sabato 28 ottobre 2017

RAGNATELE NEL CIELO - SCIE CHIMICHE



" Ancora non sappiamo chi colpi' per primo, se noi o loro. Sappiamo pero' che fummo noi ad oscurare il cielo. "
- Morpheus. Dal film Matrix


"I veleni abbracceranno la terra come un focoso amante: i cieli avranno l’alito della morte e le fonti non daranno più che acque amare e molte di queste acque saranno più tossiche del sangue marcio del serpente. Gli uomini moriranno di acqua e di aria, ma si dirà che sono morti in seguito a malattie cardiache o polmonari... E le acque amare infesteranno i tempi come la cicuta, perché le acque amare partoriranno i tempi amari!"
- Rasputin


Se estraiamo cose preziose dalla terra, creeremo un disastro. In prossimità del giorno della purificazione, delle ragnatele andranno da un lato all’altro del cielo. Un vaso di ceneri potrebbe un giorno cadere dal cielo, bruciare la terra e bollire gli oceani
- profezia Hopi citata nel finale del film “Kojaanisqatsi” di Geodfrey Reggio


Hanno il potere di chiudere il cielo, allorchè nessuna pioggia cadrà durante i giorni della profezia; hanno il potere di mutare in sangue le acque e di spargere sulla terra ogni flagello quanto spesso desiderano.
- Bibbia, Libro della Rivelazione, cap.11


"Verrà il tempo dalla terra si solleverà una nebbia occulta che scioglierà le menti e i cuori di tutto il popolo".
- Anziano Hopi Dan Evehema

"Il figlio della perdizione è questa bestia-[così l'Anticristo viene rappresentato nell'Apocalisse] sembrerà che egli agiti l'aria, che faccia discendere il fuoco dal cielo, produrre dei lampi, il tuono e la grandine, rovesciare le montagne, seccare i fiumi, spogliare il verde degli alberi, delle foreste e renderglielo in seguito".
- XII secolo,profezia di Ildegarda Di Bingen
Ildegarda di Bingen (in tedesco Hildegard von Bingen; Bermersheim vor der Höhe, 1098 – Bingen am Rhein, 17 settembre 1179)
E' stata una religiosa naturalista,scrittrice,drammaturga,poetessa,musicista,compositrice,filosofa, linguista,cosmologa,guaritrice,consigliera politica e profetessa.


1 I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo. 2 Ma egli rispose: «Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia; 3 e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi? 4 Una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le sarà dato se non il segno di Giona». E lasciatili, se ne andò.
- Matteo 16,1-4








Hillary Clinton, e la Planned Parenthood




Image source : http://www.ilprimatonazionale.it/wp-content/uploads/2017/01/clinton-PA-276x420.jpg

http://www.ilprimatonazionale.it/esteri/hillary-clinton-la-planned-parenthood-federation-e-laborto-a-nascita-parziale-56546/

Planned Parenthood (inglese, "Genitorialità pianificata") è il nome collettivo delle organizzazioni nazionali che sono membri della IPPF, International Planned Parenthood Federation ("Federazione Internazionale genitorialità pianificata").

È stata fondata negli Stati Uniti, cosa che l'ha sempre portata al fronte del dibattito sul tema dell'aborto.

Planned Parenthood Action Fund ("Fondo di azione per la genitorialità pianificata") è un'organizzazione legata a Planned Parenthood che si batte negli Stati Uniti in favore della legislazione abortista, dell'educazione sessuale, dell'accesso a certi servizi medici anche contrastando la libertà all'obiezione di coscienza.
In Italia l'associazione affiliata è l'Unione Italiana dei Centri di Educazione Matrimoniale e Prematrimoniale (UICEMP).
https://it.wikipedia.org/wiki/Planned_Parenthood

Il movimento per il controllo delle nascite negli Stati Uniti d'America fu una campagna di riforma sociale svolta principalmente dal 1914 al 1945 in vaste regioni del paese; uno dei suoi obiettivi primari mirò ad aumentare la diponibilità della contraccezione (soprattutto femminile) attraverso l'educazione sessuale e la pubblicità ad essa connessa e a fare opera di pressione per la sua legalizzazione a livello federale.
https://it.wikipedia.org/wiki/Movimento_per_il_controllo_delle_nascite_negli_Stati_Uniti_d%27America

OMS: nel mondo 56 milioni di aborti ogni anno
http://www.prolife.it/2016/05/20/oms-nel-mondo-56-milioni-di-aborti-ogni-anno/

Aborto, la grande censura. Perché è così difficile parlare del mega scandalo Planned Parenthood
Leggi di Più: Aborto, censura sullo scandalo Planned Parenthood | Tempi.it

Usa. Lo scambio di favori milionario tra Planned Parenthood e Hillary Clinton
http://www.tempi.it/usa-lo-scambio-di-favori-milionario-tra-planned-parenthood-e-hillary-clinton#.WfQL8ohx2Ul

Aborto e satanismo: ecco il mondo di Hillary Clinton
https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-e-satanismo-ecco-il-mondo-di-hillary-clinton/



mercoledì 25 ottobre 2017

SEMPRE NUOVE CONQUISTE DELLA LIBERAZIONE


SEMPRE NUOVE CONQUISTE DELLA LIBERAZIONE


“50 bambini a settimana alla clinica del cambiamento di sesso. Alcuni hanno 4 anni”.
Non faccio che riferire un articolo del britannico Mirror: “Some are confused, others are trapped in the wrong body’: Astonishing 50 kids a week referred to sex change clinics”.
“Alcuni sono confusi, altri sono prigionieri nel corpo sbagliato”.
Prigionieri nel corpo sbagliato: sì certo, è l’autogiustificazione dei trans.

“L’accettazione crescente del tema “gender” può aver aumentato il numero dei bambini mandati agli specialisti”. Può, certo. Ma intanto, un numero crescente di piccini soffre di stare in un corpo sbagliato. Per loro fortuna, a Londra c’è chi sa liberarli dalle loro sofferenze: è stato aperto giusto giusto un reparto, pagato dal servizio sanitario nazionale, chiamato “Gender Identity Development Service (GIDS)”, che soccorre “bambini, giovani e loro famiglie che sperimentano difficoltà nello sviluppo del loro genere”. Tale “service” è nella sede di una clinica “impegnata a migliorare la salute e il benessere mentale” che si chiama Tavistock and Portman NHS ­ Foundation Trust. E’ insomma una filiale del Tavistock Institute di Londra, di cui abbiamo talora già parlato, in quanto specializzato nel realizzare “cambiamenti di paradigma” nella mentalità di massa.


“Interessante istituto, metà clinica psichiatrica e metà corpo delle forze armate britanniche, fu fondato e diretto a lungo dal dr. John Rawling Rees, psichiatra e insieme generale di brigata. Lì si sono sempre studiati gli aspetti della guerra psicologica. Nel 1945, il generale Rees, nel suo libro “The shaping of psichiatry by war”, propose che metodi analoghi a quelli sperimentati in guerra, potevano attuare anche il controllo sociale in intere società o gruppi, in tempo di pace”.

Abbiamo già raccontato come a questo Istituto si sia appoggiata la Scuola di Francoforte, occupata negli anni ’40 ad impedire la rinascita in Occidente della “personalità autoritaria” da cui, secondo quei filosofi, nasceva “Il fascismo”. Nelle parole di Theodor Adorno nato Wiesengrund: “La modifica della struttura mentale potenzialmente fascista non può essere ottenuta con mezzi soltanto psicologici; è un compito paragonabile alla eliminazione della neurosi, o della delinquenza, o del nazionalismo: questi sono prodotti dell’organizzazione totale della società, e vengono cambiati soltanto se viene cambiata la società”. Erotizzare la società, liberarla dai “tabù” sessuali, fu identificato come il metodo per sradicare dalle menti il “fascismo” e purificarle dalla delinquenza chiamata “nazionalismo”.

Il lettore che voglia rileggere i miei articoli precedenti, li trova qui:

Vediamo adesso che il Tavistock ha fatto grandi, ulteriori progressi nel “cambio di paradigma”, nella “accettazione sociale del gender” e della sua “terapia”. Il numero dei piccoli che bussano alla sua porta “è salito del 24% negli ultimi sei mesi, fino a 1302”. Due di questi pazienti hanno 4 anni, altri 17 hanno 6 anni. Vogliono cambiare sesso. Ma solo dall’età di 11 anni in poi il Tavistock, riconoscendo in loro una “lieve disforia di genere”, li cura “con potenti ormoni per ritardare l’inizio della pubertà: Non è dannoso la loro salute [no no], e dà ai bambini un tempo più lungo per prendere la decisione cruciale”, dice il professor Ashley Grossman, neuroendocrinologo esperto in gender: “Li usiamo nei bambini che, per qualunque ragione, hanno una pubertà precoce, anche a 7 anni, il che può essere stressante”. Nessuna indagine sull’ipotesi che magari la precocità sia dovuta all’ipersessualizzazione cui sono esporti i bambini. O magari, ad esperienze meno confessabili.
"Giunti a età più matura, 16-17 anni, possono decidere se vogliono proseguire con riallineamento del gender. Allora alle fanciulle viene somministrato testosterone e ai ragazzi, estrogeni per innescare il cambiamento”. Facile la via alla felicità.
Il bello della mentalità british è che applica il pluralismo delle opinioni.

