domenica 19 giugno 2016

Thoth, il Signore del Tempo e la fine dei tempi



Nell’iconografia egizia Thoth viene rappresentato nell’atto di registrare con stilo e papiro i risultati della “pesatura delle anime”, alla presenza di Anubi, la divinità a forma di sciacallo, che esegue materialmente l’operazione (fig. 1). La stanza in cui avviene il procedimento era chiamata la Stanza delle due verità. S’intendeva in sostanza capire se il cuore del defunto era più o meno leggero della Piuma della verità. In alcune rappresentazioni Thoth appare sotto l’altra forma, quella del babbuino, sopra il giogo della bilancia.




Fig. 2 – San Michele pesa le anime (dipinto di Luca Signorelli (1499-1502), Duomo di Orvieto, Cappella di San Brizio.

Alcuni autori hanno collegato a questa funzione di giudice, tramite la soppesatura tra due verità per l’espressione del verdetto, alla rappresentazione di San Michele con la bilancia in mano (cfr. Fig. 2).





Mi interessa parlare in particolare di Thoth, e dei suoi possibili collegamenti con San Michele, anche per affrontare una trattazione un po’ più approfondita della figura dell’arcangelo, e di quello che può rappresentare per noi, concretamente, in questa fase storica di importante cambiamento (mi riferisco proprio a queste settimane). Vorrei parlare in particolare dell’arcangelo Michele più avanti. Molti di voi sono sicuramente già in attesa della celebrazione del “portale” dell’11/11/11 (ossia 11 novembre 2011).

Come detto, cercherò di mostrare le somiglianze tra le varie descrizioni di questa figura sacra nelle diverse tradizioni e culture antiche. Si tratta comunque di una figura difficilmente riconducibile a un personaggio storico, ma più probabilmente siamo di fronte a una sorta di “figura archetipica”. Ne descrivo qui di seguito le caratteristiche e funzioni.

Ma andiamo con ordine, cercando di comprendere come queste funzioni trovino posto in una figura armonica.

Continuatore del progresso dell’uomo



Nel discusso testo Tavole Smeraldine di Thoth l’Atlantideo, apparso negli anni Trenta del secolo scorso in America, l’autore, un certo dott. Doreal, dichiara di essere venuto conoscenza di questo antico documento di averne voluto dare una traduzione agli occidentali, sapendo che l’epoca è ormai pronta. Nella prima delle 15 tavole, di cui il documento è composto, Thoth è presentato come una sorta di demiurgo che, in seguito al disastro di Atlantide, si imbarca per raggiungere la Terra di Khem, ossia l’Egitto, e qui incontra i “barbari villosi”, le popolazioni locali, che vivono allo stato quasi selvaggio. Thoth dice di essere stato costretto a spaventarli con la sua tecnologia (che, ad un certo livello di sviluppo, non risulta distinguibile al profano da una forma di magia) per ammansirli, e che in seguito a questo “chiarimento” abbia potuto cominciare a istruirli insegnando loro le leggi naturali e tutta una serie di discipline, tra cui l’arte della scrittura, l’aritmetica, l’astronomia, la musica, ma anche la magia.

Presso altre fonti canalizzate Thoth conferma questo suo ruolo attraverso queste parole:

“Io sono Thoth, Signore del Tempo, ad unanime consenso colui che fu designato ai tempi di Atlantide come il successore dei segreti ormai laggiù celati”

Il pesatore delle anime e il difensore dei puri


Fig. 1 – il rituale della Pesatura dell’Anima. Thoth è visibile al centro.

Nell’iconografia egizia Thoth viene rappresentato nell’atto di registrare con stilo e papiro i risultati della “pesatura delle anime”, alla presenza di Anubi, la divinità a forma di sciacallo, che esegue materialmente l’operazione (fig. 1). La stanza in cui avviene il procedimento era chiamata la Stanza delle due verità. S’intendeva in sostanza capire se il cuore del defunto era più o meno leggero della Piuma della verità. In alcune rappresentazioni Thoth appare sotto l’altra forma, quella del babbuino, sopra il giogo della bilancia.


