lunedì 7 agosto 2017

L'Esagono di Saturno


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L'esagono si presenta in natura attraverso diverse forme,per esempio; le celle degli alveari, la struttura di alcuni cristalli, i fiocchi di neve e la stella di David…

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L'Esagono di Saturno è uno schema nuvoloso persistente di forma esagonale al polo nord di Saturno, sito a circa 78°N. I lati dell'esagono sono lunghi circa 13.800 km, dunque ha un diametro più grande di quello della Terra. L'esagono ruota con un periodo di 10h 39m 24s, lo stesso periodo dell'emissione radio interna del pianeta. Tuttavia, l'esagono non si sposta longitudinalmente come le altre nuvole nell'atmosfera visibile. Il polo sud di Saturno invece non mostra alcun esagono, ma solamente un vortice simile a quello che si trova al centro dell'esagono posto al polo nord del pianeta.

fonte:http://it.wikipedia.org/wiki/Esagono_di_Saturno



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Marvel at the Giant’s Causeway in County Antrim - Ireland
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Giants Causeway Visitors Centre 44 Causeway Road | Bushmills, Bushmills BT57 8SU, Northern Ireland
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Basalto
 
Il basalto è la roccia tipica delle provincie magmatiche più grandi, come il plateaux del Deccan in India, il Plateaux del Paraná in Brasile, il Plateaux dell'Oregon negli Stati Uniti. Nel nord dell'Irlanda abbiamo il The Giant's Causeway. In Italia, invece, possiamo visionare, ad Aci Trezza (CT), I Basalti Colonnari dell'Antico Scalo dei Malavoglia. Il basalto è presente anche in altri grandi accumuli, come in Islanda, Vogurviti, a nord di Blonduös; nella provincia del Karoo in Sudafrica e nelle isole Hawaii.
https://it.wikipedia.org/wiki/Basalto

domenica 30 luglio 2017

Le terre di Gog e Magog oggi




original source in english here: http://heavenawaits.wordpress.com/how-does-gog-and-magog-relate-to-armageddon/

Le terre di Gog e Magog oggi
anonimo

Le nazioni di Ezechiele 38 devono essere prese alla lettera. Quando questo è il caso, si scopre che Magog, il luogo da cui viene l'Anticristo, si trova proprio nel cuore del territorio che Satana ha sempre controllato. Gog di Ezechiele è il nemico da nord (Ezechiele 38:15). Nell'Antico Testamento, il re del nord fa riferimento alle terre di Siria, Turchia e Iraq (Babilonia).

**** L'Iran è a nord-est, ed è coinvolto, menzionato in un attacco come un alleato.

**** Alleati sono anche 2 re del sud in questa battaglia, Etiopia e Libia.

Nel corso della storia questo territorio è passato nelle mani di molte nazioni: Assiria, Babilonia, Media-Persia, Grecia, Roma, musulmani e hashemiti. Quelli sono gli imperi e i regni che occupavano la terra della Bibbia.

# 1 Possibile Luogo di Gog e Magog

Mesec, Tubal, Togarma, Dedan e Siria scambiati con Tiro sei secoli prima di Cristo Ezek.27 :13-16. Queste terre definiscono chiaramente il nord. Il fatto che alcuni studiosi identificano i nomi delle antiche città del Medio Oriente con le moderne affini inglesi sembra sbagliato. Mesech NON è Mosca, Mosca ha appena avuto il suo 850° compleanno. La parola ebraica 'Rosh' è tradotta testa o capo 423 volte nell'Antico Testamento. Rosh non è la Russia. Anche se può essere coinvolta in eventi finali, i re del nord, storicamente, hanno agito contro Israele, sia che la Russia abbia aiutato o no.

Tutti gli atlanti della Bibbia stampati prima del 1940 mostrano che la terra di Gog è in Turchia, e Magog è nella parte settentrionale del moderno Iraq, a nord di Bagdadd. Mesec e Tubal sono nella Turchia di oggi è e in parti della Siria settentrionale e del nord dell'Iraq. Questo è il centro dell'ex impero ottomano, che si potrebbe riformare.



Tuttavia, se la visione è corretta, questi gruppi si potrebbero essere diffusi nel tempo, andando verso nord, quindi le seguenti mappe potrebbero rappresentare le aree di Gog e Magog.




# 2 Possibile Località di Magog

Studi talmudici ebrei tuttavia, identificano le regioni del sud dell'Iran, dell'Afghanistan, del Pakistan come la terra di Magog. Magog è Germania/Germaya/Gitya, che è una provincia in Persia. (Talmud gerosolimitano, tractate Megila, capitolo 1, Halacha 9, pagina 10A).

Secondo Giuseppe Flavio, Magog fu fondata da quelli che lui ha ciamato Magogiti, ma che sono dai Greci chiamati Sciti. (Antichità 06:01)

Gli Sciti erano un popolo iraniano nomade che parlava la lingua iraniana, ma la loro origine è sconosciuta. Le Sakas sono considerate un ramo degli Sciti da molti studiosi. Saka è il solito termine persiano, mentre Scita è un termine greco. (Cioè Saka in persiano è Scita in greco).

Ulteriori studi hanno identificato la regione corrente globale di nome Baluchistan come il vecchio Magog/Gitya, che in realtà è diviso oggi tra tre paesi: Iran, Pakistan e Afghanistan. In Pakistan occidentale, c'è anche una provincia del Baluchistan, vicino al Baluchistan iraniano. Essi hanno inoltre concluso che Gog, non è da Magog, ma che Gog e Magog sono due nazioni diverse, e che ci sarà una guerra tra di loro.

*** Sembra che Gog sia in Turchia e Magog in Iran/Pakistan/Afghanistan. Ci può essere una battaglia ancora tra musulmani sunniti e sciiti o tra regioni il cui capo sarà l’ultimo Mahdi. Il vincitore prenderà il territorio. C'è un passaggio in Daniele 7, dove si descrive il "piccolo corno" che conquista tre regioni. Forse c'è una battaglia tra Gog e Magog, che è legata alla battaglia condotta dal piccolo corno. Se così fosse, allora le parti (Gog e Magog) saranno meglio identificate.

Gog è il presidente di una delle nazioni, che Rabbenu Saadia Gaon paragona al califfo musulmano dei suoi giorni, perché Gog governerà molti popoli. Gogana è il nome di una città portuale sul Golfo Persico, che oggi viene chiamata Bandar-e Kangan, in Iran. Pertanto Gog, in questa prospettiva, rappresenta l'Iran, e Magog rappresenta le regioni del Baluchistan di Iran, Pakistan e Afghanistan. Magog, da questo punto di vista, copre il territorio che occupa al Qaeda.





Conseguenze a breve termine della sconfitta

Dal momento che Gog e suoi alleati sperimenteranno una grande sconfitta, questo li indebolisce nei conflitti con le nazioni vicine. Forse, una nazione Shita come l'Iran (Persia), un alleato di Gog, verrebbe indebolita a tal punto che potrebbe essere conquiata dai paesi sunniti vicini. Ciò potrebbe consentire al Mahdi, se sunnita, di consolidare il suo regno, o impero.

Un mondo arabo unito sotto il Mahdi

E' possibile, in entrambe le location #1 e #2, che il prossimo leader islamico (Gog) sarà l'Iran o l'Iraq/Turchia, e che diventerà principe capo. Egli governerebbe la Turchia e la parte settentrionale della Siria con l'Iran/Iraq, che è una buona parte del Vecchio Regno hashemita, attualmente rappresentato solo dalla Giordania e dall'Arabia Saudita che paga a causa della Giordania.

Si noti che le aree che compongono la "testa" sulla mappa quì sotto dell'antico impero greco. Questa è l'area generale profetizzata dal profeta Daniele occupata dall'ultimo sovrano che si oppone a Israele.




Uno sforzo per fare una valutazione ragionevole
Questo è il mondo musulmano oggi, che comprende le aree oggetto di discussione




Solo l'area verde scuro è sciita. Il resto della zona musulmana verde chiaro è sunnita. Sarebbe ragionevole pensare che se l'Islam avrà un sovrano che unisce il mondo arabo, non sia uno sciita, ma un sunnita. Gli sciiti hanno una previsione più elaborato del Mahdi, ma semplici numeri indicano che il mondo sunnita non seguirà un leader Shiita. Per quanto gli sciiti pensino diversamente, sembra più ragionevole che l'Iran ed i suoi gruppi satelliti sciiti dovessero alla fine integrarsi nella sunna, per stare sotto un unico leader. Tuttavia, potrei sbagliarmi. A volte un gruppo più piccolo, ma più determinato può vincere contro uno più grande, se è un nemico più passivo.

Dove vivrebbe il Mahdi?

Il libro di Daniele indica il governo e l’impero più attivo contro Israele, e lo identifica nella zona dell'antico impero greco. Questo restringe la posizione del Mahdi. Inoltre, sarebbe una zona sunnita. Da altre profezie bibliche (Ap 16), mi aspetto che il leader venga da una regione che si trova vicino al fiume Eufrate. Questo restringe il campo di nuovo.