Si dà la parola ad un professor Miroslav Djordjevic, “gender professor” il quale esprime qualche dubbio: in parte può essere una “moda” o capriccio (fad) dei genitori. “E’ impossibile dire che una bambina di cinque anni è transgender. E c’è il pericolo che, diventati adulti, i bambini possano pentirsi di quel che hanno scelto”.
Miriam Stoppard, una dottoressa che interviene molto in tv: “Sono certa che l’accettazione universale dei LGBTQ ha contribuito a legittimare e pubblicizzare la gender dysphoria e il suo trattamento”.
Ma la cantante Paloma Faith, consultata, comunica che alleverà il suo primo figlio, nato a dicembre, come “gender neutral”. Anzi: “Voglio avere tre bambini e saranno di genere neutro”.
Il giornale ci informa anche che Ria Cooper, nata maschietto, diventato a 15 anni “il più giovane paziente del cambiamento di sesso”, s’è stufata di essere donna e nei giorni scorsi – all’età di 18 anni – ha chiesto la terza operazione per ridiventare, diciamo, uomo: adesso ha capito che si sente a suo agio come un normalissimo omosessuale.
Si riferisce come a Los Angeles viva e lavori un truccatore professionale di 23 anni, Vinny Ohh, che s’è fatto fare tre operazioni di chirurgia plastica e 110 trattamenti al laser viso-e-corpo, spendendo 60 mila dollari, per coronare il suo sogno: somigliare a un “genderless alien”, ossia un extraterrestre né maschio né femmina. Adesso cerca dei chirurghi che gli asportino il pene onde coronare in modo definitivo la sua aspirazione, e non ne trova.

Il nuovo paradigma avanza.
Probabilmente vi sarà giunta la notizia che la “Biblioteca Michelle Obama” in California ha organizzato una lettura pubblica LGBT per i più piccini. Un mese di storie su questo interessante argomento educativo. Con al centro una “ora di storia drag queen” in cui la maestra è il travestito Kochi Mochi, che si presenta come un demonio cornuto.


A Parigi, davanti al Centro Pompidou è comparsa una installazione che è stata definita una “scultura”, dal titolo “Domestikator”, che rappresenta non è chiaro se un rapporto con una bestia o un rapporto anale omosessuale. La stilizzazione non consente di decidere subito.


Per fortuna abbiamo una pista. L’opera – se vogliamo chiamarla così – è stata già esposta nell’agosto 2016 alla “Ruhrtriennale” di Bochum. Insieme ad un altro prodotto creativo dello stesso artista, tale Joep van Lieshout, il cui significato può sfuggire a chi non sia dell’ambiente, se non fossimo soccorsi dallo stesso scultore: ha voluto rappresentare un enorme tubo digerente terminante in un enorme ano. Così istruiti, possiamo riconoscere che in questo caso l’artista ha rinunciato alla stilizzazione del suo Domestikator, per adottare il realismo o naturalismo più estremo.




Il Van Lieshout s’era già illustrato anni fa con la realizzazione “CasAnus 2007” – evidentemente l’olandese non riesce a pensare ad altro – una casa di una sola stanza che “consente agli abitanti di realizzare il sogno della vita”. Sogni che coltiva un certo gender, ovviamente, non tutti.

Ha abusato di un infante di 4 mesi. Libero dopo 3 anni.
Un esempio di apertura alla nuova temperie è probabilmente quello del giudice di sorveglianza di Mons, Belgio: ha fatto uscire di galera dopo soli tre anni il signor Alex M. (la privacy, mi raccomando) che nel 2013 era stato condannato a 7, dalla corte d’appello di Liegi, per aver abusato sessualmente, insieme alla sua compagna, di un infante di 4 mesi. Alex è già in libertà, però con l’obbligo di abitare a più di 25 chilometri dalla sua vittima.

Nello stesso ordine di idee, è degno di nota un caso poliziesco avvenuto nel New Jersey e riportato da USA Today il 19 ottobre. Un tale di nome Stephen Salamek ha postato sul sito di piccoli annunci Craiglist.com uno che suonava così: cerco “Woman/Moms that are into Cheese Pizza”, che letteralmente significa: “Donne/mamme appassionate di pizza al formaggio”.

Arrestato uno che voleva “Cheese Pizza”. Non era Podesta.
Salamek ha ricevuto la risposta di una madre di famiglia interessata, che – a sua richiesta – gli ha inviato per mal foto pedo-pornografiche. La mamma gli ha poi proposto un incontro con una bambina di otto anni, che l’uomo ha accettato. Anzi ha chiesto alla mamma cosa poteva fare per mettere a suo agio la bambina, prepararla: “Porno alla tv? O su Internet?”. A quel punto Salamek è stato arrestato dalla “mamma” che si è rivelato un agente dell’FB: l’investigatore era stato messo sull’avviso dal termine “Cheese Pizza”, ben consapevole del suo vero significato nell’ambiente pedofilo.
E’ notevole constatare che quando a chiedere “chese pizza” è un tizio qualunque, per l’FBI sta chiedendo occasioni di sesso con bambini; quando invece a chiedere Pizza è l’entourage di Hillary Clinton, John Podesta e i clienti della pizzeria Comet Ping Pong di Washington, è proprio letteralmente pizza che costoro richiedono. Al formaggio. Anche se la illustrano così:


Che dire. Nessun commento. Il cambio di paradigma è in atto.







sabato 21 ottobre 2017

I PRINCIPI DELL'ARTE DELL'AGGUATO DEGLI SCIAMANI TOLTECHI



I PRINCIPI DELL'ARTE DELL'AGGUATO DEGLI SCIAMANI TOLTECHI

«L'Arte dell'Agguato consiste in una serie di procedure e atteggiamenti che consentono al Guerriero di trarre il meglio da ogni possibile situazione.»

«Il Primo Principio dell'Arte dell'Agguato è che il Guerriero sceglie il proprio campo di battaglia. un Guerriero non va mai in battaglia senza conoscere i dintorni.»

«Scartare ciò che è superfluo è Il Secondo Principio dell'Arte dell'Agguato. Un Guerriero non complica le cose. Mira alla semplicità. Dedica tutta la sua concentrazione a decidere se ingaggiare o meno battaglia, perché ogni battaglia è per la vita.»

«Questo è Il Terzo Principio dell'Arte dell'Agguato. Un Guerriero dev'essere pronto e disposto a prendere posizione "qui e subito". Ma non all'insegna del caos.»

«Un Guerriero si rilassa, si abbandona, non teme nulla. Solo allora il potere che guida gli esseri umani gli apre la strada e lo sostiene. Solo allora. Questo è Il Quarto Principio dell'Arte dell'Agguato.»

«Di fronte a circostanze impossibili da affrontare, il Guerriero si ritira temporaneamente. Si dedica a qualcos'altro, va bene qualunque cosa. Questo è Il Quinto Principio dell'Arte dell'Agguato.»

«Il Guerriero comprime il tempo; questo è Il Sesto Principio dell'Arte dell'Agguato. Anche un solo istante conta. In una battaglia per la sopravvivenza, un secondo è un'eternità, un'eternità che può decidere l'esito. Il Guerriero mira a riuscire, quindi comprime il tempo. Non spreca neppure un istante.»

«Per applicare Il Settimo Principio dell'Arte dell'Agguato bisogna applicare gli altri sei; colui che pratica l'Agguato non si mette mai in mostra. Osserva da dietro le quinte.» (Carlos Castaneda, Il Dono dell'Aquila)



L'AGGUATO A SE STESSI È LA BASE DELLA FOLLIA CONTROLLATA

«Il Primo principio in assoluto dell'Arte dell'Agguato è che il Guerriero ponga l'Agguato a se stesso, e lo faccia spietatamente, con astuzia, pazienza e dolcezza.» disse don Juan. Avrei voluto mettermi a ridere, ma non me ne lasciò il tempo. Con toni succinti, defini l'Agguato come l'arte di usare il comportamento in nuovi modi per scopi specifici. Disse che il normale comportamento umano nel mondo della vita di ogni giorno era pura routine.»

«Ogni comportamento che si distaccava dalla routine provocava un effetto insolito sul nostro essere totale. Quell'effetto insolito era quello che cercavano gli Sciamani, poiché era cumulativo. Mi spiegò che gli antichi Sciamani, con la loro veggenza, avevano notato per primi che un comportamento insolito produceva un tremito nel Punto di Unione. Presto scoprirono che, se questo comportamento fuori dalla norma si teneva sistematicamente e si pilotava con saggezza, faceva alla fine spostare il Punto d'Unione. «La vera sfida per quei veggenti» continuò don Juan «fu di trovare un sistema di comportamento che non fosse meschino o capriccioso, ma combinasse la moralità e il senso estetico che distinguono gli Sciamani Veggenti da comuni stregoni». (...)

