il momento deve essere afferrato (dal ciuffo di capelli sulla fronte della figura fuggente); altrimenti il momento è andato e non può essere ri-catturato (ciò è indicato dalla parte posteriore della testa che è calva.) Una statua di bronzo conosciuta in letteratura, fatta dal famoso scultore greco Lisippo da Sikyon, fu probabilmente un modello per il bassorilievo. Kairos è descritto nei versi del poeta Posidippo. La statua allegorica originale di bronzo fatta da Lisippo era collocata a casa sua, nell'Agora dell'ellenica Sikyon, ed era scolpito sulla statua di Kairos il seguente epigramma di Posidippo (APl119):

Chi è lo sculptore, e di dove? - Di Sicione. Il suo nome, qual è? -

Lisippo. - E tu chi sei? - Il Momento, signore di ogni cosa. -

Perché stai in punta di piedi? Corro sempre veloce. - Perché hai

due ali ai piedi? - Io volo col vento. -

Perché tieni un rasoio nella destra? - Come segno, per gli uomini,

che io sono più tagliente di ogni lama affilata.

E perché hai la chioma sul volto? - Per chi viene incontro, che l'afferri,

per Zeus. - E per quale motivo non hai capelli dietro? -

Una volta che io gli sia sfrecciato accanto sugli alati piedi,

nessuno, per quanto lo brami, mi afferrerà da dietro. -

Perché lo scultore ti ha modellato? - Nel vostro interesse,

o straniero, e nell'atrio m'ha posto come ammaestramento.[6]

Questa statua era il modello originale per le varie rappresentazioni di Kairos fatte anche nei tempi antichi e nel medioevo. Giovanni Tzetzes ha scritto a questo proposito, così come Imerio. L'immagine dei capelli che erano appesi sulla fronte e della nuca calva era associata in tempi romani alla dea Fortuna, la personificazione della buona e della cattiva fortuna. Molti autori citano ciò. Per esempio Disticha Catonis II, 26 si riferisce al concetto latino di Occasio (una parola femminile che può essere considerata come una traduzione letterale della parola greca Kairos; vedi anche Caerus) in questi termini: "Rem tibi quam scieris aptam dimittere noli: fronte capillata, post haec occasio calva", che significano "Non lasciarti mai sfuggire quello che sai può tornarti utile; l'occasione ha i capelli sulla fronte, ma dietro è calva". Fedro (V,8) scrive qualcosa di simile ed egli stesso ammette che il tema non era proprio suo, ma più antico. In Callistrato (Descrizioni, 6) c'è un lungo testo che descrive la statua di Lisippo.

Il tema del Kairos era sentito come estremamente importante durante il medioevo. Uno dei più celebri inni alla Fortuna è quello contenuto nella raccolta dei Carmina Burana. Questi i famosi versi che descrivono il Kairos: "Verum est quod legitur, fronte capillata, sed plerumque sequitur occasio calvata"; cioè "è vero ciò che si sente dire, la fortuna ha la fronte chiomata ma, quando passa, è calva". Si tratta di una chiara allusione al fatto che, nel momento in cui la Fortuna propizia si avvicina, essa può essere afferrata per i capelli che ha davanti (sulla fronte) ma -nel momento in cui si allontana- espone la sua nuca calva affinché non la si possa trattenere. La Fortuna, o Kairos, è descritta con tali attributi anche da Cesare Ripa nella sua Iconologia. Esistono ancora diverse rappresentazioni di Kairos; un rilievo, pertinente ad un sarcofago attico, databile al 160-180, si trova al Museo dell'Antichità di Torino -inv. 610- (Italia); un altro rilievo si trovava (ora andato perduto) a Palazzo Medici a Firenze; una perla d'onice (ex collezione Blacas, I-II secolo) con un'incisione del dio Tempo (vedi Caerus) con attributi di Kairos si trova al Museo Britannico; un rilievo frammentario di marmo che mostra Kairos, Bios (la Vita), e Metanoia (Ripensamento, il latino femminile Paenitentia) si trova nella cattedrale di Torcello (XI secolo); un affresco monocromatico di Mantegna a Palazzo Ducale a Mantova (1510 circa) mostra un Kairos con un aspetto femminile (più probabilmente è Occasio) con un giovane uomo che prova a coglierla e una donna che rappresenta Paenitentia; un affresco all'interno delle sale di rappresentanza del castello del Catajo (Battaglia Terme, Padova) in cui Kairos/Occasione è ben rappresentata con il ciuffo sulla fronte e i calzari alati.