 

http://www.reteccp.org/biblioteca/disponibili/guerraepace/guerra/yinon/yinon32.html

sabato 29 luglio 2017

ALCHIMIA E ORO MONOATOMICO



Source Photo:http://www.allthegoldyoucaneat.com/blog/2014/02/17/what-is-ormus/

ORO MONOATOMICO

Al seminario di Alchimia e Spagyria (o Spagiria), tenutosi a Torino il 9 Maggio 2004 ed organizzato dalla Herboplanet in collaborazione con l’Ass.I.S.A. (Associazione Italiana di spagyria ed Alchimia) si è parlato delle recenti scoperte relative alle non usuali proprietà dell’oro monoatomico, del fatto che la materia possa trovarsi in due posti differenti allo stesso tempo e che particelle fra loro distanti anni luce possono essere collegate in assenza di contatto fisico. Si è parlato del fatto che nel libro “Genesis of the Grail Kings” (in Italia pubblicato col titolo “Le misteriosi origini del re dei Graal”) si parla d’oro monoatomico e fra le altre innumerevoli utilità vi è scritto che in futuro quest’oro monoatomico sarebbe stato impiegato in campo medico, ed esattamente nella cura del cancro. Queste particelle di polvere bianca hanno particolari caratteristiche antigravitazionali, capacità di superconduttività (quando l’elemento oro è nella sua forma monoatomica, è effettivamente in uno stato di alta velocità di rotazione e perciò si comporta come un super conduttore) e capacità di piegare letteralmente lo spazio-tempo. La scoperta di questa polvere bianca o ceramica con caratteristiche di superconduttività (un super conduttore è una sostanza che consente che l’energia o la conoscenza fluisca senza resistenza) e con un elevato spin (alta velocità di rotazione) è avvenuta di recente. Nell’oro monoatomico, due elettroni possono unirsi tramite la loro mutua interazione; questi paia d’elettroni ruotano ad altissima velocità con quantità di moto eguali ed opposte; uno ruota in senso orario, l’altro in senso antiorario. “L’oro monoatomico crea perciò un vortice di luce che sta ruotando o girando a spirale ad una velocità terribile con zero quantità di moto, un’onda di particelle nulle. Infatti quando elettroni che ruotano in senso opposto si accoppiano, non sono più veramente una particella od un’onda nello spazio tempo. Queste onde nulle esistono in uno stato oltre i vostri blocchi, eppure intersecano la realtà fisica. Portano sempre più luce attraverso il vostro corpo”. Questo è quello che l’Alchimia dice di questo oro monoatomico o polvere bianca, si, perché la scoperta è recente, ma già gli antichi popoli della Mesopotamia la chiamavano “shem-an-na”, gli Egizi descrivevano questa polvere come “mfktz” e Nicolas Flamel e così per tutti gli Alchimisti non era altro che la “Pietra Filosofale”. L’Alchimista Philaletes (diciassettesimo secolo) nel suo libro “Secrets Revelated” dice “La nostra pietra non è altro che oro assimilato al più alto grado di purezza e sottile fissazione……Il nostro oro, non più volgare, è lo scopo ultimo della Natura”. Sempre Philaletes ci dice che questa polvere si chiama pietra in quanto è fissa, stabile e quindi in grado di resistere all’azione del fuoco così come qualsiasi altra pietra; è un oro più puro di un oro purissimo, è stabile, non brucia, ma è una polvere. Anche Nicolas Flamel (quindicesimo secolo) noto Alchimista e quindi conoscitore di tutti i segreti dell’Alchimia, nel suo Ultimo testamento (22 Novembre 1416) scrive che quando il più nobile metallo (oro) era essiccato e fissato dava come risultante una polvere fine (polvere d’oro) e che questa polvere era la Pietra Filosofale. Prima di arrivare alla Pietra Filosofale vi è un’altra medicina molto conosciuta in Alchimia, l’Oro Potabile, anche questo è in grado come la pietra di curare malattie, di ringiovanire, di trasmutare l’argento in purissimo oro a 24 carati e, gli Alchimisti, dicono che in questo Aurum Celesta o Oro Potabile ci sia dell’oro monoatomico e quindi con un potere di superconduzione, un simile processo di superconduzione è la base della trasformazione dei fenomeni biologici, fisiologici e psicologici verso livelli vibrazionali più alti.

http://scienzasegreta.forumfree.it/?t=53127811

mercoledì 19 luglio 2017

Aromaterapia sottile nei 36 decani



In un lavoro precedente ho evidenziato come fosse riduttivo e semplicistico l’uso quasi “talismanico” di cristalli o rimedi con una certa segnatura quale si vede spesso usata a livello di semplice moda. Ho anche spiegato quale fosse l’impiego appropriato che era seguito dalla scuola paracelsiana di medicina esoterica (nel rinascimento) e di fatto anche prima, durante il Medioevo, dalla medicina tradizionale, legata alle segnature, che ebbe in Hildegarda di Bingen una delle sue più alte espressioni. Tale uso delle segnature può essere detto “omeo-fisiologico” (si usa il “simile” per rinforzare il settore carente o squilibrato); tuttavia vi sono altri autori che in merito all’uso di certi rimedi hanno testimoniato un uso potremmo dire, per analogia, “omeopatico”: l’impiego di alcuni rimedi della stessa segnatura corrispondente al proprio segno di nascita (o magari all’ascendente) che avrebbero la finalità di riequilibrare gli aspetti specifici di una determinata complessione, in particolare riferita alle note del carattere, armonizzandone gli elementi “problematici” e potenziando i dati caratteristici di forza. Si tratta in certo senso di una sorta di “simillimum” astrologico-medico che individuerebbe il rimedio più risonante verso certi individui. Un impiego analogico di questo principio lo troviamo anche nella floriterapia di Bach specie nell’uso del “fiore individuale” o “personale”, che riequilibra le note carenti del carattere, anche se lì la scelta è orientata sul “tema di vita” dell’incarnazione individuale (tale negli scritti del dr. Bach) e non si basa su valutazioni astrologiche. Dobbiamo chiarire che il “termine “omeopatico” è una pura analogia, dato che le attribuzioni di questi rimedi non sono basate su una corrispondenza per patogenesi : essi restano quindi pur sempre omeo-fisiologici.

A tale proposito riportiamo l’insegnamento di uno dei più importanti autori in merito all’uso dei profumi ed aromi, legato a scuole e gruppi operativi della Tradizione esoterica occidentale: Leo Kaiti, un vero “classico” del settore. Il mio contributo è stato di elaborarlo ed adattarlo come aromaterapia sottile, quindi ricalibrandolo in senso psico-evolutivo e di medicina olistica. Poco fa abbiamo usato il termine “omeopatico”; questo perché, se si vanno a studiare le segnature dei rimedi presentati, si può osservare che a volte sono proposte piante con segnature opposte o complementari: es. Lavanda (Mercurio-Luna) per il segno d’Ariete (Marte), ma spesso anche segnature concordanti es. Rosa (Venere) per il Toro. L’uso di certi individui vegetali è quindi giustificato in base alla migliore affinità, in relazione alla strategia terapeutica o evolutiva scelta dall’Autore, e non ad una acritica applicazione delle segnature.

Si tratta di “profumi” quindi di oli essenziali (ma in alcuni casi anche della droga essiccata e usata per fumigazioni o profumazione in sacchetti), in ogni caso la base è quella dell’Aromaterapia. Poiché in realtà l’elemento cardine di questo insegnamento non sono tanto i Segni, quanto i Decani, quale elemento su cui costruire la specificità delle essenze vegetali, è necessario richiamare alcuni cenni della storia dell’astrologia, e in particolare di quella egizia, per caratterizzare queste figure astronomiche meno conosciute.




Contrariamente a quanto si pensa, non è vero che l’astrologia egizia apprese l’importanza dei segni e delle case solo in epoca tarda, e per influsso babilonese nel periodo alessandrino.
In effetti tale assunzione si basa sul fatto che lo zodiaco di Dendera ad esempio risale al I sec. a.C. Tuttavia il Libro delle Porte, che attesta i segni zodiacali, risale all’era ramesside (XVIII dinastia, Nuovo Regno) e il Libro delle Caverne (che indica ciò che corrisponde alle Case) risale almeno a Ramsete IV (XX dinastia, l’ultima del Nuovo Regno). Il merito di aver reso noti al grande pubblico questi testi (al di fuori dell’ambito accademico) e di averne dato una interpretazione astrologica chiara va al dott. Angelo Angelini nel suo ormai raro Manuale di Astrologia Egizia. Le dottrine in questione potrebbero essere anche più antiche poiché brani di questi “Libri” erano già contenuti nei Testi delle Piramidi. Tuttavia è una caratteristica della cosmologia (e teologia) egizia aver dato ampia importanza allo studio dei Decani, che sono poi arrivati alle altre culture astrologiche in epoca successiva, probabilmente ellenistica. La conoscenza di queste figure astronomiche è attestata già nel Libro di Nut (X dinastia). Questi 36 decani erano delle stelle o delle costellazioni che costituivano una sorta di “orologio astronomico”: dato che un nuovo decano sorgeva all’orizzonte ogni 40 minuti essi permettevano di misurare le ore della notte. Inoltre essi servivano a misurare il tempo siderale . Ogni dieci giorni un nuovo decano sorgeva all’orizzonte all’alba, appena un istante prima del sorgere del Sole (levata eliaca) dopo un periodo di tempo (70 giorni) durante il quale non era stato visibile, trovandosi al di sotto dell’orizzonte. Gli antichi commentatori ci confermano che tutti i decani erano invisibili per circa 70 giorni, compresi tra il tramonto eliaco ed il sorgere eliaco; avendo tutti lo stesso periodo di non visibilità, questo sistema garantiva grande regolarità alla misurazione del tempo.

L’anno egiziano iniziava con la levata eliaca di Sirio (Sopedet), la regina dei Decani e prima nella sequenza di essi. Poiché l’anno siderale constava di 36 x 10 giorni, si aggiungevano i cinque giorni epagomeni (o intercalari, a cui la teologia egizia faceva corrispondere la nascita di Osiride, Seth, Horus, Iside e Nephti) in tal modo si colmava la distanza che separava dall’anno solare. Anche così però lo scarto di sei ore faceva sì che ogni quattro anni la data della levata eliaca (così come la piena del Nilo) scivolasse in avanti di un giorno (e di un mese ogni 120 anni), per questo il calendario civile egizio era detto “anno vago”. Gli Egizi non aggiunsero mai giorni (bisestilità) per colmare questo disallineamento, non ne avevano bisogno poiché, come in ogni civiltà tradizionale, il loro tempo non era lineare ma ciclico. Ogni 1460 anni (ciclo sothiaco) la levata eliaca di Sirio tornava a verificarsi nella stessa data, e il calendario vago e quello sothiaco si riallineavano, nella data di quello che per noi è il 25 luglio. E tuttavia a causa delle precessione degli equinozi, nel corso dei millenni il decano di Sirio, nel giorno di tale riallineamento dei calendari, veniva a trovarsi sotto una diversa costellazione: a partire dall’Antico Regno forse con la levata eliaca era associata al Leone (e per quello i doccioni dei templi venivano scolpiti in forma leonina. Ma prima, in epoca predinastica, nel V millennio, la levata eliaca avveniva sotto la Vergine, e forse questo fu il motivo, secondo Schwaller de Lubicz, dell’originaria attribuzione di Sirio ad Iside, “la dispensatrice”. I decani erano quindi l’elemento mobile dello zodiaco e permettevano il calcolo della precessione degli equinozi.