«Chiunque riesca a spostare il proprio Punto d'Unione in una posizione nuova è uno Sciamano» proseguì don Juan. «Da quella nuova posizione, egli può compiere ogni sorta di azione, buona o cattiva, nei confronti del genere umano. Fare lo stregone equivale perciò a fare il ciabattino o il fornaio. Lo Sciamano Veggente (l'Uomo di Conoscenza) mira ad andare oltre quel limite, e per farlo ha bisogno di moralità e bellezza.»
(Carlos Castaneda, Il Potere del Silenzio, pag. 98)

www.carloscastaneda.it
http://www.carloscastaneda.it/Libri-Castaneda/Citazioni-Il-Dono-dell-Aquila/Principi-Arte-dell-Agguato.htm

giovedì 19 ottobre 2017

Simbolismo e messaggi subliminali tramite i media per controllare le menti delle masse.



"Sono in pochi ad essere a conoscenza di un pericolo invisibile ma letale, che ha un effetto profondamente negativo sulle parti consce ed inconsce di gran parte della popolazione.

Parliamo di un pericolo paragonabile ad una vera e propria dittatura psichica, ovvero dell'utilizzo della persuasione subliminale nei media e nella pubblicità, attuata attraverso una manipolazione di parole, immagini, numeri, colori, ritmi e simboli che influenza direttamente le aree limbiche del cervello umano.

Il linguaggio di cui ci si avvale è elaborato in maniera tale da originare una dicotomia tra fantasia e realtà, e stimolare compulsivamente i bassi istinti attraverso suggestioni mondane e vuote, in aperto contrasto con la natura superiore di ogni essere umano, la quale risulta essere la parte maggiormente colpita.

Così facendo si sovverte la naturale sensibilità morale dell'uomo e si arresta sul nascere ogni impulso interiore legato all'evoluzione spirituale.

Gli effetti devastanti di tali influenze non sono mai stati analizzati a fondo, se non pochissime volte, e ciò che emerge è una manipolazione mentale ed emozionale a dir poco allarmante. Sono i giovani ad essere maggiormente colpiti, e sono loro, infatti, a mostrare soprattutto gli effetti dei messaggi perversi di tipo sessuale con i quali vengono bombardati in maniera sempre più invasiva. Naturalmente ogni loro filtro razionale viene superato, purtroppo, senza problemi.

Di messaggi subliminali sono permeati programmi televisivi, videogiochi, riviste, cartelloni pubblicitari e produzioni musicali.

E questa è solo una delle tante armi nell'arsenale degli psicopatici senz'anima e senza coscienza delle corporation che governano il mondo intero, e le cui uniche preoccupazioni sono quelle di ottenere sempre più profitti e di disumanizzare le masse. In che modo? Riducendo l'intera razza umana a un manipolo di narcisisti, invasati, insensibili, apatici, amorali, immorali o "depressi felici" la cui maggior soddisfazione è l'uso della propria carta di credito.

Solo attraverso lo studio della natura della coscienza e del suo rapporto intimo con il colore, il simbolo, il numero e la parola, possiamo riprendere quel potere che, inconsapevolmente, abbiamo messo nelle loro mani."

Michael Tsarion - L'uso sovversivo del simbolismo sacro nei media


L'uso sovversivo del simbolismo Sacro nei Media (Sub Ita)https://www.youtube.com/watch?v=6vF8cHA9vkI

lunedì 16 ottobre 2017

I NUOVI PADRONI DEL MONDO, I SIGNORI DELLA RETE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE





GAFA, OTT, NATU, FINTECH. Il mondo nuovo abbonda di sigle. Acronimi vecchi e nuovi dietro i quali, nel linguaggio di John R.R. Tolkien, prosperano gli oscuri signori di Mordor.



Invero, del tutto oscuri non lo sono, ma nella società delle mille luci, dello spettacolo che, come gli affari, deve continuare e non fermarsi mai, riescono ancora a restare sullo sfondo del grande pubblico. Innanzitutto, sveliamo gli acronimi, i quali non sono sigle neutre e sbrigative per addetti ai lavori, ma fanno parte integrante dell’apparato scenografico e psicologico del potere. Esso nasconde la verità e la sua stessa identità, cela, avviluppa, si circonda di aloni esoterici e iniziatici anche, e forse soprattutto nella società dello spettacolo, della finta trasparenza e delle notizie sparate h. 24.

GAFA è l’acronimo che unisce le iniziali dei quattro super giganti della tecnologia informatica, Google, Apple, Facebook, Amazon. Ad essi possono essere aggiunti Microsoft e IBM. OTT non è che l’iniziale di Over the Top, oltre la cima, ma anche esagerato, sopra il massimo, l’appellativo comune attribuito alle colossali corporations finanziarie e tecnologiche che, in stretta alleanza, dominano il mondo. NATU sono i fratelli minori, ma quasi altrettanto potenti dei GAFA. Si tratta di Netflix, che opera nel fondamentale settore dei media audiovisivi di intrattenimento, Airbnb, la piattaforma di intermediazione turistica, alberghiera ed immobiliare; Tesla, dal nome dal genio scientifico serbo Nikola Tesla è uno dei giganti della robotica, all’avanguardia nel settore dell’intelligenza artificiale (A.I.), capofila del famoso progetto delle automobili senza guidatore. Uber è un’altra piattaforma digitale, quella del mondo dei trasporti, nota in Europa per la concorrenza sleale ai tassisti ed agli operatori del charter.

Questi sono i nuovi signori di Mordor, uniti alla cupola della finanza internazionale -Goldman Sachs, Jp Morgan, UBS, le galassie Rockefeller, Warburg, Rothschild, i grandi fondi di investimento come Carlyle, Black Rock, Vanguard – con i quali hanno stretto una formidabile alleanza, all’ombra di un terzo soggetto, le agenzie riservate degli Stati Uniti, CIA, NSA e il DARPA. La meno nota al pubblico internazionale è quest’ultima, la discussa, per alcuni famigerata agenzia per i progetti di ricerca avanzata di difesa, che sviluppa, in collaborazione con entità private e di società controllate, ogni tipo di ricerca suscettibile di avere impiego militare. Il vecchio simbolo del DARPA era l’occhio massonico che tutto sorveglia. Creatura del DARPA fu Arpanet, il progetto per collegare tra loro i computer dell’esercito, che sviluppò le conoscenze da cui nacque la rivoluzione di Internet.

Dalla collaborazione tra le strutture di ricerca e di intelligence in sinergia con i migliori cervelli del pianeta, consacrata da apposite società di capitali miste con complessi incroci azionari, è esploso in pochi anni un mondo totalmente nuovo, quello della quarta rivoluzione industriale, i cui dominatori sono divenuti le aziende più capitalizzate del mondo, avendo superato giganti della “old economy” come le sette sorelle del petrolio. Google, nata come motore di ricerca, ribattezzata Alphabet per sottolineare che le sue attività spaziano in ogni lettera dell’alfabeto, è valutata in Borsa oltre 500 miliardi di euro, il doppio della petrolifera Exxon Mobil. Signori della rete, padroni del denaro, monopolisti della tecnologia e della tecnoscienze all’ombra degli “stati profondi” dell’apparato di controllo statunitense e, conseguentemente, del più potente esercito del pianeta. A tutti costoro è attribuito un altro neologismo, Fintech, ovvero l’unione tra finanza e nuove tecnologie, in parte legate all’ascesa inarrestabile della rete Internet, in parte ad un nuovo potentissimo attore globale, le cosiddette tecnoscienze (robotica, nanotecnologie, ricerca sull’uso del DNA ecc.).

Il controllo ferreo sui grandi mezzi di comunicazione, intrattenimento e formazione dell’opinione pubblica impedisce di conoscere e valutare il tremendo impatto di tale sistema di dominio sulle vite di tutti i popoli e di ciascuna persona. Rinviamo ad un successivo intervento un’analisi complessiva, e ci concentreremo invece su alcuni elementi di carattere economico, finanziario e antropologico. Persino osservatori di provata fede mercatistica stanno prendendo atto con timore della violenza e rapidità dei cambiamenti della società indotti dal potere Fintech. In Italia, uno di loro è il noto giornalista economico Paolo Panerai, di cui citiamo un brano tratto da un recente pamphlet scritto a più mani, il cui significativo titolo è Che mondo sarà con il mondo in mano ai Creso del digitale?