Un concetto simile al Kairos è quello che si trova nel famoso motto "Carpe diem" e una sorta di ricorso nell'idea di Kairos è collegato con il tema della Ruota della Fortuna che gira in continuazione; infatti la parola greca usata da Posidippo per descrivere il Kairos (nel verso "Io corro sempre") è "aeì trochào" che alla lettera significa "Io giro sempre", e lo stesso verbo usato dal poeta e astronomo Arato di Soli (Phaenomena, 227, 309) per indicare il moto eterno delle sfere celesti. Non è un caso che nella Carmina Burana 17 la Fortuna è associata a una ruota che gira sempre (Tibullo stesso descrive la Fortuna con una ruota: "Versatur celeri Fors levis orbe rotae", Elegie, I, 5, 70).
Kairos nelle altre culture[modifica | modifica wikitesto]

I cinesi hanno un concetto del tempo molto simile al kairos: il Che.

sabato 13 ottobre 2018

Il 5G è arrivato: allarme mondiale degli scienziati


Connessioni ultraveloci, oggetti più interconnessi, internet ovunque. La tecnologia 5G è arrivata in fase sperimentale anche in Italia. Eppure appelli da scienziati di tutto il mondo chiedono di verificare i rischi sulla salute prima di installare la nuova tecnologia. Già 2G, 3G e 4G hanno dimostrato gravi effetti sulla salute per l’uomo.

Prossimamente ci saranno milioni di nuove stazioni base 5G sulla Terra, 20.000 satelliti in più nello spazio, 200 miliardi di oggetti trasmittenti: è arrivata l’Internet of Things (l’internet delle cose). Ci saranno le città intelligenti, case automatizzate, industrie robotizzate, sistemi di sicurezza e controllo più efficienti, servizi e oggetti come automobili, TV, elettrodomestici fino ai piccoli oggetti di uso quotidiano come pannolini per bambini, cartoni del latte, spazzole per capelli, vestiti e scarpe: tutto conterrà antenne o microchip. Tutto a connessione Wi Fi. Una connessione globale, sempre e ovunque.

La costellazione satellitare globale è affidata ad una decina di società, 3 le più grandi (SpaceX, OneWeb, Telesat) per coprire anche le zone remote della Terra: gli oceani, le foreste pluviali e l’Antartico.

                                                           Video dell’azienda OneWeb

La fase sperimentale, iniziata in Italia nel 2017 nelle aree metropolitane di Milano, Prato-l’Aquila e Bari-Matera, terminerà nel 2022 con il 5G a pieno regime su scala nazionale. Ma quali valutazioni sono state fatte sulla sostenibilità energetica, ambientale e sulla salute globale?

Il wireless consuma 10 volte l’energia che richiede la tecnologia con il cablaggio (cioè con i fili) quindi per ora il 5G, a regime, sembra essere meno conveniente dal punto di vista della sostenibilità energetica. I satelliti saranno localizzati nella magnetosfera terrestre che incide sulle proprietà elettriche dell’atmosfera. Organi di ricerca internazionali avvertono di una possibile ulteriore riduzione dello strato di ozono per il lancio dei razzi (previsti 300 l’anno) e del cambiamento climatico.


Quali sono gli effetti previsti sugli esseri viventi?

Il wireless funziona utilizzando impulsi estremamente rapidi di radiazione a microonde, la stessa dei forni a microonde. Studi clinici sugli effetti nocivi gravi da esposizione alle frequenze radio in uso (fino al 4G) sono ormai migliaia anche sugli animali e sulle piante e sempre più sentenze di tribunale sanciscono il nesso causale tra cancro ed elettrosensibilità. Oltre all’aumentato rischio di cancro anche stress cellulare, danni genetici, cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, disturbi neurologici, deficit di apprendimento e memoria, cambiamenti ormonali. Inoltre, una parte crescente della popolazione europea manifesta sintomi di elettrosensibilità specifica.