Questo fa capire la grandiosità della visione teologico-astronomica degli Egizi che pensavano e calcolavano il tempo in funzione di un grande anno (ciclo precessionale) di 25.800, tanto da dare, alle loro dinastie, il nome di Mentu (toro) nell’Era del Toro, e nell’era dell’Ariete quello del dio Amon. E tutto questo, dalle ore della notte, ai cicli cosmici delle ere, era calcolato grazie alla regolarità dello scorrere dei Decani. Non stupisce quindi la grande importanza che questi ricevevano nella teologia stellare egizia, quali “effettori del tempo” (aggiungiamo che data la loro funzione nel calcolo delle ere, alcuni come Angelini, hanno visto proprio nel sistema decanale la chiave di comprensione della astrologia mondiale). Se i dodici animali dello zodiaco rappresentano l’aspetto statico della manifestazione – da cui partono gli ordini divini – i Baku, i Decani, erano gli esecutori divini, ed anche i mediatori di questi influssi.




Da un certo momento in poi, ma non si sa in quale epoca, i decani devono aver perso il loro riferimento stellare e ad essi fu attribuita una segnatura planetaria. Poiché purtroppo non siamo in grado di sapere con certezza quali costellazioni o stelle gli egizi indicassero con i nomi dei decani (se non pochissime, Sirio, la stella Canopo, il resto sarà forse un giorno compito dell’archeoastronomia scoprirlo) di fatto per noi non resta di essi che le decadi di giorni della loro reggenza.


Veniamo alle indicazioni delle essenze vegetali seguendo il testo di Leo Kaiti. Eviterò di riportare i nomi dei Decani o delle Intelligenze planetarie secondo le varie tradizioni, egizia antica, caldea ed ebraica (il Testamento di Salomone), o quelle più tarde dell’ermetismo alessandrino, sia per snellire la trattazione, sia per eliminare retaggi magico-teurgici che hanno qui solo un valore storico. Mi limiterò a dire che l’autore segue la nomenclatura di Firmico ( “Assican”, “Senacher”, etc.) per i decani, a cui, come dicevamo, viene assegnata almeno dall’epoca ellenistica una segnatura planetaria secondo la sequenza caldaica ( ♄ – ♃ –


– ☉-

– ☿ – ☾ ).

Le essenze e i profumi indicati sono soprattutto per uso “esterno”, da portare in sacchetti o, in caso, sulla pelle se si tratta di oli compatibili con questo uso, comunque in modo da far risuonare con essi il proprio campo aurico. Tale cosa favorisce l’allineamento con quel tipo di energia della propria segnatura di nascita, armonizzandone gli aspetti, favorendo ad esempio la compensazione dei lati oscuri e carenti del carattere, e l’ottimizzazione delle virtù positive di quel “raggio” decanale. L’azione è di tipo sottile, per risonanza con la frequenza di vibrazione dell’aura. Ariete


Al dinamico, irruento e impulsivo Ariete il Kaiti fa accostare la Lavanda che ne attenua gli slanci senza lederne l’individualità.


I


Decani di Ariete nell’opera Astrolabium magnum
Primo decano (21-30 marzo), Intelligenza di Marte. Carattere fortemente precipitoso e impulsivo. Essenza: Assenzio. Questo aroma dalla segnatura di Marte ma anche di Giove, pone sotto il controllo del re dell’Olimpo il bellicoso Marte. L’olio essenziale o il profumo di assenzio in questo decano modera l’aggressività e dona centratura e dominio di sé.
Secondo decano (31 marzo -9 aprile), Intelligenza solare. Attitudine al comando, grande dignità. Essenza: Basilico. Stimola il rigore di pensiero, sviluppo delle qualità intellettuali e del discernimento, il che gli permette di acquisire capacità ulteriori di controllo delle situazioni. Aumento del “magnetismo” personale del carattere.
Terzo decano (10-19 aprile), Intelligenza planetaria di Venere. Ricerca dei piaceri, del bello, è fortemente sentimentale. Essenza: Pepe. Attenua la tendenza alla gelosia, armonizza il carattere senza far perdere però lo lancio erotico, essendo anche afrodisiaco. Contrasta la tendenza alla pigrizia “venusina”, stimola la capacità di adattarsi al cambiamento. Toro


Al Toro, concreto e amante dei piaceri mondani e materiali, viene fatta corrispondere in generale l’essenza di Rosa, dalla classica segnatura venusina.
Primo Decano (20-29 aprile), Intelligenza mercuriale. Amanti degli studi matematici, dell’architettura e di tutto ciò che esprime ordine, di conseguenza, per senso di equilibrio anche amanti della giustizia. Essenza: Melissa. Essa allevia l’eccessiva malinconia a cui tendono i nati sotto questo decano. Contrasta l’ansia, il panico e le facili tendenze alle somatizzazioni viscerali. Dona anche naturale piacevolezza nei modi, avvicinando alla naturale segnatura venusina del segno.
Secondo Decano (30 aprile -9 maggio), Intelligenza lunare. Grandi aspirazioni, tendenza al successo sul piano materiale. La componente lunare rende tuttavia incostanti ed esposti a debolezze del sistema nervoso. Essenza: Zenzero. Contrasta la nevrastenia, è un tonico nervino.
Terzo Decano (10- 19 maggio), Intelligenza di Saturno. Carattere con tendenze alla cupezza, l’influsso decanale indebolisce il fisico e il morale. Questi soggetti possono facilmente trovarsi intristiti a cause delle avversità e delle ristrettezze materiale. Essenza: Rosa. Protegge dalla depressione e dalla malinconia, addolcisce l’intransigenza malefica saturnina, richiamando la giocondità, la piacevolezza di Venere che governa tutto il segno.

Per tutti coloro che sono sotto l’influsso del segno, a prescindere dalla decade, l’olio essenziale di rosa porta un benefico apporto. Gemelli


Spiccata intelligenza e doti intuitive, viva curiosità intellettuale, eclettismo, ma anche naturale mutevolezza e incostanza. In generale è proposto l’Origano, che rigenera le energia mentali e fisiche di questa instabile complessione, inoltre protegge in caso di eccessiva permeabilità della struttura psichica.
Primo Decano (21-30 maggio), Intelligenza di Giove. Predisposizione alle scienze astratte, scarso spirito pratico. Fortemente idealisti, si dedicano a discipline complesse, ma hanno difficoltà applicative e nel contatto con l’ordinario. Essenza: Vaniglia. Risvegliando il gusto per il piacere e l’ambizione, dona concretezza agli orizzonti di chi è sotto l’influsso di questo decano. Come “nota di base” la vaniglia stabilizza una psiche troppo fugace.
Secondo Decano (31 maggio-10 giugno), Intelligenza marziale. Emotivo e precipitoso, si lascia facilmente trascinare in scontri futili, disperdendo le proprie energie. Può essere un ottimo polemista, avendo buone abilità dialettiche. Essenza: Acacia. Analogicamente alle proprietà astringenti sul piano fisico, tale essenza attenua le caratteristiche “sanguigne” di questa complessione.
Terzo Decano (11-20 giugno), Intelligenza solare. Poco dinamico, è piuttosto pigro e indolente, soprattutto egoista. Tendenza a perdersi nelle frivolezze, dietro interessi futili, difficoltà a centrare i propri obiettivi. Vi sono molti collezionisti fra i nati in questo decano. Essenza: Menta. Stimola la mente in modo profondo, donando freschezza e obiettività di pensiero. Risvegliando dal torpore e dalla pesantezza porta anche maggiore capacità di autocritica e realismo. Cancro


Estrema sensibilità e ricettività, ma anche fortemente emotivo e suggestionabile. Il dominio della Luna comporta anche grande mutevolezza e instabilità, carattere contraddittorio e complesso. Sentimentale, amore per il mistero, romanticismo. L’essenza di Lillà può regolare, meglio di altre, l’evoluzione personale di questi soggetti: attenua le passioni, spegne le euforie psichiche, e d’altro canto sostiene nei periodi di depressione periodica e stabilizza la tendenza ciclotimica dell’umore. Favorisce il sogno veritiero in questi soggetti altrimenti esposti alla veggenza incontrollata.
Primo Decano (21 giugno-1 luglio), Intelligenza di Venere. Personalità piacevole, amabile, assai socievole, in grado di attrarre attenzioni e simpatie e di fare amicizia con grande facilità. Essenza: Sandalo. Ne amplifica la piacevolezza, essendo anche anche afrodisiaca; potenzia questi aspetti positivi del carattere aumentando la consapevolezza delle proprie doti. Aggiunge un elemento di protezione a questa complessione estremamente sensibile e percettiva: sensitività protetta.
Secondo Decano (2-11 luglio), Intelligenza mercuriale. Chiarezza di vedute, ma grande volubilità e vi è una certa predisposizione all’inganno per sostenere lo slancio all’espansione del proprio ego, che in questi soggetti è forte. Peraltro vi sono forti doti comunicative e diplomatiche Essenza: Tiglio. Riduce la tendenza all’inganno e al sotterfugio per proteggere la propria sicurezza. Crea un’attitudine di maggiore fiducia; contrasta anche la propensione alla gelosia morbosa.
Terzo Decano (12-21 luglio), Intelligenza lunare. Mutevolezza estrema nell’umore e nel temperamento. Generosità. Grande teatralità, eccellente predisposizione alla recitazione, all’esteriorizzazione di sentimenti. Forti doti medianiche, assai più sviluppati che in tutti gli altri segni e decani (Luna-Luna). Essenza: Ambra grigia. Attenua soprattutto le asperità del carattere, ed accresce la sicurezza in sé stessi, specie nelle relazioni pubbliche. Rende anche più inclini ad accettare e sviluppare il lato seduttivo del proprio carattere. Leone


Forza, calma, fierezza,tendenza al comando, ambizione, egocentrismo, a volte anche violenza. A questi aspetti è indicata come essenza l’Incenso, la cui segnatura è in accordo con l’aspirazione alla “regalità sacra” di questo dominio del Sole. Il suo potere purificatorio favorisce il processo evolutivo di allontanamento di certe influenze e abitudini che contrastano l’affermazione dell’Io. Al tempo stesso apre la strada ad un’influenza superiore, spirituale, che deve orientare questa volontà: il Sé.
Primo Decano (22 luglio-2 agosto), Intelligenza di Saturno. Animo nobile, generoso ma tendente anche all’irruenza, controllata in parte dalla forte volontà. Altissimo senso dell’onore e della dignità, fino all’estremo. Essenza: Angelica. Profumo tipicamente solare, apre il soggetto alle sue vere aspirazioni, alla generosità, alla parte più nobile del suo carattere.
Secondo Decano (3-12 agosto), Intelligenza di Giove. Forte volontà, ma molto intransigenti, insofferenti alla contraddizione, e poi loquaci. Essenza: Balsamo del Perù. Armonizza il sistema nervoso, e placa la mente assediata da pensieri e turbamenti eccessivi. Rende più aperti alla diplomazia.
Terzo Decano (13-22 agosto), Intelligenza marziale. Contrariamente a ciò che si penserebbe, non sono litigiosi, essendo anzi orientati alla concordia. Tuttavia vi è uno spiccato senso della giustizia, teso quasi all’assolutismo; carattere intransigente, che può arrecare difficoltà alle relazioni. Essenza: Ciclamino. Esalta le note del carattere, orientato all’altruismo, e ne migliora le capacità di mediazione, favorendo quindi lo scambio con gli altri. Vergine