Fig. 2 – San Michele pesa le anime (dipinto di Luca Signorelli (1499-1502), Duomo di Orvieto, Cappella di San Brizio.

Alcuni autori hanno collegato a questa funzione di giudice, tramite la soppesatura tra due verità per l’espressione del verdetto, alla rappresentazione di San Michele con la bilancia in mano (cfr. Fig. 2).

La vicinanza della festa di San Michele (29 settembre) all’equinozio di autunno (che cade il 23), in cui, secondo l’astrologia tradizionale vige il segno della bilancia, può essere un elemento a conferma del collegamento fra questa figura e la ritualità collegata alla simbologia equinoziale, in cui vi è il perfetto bilanciamento tra la durata del dì e quella della notte.



Thoth è anche colui che si occupa di portare l’anima del defunto in volo oltre il grande Fiume celeste, ossia la Via Lattea, che nella mitologia egizia parte visibile del Duat, il regno dell’oltretomba. Thoth interveniva specialmente nei casi in cui il barcaiolo risultasse riluttante ad accogliere l’anima. In un testo egizio è riportato l’annuncio di Thoth a Osiride che l’anima è pronta, perché ha condotto una vita retta e senza macchia (e quindi, aggiungo io, probabilmente il suo cuore sarebbe stato leggero come una piuma!…).

A volte l’anima da aiutare poteva anche essere quella del faraone. Per ingraziarsi la divinità i prelati fedeli al faraone donavano infatti offerte a Thoth durante la festa a lui dedicata. La città sacra a quest’ultimo era Hermopolis, nome greco che significa “la città di Hermes”. Da questo toponimo deriva da un collegamento diretto tra il Thoth egizio e l’Hermes greco. In aggiunta possiamo dire che Ermete era definito il difensore dei puri. In uno dei due testi attribuiti a Ermete (il Pimandro o il Pastore delle anime) il drago Pimandro appare improvvisamente a Ermete e dichiara:

“per mezzo della parola, il mondo è salvo. Io, il Padre del Mondo, la Mente, mi manifesto solo agli uomini santi e buoni, puri e misericordiosi, che vivono in modo pio e religioso. La mia presenza è un’ispirazione e un aiuto per loro, poiché, quando io arrivo, essi immediatamente conoscono tutte le cose e adorano il Padre universale (…). Non permetterò che i sensi malvagi controllino i corpi di coloro che mi amano, né permetterò che le emozioni negative e i pensieri malvagi entrino in loro. Io divento come un custode e un guardiano della soglia, e respingerò ogni male, proteggendo i saggi dalla loro natura inferiore! [1].

Dal testo si evince poi che queste qualità passeranno direttamente al discepolo di Pimandro, Hermes.

Thoth appare anche come il nemico degli oppositori alla verità, a cui suole manifestare il suo potere anche in modo violento (tramite decapitazione e estirpazione del cuore…).

Dio della scrittura e della magia, l’iniziatore



Come si sa, Thoth è colui che trasmette all’uomo la scrittura. Gli scribi egizi si definivano seguaci di Thoth; la sua funzione di accompagnamento lo rende di fatto simile a un iniziatore.

In questa veste Thoth viene presentato anche sottoforma di babbuino. Presso l’Ashmolean Museum a Oxford uno scrivano è raffigurato assieme a un babbuino che è il nostro che lo protegge stando alle sue spalle, mentre al Louvre troviamo lo scribaNebmertuwef siede a gambe incrociate con un papiro disteso sulle ginocchia, mentre ascolta un babbuino che detta delle cose da un altare dietro di lui.

Ma perché l’accostamento all’immagine del babbuino?

Gli Egizi, nella loro sistematicità, non scelsero di certo questo animale a caso per raffigurare una divinità così importante nel loro Pantheon.