Per questo un appello sottoscritto da 170 scienziati, medici e organizzazioni ambientaliste di tutto il mondo chiede all’ONU, all’OMS, alle istituzioni dell’Unione Europea di bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G, anche nello spazio, in attesa che si accertino i rischi per la salute dei cittadini. Nell’appello si legge che le strutture elettricamente conduttive dell’organismo umano possono trasportare correnti indotte dalle radiazioni all’interno del corpo. Ma le stesse cariche in movimento possono diventare delle piccole antenne che rilanciano il campo elettro-magnetico verso gli strati più profondi dell’organismo.
Anche l’ISDE (International Society of Doctors for the Environment) Italia, nel rispetto del Principio di Precauzione e del Principio OMS “Health in All Policies”, chiede una moratoria sulla sperimentazione del 5G fino a quando non vengano fatte le opportune valutazione dei rischi ambientali e sanitari con piani di monitoraggio e obbligo di informare i cittadini esposti dei rischi potenziali.
Anche cittadini e amministratori chiedono cautele nell’impianto di torri vicino a zone residenziali, scuole e posti di lavoro. Ma la 5G richiede torri ogni 100 metri circa. Negli USA oltre 300 sindaci hanno annunciato una maxi-denuncia contro la Commissione Federale delle Comunicazioni se proseguirà ad installare forzatamente il 5G nelle città che hanno scelto di non averla. In Italia, comitati di cittadini, come quelli di Monteporzio Catone raccolgono documentazione scientifica per operare un controllo attivo sul territorio e chiedono di abbassare le soglie dei segnali elettromagnetici permesse dalla legge. Chiedono di fermare la sperimentazione 5G nelle città italiane finché non ci saranno prove scientifiche sull’innocuità di tale tecnologia.

Quest’anno è stato pubblicato da un gruppo di ricerca Italiano dell’Istituto Ramazzini Bologna anche lo studio più importante al mondo sugli effetti delle irradiazioni delle antenne per le radiofrequenze della telefonia mobile in uso fino ad oggi, condotto insieme al National Toxicology Program americano.
L’Istituto Ramazzini è un fiore all’occhiello della ricerca indipendente (rifiuta i finanziamenti dell’industria) ed è una cooperativa Sociale (ONLUS): Istituto Nazionale per lo Studio e il Controllo dei Tumori e delle Malattie Ambientali. Gli studiosi hanno riscontrato gravi tumori maligni su cervello e cuore, nonché infarti sugli animali. La dottoressa Belpoggio, direttrice della ricerca dell’Istituto Ramazzini, ha affermato: “I nostri studi sono stati ben eseguiti e senza pregiudizi sui risultati. Contribuiranno certamente all’onere delle prove che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) e le altre agenzie di sanità pubblica dovranno considerare per la rivalutazione della cancerogenicità elettromagnetica”.

Ma come viene misurato l’elettrosmog o inquinamento elettromagnatico? Con i valori SAR, Specific Absorption Rate, cioè attraverso l’indice di assorbimento elettromagnetico di un tessuto stimato in 2W/Kg in Europa, stabiliti dall’Unione Europea e condivisi in quasi 150 paesi al mondo (generalmente indicato nelle istruzioni allegate a un telefono cellulare al momento dell’acquisto). I SAR furono calcolati in obsoleti e antiquati test fatti in laboratorio non in vivo ma su fantocci di gel e solo sugli effetti termici (cioè su quanto riscaldavano il tessuto) e non sugli effetti biologici. E non è stato mai aggiornato su organismi vivi e su parametri biologici.
Il Principio di Precauzione avallato da gran parte degli organi istituzionali sanitari è spesso stato difficile da applicare. Ad esempio per i danni dovuti all’uso del tabacco e per la tossicità da amianto ci sono voluti anni di ricerche pubblicate, per decretarne la pericolosità. L’industria arriva prima, e per il 5G è ancora più evidente: la variabile velocità dello sviluppo tecnologico rende il percorso di tutela della salute più difficile. Tanto più che non ne parla quasi nessuno e cittadini e professionisti sono poco informati.
Le lunghezze d’onda 5G ad alta frequenza sono nuove e quindi molto meno studiate per gli effetti umani o ambientali. I ricercatori denunciano la difficoltà di poter valutare i rischi con strumenti epidemiologici, poiché non rimarrà un gruppo di controllo cioè non esposto alle radiazioni con cui fare il confronto. Ciò è particolarmente importante considerando che questi effetti sono probabilmente amplificati dalle esposizioni tossiche sinergiche e da altri comportamenti a rischio per la salute. Gli effetti possono anche essere non lineari. Ci vorranno anni o decenni prima che le vere conseguenze sulla salute siano note, considerato che questa è la prima generazione che ha una durata di vita, dalla culla alla tomba, a questo livello di radiofrequenze a microonde (RF EMR) artificiali.
Difficile prevedere l’effetto multiplo e cumulativo, cioè il risultato biologico a medio e lungo termine prodotto da una vastità di invisibili microonde dentro cui saremo immersi. Gli appelli degli scienziati sono volti a far conoscere i rischi e le incertezze per contrastare il ritardo sistemico delle agenzie regolatorie nel prendere posizione.