Dall’indole timida e affabile, ma metodica e dotata di spiccata intelligenza analitica e di grande puntiglio, al limite della pedanteria, può essere anche freddo e avaro. Consigliato il Giacinito che ridesta la sensualità in questa complessione molto “cerebrale” e facilmente depressa.
Primo Decano (23 agosto-2 settembre), Intelligenza solare. Delicato, riservato, amante della natura. Essenza: Gardenia. Insegna ad alzare barriere protettive vero le influenze altrui, a non essere troppo remissivi. Accresce la sensualità, armonizzandola con il carattere del segno.
Secondo Decano (3 -12 settembre), Intelligenza venusina. Relativamente meno ordinato degli altri Vergine,ambizioso e piuttosto attaccato alla sensualità, alle speculazioni lucrose e al denaro. Spesso questo può procurare contrasti essendovi anche tendenza alla prodigalità. Essenza: Acacia. Porta un’armonia superiore nelle tendenze speculative di questa complessione, donando anche una migliore e più equilibrata applicazione.
Terzo Decano (13-22 settembre) Intelligenza mercuriale. Questo spirito planetario della sfera di Mercurio era descritto inconcludente, debole. Chi riceve questo influsso, sebbene dotato intellettualmente, manca di prontezza e risulta capace solo quando realmente motivato e se non incontra troppe difficoltà. Facile depressione morale, tendenza alla pigrizia; difficoltà a produrre. Sul piano medico, tendenza alla sterilità. Essenza: Achillea. Accresce l’interesse per l’esistenza, sviluppa la capacità di adattarsi al cambiamento, ad integrarsi con le vicende della vita. Stimola le energie psico-mentali assopite. Azione sia stimolante che armonizzante. Bilancia


Incline al bello, all’espressione artistica, agli alti ideali, rifugge la solitudine; inoltre possiede grandi doti comunicative e diplomatiche, grande fascino sugli altri. Per converso, può trovare difficoltà nell’assumersi responsabilità, prendere posizioni nette, rischiare di perdere il favore altrui. Continua ricerca di approvazione, bisogno di amore. Tende a concepire sentimenti non espressi. Può soffrire per constasti e incomprensioni con le persone care o i familiari. La Verbena ne valorizza il potere empatico, favorendo la comprensione con gli altri e lo scambio.
Primo Decano (23 settembre – 2 ottobre), Intelligenza lunare. Personalità complessa, dotata, leale. Grandi ideali di giustizia, bontà che spinge ad aiutare i più deboli; forte espressione tramite il campo artistico. D’altra parte risulta debole, incostante e influenzabile. Essenza: Iris. Rafforza l’amore per l’armonia dando però maggior equilibrio di carattere. Rende più lucide le facoltà intuitive. Armonizza gli aspetti critici della complessione lunare: soprattutto sul sistema nervoso, depressioni e angosce.
Secondo Decano ( 3-12 ottobre), Intelligenza di Saturno. Grandi doti di calma e distacco che però sfociano nell’indifferenza. Scarsamente comunicativo, ciò che complica i contatti umani, mentre sa brillare professionalmente. Gentile, comprensivo, tenace ed equilibrato: è una complessione positiva data l’esaltazione di Saturno in questo segno, tuttavia rimane la tendenza all’eccessivo distacco e alla cupezza. Essenza: Muschio. Rende maggiormente combattivi; maggiore slancio costruttivo sul piano pratico. Accentua la sensualità, per contro rende meno sensibili alle depressioni psichiche.
Terzo Decano (13-22 ottobre), Intelligenza di Giove. Sensuale, goloso, amante dei piaceri, tipicamente gioviale, allegro, insaziabile. Complessione caratteriale che predispone facilmente al successo, specie in ambito relazionale. L’eccessiva spensieratezza, anche nelle avversità o nei pericoli, tende tuttavia alla vera e propria incoscienza. Essenza: Giacinto. Armonizza gli aspetti della complessione gioviana, orienta le passioni in chiave meno materiale e grossolana. Scorpione


Aggressivo, violento, tormentato interiormente, caustico e fortemente vendicativo;non si confida mai e agisce tramando in modo nascosto. Introspezione nera, grande interesse per l’ignoto e il mistero. L’Erica con la sua essenza ne addolcisce le passioni e lo spirito di vendetta, illumina l’irraggiamento della volontà.
Primo Decano ( 13 ottobre -1 novembre), Intelligenza di Marte. Carattere energico, aggressivo e collerico, temperamento ambivalente ora incline alla durezza, ora alle manifestazioni d’affetto. malgrado la natura sospettosa dello scorpione, sotto questo decano vi può essere ingenuità ed eccessiva fiducia, che spesso da luogo a delusioni, di cui questi soggetti possono soffrire molto. Essenza: Tuberosa. L’azione calmante sul sistema nervoso armonizza l’eccesso marziale di questa complessione, rendendo fra l’altro più “ricettivi” ed accorti. Aumenta la comprensione e la capacità di perdonare. Utile anche per le depressioni e la malinconia.
Secondo Decano (2-12 novembre), Intelligenza solare. Carattere impulsivo, autoritario, estremamente orgoglioso. Animo impulsivo e passionale. La caratteristica dei segni d’acqua si manifesta in questi soggetti quale particolare e acutissima sensibilità che accende in loro avversioni intense e violente antipatie, non sempre giustificate. Essenza: Ginestra. Addolcisce e risana i “terreni aridi”, bilancia il carattere di questo decano e gli stati nervosi che ne derivano.
Terzo Decano (13-22 novembre), Intelligenza venusina. Sensualità molto accesa, violenza degli istinti e forte passionalità. Animo incline alla gelosia estrema, soffre facilmente per tormenti amorosi. Pur essendo vigoroso, può mostrarsi molto debole nelle avversità. Essenza: Cedrina. Attenua l’eccessiva passionalità e soprattutto questo tipo di gelosie. Agisce anche a sviluppare un amore purificato da tutto ciò che è semplice istinto. Sagittario


Generoso, benevolo, altruista e gioviale; è coraggioso, spesso anche impulsivo, e vive di grandi slanci ideali. Senso dell’onore e della gerarchia. La Violetta esalta gli aspetti positivi di questo temperamento gioviale dando sviluppo all’affermazione individuale e favorendo la sua evoluzione in chiave transpersonale. Introduce anche un elemento spirituale nell’interesse di questo segno per i sistemi di pensiero e filosofici.
Primo Decano (22 novembre -1 dicembre), Intelligenza di Mercurio. Carattere aperto, socievole, audace, combattivo. Ama i viaggi, la scoperta, è dinamico e curioso. Il suo entusiasmo può tradursi in facilità all’ira se contrastato. Essenza: Amaranto. Armonizza gli slanci entusiastici di questo carattere, evita il dispendio energetico eccessivo nei soggetti iperattivi.
Secondo Decano (2-11 dicembre), Intelligenza lunare. Sognatore, piuttosto solitario, volubile. Generoso, compassionevole, anche romantico si lancia dietro progetti ciclopici, che spesso sono dei puri sogni ad occhi aperti, ispirati dal tipico romanticismo dell’influsso lunare. In ogni caso mostra grande ostinazione nel perseguire i suoi ideali. Essenza: Fresia. Frena gli slanci eccessivi dovuti al troppo entusiasmo, ispira la prudenza e un atteggiamento più concreto, misurando le circostanze e le proprie forze.
Terzo Decano (12-21 dicembre), Intelligenza di Saturno. Intelligente ed ambizioso è però offuscato dalla severità saturnina che lo rende estremamente rigoroso, intollerante, ostinato. Tendenzialmente rancoroso può essere anche incline alla violenza se contrastato. Essenza: Calicanto. Doma la tetra influenza di questo decano. L’olio essenziale di questo fiore, usato da secoli nella medicina cinese, è stato studiato farmacologicamente ed ha dimostrato effetti antidolorifici. Una sua variante, Chimonanthus salicifolicus, ha azione antidepressiva ed ansiolitica. Capricorno


Introverso, solitario, riservato. Buon organizzatore, serio e rigoroso, sa essere molto duro con se stesso e con gli altri. Generalmente pessimista; molto fedele ma rancoroso. Il Caprifoglio con la sua essenza armonizza le angolosità del temperamento, crea una disposizione d’animo più serena ed ottimista, una maggiore estroversione. Il suo uso favorisce anche l’apertura e la comunione con il Trascendente che spesso è quasi volutamente bloccata nel materialistico Capricorno. Secondo il Kaiti il suo impiego sistematico equilibra energeticamente le debolezze astrologiche del segno, in relazione all’apparato osseo e alle sue patologie.
Primo Decano (22-31 dicembre), Intelligenza di Giove. Ambizioso, affidabile, serio e diplomatico, doti che in genere ne fanno un buon realizzatore. Attaccato alla famiglia e soprattutto alla carriera. Il carattere espansivo gioviano e l’eccessiva liberalità possono portarlo a dissipare le risorse e le fortune che può accumulare con pazienza, come nella natura del segno. Essenza: Narciso. Armonizza queste doppie tendenze, inoltre addolcisce le asperità caratteriali che non mancano al Capricorno. Equilibra “magneticamente” l’influsso fatale di questo decano.
Secondo Decano (1-10 gennaio), Intelligenza marziale. Suscettibile, permaloso, molto ostinato. Dotato di capacità intellettuali spiccate e di grandi doti organizzative, tende spesso ad ostinarsi in vane ricerche o a naufragare in progetti ambiziosi, spesso irrealizzabili. Introverso e freddo in ambito sentimentale, raramente perde questa attitudine lasciandosi trasportare. Essenza: Giacinto Doppio. Sostiene proteggendo dalle debolezze tipiche di questo decano. (Purtroppo devo aggiungere che il “Giacinto Doppio” è una variante del Hyacinthus orientalis, virtualmente estinta nel XVIII secolo, dopo che per un periodo fu in grande voga e costosissima. Al momento non si può stabilire se i rari esemplari delle linee ricostruite oggi siano corrispondenti a quello descritto, né se Leo Kaiti facesse riferimento a quello antico, anche perché l’Autore non ha lasciato indicazioni cronologiche sulla fonte alla quale attingeva).
Terzo Decano (11-20 gennaio), Intelligenza solare. Grande contegno, riservato, vita interiore molto ricca, tuttavia tende ad essere sospettoso, incline allo scoraggiamento. Predisposizione alla malinconia, alla depressione, e alla sofferenza morale. Influenza poco fausta anche per la salute fisica. Essenza: Mentastro Verde. Ispira maggior forza di carattere e dominio, equilibrio e protezione energetica anche per le patologie fisiche; impiegato come sacchetti di erba profumata. Come olio essenziale sulla persona invece, si indica anche qui il Giacinto doppio. Aquario