“Da quando è esploso il potere dei Creso di Internet, i cosiddetti OTT (Over the Top), da Google a Facebook; da quando è sorta una tacita (tacita? Non faccia il pesce in barile, dottor Panerai! N.d.R.) alleanza tra gli OTT e il mondo della finanza e di alcune banche principalmente americane, che dà luogo al nuovo modello denominato Fintech, si intravvede fortissimo il rischio che a vincere siano i Creso e che la politica di fronte alla loro forza siano impotenti e destinati alla sconfitta, facendo diventare i cittadini una sorta di paria del nuovo potere “. Parola di un sostenitore del modello economico globalista, non di paranoici complottisti o, come si preferisce dire adesso, di populisti ignoranti. Un altro nomignolo collettivo è Big Data, che designa i colossi di Silicon Valley gestori di reti e connessioni, dai quali non possiamo aspettarci che schedature, politiche, culturali, pubblicitarie, mediche e di ogni altro genere. Ma sono sempre gli stessi dianzi nominati, sotto l’ombrello sempre meno creduto della narrazione progressista, democratica e libertaria (storytelling, direbbero loro). Al riguardo, possiamo tranquillamente sottoscrivere il giudizio di uno dei padri del sistema, il nipote di Sigmund Freud Edward Bernays, autore del celebre saggio Propaganda: il miglior travestimento di una dittatura è la democrazia, se si controllano i mezzi di informazione.

La cronaca, per chi la osserva senza passività e pigrizia, è chiarissima: l’Unione Europea, una volta tanto, ha battuto un colpo, esigendo dall’Irlanda il recupero di ben 13 miliardi di euro di sconti e benefici fiscali concessi ad Apple. L’ex tigre celtica aveva vissuto un suo piccolo boom ad inizio millennio, ospitando le sedi di aziende del Fintech, offrendo condizioni tributarie e riparo legale alla girandola di conti, società controllate o di comodo, fatturazioni “carosello” che hanno gonfiato ricavi e profitti della Mela – e non solo- alle spalle dei sistemi tributari di mezza Europa ed alla faccia della libera concorrenza, il mantra più falso che mai con il quale codesti giganti nemici ci dominano.

Il presidente di Amazon, il cui patrimonio personale è di circa 60 miliardi di dollari, dichiara gli introiti europei in Lussemburgo, il paradiso fiscale “legale” dell’Unione Europea, patria dell’oligarca Jean Paul Juncker, ma soprattutto il porto sicuro di Clairstream ed Eurostream, le società di clearing (compensazione dei debiti e crediti generati dalle attività economiche e finanziarie) che inghiottono, digeriscono e sbiancano i patrimoni più sporchi del mondo. Adesso, lo stesso granducato reclama all’azienda di Jeff Bezos 250 milioni di imposte, che, per uno staterello di circa mezzo milione di abitanti, non sono pochi. Non è difficile intuire che sono gli OTT a gestire i potentissimi server del sistema di clearing e la mole di dati crittografati che, se conosciuti, cambierebbero definitivamente la visione del mondo di miliardi di persone.

Quanto all’Italia, è nel mirino Google, il motore di ricerca con 900.000 server in giro per il mondo, capofila degli investimenti nelle tecnoscienze e dell’intreccio tra alta finanza e tecnologia. L’Agenzia delle Entrate reclama oltre 2,5 miliardi al supercolosso di Mountain View, ed è stupefacente che Confindustria, attraverso il suo organo, Il Sole 24 Ore, abbia preso le difese del grande elusore fiscale seriale. Situazioni analoghe vive Facebook, di cui si conoscono dati ufficiali agghiaccianti: in Francia è riuscita a pagare imposte per 319 mila euro nel 2015 a fronte di ricavi per 266 milioni di euro. Si tratta di meno dello 0,2 per cento, circa l’uno per cento del dovuto! I dati italiani non sono troppo diversi.

Airbnb mette in contatto chi offre locali, stanze, immobili, alberghi e simili e chi li utilizza. Solo a Roma, si parla di un giro di migliaia di pernottamenti giornalieri che sfuggono ad ogni controllo, non solo tributario. Il sistema è assai utilizzato anche per coprire prostituzione e illegalità varie. Gli operatori tradizionali soffrono e non di rado chiudono, oppure devono sottostare ai consueti ricatti del mercato dove il pesce grosso divora senza pietà tutti gli altri, sino a determinare impoverimento e deserto economico. Di Uber sappiamo molto, a partire dalla farsesca liberalizzazione del trasporto privato promossa dal compagno Bersani.

Quanto riferito non è che uno spaccato minimo di quanto sta succedendo da circa dieci anni, con un’accelerazione che possiamo datare all’inizio della presidenza Obama. Fu l’abbronzato avvocato dell’Illinois, infatti, a determinare l’avanzata dei nuovi signori di Mordor, attraverso l’assenza di qualsiasi regola negli Usa, sede delle aziende, dei laboratori di ricerca e, naturalmente, delle entità finanziarie che hanno sostenuto il progetto planetario.

Tuttavia, è proprio negli Usa che si parla di “uberizzazione” o “walmartizzazione” della società, con riferimento all’immensa catena di beni di consumo a bassa qualità ed alla proletarizzazione progressiva di masse umane sempre più ingenti negli stessi paesi cosiddetti sviluppati. La giustificazione teorica, ripetuta sino alla nausea, è che le piattaforme informatiche ed i GAFA, in modo diverso, beneficiano i consumatori. Polverizzata l’intermediazione ed il commercio diretto – anche di grande superficie – i costi scendono. Vero solo in parte, ma intanto milioni di impieghi, migliaia di aziende muoiono, e il consumatore, questo nuovo esemplare zoologico in forma umanoide, non è più tale per mancanza di denaro. Anche l’indebitamento coatto e continuo, il credito al consumo non riescono più a equilibrare il sistema: gli unici vincitori sono i supergrandi, Over the top, app



L’allarme di Tremonti

Un altro osservatore privilegiato che ha lanciato più di un allarme è Giulio Tremonti. Una sua intervista al Corriere della Sera è particolarmente dirompente; forse per questo è comparsa in pieno Ferragosto. Egli è convinto che in Europa, in assenza di una politica di protezione dei valori sociali e personali in pericolo, la combinazione tra OTT e finanza farà scoppiare una nuova crisi, che si può considerare il secondo tempo di quella scoppiata nel 2007 ed esplosa l’anno successivo. Tremonti è forse l’unico appartenente al ceto politico di massimo livello ad ammettere che il cancro del mondo è “l’ascesa al potere totale e globale dei Creso”. Neppure lui, però, si azzarda a portare l’analisi sino in fondo, riconoscendo che le crisi periodiche del modello capitalista mercatistico sono febbri volute e provocate dai piani più alti, per liberarsi dei fardelli “inutili”, impoverire altri popoli e sempre nuovi ceti, concentrando in mani sempre più grandi il mondo privatizzato.

La tecnologia, specie quella informatica e tecnoscientifica, vede realizzare fatturati superiori al PIL di interi Stati di rispettabili dimensioni. La mancanza di regolamentazioni, norme o limitazioni risponde ad una ideologia precisa, che è quella di cui è banditore Mark Zuckerberg, il padrone di Facebook, ovvero l’abolizione di ogni barriera giuridica, economica, fisica o politica che freni il potere economico, finanziario, tecnologico. Ciò è molto chiaro nel manifesto ideologico ha diffuso nel febbraio 2017, ovviamente in forma digitale ed esclusivamente in lingua inglese. Lo ha denominato Building Global Community, costruire la comunità globale, inquietante distopia universalista destinata a realizzarsi se milioni di persone non ne comprenderanno il devastante potenziale antiumano. E’ l’atto di fondazione della nuova repubblica digitale, che è in realtà un impero con al vertice Zuckerberg e la ristretta cupola di coloro che possiedono le conoscenze tecnologiche, indirizzano la ricerca scientifica, controllano l’industria, il denaro, la comunicazione e, possedendo tutti i mezzi, determinano tutti i fini.

L’ideologia che sorregge il progetto di cui Zuckerberg si fa interprete è un libertarismo estremo, tanto nel campo economico sociale che in quello dei cosiddetti “nuovi diritti”, l’intenzione è quella di forgiare una “umanità nova” che nasce, vive e muore sotto la regia di un Grande Fratello tecnologico globale. Basta con il potere degli Stati, quindi dei popoli e delle nazioni che li hanno fondati. Una società del tutto nuova, plasmata a misura di dominio e caratterizzata da un controllo sociale ed individuale generalizzato in cui, paradossalmente, sono i sorvegliati ad offrirsi come prede, in una sconcertante servitù volontaria difficilmente distinguibile dalla dipendenza da stupefacenti. Non si può non citare un brano del libretto cinquecentesco di Etienne de la Boétie, Discorso sulla servitù volontaria “Eppure questo tiranno, solitario, non c’è bisogno di combatterlo, e nemmeno di difendersi da lui. Non si tratta di strappargli nulla, ma solamente di non offrirgli nulla”.