Il progresso della nostra società è basato sullo sviluppo della scienza e della tecnologia quando e se esse migliorano le condizioni di vita della popolazione e dell’ecosistema di appartenenza. Già ora le nuove generazioni hanno possibilità ambientali (l’accesso all’insieme della ricchezza ambientale cioè acqua potabile, fertilità della terra, biodiversità, etc.) minori di quelle dei genitori e sono in forte aumento soprattutto fra i bambini patologie oncologiche, neurologiche, metaboliche e immunitarie. Quando e chi si assumerà la responsabilità di una valutazione rischio/beneficio? Fino a quando parteciperemo allo sviluppo insostenibile?
Ognuno può adottare nella propria quotidianità misure di cautela al fine di limitare l’esposizione: per l’uso dei cellulari usare il vivavoce o le cuffie con i fili, non usare wifi in macchina e per internet di casa spegnerlo quando non lo si usa e soprattutto di notte.
Per il 5G riservare spazi liberi da RF soprattutto se destinati ai bambini (parchi pubblici, asili, scuole, zone residenziali), invitare i dirigenti scolastici e amministrativi ad utilizzare reti cablate per il collegamento a internet. Promuovere campagne d’informazione e chiedere ai propri amministratori l’impegno a non implementare la tecnologia prima che se ne attesti l’innocuità.

Per approfondire:















Articolo pubblicato per gentile concessione del sito www.italiachecambia.org

Link al testo originale pubblicato su Italia che Cambia: http://www.italiachecambia.org/2018/10/5g-arrivato-allarme-mondiale-scienziati/?utm_source=newsletter&utm_campaign=general&utm_medium=email&utm_content=relazioni

martedì 9 ottobre 2018

ALLUMINIO NEL CERVELLO DEGLI AUTISTICI. E I MEDIA ZITTI.


“L’esposizione umana alla tossina ambientale alluminio è stata ipoteticamente associata, in via provvisoria, ai disturbi autistici.

Noi abbiamo usato nel microscopio a fluorescenza con un fluoro selettivo all’alluminio per misurare, per la prima volta, la concentrazione di alluminio nei tessuti cerebrali provenienti da donatori diagnosticati per autismo.
Il tenore in alluminio in questi pazienti è risultato elevato costantemente. […]
Sono i valori più elevati mai registrati per l’alluminio nel tessuto cerebrale umano. Ci si deve chiedere ad esempio perché la concentrazione di alluminio nel lobo occipitale di un ragazzo di 15 anni debba essere di 8,74 (11,59) μg / g di peso secco?

[…] La preminenza di alluminio intracellulare associato a cellule non neuronali, osservata come rimarchevole, può avere una parte presuntiva nella turba dello spettro autistico”.

Questo il sommario (abstract) dello studio pubblicato il 26 novembre 217 dal 

I ricercatori sono

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Del Birchall Centre, Lennard-Jones Laboratories, Keele University, Staffordshire, Regno Unito.

Gli interessati possono leggere l’integrale qui:

Avrete notato la cautela del linguaggio: “in via provvisoria”, l’alluminio “può avere una parte” nell’autismo, “ci si può domandare come mai” se ne trova tantissimo nel cervello “di un ragazzo di 15 anni”…. I ricercatori della Keele University devono sapere benissimo quanto potenti sono coloro che la loro scoperta disturba, e quali pericoli corrono a pubblicarla. Su di noi che la pubblichiamo, pende il rischio di essere chiusi per “fake news” e “complottismo antiscientifico” oscurantista.

Come sempre, questo tipo di studi non è stato finanziato né dalla sanità pubblica né dalle case farmaceutiche. Questo è stato sovvenzionato dal CMSRI, “Istituto di Ricerche per la sicurezza medica dei bambini”, ente senza scopo di lucro con sede a Washington.