Intuitivo, ama gli studi profondi, possiede grande immaginazione. Spiccata attività intellettuale, ma poco realistica; incline piuttosto all’arte, oppure alla coltivazione di dottrine filosofiche utopiche. Idealista, innovativo, forte senso di indipendenza per influsso uraniano. Volubile e dal carattere instabile, non sopporta le convenzioni sociali, ma apprezza le amicizie. La Felce ne equilibra psichicamente gli eccessi, dovuti alla mutevolezza di carattere, e le contraddizioni che possono insorgere in un animo così volubile. Stabilità anche nel gestire le contrarietà degli eventi esterni.
Primo Decano (21 -30 gennaio), Intelligenza di Venere. Socievole, amabile, indulgente, ha buone capacità immaginative ed artistiche. Manca però spesso di spirito pratico, e può trovare difficoltà a concretizzare. Non sempre le sue capacità di adattamento sono in grado di farlo innestare negli eventi concreti e può impiegare molto tempo per fare carriera, o aprirsi una strada. Essenza: Serpentaria. Induce maggiore concretezza, dona la grinta necessaria ad estrinsecare le proprie qualità mentali e i progetti.
Secondo Decano (31 gennaio -9 febbraio), Intelligenza di Mercurio. Intelligenza intuitiva, doti comunicative, diplomatico, a volte anche furbo ed opportunista. In altri casi risulta essere eccessivamente ingenuo. Essenza: Mughetto. Esalta le doti comunicative del decano, ma porta una maggiore prudenza e scrupolo. Insegna a relazionarsi sapendo fiutare i pericoli, a comprendere gli altri e le circostanze.
Terzo Decano (10-19 febbraio), Intelligenza lunare. Carattere tendenzialmente debole, inoltre piuttosto incline alla malinconia. Facilmente influenzabile e dall’umore instabile. Notevoli doti medianiche e forte sensibilità. Essenza: Reseda. Contrasta la depressione, stabilizza gli alti e bassi animici, risveglia la coscienza dell’Io. Pesci


Immaginativo, sognante, “ispirato” quasi fino al misticismo. Molto passionale, la sua emotività risulta eccessiva e, spesso, caotica tanto da rischiare di travolgere la stessa personalità. Ha generalmente molto fascino, e ottime inclinazioni artistiche, mentre possono risultare pigri e inconcludenti nella vita ordinaria. Medianità spiccata, attrazione per il mistero, ma anche per la psichdelìa e le droghe. L’essenza di Glicine agisce riportando ordine nella sua emotività e mettendolo al riparo dalle tendenze dissolutrici ed autodistruttive della sua natura. Pur mantenendo le sue doti di sensibilità introduce una maggiore chiarezza di pensiero, rendendo più facile tradurre in produzioni concrete le sue ispirazioni e idee. Fortifica la corrente della volontà, bilanciando l’indolenza del segno.
Primo Decano (20 febbraio -29/1 marzo), Intelligenza di Saturno. Capriccioso, instabile, spesso malinconico, mai soddisfatto. Vanno incontro a penose e lunghe ansietà e si abbattono di fronte anche a piccoli ostacoli. Sebbene molto intelligenti e creativi sono fortemente instabili. Essenza: Gelsomino. Per Leo Kaiti esso esercita una vera opera di alchimia psichica in questi soggetti, che rende il carattere più fermo e la mente più illuminata e serena, donando anche maggiore concretezza, Contrasta gli stati d’ansia e, soprattutto, le ipocondrie di questo decano.
Secondo Decano (1-10 marzo), Intelligenza di Giove. Energico, autorevole, ama i grandi ideali e sogna nobili imprese, e spesso le qualità psichiche intellettive permettono una buona riuscita sociale a questa complessione, specie quando è ben equilibrata. Purtroppo può essere, come tutto il segno, un po’ inconstante nei sentimenti ed essere minacciata da un certa instabilità. Essenza: Peonia. Armonizza le pur buone qualità di questo decano. Se il profumo è applicato sui polsi (suggerisco in caso i punti PC6 e TR5 di MTC) sigilla il campo aurico e crea protezione “magnetica”.
Terzo Decano (11-20 marzo), Intelligenza di Marte. Libertino, attaccato fortemente ai piaceri fisici, alla sensualità e all’eccitazione, nella ricerca di nuove esperienze. Poco incline allo spirito di sacrifico e al lavoro, risulta spesso lavativo, malgrado il dinamismo di Marte. L’influsso essendo “marziale” sarà più forte negli uomini, che hanno una certa tendenza all’adulterio. Essenza: Zagara. Catalizza una sublimazione degli istinti, verso un orizzonte più ideali e spirituali, allentando il richiamo magnetico dei sensi. Agisce anche contrastando il rilassamento e la vagotonia, per effetto indiretto sul sistema nervoso autonomo.



Come si vede si tratta di un impiego che -come dicevamo- ricerca un impatto psichico diretto sul nucleo profondo della personalità. Esso infatti tiene conto unicamente della posizione del sole (Io- coscienza) nel cielo di nascita. Non si tiene conto della posizione degli altri pianeti, elementi importanti ai fini della salute soprattutto fisica.

A fini di informazione riportiamo un sistema di conoscenze applicative che prevede invece proprio quel tipo di approccio, in cui si implica un’azione diretta (analogicamente si potrebbe dire “allopatica”) sul settore debilitato, sia nel tema natale, sia per via di un transito o semplicemente in relazione ad una patologia in atto.



Sintetizziamo un sistema di corrispondenze in cui ai decani corrispondono precisi organi o parti del corpo.
L’applicazione era però di tipo “magico-simpatico” o talismanico e prevedeva che le erbe indicate venissero indossate insieme a pietre, alla cifra del Decano, magari incisa cameo sulla stessa gemma del materiale in questione, e venivano persino indicati gli alimenti non tollerati. Riporto le indicazioni reperibili nel Libro sacro sui Decani di Hermes ad Asclepio, facente parte del Corpus Hermeticum, e derivato probabilmente dal Caldenario tebaico o Sfera Barbarica di Teucro il Babilonese (I sec. d.C.).



ARIETE (Amoun)
I Decano: Testa. Pianta utilizzata: Isophry (non identificata)
II Decano: Tempie, narici. Pianta utilizzata: Ruta selvatica.
III Decano: Orecchie, denti. Pianta utilizzata: Piantaggine.



TORO (Apis)
I Decano: Nuca. Pianta: Cipresso
II Decano: Tonsille, Collo. Pianta: Dittamo
III Decano: Bocca, Gola. Pianta: Buglossa

GEMELLI (Horus)
I Decano: Spalle. Pianta: Orchidea
II Decano: Braccia. Pianta: Cinquefoglie (Tormentilla)
III Decano: Mani. Pianta: Rosmarino

CANCRO (Hermanubis)
I Decano: Fianchi. Pianta: Artemisia
II Decano: Polmoni. Pianta: Peonia
III Decano: Milza. Pianta: Cipresso

LEONE (Momphta)
I Decano: Cuore. Pianta: Asperula
II Decano: Scapole. Pianta: Crisogone
III Decano: Fegato. – mancante

VERGINE (Iside)
I Decano: Addome. Pianta: Stellaria media (Centocchio comune)
II Decano: Intestini. Pianta: Liquirizia
III Decano: Ombelico. – mancante

BILANCIA (Omphta)
I Decano: Glutei. Pianta: Polion (forse il Teucrium polium)
II Decano: Uretra, Vescica. Pianta: Verbena
III Decano: Ano. Pianta: Verbena nana

SCORPIONE (Typhon)
I Decano: Ulcera. (?). Pianta: Mercorella
II Decano: Organo sessuale. Pianta: Girasole
III Decano: Testicoli. Pianta: Liquirizia

SAGITTARIO (Nephtis)
I Decano: Cosce (tumefazioni). Pianta: Salvia.
II Decano: Femore. Pianta: Andraktitalon (non identificata)
III Decano: Cosce (dolori) . Pianta: Centaurea.

CAPRICORNO (Anubis)
I Decano: Ginocchia. Pianta: Speronella
II Decano: Articolazioni. Pianta: Anemone
III Decano: Articolazioni. Pianta: Centaurea

AQUARIO (Canopus)
I Decano: Tibia. Pianta: Spaccapietre
II Decano: Ginocchia. Pianta: Gladiolo
III Decano: Ginocchia. Pianta: Thyrsion (estinta)

PESCI (Ichton)
I Decano: Piedi. Pianta: Verbena
II Decano: – mancante Pianta: Rosmarino
III Decano: -mancante Pianta: Camomilla





Abbiamo riportato tale schema solo a titolo di informazione data la sua importanza storica, dato che è stato da modello per scritti successivi che hanno fatto la storia delle scienze ermetiche come la Picatrix.
Come si vede si tratta di un testo lacunoso, e a volte si fa riferimento a piante non identificate o probabilmente anche estinte. Le correlazioni non sono tutte chiare e vi sono anche accostamenti non molto comprensibili, ad esempio l’attribuzione dei polmoni ad un decano del Cancro e vi sono molte ripetizioni, forse dovute ad interpolazioni ed errori dei copisti. L’uso del resto ha forse poca attinenza con il nostro ambito di studi, irriducibile alla medicina, fosse anche sottile, trattandosi di un impiego piuttosto apotropaico. Al massimo si potrebbe ricondurre ad una “radionica medica” ante litteram, ad una medicina vibrazionale sul campo aurico, ma il suo fondamento comunque riconduce all’alveo della terapeutica magica. Del resto però gli accostamenti non sono del tutto peregrini (in fondo si basano su segnature tradizionali), così osserviamo ad esempio che al III decano del Capricorno corrisponde la centaurea, che effettivamente ha note proprietà cicatrizzanti e possibili impieghi nelle fratture ossee. A suo modo quindi può contenere dei principi da approfondire anche se la materia attualmente in nostro possesso è poco chiara ed esaustiva.