A differenza del XVI secolo, oggi è molto più difficile riuscire a non offrire nulla di noi stessi alla tirannia digitale. Almeno, cerchiamo di riconoscerla, e qualificarla senza timore totalitarismo del terzo millennio. Per farci accettare il controllo sociale, ci drogano di libertà astratta. Il potere ha ben capito un’intuizione di Friedrich Schiller: “la gente esige la libertà di parola per compensare la libertà di pensiero, che, invece, rifugge.” Il mondo a cui abbiamo accennato sta portando a termine una rivoluzione paragonabile ai cambiamenti prodotti dal petrolio o dall’energia elettrica che sconfisse il buio. Lenin affermò che la rivoluzione comunista era il Soviet più l’elettrificazione. Oggi, abbiamo l’informatica più le biotecnologie al servizio di un grumo di multinazionali, con al centro le cosiddette Big Data. La rivoluzione digitale ci sta trasportando verso una docilità volontaria, premessa all’irreversibile rinuncia alla libertà ed alla personalità. L’intento delle multinazionali con sede negli Stati Uniti, i Big Data, i giganti dei dati e della tecnologia informatica, è quello di operare una radicale trasformazione delle nostre società sino a renderci, collettivamente ed individualmente, dipendenti da loro come un tossico dalla dose quotidiana.

Il fiume di denaro e profitto è vorticoso. La società Booz Allen Hamilton, per la quale lavorò il famoso divulgatore di segreti spionistici digitali Edward Snowden ha incassato 13 miliardi di dollari (circa 25.000 miliardi delle vecchie lire!) dal Dipartimento di Stato per la Sicurezza, e le su prestazioni sono di natura schiettamente spionistica. L’azienda è controllata dal gruppo Carlyle, uno dei massimi fondi d’investimento del globo, che vanta un attivo di 150 miliardi di dollari ed è definito, negli ambienti finanziari, la banca d’affari della CIA. Un’altra società, Palantir (il nome è una citazione del Signore degli Anelli, le pietre che permettono di conoscere il futuro) è specializzata nella raccolta analitica di dati, vale già 15 miliardi di dollari, è del ricordato Peter Thiel (Paypal, Google) e, stando alle “voci di dentro”, elabora algoritmi destinati a CIA, NSA, FBI. Lo stesso Thiel è promotore di Organizzazioni Non governative che professano un liberismo economico assoluto e considera suo maestro il filosofo francese René Girard. Il teorico del Capro Espiatorio fu infatti lo scopritore del “desiderio mimetico” che animerebbe l’umanità, studiato con attenzione dagli scienziati del marketing, della pubblicità per le sue ricadute nell’ambito del consumo.

Tatuaggio Elettronico

Significativamente, stanno scoraggiando l’uso di denaro contante con la risibile scusa del contrasto alla criminalità organizzata, la quale altro non è che la faccia nascosta di Fintech, il verminaio che scopriamo nel bosco sotto un tronco spezzato. A parte le ragioni di interesse immediato delle cupole finanziarie e quelle politiche di chi teme, in tempi di crisi, le corse agli sportelli, esistono altri due scopi. Da un lato, la mappatura di ogni nostra spesa o transazione per fini di varia natura, ma essenzialmente per ricatto e dominio, dall’altro si alimenta il già florido mercato delle carte elettroniche e dei microchip a radio frequenza (tecnologia RFID). In più, ci lasciano senza portafogli, con effetti psicologici profondi: homo sine pecunia imago mortis, e non c’è bisogno di traduzione.

Altre dominazioni incombono: i due maggiori fondi d’investimento, Carlyle e Blackstone, i cui domines sono le tre- quattro famiglie più potenti del globo, hanno speso la bazzecola di dieci miliardi di dollari per rilevare NCR, il gigante che produce registratori di cassa, distributori di banconote e dà in licenza la tecnologia dei POS, le macchinette attraverso le quali paghiamo con bancomat o carta di credito, presto obbligatorie anche presso i venditori stagionali di angurie e caldarroste. Intanto Paypal sta studiando una pillola che consentirà di non dover più conservare o ricordare le password di accesso ai servizi. La soluzione finale è un circuito stampato, che diventa un tatuaggio elettronico in grado di monitorare dati corporei, aprire i cancelli al posto delle card e simili prodigi: l’alienazione dell’Apocalisse, portare sul corpo il marchio della Bestia postmoderna, il 666 personalizzato ed inconfondibile di Big Data.

Poi c’è il fondo In-Q-Tel, messo in piedi dall’intelligence americana in collaborazione con i giganti di Silicon Valley, che investono in società specializzate nell’analisi e nel controllo delle reti sociali (social media). Un applicativo il cui nome è Dataminr, al fine di anticipare gli eventi, processa dati provenienti da Twitter, il cinguettio preferito dalle classi dirigenti di tutto il mondo. Prodotti simili vengono regolarmente utilizzati dalle banche d’affari per prevedere i movimenti di mercato. In parole semplici, se la cantano e se la suonano. Ma vogliamo essere “smart”, furbetti solo per qualche attimo, ed allora diciamo che si tratta di aggiotaggio ed “insider trading” in grande stile. Il mercato deve essere libero, anzi sgombro; prima fuori i piccoli, poi i meno grandi o i non allineati, infine fuori tutti. La privatizzazione del mondo per concentrazione successiva procede spedita e la fintech degli OTT ne è il profeta e braccio secolare. Come ha rivelato il giornalista investigativo Daniel Estulin, i vertici di Big Data partecipano alle riunioni del riservatissimo Gruppo Bilderberg, dove, alcuni anni fa, si è discusso amabilmente della collaborazione tra Stati nel ciberspazio, con ampia approvazione della partecipazione attiva dei giganti privati.

Microsoft investì centinaia di milioni di dollari per consentire ad alcune multinazionali, tra le quali Coca Cola e Blockbuster, l’accesso ai dati di Facebook, autentica miniera di informazioni planetarie e potente strumento di controllo. La più grande azienda che compravende legalmente dati è Acxiom, di cui Facebook è socia. Google è il colosso dei colossi e possiede migliaia di server dislocati in tutto il mondo dedicati ad immagazzinare e conservare informazioni personali e globali; sta inoltre sviluppando un computer quantistico che polverizzerà la già ragguardevole velocità raggiunta dagli apparecchi in attività. Il controllo telematico, dunque, ha Google come snodo ed insieme terminale. Il suo stesso nome è un vasto programma, giacché richiama la potenza inesprimibile dell’infinito. Googol è infatti un termine coniato da un matematico per esprimere il numero formato da 1 con 100 zeri, cioè 10 alla centesima potenza. Quel numero illustra la differenza tra un numero enorme e l’infinito. Gli indicatori che Google usa per tracciarci sono almeno sessanta, e il Bilderberg ha orientato vari incontri sulle tecnologie di controllo della popolazione.

Quanto ad Apple, la creatura di Steve Jobs dispone di capitali liquidi per almeno 215 miliardi di dollari, quasi interamente nascosti nei numerosi paradisi fiscali (gli autentici Stati canaglia) con il consenso del governo USA ed a spese di un intero popolo. Possono farlo, giacché gli interessi sono inestricabilmente connessi e il potere di ricatto di chi, letteralmente tutto sa, è immenso. La capitalizzazione è la più elevata mai raggiunta, 815 miliardi di dollari. La Mela ammise già nel 2008 di poter controllare gli i-phone a distanza, una delle sue invenzioni rivoluzionarie, con i computer Macintosh, i lettori di musica iPod, i tablet i-pad e tanto altro. Amazon segue con circa 500 miliardi. I ricavi annui di Facebook e Google, nella piccola provincia dell’impero chiamata Italia sono di almeno 2,5 miliardi ciascuno, ed aumentano del dieci per cento ad ogni esercizio, fagocitando e quasi sputando dalle fauci ogni concorrenza, nell’impotenza normativa e tributaria tanto italiana che europea.

Microsoft gode di una posizione di monopolio planetario nei sistemi operativi dei personal computer Windows, ed è proprietaria, tra l’altro di Skype, il colosso della messaggistica istantanea il cui portafogli è di circa 700 milioni di utenti registrati. I loro dati, ça va sans dire, sono entrati nella disponibilità della NSA americana. Lo stesso sistema Windows, nella sua versione più recente (Windows 10) raccoglie informazioni sul nostro conto. Può farlo, giacché li forniamo noi stessi: difficile che disattiviamo le opzioni che ci vengono offerte all’atto dell’installazione, raro che neghiamo alle applicazioni il permesso di usare il nostro identificativo.

L’economia postmoderna segue due linee principali: l’innovazione e la tecnologia distruggono il lavoro degli uomini, i costi immensi degli investimenti espellono inesorabilmente dal mercato anche i grandi. Restano i giganti. Whatsapp, il noto servizio di messaggi istantanei, è stato fagocitato da Facebook per 19 miliardi di dollari. Il monopolio generalizzato vede protagoniste nuove figure aziendali, le piattaforme digitali. Una è ormai molto conosciuta dal grande pubblico, ed è Uber. Si tratta di un servizio di intermediazione per trasporti di persone destinato ad eliminare i tassisti e le aziende di trasporto charter. Con un semplice accesso, si prenota un’automobile che ci porterà a destinazione. Uber incassa una percentuale (sono i nuovi caporali dal raggio d’azione illimitato), chi ci trasporta intasca pochi euro, oneri e rischi sono a suo carico. Ricordate la serrata propaganda sul diventare imprenditori di se stessi? Questo era l’obiettivo, il risultato è sotto gli occhi di chi vuol vedere.

