sabato 25 giugno 2016

Siddharta il destino e l'inconoscibile (Dio)




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Il mondo dell’illusione/delusione si basa su tre errati modi di considerare la realtà. Se si rimane emozionalmente legati a questi modi di pensare, allora tutte le cose del mondo esistono ma solo per esser negate.

Per prima viene la tesi di chi dice che tutta l’umana vicenda è prodotta esclusivamente dal destino o dalla fatalità; in secondo luogo, c’è chi sostiene con fermezza che ogni cosa è creata da Dio e controllata dal Suo volere; infine, altri ritengono che ogni fenomeno accada a caso senza che vi sia alcuna causa o condizione a determinarlo.

Se tutto fosse stato deciso una volta sola dal destino, se le azioni, le buone come le cattive, fossero predeterminate e a ciascuno, da sempre, fosse stata assegnata la sua parte di prosperità o di disgrazia; in tal caso, nulla esisterebbe che non fosse stato preordinato. Allora tutti i progetti e le buone intenzioni coltivate dagli uomini in funzione dello sviluppo e del progresso sarebbero null’altro che vanità di vanità e il genere umano rimarrebbe senza alcuna speranza.

Alla stessa inevitabile conclusione si giunge percorrendo sino in fondo le altre due strade, giacché, se ogni cosa, in ultima istanza, fosse nelle mani di un Dio inconoscibile, o del cieco caso, quale speranza potrebbe esserci per gli uomini al di là di una rassegnata sottomissione? Non c’è da meravigliarsi che la gente, prestando fede a queste concezioni del mondo, finisca col perdere la speranza e col trascurare i buoni propositi di agire con saggezza ed evitare il male.

Infatti, questi tre modi di concepire la realtà sono ugualmente errati: ogni fenomeno è soltanto una successione di apparenze che derivano dall’accumulo di determinate cause e condizioni.Siddharta detto il Buddha
Canone Pàli

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