Nota bibliografica.

Rene A. Schwaller de Lubicz, La Teocrazia faraonica, Edizioni mediterranee.

Angelo Angelini, Manuale di Astrologia egizia, Editrice Kemi.

Luca Fortuna, Manuale di Aromaterapia, Xenia.

Massimiliano Kornmüller, Magica Incantementa. manuale teorico-pratico di magia romana. Ed. Mediterranee

Si ringrazia per la gentile concessione: 
https://asclepiosalus.wordpress.com/2016/02/04/aromaterapia-sottile-nei-36-decani/

sabato 15 luglio 2017

Il numero 22,gli attentati ritualistici e la numerologia.





"Il mondo è governato da segni e simboli, non da leggi e frasi." 
Confucio

Quando il Sole attraversa l’equatore intorno al 19 Marzo si dice che riemerge dalla tomba, o viene fuori della sua tomba nel Sud del mondo. Il terzo giorno dopo l’inizio di questo processo, la resurrezione è completa, segnato dal 22 Marzo. Il numero 22 simboleggia anche la rinascita nella tradizione cabalistica.
La Stagione del Sacrificio
La Stagione del Sacrificio

Per sottolineare ulteriormente l’allegoria della risurrezione di tre giorni, le 12 case dello zodiaco possono essere considerate 12 grandi giorni dell’anno solare.

Quando il Sole muore in croce, il 21 dicembre, trascorre tre giorni nella tomba della morte, tre mesi dopo il solstizio d’inverno.

L’alba del 22 di Marzo è il primo giorno, dopo tre grandi giorni del calendario zodiacale, simbolicamente raffiguranti il ​​momento in cui il Cristo risorge dalla tomba o dalla stagione della morte.
22 Marzo e La Stagione del Sacrificio https://www.disclosurenews.it/la-stagione-del-sacrificio/



Numero 22 – Segno Capricorno - Pianeta Saturno - Elemento Terra http://numerienergia.blogspot.it/





22 La  "competenza portata ad un livello estremo di realizzazione su larga scala"
https://books.google.it/books?id=056MBAAAQBAJ&pg=PA144&lpg=PA144&dq=numero+22+pianeta+saturno&source=bl&ots=XIk8ja2-8-&sig=l_7CRrI86f9l3z5ZYbPXyagT7y8&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwj9yL_o94nUAhXKPhQKHSKLBIUQ6AEIWjAK#v=onepage&q=numero%2022%20pianeta%20saturno&f=false 



Durante la traiettoria finale Cassini si immergerà per ben 22 volte negli anelli più interni e nella regione compresa tra questi e Saturno http://www.repubblica.it/scienze/2017/04/26/news/al_via_i_tuffi_della_sonda_cassini_negli_anelli_di_saturno-163944203/


Saturn (Saturno) = 6+1+7+6+5+1= 26.
Inanzitutto 26 corrisponde al valore gematrico del tetragramma ebraico IHWH, ciò significa che Saturno ha a che fare col Dio che si menziona nei testi ebraici, non a caso Saturno governa il Sabato e questo è il giorno sacro agli ebrei.
Ma inoltre 26 è 13+13, quindi Saturn (26) = Sun (13) + God (13), cioè Sun God, Saturno ha a che fare con il Sole: questo è un argomento abbastanza complesso che tratteremo, si tratta dello Tzimtzum di cui parla la cabala ebraica, ovvero la restrizione della luce di Dio, cioè le simbologie di Saturno (restrizione, concentrazione) applicate al Sole. https://www.facebook.com/CentroStudiAstrologiciDikte/posts/1072477749438733




Ventidue sarebbero, secondo la tradizione ebraica, i libri del Vecchio Testamento; come 22 sono gli elementi che l’onnipotente creò durante i 6 giorni della creazione.

Al momento della creazione, Dio in effetti si limitò solo a nominare tutte le cose create e che immediatamente, tramite l’invocazione del loro nome preciso, si manifestarono e vennero così create dal nulla. questo perchè il nome contiene in sè l’essenza stessa della cosa creata.

In virtù del fatto che Dio è l’artefice di tutto il creato, i 22 nomi si riferiscono dunque a “tutto ciò che esiste”. Così proprio nel numero 22 è racchiuso il segreto della creazione dell’universo da parte di Dio.

L’individuo 22 si configura come un dominatore, ed emerge tra tutti quelli che gli stanno intorno distinguendosi in modo definito e singolare, come allo stesso modo Dio è separato e distinto dalla stessa creazione.

L’interpretazione cabalistica del numero 22 e il suo significato nascosto indica che tale numero è associato sia agli scontrosi e iracondi che alle persone serie e rispettose ma nello stesso tempo rigide.

Nelle circostanze e negli ambienti in cui si riscontra il numero ventidue, la sensazione è quella di un crescente nervosismo e un aumento della tensione in generale.

Inoltre il 22 è legato a soggetti che spesso richiamano al dovere e alle persone maleducate.
 Gli Arcani maggiori sono utiulizzati anche in relazione ai riti Satanici
Simbolismo nei media - il numero 22

Decoding Taylor Swift's "22" and the BMA Ritual Exposing the Theater of Witchcraft
http://theopenscroll.blogspot.it/2013/05/decoding-taylor-swifts-22-and-bma.html
 Il 22 marzo 2012, il dipartimento di medicina di Los Angeles dichiarò che la causa della morte fu dovuta ad un collasso cardiaco https://it.wikipedia.org/wiki/Whitney_Houston#La_morte
  L'11 febbraio 2012, l'ex marito Bobby Brown, allarmato per il suo ritardo, chiamò i parenti e amici dell'artista, i quali avrebbero chiesto al personale dell'albergo di entrare nella Suite 434 del Beverly Hilton Hotel, dove alloggiava la Houston, trovandola esanime nella sua vasca da bagno. Una persona del suo entourage chiamò i soccorsi alle 15:43 https://it.wikipedia.org/wiki/Whitney_Houston#La_morte
  L'artista ha vinto 6 Grammy Award e detiene il record di American Music Awards, avendone ricevuti ben 22 https://it.wikipedia.org/wiki/Whitney_Houston#La_morte
  Nel 2012 il Guinness dei Primati ha citato nuovamente la cantante come la prima e unica artista ad avere 12 brani contemporaneamente nella U.K. chart https://it.wikipedia.org/wiki/Whitney_Houston#La_morte
"Whitney Houston : 11 - 22 sono i numeri delle date di riferimento alla sua morte,i quali sommati danno 33, come i gradi della massoneria,e l'orario in cui il suo entourage chiamò i soccorsi; 15:43 = 13 numero che simboleggia la morte e la trasformazione."
 22 sono gli aminoacidi dell'acido Desossiribonucleico (DNA) su questo è basato il loro numero magico, abbattere il pool del codice genetico
 Il matto nei tarocchi è lo zero... il mondo il 22

22 maggio 2017 – Manchester (Regno Unito) – Alle 22,30 un giovane kamikaze di 22 anni si fa esplodere all’interno del Manchester Arena alla fine del concerto della giovane pop star americana Ariana Grande. Il bilancio provvisorio è di 22 morti (tra cui tre bambini), almeno 120 feriti e 12 dispersi."

Il termine Arsh (Trono) appare 22 volte nel Corano. Per i musulmani, il Corano è la registrazione della rivelazione orale consentita per grazia di Dio al Profeta dell’Islam durante quasi 22 anni, all’inizio del settimo secolo dell’era cristiana - dal 610 al 632.

Sono i 22 capitoli del Vendidad, libro dell'Avesta, scritto da Zoroastro. Le 22 carte degli arcani maggiori dei Tarocchi. L'iniziazione di Pitagora presso i sacerdoti egiziani durò 22 anni. I ventidue canali che collegano le dieci Sefirot tra loro nell’Albero sefirotico della Cabala. Ventidue è il numero dei poligoni regolari inscrivibili in un cerchio euclideo: 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10, 12, 15, 18, 20, 24, 30, 36, 40, 45, 60, 72, 90, 120, 180, 360. Sono ventidue dei ventiquattro divisori di 360, i primi due, 1 e 2, non definiscono dei poligoni. Si possono inscrivere in un cerchio 22 poligoni regolari. 22 diviso 7 dà il pi greco, il quale rappresenta il rapporto misterioso e approssimativo del perimetro di un cerchio rispetto il suo diametro. Ventidue sono i quarti di tono dell’ottava musicale.

La testa dell’uomo è fatta di 22 ossa: 8 craniche e 14 facciali. Il numero 22 è impiegato 13 volte nella Bibbia.

Il numero 400 è impiegato 22 volte nella Bibbia. La parola universo è impiegata 22 volte nell’Antico Testamento e le parole bilancia, matrimonio, giornata e creazione, 22 volte nella Bibbia.

giovedì 22 giugno 2017

Le proprietà energetiche femminili e maschili delle piante di potere degli sciamani toltechi e gli Alleati.



Source photo; http://italianopdf.com/wp-content/uploads/2017/06/Jut8U6fAD-I.jpg


Considerazioni tratte dal libro di Castaneda "Gli Insegnamenti di Don Juan" sulle proprietà energetiche femminili e maschili delle piante in relazione alle entià ad esse connesse.

Secondo gli insegnamenti di don Juan c'erano due alleati. Il primo era contenuto nelle piante di Datura. Don Juan chiamava tale alleato con uno dei nomi spagnoli della pianta, yerba del diablo (erba del diavolo). Secondo lui l'alleato era contenuto in qualsiasi specie di pianta di Datura.
Tuttavia ciascuno stregone doveva coltivare un certo numero di piante ,di una sola specie che egli dichiarava sue, non solo nel senso che le piante erano sua proprietà privata, ma nel senso che erano personalmente identificate con lui.
Le piante di don Juan appartenevano alla specie inoxia: sembrava tuttavia che non ci fosse nessuna correlazione tra quel fatto e le differenze che possono essere esistite tra le due specie di Datura a lui accessibili. Il secondo alleato era contenuto in un fungo che io identificai come appartenente al genere Psilocybe; forse era la Psilocybe mexicana, ma la classificazione è stata fatta solo in via sperimentale perché non sono riuscito, a procurarmi un campione per l'analisi di laboratorio.
Don Juan chiamava questo alleato humito (piccolo fumo), suggerendo che l'alleato fosse analogo al fumo o alla mistura da fumo che preparava con il fungo. Il fumo era considerato il vero e proprio contenitore dell'alleato, tuttavia don Juan chiarì che il potere era associato con una sola specie di Psilocybe; quindi ci voleva una cura speciale al momento della raccolta per non confonderlo con una qualsiasi di una dozzina di altre specie dello stesso genere che crescevano nella stessa zona.
Un alleato in quanto concetto dotato di significato includeva leseguenti idee con le loro rispettive ramificazioni:1) un alleato non ha forma; 2) un alleato è percepito come una qualità;3) un alleato può essere domato; e 4) un alleato ha una regola.