Rivoluzione industriale senza crescita

I NATU, Netflix, Airbnb, Tesla, Uber sono legati ai supergiganti, poiché il processo di concentrazione è devastante. Airbnb è il concorrente del settore alberghiero, in Francia ha solo 25 dipendenti ed un fatturato di 800 milioni. I contratti sono individuali, precari, espellono i sindacati, ma soprattutto la solidarietà interpersonale. L’universo NATU generalizza una visione puramente mercantile della vita, hanno sostituito il concetto di persona- e di cittadino – con quello di consumatore, il nuovo idolo per i cui interessi dicono di lavorare. Il costo del lavoro nel mondo calerà ulteriormente, probabile un 16 per cento in meno in due-quattro anni. La torta da dividere è sempre quella, però, ed al 90 per cento dell’obsoleta umanità tocca contendersi poche briciole graziosamente sparse sotto il tavolo. Rivoluzione industriale senza crescita.

Le uniche funzioni che il monopolio globale degli OTT lascerà agli Stati saranno quelle di polizia e difesa intransigente della loro proprietà privata- contraffazione, brevetti, privativa industriale, licenze. Loro forniranno a caro prezzo i mezzi informatici e tecnologici di supporto e la facoltà di distribuire un reddito universale a quella maggioranza (a regime forse l’80 per cento) che non potrà più produrre redditi. Troppo pericolosa una massa senz’arte né parte. Bisognerà pagarla affinché non si ribelli e, consumando almeno un po’, alimenti il sistema. Tanto il denaro tornerà alla base, ovvero all’oligarchia.

Un bel dì vedremo alzarsi un fil di fumo, canta la triste Cio-Cio-San (Madame Butterfly) sognando il ritorno dell’amato Pinkerton. Il fumo verrà dalla Cina e sarà un incendio già attizzato con prepotenza, si chiama Alibaba, Tencent, Baidu, Huawei: altri OTT. Un’ulteriore rivoluzione è quella delle criptovalute, il denaro virtuale tra cui spicca il Bitcoin, su cui si allungano gli appetiti di Goldman & Sachs e probabilmente creerà problemi alle stesse banche centrali nell’emissione monetaria, con possibili nuove bolle speculative dagli effetti imprevedibili. Ciò realizzerà le teorizzazioni degli ultraliberisti Von Hajek e Friedman sulla concorrenza tra soggetti emittenti di monete.

Negli anni trenta del Novecento, Irving Fisher, un importante economista dell’epoca, diffuse beffardamente l’idea di “helicopter money”, la proposta cioè di lanciare denaro alla folla per sostenere i consumi. Con accenti diversi, i due citati venerati maestri del liberismo più intransigente immaginarono ciò che sta diventando realtà. Ne riparleremo in una riflessione successiva: un modesto reddito a tutti, inferiore al salario minimo di chi lavora, per ungere le ruote del meccanismo e, soprattutto, per disinnescare la bomba sociale (noi diciamo antropologica) di una società senza lavoro. Al vertice gli OTT fintech, finanza più tecnologia più gli “Stati profondi” degli Usa e dei loro alleati più stretti, Israele e Gran Bretagna.

Coming soon, come dicono loro: stanno arrivando.

di Roberto Pecchioli

http://www.accademianuovaitalia.it/media/com_form2content/documents/c3/a1007/f30/I%20NUOVI%20PADRONI%20DEL%20MONDO.pdf

domenica 15 ottobre 2017

Fluoro: una storia surreale



Fluoro: una storia surreale
Giorgio Petrucci – tratto da “I pericoli del fluoro”

Come Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda sono attanagliati dal dubbio: molti progetti di espandere le zone fornite di acqua fluorurata naufragano miseramente.
A titolo di esempio, riportiamo le conclusioni a cui giunse il 23 ottobre del 1997 il Comitato di studio sulla fluorurazione di Natick, città degli USA, riguardo al quesito posto loro dagli amministratori locali:
«Sulla base della documentazione fornitavi dai promotori e dagli oppositori, pensate che i potenziali effetti negativi associati all'aggiunta di fluoro nelle acque pubbliche di Natick superi i potenziali benefici ?».
Ed ecco le raccomandazioni del Comitato:
«Il Comitato per lo studio sulla fluorurazione di Natick ha condotto un'approfondita analisi della letteratura scientifica e fa le seguenti constatazioni riguardo i rischi e i benefici della fluorurazione delle acque:

1) Recenti studi sull'incidenza delle carie in bambini mostrano differenze da piccole a nulle tra comunità fluorurate e non fluorurate.

2) Dal 10 al 30% dei bambini di Natick evidenzierà da leggerissime a leggere fluorosi dentali se Natick fluorurerà la sua acqua (oltre il probabile 6% di ora). Approssimativamente l'1% dei bambini di Natick presenterà una moderata o severa fluorosi dentale. La fluorosi dentale può generare grande ansietà per le famiglie colpite e può riflettersi in spese dentali addizionali. Questo non può essere liquidato come un semplice effetto "cosmetico".

3) I fluoruri danneggiano il sistema nervoso centrale causando cambiamenti comportamentali e deficit cognitivi. Tali effetti sono osservati a dosi di fluoruri che alcune popolazioni degli Stati Uniti ricevono ora.

4) Sussistono evidenze che i fluoruri siano neurotossici per lo sviluppo, nel senso che il fluoro attacca il sistema nervoso del feto in sviluppo a dosi che non risultano tossiche per la madre. Tale neurotossicità si manifesterebbe come un abbassamento del quoziente d'intelligenza e cambiamenti comportamentali.

5) La fluorizzazione delle acque mostra una correlazione positiva con l'incremento di fratture all'anca in ultrasessantacinquenni, basata su due recenti studi epidemiologici.

6) Alcuni adulti sono ipersensibili perfino a piccole quantità di fluoro, comprese quelli presenti nell'acqua fluorurata.

7) L’impatto dei fluoruri sulla riproduzione umana a livelli ricevuti dall'esposizione ambientale è un problema serio. Un recente studio epidemiologico mostra una correlazione tra decremento della fertilità nell'uomo e crescita dei livelli di fluoro nelle acque.

8) Analisi su animali suggeriscono che il fluoro è cancerogeno, specialmente verso ossa (osteosarcoma) e fegato. La carcinogenicità potenziale è sostenuta dalla genotossicità del fluoro e dalle sue proprietà farmacocinetiche. Studi epidemiologici sull'uomo non sono conclusivi, ma non è stato condotto nessun tipo di ricerca più appropriato.

9) Il fluoro inibisce o comunque altera l'azione di una lunga lista di enzimi importanti per il metabolismo, l'accrescimento e la regolazione cellulare.

10) Il fluorosilicato di sodio e l'acido fluorosilicico, i due agenti chimici che Natick ha intenzione di usare per fluorurare l'acqua, sono stati associati all'aumento della concentrazione di piombo nell'acqua di rubinetto e all'incremento di piombo nel sangue dei bambini. Ci si è basati su casi riportati e su di un nuovo studio ancora non pubblicato.

11) Se Natick fluorurerà le sue acque ai livelli proposti molti bambini di meno di tre anni riceveranno giornalmente più fluoro di quanto è raccomandato per loro.

Il Comitato giunge alla ferma conclusione che i rischi di sovraesposizione ai fluoruri superino di gran lunga i benerici della fluorurazione.

 https://www.disinformazione.it/fluoro2.htm

giovedì 12 ottobre 2017

Vaccini e linee cellulari fetali. Attacco alla genetica umana?



Sugli effetti collaterali dei «farmaci pediatrici» chiamati vaccini, non ci sono dubbi, se non nei cervelli di quelle persone profondamente analfabete e ignoranti che si informano tramite la televisione e i giornali, e da parte di quel mondo scientifico e corrotto collegato a doppia mandata con le lobbies della chimica e farmaceutica.

Moltissimi autori, ricercatori e medici onesti intellettualmente, descrivono che la causa degli effetti avversi starebbe non tanto nella parte antigenica (virale o batterica che sia), quanto negli adiuvanti e conservanti usati dalle industrie: sostanze neurotossiche (sali di alluminio e mercurio, ecc.), cancerogene (formaldeide, ecc.), antibiotici, ecc. Tutto estremamente corretto. Ma forse c’è dell’altro…

I vaccini contengono sostanze molto meno note – perché coperte dall’inviolabile segreto industriale – che si nascondono dietro sigle e/o acronimi e che potrebbero giocare invece un ruolo prioritario nell’eziologia di gravissime e incurabili patologie, per non parlare dell’inquietante modifica della genetica umana…

Le sostanze in questione sono: MRC-5, WI-38 e Vero. Ecco le informazioni riportate dai bugiardini delle rispettive società produttrici.