Forse perché al mattino, prima del levar del sole, fa molto rumore, come a voler scacciare le tenebre che hanno preso in ostaggio il Sole. Secondo la religione egizia il Sole durante le ore notturne veniva preso in ostaggio dal serpente Apophis. In questo senso il babbuino sembrava aiutare il Sole a riemergere faticosamente dal proprio momento di prigionia notturna.

A me questa accostamento fa venire in mente la simbologia esoterica del gallo, un altro animale che all’inizio della giornata con il suo canto sveglia tutti gli addormentati. All’inizio del cosiddetto Libro dei Morti troviamo il babbuino con le zampe rivolte contro il disco del Sole nascente (Ra), quindi di nuovo ci appare in una veste di protettore di questa divinità e di tutto ciò che rappresentava per gli antichi egizi e non solo: la fonte della vita ma anche della verità.

La parola, secondo gli Egizi, era carica di potere. Solo i suoi protetti potevano conoscere leparole di potere, ossia le parole magiche. Troviamo questo concetto pienamente espresso all’inizio del Vangelo di Giovanni (all’inizio era il Verbo [cioè la parola], e il Verbo era presso di Dio). Thoth era anche il dio delle sacre parole, fino a quando i geroglifici corrispondevano non solo a fonemi per l’uso “normale” del linguaggio, ma anche a sillabe sacre, caricate cioè di potere e di capacità di influire su oggetti, luoghi, situazioni, esseri viventi.

Dalla scrittura, alla magia, all’iniziazione, il passo è breve. Attraverso le arti magiche, Thoth insegna all’uomo a uscire dal suo torpore che a manifestare pieno il suo potenziale. Thoth è una divinità tipo lunare, ma in stretta vicinanza con il Sole, simbolo di espressione completa e radiosa, rappresentato da Ra. Thoth veniva anche definito “Il cuore di Ra”.

Grande figura di iniziatore è anche naturalmente Ermete Trismegisto. L’appellativo dopo il nome significa “Tre volte Grande”. Esiste un’iscrizione nel tempio di Esna che definisceThoth il grande, il grande, il grande!. Per gli Egizi definire per tre volte una cosa significava celebrarne al massimo le qualità, un’usanza che gli ebrei fecero poi loro, probabilmente imparandola dagli egizi durante la cattività babilonese.

Il Signore del Tempo e la fine dei tempi…

L’iconografia dell’ibis è stata spiegata da alcuni studiosi alla similitudine tra la forma del lungo becco ricurvo di questo uccello (che si cibava di ciò che trovava nel fertile fango depositato dal Nilo) e quella della sottile falce lunare che caratterizza i primi giorni dopo la Luna Piena. Spesso Thoth era rappresentato come una divinità con la testa di ibis che nella parte superiore conteneva la falce lunare sottile sormontata da una forma circolare che ricorda la luna piena.

Le penne bianche e nere dell’ibis, infine, rappresentavano forse per gli antichi l’alternanza tra luminosità e oscurità nell’aspetto della luna nello svolgersi delle varie fasi.

Thoth è una divinità lunare, che ci insegna la ciclicità del tempo. Ciò che è stato, sarà ancora, a un’ottava più alta.

“Io sono Thoth, L’Atlantideo, il Signore del Tempo, guardiano dei segreti dei Giorni dell’Uno”.

frase che ci riporta alla dottrina della Legge dell’Uno, che attraversa le ere, come un Filo d’Oro, giungendo fino a noi, e oltre.

Questo è il mio messaggio, all’insegna della continuità, per tutti coloro che credono che domani il mondo non finirà.

Forse finirà un modo… ma già da un po’ di tempo stiamo assistendo al cambiamento, non vi pare?

Nota al testo

[1] Manly P. Hall, The Secret Teachings of All Ages (cap. The Life and Writings of Thoth Hermes Trismegistus), San Franciscno, 1928

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