Un alleato non ha forma

Si credeva che un alleato fosse un'entità esistente al di fuori eindipendente da se stessi, tuttavia pur essendo un'entità separata era ritenuto privo di forma. Ho stabilito 'assenza di forma' come una condizione che è l'opposto di 'avere una forma definita', una distinzione tracciata in vista del fatto che esistevano altri poteri simili a un alleato che avevano una forma percepibile definitamente.
La condizione di assenza diforma di un alleato significava che esso non possedeva una forma distinta, o vagamente definita, o anche riconoscibile; e talecondizione implicava che un alleato non era visibile in nessun momento.

Un alleato è percepito come una qualità

Una conseguenza dell'assenza di forma di un alleato era un'altracondizione espressa nell'idea che un alleato era percepito solo come una qualità dei sensi; vale a dire, dal momento che un alleato era privo di forma, ci si accorgeva della sua presenza solo per via dei suoi effetti sullo stregone.
Don Juan classificava alcuni di tali effetti come dotati di qualità antropomorfiche.
Descriveva un alleato come avente il carattere di un essere umano, implicando così che un singolo stregone aveva la possibilità di scegliere l'alleato più confacente mettendo a confronto il proprio carattere con le supposte caratteristiche antropomorfiche dell'alleato.
I due alleati coinvolti negli insegnamenti erano pr esentati da don Juan come aventi una serie di qualità antitetiche.Don Juan classificava l'alleato contenuto nella Datura inoxia come dotato di due qualità: era femminile, ed era dispensatore di potere superfluo.
Pensava che queste due qualità fossero quanto mai indesiderabili. Le sue asserzioni sull'argomento erano definite, ma nello stesso tempo indicava che il suo giudizio valutativo sulla questione era una scelta puramente personale.

La caratteristica più importante di questo alleato era senza dubbio quella che don Juan definiva la sua natura femminile. Il fatto che fossedescritta come femminile non significava, tuttavia che l'alleato fosse un potere femminile. Sembrava che l'analogia della donna potesse esser stata solo una metafora usata da don Juan per descrivere quelli che riteneva essere gli spiacevoli effetti dell'alleato. Inoltre, il nome spagnolo della pianta,yerba,per via del suo genere femminile, poteva aver anche aiutato a creare l'analogia femminile. In ogni caso, la per sonificazione di questo alleato come un potere femminile attribuiva a esso le seguenti qualità antropomorfiche: 1) è possessivo; 2) è violento; 3) è imprevedibile; e 4) ha effetti deleteri.
Don Juan credeva che questo alleato avesse la capacità di rendere schiavi gli uomini che ne diventavano i seguaci; spiegava tale capacità come la qualità di essere possessivo, che egli metteva in correlazione con il carattere di una donna. L'alleato prendeva possesso dei suoi seguaci donando loro il potere, creando un senso di dipende nza e dando loro forza fisica e benessere.

Questo alleato era inoltre ritenuto violento. La sua violenza femminile veniva espressa nel suo costringere i seguaci a impegnarsi in atti distruttivi di forza bruta. E questa specifica caratteristica lo rendeva più adatto a uomini di natura feroce che volevano trovare nella violenza la chiave del potere personale. Un'altra caratteristica femminile era l’imprevedibilità. Per don Juan questo significava che gli effetti dell'alleato non erano mai coerenti; si intendeva, piuttosto, che gli effetti cambiassero capricciosamente, e che non esistesse alcun modo individuabile per prevederli. All'incoerenza dell'alleato si doveva contrapporre la cura meticolosa e drammatica da parte dello stregone per ogni dettaglio nella manie ra di trattarlo. Qualsiasi svolta sfavorevole che non potesse essere spiegata

come risultato di un errore o di un procedimento errato era spiegata come dovuta all'imprevedibilità femminile dell'alleato.Si riteneva che questo alleato, per via della sua possessività, della sua violenza e della sua imprevedibilità, avesse effetti totalmente deleteri sul carattere dei suoi seguaci. Don Juan credeva che l'alleato si sforzasse ostinatamente di trasmettere le sue caratteristiche femminili, e che il suo sforzo di farlo avesse effettivamente successo. Accanto alla sua natura femminile, tuttavia, questo alleato aveva un altro aspetto che era percepito anche come una qualità: era un dispensatore di potere superfluo. Don Juan fu molto enfatico su questo punto, e fece osservare che come dispensatore di potere l'alleato era insuperabile.Si pretendeva che fornisse ai suoi seguaci forza fisica, un senso di audacia, e il valore per compiere azioni straordinarie. Secondo il giudizio di don Juan, tuttavia, un potere così esorbitante era superfluo; affermava che,almeno per lui, non ce n'era più bisogno. Ciò nonostante, lo presentava come un forte incentivo per un eventuale futuro uomo di conoscenza, purché quest'ultimo fosse incline per natura a cercare il potere.Il punto di vista personale di don Juan era che l'alleato contenuto nella Psilocybe mexicana,d'altra parte, avesse le caratteristiche più adeguate e di maggior valore: 1) è maschile, e 2) è un dispensatore di estasi.

Don Juan descriveva questo alleato come l'antitesidi quello contenutonelle piante di Datura.
Lo considerava maschile, virile. La sua condizione di mascolinità sembrava analoga alla condizione femminile dell'altro alleato; vale a dire, non era un potere di genere maschile, ma don Juan classificava i suoi effetti in termini di quello che considerava un comportamento virile.
Anche in questo caso il gener e maschile della parola spagnola humito può aver suggerito l'analogia con un potere maschile.
Le qualità antropomorfiche di questo alleato che don Juan giudicava convenienti per un uomo erano le seguenti: 1) è imparziale; 2) è mite; 3) èprevedibile; e 4) ha effetti benefici. L'idea che don Juan aveva della natura imparziale dell'alleato era espressa nella convinzione che questo fosse onesto,che in effetti non esigesse mai azioni stravaganti dai suoi seguaci. Non rendeva mai suoi schiavi gli uomini, concedendo loro un potere facil e; al contrario, Humito era duro, ma giusto, con i suoi seguaci. Il fatto che l'alleato non provocasse un comportamento manifestamente violento lo rendeva mite. Si supponeva che inducesse una sensazione di incorporeità, e quindi don Juan lo presentava come calmo,mite, dispensatore di pace.Inoltre era prevedibile.

Don Juan descriveva come costanti i suoi effetti su tutti i suoi singoli seguaci e nelle successive esperienze di qualsiasi singolo uomo; in altre parole, i suoi effetti non variavano,oppure, se lo facevano, erano così simili da venire considerati gli stessi.
Si riteneva che come conseguenza dell'essere imparziale, mite, e prevedibile, questo alleato avesse anche un'altra caratteristica virile: un effetto benefico sul carattere dei suoi seguaci.
Si supponeva che la qualità virile di Humito creasse in essi una rarissima condizione dì stabilità emotiva.
Don Juan credeva che sotto la guida dell'alleato l'uomo temperava il proprio cuore e acquistava un equilibrio.Si credeva che un corollario di tutte le caratteris tiche virili dell'alleato fosse una capacità di dispensare estasi. Anche questo altro aspetto della sua natura era concepito come una qualità.
A Humito veniva attribuita la facoltà di privare del corpo i suoi seguaci, permettendo loro in tal modo di eseguire forme specializzate di attività, che appartenevano a uno stato di incorporeità. E don Juan affermava che tali forme specializzate conducevano inevitabilmente a una condizione di estasi. L'alleato contenuto nella Psilocybe veniva detto ideale per gli uomini che per natura erano proclivi a cercare la contemplazione.

Un alleato può essere domato

L'idea che un alleato possa essere domato implicava che in quanto potere esso ha la potenzialità di essere usato. Don Juan spiegava questo fatto come una innata capacità dell'alleato di essere uti lizzabile; si riteneva che uno stregone una volta domato un alleato acquistass e il comando dei suoi poteri specializzati, il che significava che li poteva manipolare a suo proprio vantaggio. Alla capacità che l'alleato aveva di essere domato veniva contrapposta l'incapacità degli altri poteri, che erano simili a unalleato tranne che per il fatto che non tolleravanodi essere manipolati.
La manipolazione di un alleato aveva due aspetti: 1) un alleato è un veicolo; 2) un alleato è un aiutante. Un alleato è un veicolo nel senso che serve a trasportare uno stregone nel regno della realtà non ordinaria. Per quanto riguardava la mia conoscenza personale, gli alleati servivano entrambi come veicoli, sebbene tale funzione avesse differenti implicazioni per ci ascuno di essi.

Nell'insieme, le qualità indesiderabili dell'alleat o contenuto nella Datura inoxia,specialmente la sua qualità dell'imprevedibilità, lo trasformavano in un veicolo pericoloso, sul quale non si poteva fare affidamento. Il rituale era la sola protezione possibile contro la sua incoerenza, ma non era mai sufficiente ad assicurare la stabilità dell'alleato;uno stregone che usava questo alleato come un veico lo doveva aspettare dei presagi favorevoli prima di procedere.

D'altra parte si riteneva che l'alleato contenuto nella Psilocybe mexicana fosse un veicolo costante e prevedibile in quanto risultato di tutte le sue preziose qualità. Come conseguenza del la sua prevedibilità,uno stregone che usava questo alleato non aveva bisogno di impegnarsi in nessun tipo di rituale preparatorio.

L'altro aspetto della manipolabilità di un alleato era espresso nell'idea che un alleato era un aiutante. Essere un aiutante significava che un alleato, dopo essere servito come veicolo, era usabile ancora come un aiuto o una guida per assistere lo stregone nel rag giungere qualsiasi fine avesse in mente andando nel regno della realtà non ordinaria.