VACCINO INFANRIX HEXA
Nel vaccino esavalente prodotto dalla Glaxo contro difterite, tetano, epatite-B, poliomielite, pertosse e haemophilus influenzae tipo B: «prodotto da cellule di lievito (S. cerevisiae) tramite tecnologia del DNA ricombinante»; «propagato in cellule VERO».

VACCINO M-M-R VAXPRO
Nel vaccino trivalente prodotto dalla Sanofi Pasteur contro morbillo, parotite, rosolia: «prodotto su cellule embrionali di pollo»; «prodotto su fibroblasti di polmone diploidi umani WI-38».

VACCINO PRIORIX
Nel vaccino quadrivalente prodotto dalla Glaxo contro morbillo, parotite, rosolia, varicella: «coltivato in colture di cellule embrionali di pollo»; «coltivato in cellule diploidi umani MRC-5».

VACCINO PROQUAD
Nel vaccino quadrivalente della Sanofi Pasteur contro morbillo, parotite, rosolia, varicella: «prodotto su cellule embrionali di pollo»; «prodotto su fibroblasti di polmone diploidi umani WI-38»; «prodotto su cellule diploidi umani MRC-5».

VACCINO PENTAVAC
Nel vaccino pentavalente prodotto dalla Sanofi Pasteur contro difterite, tetano, pertosse, polio, haemophilus influenzae tipo B: «adsorbito su alluminio idrossido»; «prodotto su cellule VERO».
Libri e varie...

Per far crescere i ceppi virali usati poi nei vaccini, le corporation necessitano di un terreno di coltura rappresentato da cellule umane o animali o entrambe assieme (pollo e uomo). Vediamo adesso nel dettaglio cosa rappresentano e soprattutto cosa nascondono le sigle: VERO, WI-38, MRC-5.

Innanzitutto è interessante sapere che tutti e tre i brevetti di queste linee cellulari sono nelle mani della ATCC®, la più importante e sconosciuta organizzazione mondiale che si occupa di risorse e materiali biologici. Lavora fin dal 1925 sulla produzione, conservazione e vendita di microrganismi (tra cui fermenti e probiotici) e linee cellulari. La sede nei primi anni di attività dell’azienda era presso l’Istituto McCormick a Chicago, poi si trasferì all’università di Georgetown a Washington e ora si trova a Manassas in Virginia, vicino all’Istituto nazionale di salute americano.

– WI-38 (Winstar Institute 38, numero ATCC®, CCL-75)
La sigla WI-38 indica cellule diploidi umane. Cellule fibroblastiche polmonari di un feto femmina svedese, abortito dopo 3 mesi di gestazione perché la famiglia riteneva di avere già troppi figli. La linea cellulare isolata la prima volta da Leonard Hayflick e Paul Moorhead nel 1964 è stata ampiamente utilizzata nella ricerca scientifica, con applicazioni che vanno dalla creazione di importanti teorie nella biologia molecolare alla produzione di molti tipi di vaccini anti-morbillo+parotite+rosolia, anti-varicella e anti-herpes zooster. Dagli anni Sessanta ad oggi continuano ad utilizzare questa linea cellulare. Com’è possibile? A spiegarlo è la stessa ditta produttrice: la crescita di queste cellule è stata fatta aumentare grazie all’aggiunta di un fattore di necrosi tumorale (TNF alfa).

– MRC-5 (Medical Research Council 5, numero ATCC®, CCL-171)
Ancora più inquietante è il brevetto della linea cellulare MRC-5 sempre prodotto dalla ATCC. Si tratta di cellule polmonari prelevate da un feto maschio, abortito dopo 14 settimane da una mamma di razza caucasica, ma in questo caso ci sono anche altre informazioni aggiuntive. Questa linea è stata preparata e sviluppata da J. Jacobs nel 1966, partendo dalle cellule espiantate da un feto di una donna di 27 anni, inglese, ricoverata in manicomio. Lo specifica il report pubblicato su «Nature»: «non cellule oncogene, non malattie familiari, ma un feto espiantato da una donna per cause psichiatriche»!

VERO (numero ATCC®, CCL-81)
Le cellule VERO non sono di origine umana ma animale: derivano dai reni di una scimmia verde africana (Chlorocebus). Scoperte per la prima volta il 27 marzo 1962 dalla Chiba University in Giappone. La linea cellulare che ancora oggi si usa è quella ottenuta dopo il 93° passaggio di crescita cellulare al Laboratorio di Virologia Tropicale dell’Istituto nazionale malattie infettive della medesima università il 15 giugno 1964.

Il problema anche in questo caso è molto serio perché la rivista scientifica americana «Cancer Research» ha fornito evidenze sulla presenza di un virus di scimmia, denominato SV40, nei tumori cerebrali umani (gliomi) e nei campioni di sangue e sperma di individui sani. Questo virus presente nelle scimmie, dove sembra essere innocuo, come può aver saltato la specie e infettato l’uomo? Sono state inventate le teorie più bizzarre che ovviamente si commentano da sole: dal consumo alimentare di carne di scimmia, ai rapporti sessuali tra africani e la povera bestia.

La risposta necessita di uno sforzo mentale e una fantasia meno eccessivi: vaccinazioni! Molti ricercatori e scienziati ne sono convinti, come il professor Mauro Tognon, biologo e genetista dell’Università di Ferrara: «È noto dal 1960 che SV40 fu trasferito all’uomo mediante le vaccinazioni anti-polio eseguite su scala planetaria durante il periodo 1955-63. Durante quel periodo nei soli Stati Uniti d’America 98 milioni di individui, vaccinati con le antipolio, furono infettati con SV40». Nel sito ufficiale della ATCC che produce le cellule VERO, è riportato che tra le varie suscettibilità ai virus, c’è anche il SV40…

HIGH FIVE CELLS™ (Numero catalogo B85502)
Queste linea cellulare fu sviluppata dall’Istituto Boyce Thompson per la ricerca di piante di Ithaca, NY. Le High Five™ sono cellule di origine animale estrapolate dall’ovaio di un insetto: la falena Trichoplusia. Le cellule High Five™ sono la scelta migliore per via dell’alto numero di espressione proteica, e in questo substrato vengono coltivati i virus vaccinali come quelli dell’HPV, il Papilloma Virus umano.

Nel sito della società Thermo Fisher Scientific viene anche riportato il costo di queste cellule. Il costo di 3×106 (3 milioni) di cellule è di 1122 euro. Nel sito ufficiale viene specificato che questa linea cellulare va manipolata con molta attenzione. «Maneggiare come materiale ad alto rischio, contenimento di Livello 2 di Biosicurezza. Questo prodotto contiene Dimethyl Sulfoxide (DMSO), un materiale pericoloso».
Cosa succede inoculando DNA umano?

Alcuni dei virus citati, sono ospite-specifici e per sopravvivere creano stretti legami con le cellule in cui penetrano. Quando un virus matura e si divide, acquisisce alcuni frammenti del DNA delle cellule che lo ospitano e se viene utilizzato per preparare un vaccino porta con sé frammenti del DNA delle cellule su cui è stato coltivato (in questo caso DNA fetale umano).

Poiché il nuovo DNA virus/cellula-fetale è almeno in parte della stessa specie del destinatario del vaccino (razza umana), nel momento in cui il DNA virale modificato viene a contatto col DNA umano del soggetto che ha ricevuto il vaccino, si verifica la cosiddetta ricombinazione omologa del DNA (un processo che avviene spontaneamente solo all’interno di una stessa specie). Si vengono così a formare cellule con un DNA virus/cellula-fetale/vaccinato che possono venire riconosciute come estranee scatenando una risposta immunitaria volta ad eliminare queste cellule anomale (infiammazione). Dato che l’oggetto di questa battaglia sono le cellule del soggetto stesso, si può scatenare una «risposta autoimmune» nei soggetti che presentano una predisposizione.

Sarà un caso, ma oggi le malattie autoimmuni (oltre una ottantina, tra cui: diabete tipo-1, artrite reumatoide, lupus, tiroidite, sclerosi, ecc.) sono in crescita esponenziale tra la popolazione infantile e adulta. I geni che sono stati collegati all’autismo (AAGs: autism associated genes) hanno una sensibilità molto elevata verso gli insulti alla stabilità genomica in confronto al gruppo di tutti i geni contenuti nel genoma umano e in particolare la sensibilità maggiore è stata riscontrata nei AAGs del cromosoma X.