L’anno passato, questa università di Keele ha anche pubblicato uno studio che dimostrava come l’alluminio abbia una parte importante nel declino cognitivo e nell’Alzheimer:

L’alluminio si trova in tutti i vaccini. Il dottor Chris Exley, il capo del gruppo di ricerca, che se ne occupa da vent’anni, ha lanciato un allarme specifico in un suo messaggio alla Conferenza sulla Sicurezza dei Vaccini (Vaccine Safety Conference) già nel 2011.




Ciò non ha impedito al governo PD e alla ministra Lorenzini (in Glaxo) di imporre le 12 vaccinazioni obbligatorie agli infanti, né al governo Macron (in Rotschild) di imporre ai bambini francesi 11 vaccinazioni, nonostante una petizione popolare che con oltre 660 mila firme di cittadini contrari.

Ci tocca essere ripetitivi, e chiamare in causa il ruolo sinistro del Circo Mediatico: che non solo nasconde le risultanze della Keele University, ma tratta da arretrati oscurantisti, preda di irrazionali superstizioni e di spirito antiscientifico coloro che obiettano a questo carico di vaccini imposto per legge agli infanti, sostenendo che “la Scienza” (maiuscola) non conferma, anzi dà torto ai dubbi e alle angosce. Invece, come vediamo, esistono eccome conferenze internazionali su questo tema, e non vi intervengono genitori anti-vax perché ignoranti o bloggers complottisti, ma veri scienziati come il dottor Exley (PhD)e e il suo team.

Tacciono l’epidemia di cancro anale – per continuare a narrare che i gay sono gay

Un altro allarme l’ha appena lanciato l’American Cancer Society: il cancro anale negli omosessuali è 100 volte più frequente che nei normali; è diventato un “problema primario di sanità pubblica”, di natura quasi epidemica per il ritmo travolgente con cui se lo trasmettono nei loro rapporti sessuali, sodomiti magari con HIV o/o papilloma virus che si uniscono al loro modo con “amanti” e “amici” anche sconosciuti nei loro tipici locali, tra sanguinamenti infetti ed altri liquidi fisiologici.. il papilloma virus, e l’HIV, praticamente endemici nell’ambiente, si scoprono essere fattori esplosivi per trasformare la condizione “pre-cancerosa” di mucose anali stressate in cancro conclamato. Il 60 per cento degli infetti muore entro i 5 anni.

Uno studio ad Haiti ha appurato che anche le donne che hanno subito sesso anale sono molto più facilmente soggette a cancro anale di quelle che non lo fanno; ed anche qui l’agente decisivo pare essere il papillomavirus.

Tutto ciò viene soppresso dai media, per non essere ritenuti “discriminatori” e di “anguste vedute. Ma soprattutto per non suscitare la furiosa della lobby LGBTW (F…Q ), che pretende di salvaguardare la “narrativa” secondo cui la vita del gay è appunto allegra e normale, invece che un seguito fiostole, ragadi, ascessi, incontinenza anale (ad alcuni piace), di prolassi dello sfintere, infezioni, febbri altissime, antibiotici, HIV, umilianti medicazioni e ricadute….

Di recente Teen Vogue, il celebre giornale di moda nella versione destinata alle adolescenti, ha pubblicato una “guida al sesso anale” per le ragazzine; un invito alle nuove frontiere della trasgressione dove si legge ad esempio:

“Solo perché hai una vagina non significa che l’anale è proibito. Molte proprietarie di vagine amano il giochetto anale. Non hai bisogno di avere una prostata per godere sesso anale. Anche per voi senza prostata, la stimolazione del vostro ano è tuttavia piacevolissima – ricordate tutte quelle terminazioni nervose…”.

In Italia, basta ricordare come i media – e specialmente i periodici femminili- hanno linciato la dottoressa Silvana De Mari, endoscopista che cura i sodomiti da 40 anni ed ha osato dire che essi sono cento volte più colpiti da malattie veneree e cento volte più soggetti a suicidio per depressione: “cattiva maestra” “sessista”, con l’aggravante imperdonabile di essere “cattolica” quindi “piena di pregiudizi”; ed è inquisita dalla procura di Torino, se denuncia dei sodomiti locali (“Torino Pride”) per “istigazione all’odio razziale”.

I veri portatori di chiusura antiscientifica e arretratezza culturale sono oltre ai pro-vax, i media – tanto più quanto più sono “progressisti” e “illuminati”.

Fonte: https://www.maurizioblondet.it/alluminio-nel-cervello-degli-autistici-media-zitti/