Nella loro funzione di assistenti, i due alleati avevano proprietà differenti e uniche. La complessità e l'applicabilità di queste proprietà aumentava a mano a mano che si avanzava lungo la strada dell'apprendimento. Tuttavia, in termini generali, l'alleato contenuto nella Datura inoxia era ritenuto un aiutante straordinario, e questa capacità era ritenuta un corollario della sua facilità di dare potere superfluo. L'alleato contenuto nella Psilocybe mexicana,tuttavia, era considerato un alleato ancora più straordinario. Don Juan lo riteneva senz a confronti nella sua funzione di aiutante, che lui considerava come un'estensione delle sue preziosissime qualità

Tratto da Carlos Castaneda - Gli Insegnamanti di Don Juan.



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lunedì 19 giugno 2017

I Fratelli dell'Oscurità e i Fratelli della Luce - Le Tavole di Smeraldo di Thot L'Atlantideo



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Ascolta, oh uomo, la saggezza della magia.
Ascolta la conoscenza dei poteri dimenticati.
Tanto, tanto tempo fa, nei giorni del primo uomo, cominciò la guerra tra l’oscurità e la Luce.
Gli uomini, allora come adesso, erano pieni di oscurità e di Luce; e mentre in qualcuno l’oscurità aveva il predominio, in altri la Luce riempiva l’anima.
Sì, annosa è questa guerra, l’eterna lotta tra l’oscurità e la Luce. Ardentemente è combattuta nei secoli, usando strani poteri nascosti nell’uomo.
In un luogo gli adepti sono stati colmati con la malvagità, lottando sempre contro la Luce; ma altrove ce ne sono altri che, pieni di splendore, hanno sempre sottomesso l’oscurità della notte.
In qualsiasi luogo possiate essere, in tutte le epoche ed i piani, certamente conoscerete la battaglia con la notte.
Tanti secoli fa i Soli del Mattino, discendendo, trovarono il mondo colmo con la notte.
Là, in quel tempo passato, cominciò la battaglia, l’annosa lotta tra l’oscurità e la Luce.
Molti, in quei tempi, erano così pieni d’oscurità che solo fievolmente ardeva la Luce
dalla notte.
Alcuni di loro erano maestri delle tenebre, e cercavano di coprire tutto con la loro oscurità: tentavano di attirare gli altri nella loro notte.
Intrepidamente gli si opponevano i maestri della luminosità: intensamente combattevano l’oscurità della notte.
I maestri delle tenebre cercavano sempre di serrare i ceppi, le catene che legavano l’uomo all’oscurità della notte. Usavano sempre la magia nera, portata all’uomo dal poter dell’oscurità; la magia che avvolgeva l’anima dell’uomo con l’oscurità.
Uniti insieme in un ordine, i Fratelli dell’Oscurità attraversarono le epoche, rivali dei figli degli uomini. Camminarono sempre segreti e nascosti, trovati ma celati per i figli degli uomini.
Da sempre camminarono e lavorarono nell’oscurità, nascosti alla Luce dalle tenebre della notte.
Silenziosamente, segretamente, usarono il loro potere, rendendo schiavi e legando le anime degli uomini.
Non visti vennero e non visti andarono. L’uomo, nella sua ignoranza, chiamò Loro dal basso.
Oscura è la via che percorrono i Fratelli Neri, oscura di un’Oscurità non della notte.
Viaggiando sulla Terra, loro penetrano attraverso i sogni dell’uomo.
Hanno ottenuto il potere dall’Oscurità che li circonda, chiamando altri Abitanti da fuori del loro piano, in vie che sono oscure ed invisibili dall’uomo. I Fratelli Neri entrano nella mente dell’uomo. Attorno ad essa tessono il velo della loro notte. È là che, durante la sua vita, l’anima dimora in schiavitù.
Legata dalla catene del velo della notte. Sono potenti nella conoscenza proibita, proibita perché è uno con la notte.
Ascolta, oh uomo, e segui il mio avvertimento: sii libero dalla schiavitù della notte.
Non arrendere la tua anima ai Fratelli dell’Oscurità. Tieni sempre lo sguardo rivolto alla Luce.
Non sai, oh uomo, che la tua tristezza proviene solo dal velo della notte?
Sì, oh uomo, presta attenzione al mio avvertimento: concentrati sempre verso l’alto, volgi la tua anima verso la Luce.

I Fratelli dell’Oscurità scelgono per fratelli coloro che hanno percorso il cammno della Luce Perché sanno bene che chi ha viaggiato lontano verso il Sole nel suo percorso di Luce, ha un grande, ed ancora più grande potere di avvolgere con l’Oscurità i Figli della Luce.
Ascolta, oh uomo, chi viene da te. Ma pesa sulla bilancia se le sue parole sono di Luce, perché molti camminano nella Luminosità Oscura e non sono Figli della Luce.
È facile seguire il loro cammino, facile seguire il percorso che fanno. Ma sì, oh uomo,ascolta il mio avvertimento: la Luce giunge solo a chi si impegna. Duro è il percorso che conduce alla Saggezza, duro è il cammino che conduce alla Luce. Troverai molte pietre sul tuo cammino: molte le montagne che scalerai verso la Luce. Eppure sappi, oh uomo, chi vincerà sarà libero nel percorso di Luce.
 Non seguire mai i Fratelli Neri. Sii sempre un Figlio della Luce. Perché sappi, oh uomo, alla fine la Luce deve vincere, ed oscurità e notte saranno bandite.
Ascolta, oh uomo, e presta attenzione a questa saggezza: proprio come l’Oscurità, così è la Luce.
Quando l’Oscurità sarà scacciata, e tutti i veli saranno rimossi, là arderà dall’Oscurità la Luce.
Proprio come tra gli uomini esistono i Fratelli Neri, così esistono i Fratelli della Luce. Sono antagonisti dei Fratelli dell’Oscurità e cercano di liberare gli uomini dalla notte.
Hanno poteri, grandi e potenti.
Conoscendo la Legge, i Fratelli della Luce obbediscono. Operano sempre in armonia ed ordine, liberando l’animo dell’uomo dalla schiavitù della notte. Segreti e nascosti,camminano anche loro. Non sono conosciuti dai figli degli uomini. Eppure sappi che camminano sempre con te, indicando la Via ai figli degli uomini. Loro hanno sempre combattuto i Fratelli Neri, conquistando e vincendo senza fine. La Luce alla fine deve essere maestra, allontanando l’oscurità della notte.
Sì, uomo, sii consapevole di questa conoscenza: accanto a te camminano i Figli della Luce. Maestri loro del potere del Sole, eppure sempre non visti, custodi degli uomini.
Aperto a tutti è il loro percorso, aperto a chi camminerà nella Luce. Liberi sono Loro dalla Scura Amenti, liberi dalle Sale dove la Vita regna suprema. Loro sono i Soli ed i Signori del Mattino, Figli della Luce splendenti tra gli uomini.
Loro sono come l’uomo, eppure dissimili. Non furono mai divisi in passato. Sono stati
Uno nell’Unione eterna, dall’inizio alla fine di tutto lo spazio, sin dal principio del tempo.
Si sono elevati nell’Unione con l’Uno Tutto, su dal primo spazio, formato e non formato. Hanno
dato all’uomo i segreti che li difenderanno e li proteggeranno da tutto il male.
Chi percorrerà il cammino di maestro, dapprima dovrà essere libero dalla schiavitù della notte.
Deve vincere il senza forma ed il confuso; deve vincere il fantasma della paura.
Con la conoscenza deve trarre giovamento da tutti i segreti, e percorrere il sentiero che passa attraverso l’Oscurità, tenendo sempre davanti a sé la Luce della sua meta. Incontrerà grandi  ostacoli nel percorso, ma insisterà verso la Luce del Sole.
Ascolta, oh uomo, il Sole è il simbolo della Luce che splende alla fine della tua strada.
Ora ti do i segreti: come avvicinare il potere oscuro ed incontrare e vincere la paura della notte.
Solo conoscendoli puoi vincere; solo conoscendoli puoi avere la Luce.
Ora ti do la conoscenza, nota ai Maestri, la conoscenza che vince tutte le paure oscure.
Usa questo, la saggezza che ti do. Maestro tu sarai dei Fratelli della Notte.
Quando in te capita un sentimento, che ti attira più vicino alla porta oscura,esamina il tuo cuore e scopri se il sentimento che hai proviene dall’interno. Se scopri l’Oscurità nei tuoi pensieri, bandiscili dalla tua mente.
Manda nel tuo corpo un’onda di vibrazione, la prima irregolare e la seconda regolare, ripetendolo volta dopo volta finché sarai libero. Inizia con l’Onda di Forza nel Centro del tuo Cervello. Dirigila in onde dalla testa ai piedi.
Ma se trovi che il tuo cuore non è oscurato, sii certo che una forza esterna è diretta a te.
Solo con la conoscenza puoi vincerla. Solo con la saggezza puoi sperare di essere libero.
La conoscenza conduce alla saggezza e la saggezza conduce al potere.
Raggiungila, ed avrai il potere su tutto.
Cerca prima un luogo legato all’Oscurità. Poni un cerchio intorno a te. Stai in piedi in mezzo al cerchio. Adopera questa formula e sarai libero. Alza le tue mani nello spazio oscuro davanti a te. Chiudi gli occhi e ritirati nella Luce. Chiama lo Spirito della Luce dallo Spazio Tempo, usando queste parole e sarai libero:
“Riempi il mio corpo, oh Spirito della Luce, colma il mio corpo con lo Spirito della Luce.
Vieni dal Fiore che risplende nell’Oscurità.
Vieni dalle Sale dove governano i Sette Signori.
Li chiamo per nome, io, i Sette: Tre, Quattro, Cinque e Sei, Sette, Otto, Nove.
Li chiamo con i loro nomi per aiutarmi, liberarmi e salvarmi dall’Oscurità della notte:
Untanas, Quertas, Chietal, e Goyana, Huertal, Semveta, Ardal.
Con i loro nomi li imploro, liberatemi dall’Oscurità e colmatemi di Luce”.
Sappi, oh uomo, che quando avrai fatto questo, sarai libero dalle catene che ti legano,eliminando la schiavitù dei Fratelli della Notte. Non vedi che i nomi hanno il potere di liberare con la vibrazione le catene che ti legano? Usali quando avrai bisogno di liberare tuo fratello così che anche lui possa uscire dalla notte.
Tu, oh uomo, sei l’aiutante di tuo fratello.
Non lasciarlo rimanere nella schiavitù della notte.
Ora a te do la mia magia.
Prendila e dimora sul sentiero di Luce.
Luce in te, Vita in te, Sole possa tu essere nel ciclo successivo.

Le Tavole di Smeraldo di Thoth l’Atlantideo
TAVOLA VI - La Chiave della Magia