I virali prodotti da linee cellulari fetali contengono quantità inaccettabilmente elevate di frammenti contaminati di DNA fetale umano e questi vaccini potrebbero indurre l’autismo, proprio perché il DNA fetale contaminato dal virus agisce su aree del nostro genoma che sono più sensibili a questo tipo di insulto e che sono proprio le aree che contengono i geni collegati all’autismo. Ecco il classico esempio di danno epigenetico. Ma non è tutto…
Conclusione

Ricapitolando: nei vaccini pediatrici oltre ai pericolosissimi adiuvanti, metalli pesanti, formaldeide, antibiotici, ecc. si trovano cellule derivate da feti umani abortiti “tenute in vita” (passatemi il termine) da oltre cinquant’anni grazie a fattori tumorali di crescita e moltiplicazione.

Oltre a questo, che è sufficientemente grave per inquietarsi l’animo, alcuni vaccini contengono pure il virus SV-40 delle scimmie che potrebbe giocare un ruolo importante, come co-fattore, nell’insorgenza di tumori nell’uomo.

Da oltre mezzo secolo, ricercatori pazzi, al cui confronto Mengele è stato un pivellino, lavorano alacremente per tenere in vita cellule fetali che serviranno a Glaxo, Sanofi e Merck per la produzione di vaccini.

Solo chi è mentalmente ottuso o in totale malafede non vuole vedere la crescita esponenziale di patologie e disturbi vari nella nostra società, soprattutto in età pediatrica:

– 1 bambino su 6 ha disturbi specifici dell’apprendimento;
– 12-15% dei bambini hanno il disturbo da deficit di attenzione (ADHD);
– 1 bambino su 87 è all’interno dello spettro autistico, con un aumento del 1700% in 10 anni;
– 1% è la morte improvvisa del lattante (SIDS, morte in culla);
– 40 sono i morti e 15.000 le reazioni avverse al Gardasil (Vaccino della Glaxo contro il papilloma virus);
– 1 persona ogni 15, ultra 65enne, affetta da demenza, 1 su 8 oltre gli 85 anni;
– 1 persona ogni 450 manifesta il diabete infantile di tipo-1;
– 1 uomo ogni 2 ed 1 donna ogni 3 svilupperà il cancro nel corso della vita;
– L’Italia ha il triste primato in Europa per numero di tumori in età pediatrica.

Inoculando nel corpo di un neonato di due/tre mesi privo di un sistema immunitario maturo, batteri, virus, metalli pesanti (come alluminio e mercurio), antibiotici, formaldeide si corrono gravissimi rischi: disbiosi intestinali, infiammazioni, tra cui le pericolosissime encefaliti, malattie autoimmuni, allergie, ecc.

Ma cosa succede quando a finire nel sangue sono frammenti di DNA alieno? DNA con un corredo cromosomico femminile (XX) e/o maschile (XY)? Può questo interferire e/o squilibrare la genetica maschile e quella femminile? Tale abominio potrebbe influenzare il normale sviluppo fisico, mentale e sessuale di un bambino maschio?

L’epigenetica insegna che è l’ambiente e le informazioni che da questo partono a far attivare o disattivare le varie espressioni geniche nel corpo umano. La caratteristica forma a doppia elica allungata del DNA lo renderebbe un’ottima antenna per la ricetrasmissione di onde elettromagnetiche e dagli esperimenti compiuti dai russi il DNA, sottoposto a radiazioni elettromagnetiche, si comporta proprio come un “oscillatore”.

Il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier ne è convinto: «il DNA del genoma della maggior parte dei batteri patogeni contiene spezzoni che risultano capaci di generare onde elettromagnetiche a frequenza molto bassa, fino a 2 mila Hz». I ricercatori hanno rilevato «gli stessi segnali elettromagnetici di spezzoni di DNA batterico nel plasma sanguigno di pazienti colpiti da Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla e artrite reumatoide».

Questo significa che il DNA è in grado di emettere e trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza, i quali mantengono poi “memoria” delle caratteristiche del DNA stesso. Quale messaggio e quale informazione potrà trasmettere il DNA di cellule di un feto abortito di tre mesi negli anni Sessanta da una donna psichiatrizzata?

Stiamo per caso assistendo al tentativo criminale di modifica e/o inquinamento della genetica umana? Trasformare per esempio il maschio (XY) in un caotico miscuglio ibrido, dove non sa bene a che genere appartiene. Questo potrebbe essere molto interessante per l’Industria della malattia e quella che specula sulla vita: utero in affitto, fertilità, impianti, cure ormonali, banche del seme, ecc. Un giro di affari incalcolabile perché di mezzo c’è il controllo totale sulla vita…

Le previsioni ufficiali non lasciano spazio a molti dubbi: la combinazione tra la persistente denatalità ed il progressivo aumento della longevità conducono a stimare che nel 2050, la popolazione inattiva sarà in misura pari all’84% rispetto a quella attiva. Inattiva significa non in grado di procreare!

Negli ultimi 50 anni il numero di spermatozoi maschili si è ridotto della metà… Forse dovremo fare l’abitudine a titoli come questo: «Femminizzazione del maschio e infertilità maschile». La fortuna vuole che ci siano società biotech e farmaceutiche che lavorano per risolvere questo serissimo problema «creando la vita» on demand e soprattutto on pay.

Un domani infatti solo chi avrà soldi potrà permettersi di «comperare» e «fabbricare» una creatura vivente su misura, a proprio piacimento, mediante per esempio la scelta di un utero in affitto (passaggio transitorio) per giungere al vero e proprio commercio di impianti, ovuli e sperma sintetici creati in laboratorio. Quando poi finiranno la costruzione dell’utero artificiale, finalmente la donna sarà sganciata dal fardello assurdo e doloroso chiamato gravidanza!

Si ringrazia la d.ssa Valeria Gentili (https://www.popolounico.org) per le informazioni specifiche sui brevetti.

Articolo di Marcello Pamio

Fonte: https://www.disinformazione.it/Vaccini_cellule_feti_abortiti.htm

https://www.conoscenzealconfine.it/vaccini-e-linee-cellulari-fetali-attacco-alla-genetica-umana/?utm_medium=notifiche

lunedì 9 ottobre 2017

Ecco quanti sono (davvero) gli aborti in Italia


 Source photo: http://www.truenumbers.it/wp-content/uploads/2017/02/aborti-italia.jpg


Ogni mille nati ci sono 185 interruzioni di gravidanza. Nel Centro Italia si arriva a 211



Il grafico mostra il numero di aborti in Italia ogni anno. I dati del ministero della Salute raccontano di 87.639 interruzioni di gravidanza (IVG) praticate nel 2015, cioè 185 ogni mille nati vivi. Le statistiche variano molto a seconda delle aree del Paese prese in considerazione. Nel Nord sono state effettuate 39.728 IVG, al Sud 20.746 e al Centro 18.770. Nelle Isole gli aborti sono stati 8.395. Guardando al rapporto con i nati vivi, però, il dato è più alto nell’Italia centrale con 211,4 IVG ogni mille nascite, mentre il Mezzogiorno (182,9) sopravanza di poco il Settentrione (182,7). In Sicilia e Sardegna il rapporto è 156,3. Un dato che sembra non supportare la decisione dell’Ospedale San Camillo di Roma di riservare un concorso per l’assunzione di due ginecologi ai soli medici non obiettori.

GLI ABORTI IN ITALIA



I numeri ministeriali, inclusi nella relazione annuale al Parlamento, permettono anche di tracciare l’identikit delle donne che scelgono l’interruzione di gravidanza. La maggioranza si colloca nella fascia di età 30-34 anni (21,6%). Seguono le donne di poco più mature, quelle tra i 35 e i 39 anni, che rappresentano il 20,9%.

Insegnare il sesso in classe? – Guarda la puntata di #Truenumbers dedicata all’educazione sessuale
https://vimeo.com/143921795

Una percentuale di poco superiore alle 20-24enni, che sono il 20,6%. Oltre il 10% anche le 40-44enni (10,8%), mentre le donne al di sopra dei 45 rappresentano addirittura l’1% del totale. Le ragazze non ancora o appena maggiorenni (15-19) sono il 7,5%, quelle al di sotto dei 15 anni lo 0,2%. Un dato da non sottovalutare.

PIÙ LAVORATRICI E CONIUGATE




Quali sono le condizioni di vita delle donne che scelgono l’aborto? Innanzitutto, la maggioranza è composta da donne lavoratrici, la fetta più grande della torta qui sopra: rappresentano il 42%. del totale. Quasi alla pari le disoccupate (21%), leggermente meno delle donne in cerca di occupazione (22%), mentre le casalinghe sono appena il 2%. Ammontano al 10% le studentesse che scelgono di abortire. Infine, la tabella sotto racconta lo stato civile delle richiedenti l’IVG: se sembra “comprensibile” che le nubili siano il 53%, potrebbe sorprendere qualcuno che a interrompere la gravidanza nel 40% dei casi siano donne sposate. Le donne separate o divorziate sono il 6%, le vedove lo 0,3%.



I dati si riferiscono al 2015
Fonte: Ministero della Salute

Fonte articolo: http://www.truenumbers.it/aborti-in-italia/