giovedì 11 maggio 2017

Perché moriamo se le nostre cellule sono immortali?



Andrea Conti


“Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti sono soltanto il punto finale di una progressiva acidificazione dell’organismo”.

Così si esprime il Dr. George W. Crile, direttore della Clinica Crile in Cleveland, uno dei più famosi chirurgi del mondo.


In passato è stato dimostrato che una cellula potrebbe vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute. Un famoso fisiologo francese, Alexis Carrel (Premio Nobel nel 1912), al Rockefeller Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di un pollo per circa 30 anni in una soluzione salina (che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni.
Carrel giunse alla conclusione che il tempo di vita di una cellula è indefinito, fintanto che essa viene nutrita e ripulita dalle sue escrezioni.

Se le evacuazioni delle cellule venivano costantemente rimosse, le cellule crescevano e prosperavano. Condizioni non igieniche procuravano invece una minore vitalità, quindi deterioramento e morte delle stesse.
Carrel mantenne in vita le cellule di un cuore di pollo fino a quando qualcuno si dimenticò (dimenticò?) di eliminare le loro escrezioni. Riuscì quasi a decuplicare la durata media di vita di quelle cellule. In sostanza, la chiave per mantenere in perfetta salute una cellula, è quella di liberarla costantemente dai residui, dalle scorie dentro e intorno ad essa ...





Anche Arnold Ehret arrivò ad una conclusione pressoché identica: nel suo libro “Il Sistema di Guarigione della dieta senza muco” afferma che con un’alimentazione sana, dopo anni di cibi errati, inizialmente l’organismo libera gli intestini dei residui accumulati, e poi va sempre più a fondo ripulendo tutti i tessuti del corpo. E dopo che questo è avvenuto si acquisisce la salute perfetta.


Ma torniamo all’esperimento di Alexis Carrel (sopra nella foto) e alle sue conclusioni che possiamo trovare in ogni testo universitario di Biologia. Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva: “La cellula è immortale. È semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada.

Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente”.

Immaginate una casa da cui non si eliminano i rifiuti e si nascondono sotto il tappeto. Nel giro di pochi mesi, accumulando sporcizia ogni giorno, la casa avrebbe un odore orribile. Nel nostro corpo succede la stessa cosa. Solo che nel nostro corpo “nascondere sotto il tappeto i rifiuti” equivale a ritenzione idrica, gonfiori intestinali, tossiemia ematica, infezioni e infiammazioni dei tessuti. Il processo d’invecchiamento comincia dal primo momento della nostra vita e consiste nell’accumulazione dei prodotti di rifiuto non espulsi. Le cellule si deteriorano a causa dell’accumulo di tossine!! Inconsapevolmente, ci intossichiamo da soli.


Il nostro organismo è la macchina più perfetta e meravigliosa che possa esistere. Per questo possiede la capacità di autoguarirsi e disintossicarsi. Ma la società “evoluta” di oggi tampona continuamente con i farmaci i malesseri dell’organismo, non facendo altro che intossicarlo, e interrompendo di fatto un naturale processo di purificazione del corpo.

Un raffreddore o una tosse che indicano l’eliminazione in corso di muco dal nostro corpo, spaventano le mamme… e così si inizia ad imbottire i bambini fin da piccolissimi di dannosi farmaci, quando in realtà basterebbe lasciare lavorare e riposare il corpo, affinché esso completi naturalmente l’eliminazione delle scorie. I rimedi di una volta, in questo senso erano senz’altro migliori e soprattutto non intralciavano il processo di purificazione del corpo: un aereosol di acqua e sale, una siringa di acqua fisiologica nelle cavità nasali, fumenti, ecc.

Molte persone invece in preda alla paura e alla mancanza di pazienza preferiscono agire subito con antibiotici, sciroppi e farmaci vari, seguendo i consigli più “sinceri” delle Aziende Farmaceutiche. Dopotutto come contraddirle?… stanno facendo il loro lavoro: non a caso si chiamano Aziende!

Forse l’uomo sano, libero (da farmaci e debiti) e consapevole mette paura ai poteri forti, che ultimamente iniziano a perder colpi, grazie ad una più ampia presa di coscienza della gente e al rapido passaparola, possibile grazie alla rete internet. Fortunatamente molti stanno capendo e aprendo gli occhi. Sarà per i tempi “critici” che stiamo vivendo, ma le persone iniziano a comprendere che (quando è possibile) la natura può essere assecondata e aiutata nel suo lavoro, con metodi naturali.

Ecco perché ottimi risultati nascono da un’alimentazione equilibrata, una sana attività fisica e da un atteggiamento mentale positivo.

Fonte: www.fisicaquantistica.it

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