domenica 17 luglio 2016

LA COSTELLAZIONE DELLA BILANCIA E LE CONNESSIONI TRA ANUBI,THOT,HORUS E SAN MICHELE ARCANGELO





La Bilancia (in latino Libra) è una costellazione dello zodiaco
Si trova tra la VERGINE AD OVEST E LO SCORPIONE AD EST


La Bilancia era una delle costellazioni preferite dai Romani. Si diceva che la Luna fosse stata in Bilancia all'epoca della fondazione di Roma. «L'Italia appartiene alla Bilancia, il segno che più le si addice. Sotto di lei sia Roma che la sua sovranità sul mondo furono fondate», disse lo scrittore latino Manilio. Egli descrisse la Bilancia come «il segno nel quale le stagioni sono in equilibrio, e le ore del giorno e della notte combaciano». È questo un indizio del fatto che i Romani raffiguravano la costellazione come una bilancia perché il Sole si trovava in quella posizione all'equinozio d'autunno, quando il giorno e la notte hanno la stessa durata.
Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Bilancia_(costellazione)


La bilancia come simbolo di giustizia si ritrova anche nelle rappresentazioni rinascimentali che mostrano l’Arcangelo Michele scacciare dal Paradiso Lucifero, l’angelo ribelle, e i suoi accoliti. Spesso S. Michele mostra in primo piano la bilancia mentre brandisce la spada contro Lucifero. E’ consistente l’ipotesi che il dio egizio Thot, identificato con Hermes nel periodo greco-romano, si sia più tardi trasformato in S. Michele. Nel volume Amours et fureurs de la Lointaine, Edition Stock-Pernoud, Paris 1997, alle pagg. 184-185, Desroches Noblecourt presenta alcune illustrazioni per dimostrare che S. Michele è l’evoluzione cristiana del dio Horus. In un volume successivo, Le fabuleux héritage de l’Egypte, Editions Télemaque, Paris 2004, nelle pagine 98-103, Deroches Noblecourt presenta le stesse illustrazioni del volume precedente per dimostrare, correttamente, che è S.Giorgio l’esito della trasformazione cristiana del dio Horus.
20 Grenier, op. cit., pag. 16.
21 Willems, Anubis as a judge, in Egyptian Religion. The Last Thousand Years, op. cit., pagg. 719-744: l’autore cita ben 25 documenti in cui Anubi agisce come giudice.

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