martedì 31 marzo 2015

CASTANEDA E DON JUAN MATUS SUL"VEDERE".




 Foto:http://fractal.fractalenlighten.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2015/01/481126_413273252042663_560384975_n.jpg


Nella stregoneria c’è molto poco quando hai scoperto il trucco. Lo stregone sta solo leggermente meglio dell’uomo comune. La stregoneria non lo aiuta a vivere una vita migliore; in effetti dovrei dire che la stregoneria lo ostacola; gli rende la vita scomoda e precaria. Aprendosi alla conoscenza lo stregone diventa più vulnerabile dell’uomo comune. Da una parte i suoi simili lo odiano e lo temono e cercheranno di mettere fine alla sua vita; dall’altra le forze inesplicabili e ostinate che circondano tutti noi, in virtù del nostro essere vivi, sono per lo stregone una fonte di pericolo ancora maggiore... lo stregone, aprendosi alla conoscenza, cade preda di quelle forze e ha un solo mezzo per mantenersi in equilibrio, la sua volontà. Te lo ripeto ancora una volta: solo chi si comporta come un guerriero può sopravvivere sulla via della conoscenza. Ciò che aiuta lo stregone a vivere una vita migliore è la forza che viene dall’essere un guerriero. E’ mio impegno insegnarti a vedere. Non perchè io lo voglia personalmente ma perchè tu sei stato scelto; mi sei stato indicato da Mescalito. Ma io sono stato spinto dal mio desiderio personale a insegnarti a sentire e ad agire come un guerriero. Io personalmente credo che essere un guerriero sia meglio di ogni altra cosa. Perciò mi sono sforzato di mostrarti quelle forze che lo stregone percepisce, perchè solo sotto il loro urto terrificante l’uomo può diventare un guerriero. Vedere senza essere prima un guerriero ti renderebbe debole ; ti darebbe una falsa mitezza, un desiderio di ritrarti ; il tuo corpo deperirebbe perchè diventeresti indifferente. E’ mio impegno personale fare di te un guerriero così che tu non ti sgretoli.»

C. Castaneda Una Realtà Separata, Roma, Astrolabio 1972

lunedì 23 marzo 2015

La forza medicatrice della Natura




Un Libro per curarsi con le Erbe.
Di Giovanni Gorgone Pelaya Amico,Fratello,Maestro e Zio, di enorme esperienza.
La Via Francigena è stata riconosciuta dal Consiglio d’Europa come “Grande Itinerario Culturale” ed attraversa la Toscana per un significativo tratto del suo percorso. I pellegrini, che percorrevano questa grande infrastruttura europea medievale, sapevano riconoscere ed utilizzare le erbe officinali che trovavano lungo la strada, per alleviare la propria fatica e superare eventuali problemi di salute.
La Regione Toscana ritiene che la biodiversità vegetale di questa importante porzione del proprio territorio sia degna di essere conosciuta e salvaguardata. Questo volume presenta una piccola selezione delle piante medicinali, notizie sull’origine dei loro nomi, sulla specifica funzione curativa e riferimenti storici, che possono stimolare la curiosità su un così affascinante “cammino”.

La forza medicatrice della Natura : piccolo pronto
soccorso per il pellegrino della Via Francigena . –
(Le erbe del viandante)

 http://www.regione.toscana.it/-/la-forza-medicatrice-della-natura  

sabato 14 marzo 2015

LE PROVE DELL'ESISTENZA DI ATLANTIDE?





PROOF OF ATLANTIS? THE STANDING STONE CIRCLES WHICH NUMBER ABOUT 2,000 IN THE WORLD HAVE ALL BEEN GIVEN A SINGLE 'BLANKET DATING' - ARCHAEOLOGISTS LAZILY PRESUME THAT EVERY SITE WAS CONSTRUCTED IN THE NEOLITHIC ERA - THAT'S ABOUT 4,800 YEARS AGO... BUT COULD THE STONE CIRCLES BE MUCH OLDER? One figure-of-eight site in Brittany in the north of France has been submerged into the sea since it was built - lazy archaeology says that the mainland was dry 5,000 years ago - but there is no conclusive proof that this is true - it is equally likely that these standing stones were erected BEFORE THE FLOOD at a time when glaciers existed in Europe and was subsequently submerged when the Ice Age ended. The stones stretch deep into the water and there has been little or no archaeological analysis of this island - in fact, the French government forbid people to step foot on it.


Two stones are carved with axes and a yoke, and one of the uprights stones has nine cup-marks (arranged to form the outline of the constellation Ursa Major). The southern submerged stone circle is horseshoe-shaped open to the east, 61m (200ft) in diameter. It is just one of many megalithic sites which we investigate in our series MEGALITHIC MAGIC on THE ENIGMA CHANNEL - check it out here and watch a ton of films banned from YouTube

venerdì 13 marzo 2015

L’omosessualismo, la natura, i gemelli: non esiste il DNA gay



Chi promuove l’omosessualismo (e l’ideologia gender) fa di tutto per sdoganare l’idea che l’omosessaulità sia “naturale”.

Corrispondenza Romana ci porge risposte chiare ed inequivocabili alla domanda se l’omosessualità sia una questione genetica o no.


Gay si nasce o si diventa? La fatidica domanda, riguardo l’esistenza di un presunto gene gay innato, ogni tanto ritorna, sebbene il quesito abbia, da tempo, ricevuto ampie e inequivocabili risposte. Recentemente la questione è stata portata nuovamente alla ribalta da una organizzazione di ex gay, americana, chiamata PFOX, la quale ha promosso a Richmond, capitale dello Stato della Virginia, una ampia campagna pubblicitaria per far conoscere i reali dati scientifici riguardo l’omosessualità.

In particolare, tali dati riportano diversi casi di gemelli omozigoti, quindi perfettamente identici, che tuttavia differiscono per tendenze sessuali. Esistono almeno otto importanti studi scientifici condotti su gemelli identici in Australia, Stati Uniti, e in Scandinavia, durante gli ultimi due decenni che mostrano come gli omosessuali non sono nati omosessuali.

Il dott. Neil Whitehead, che dopo avere prestato servizio per 24 anni come ricercatore scientifico per il governo della Nuova Zelanda, e aver lavorato alle Nazioni Unite e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, oggi ricopre il ruolo di consulente per alcune università giapponesi, sottolinea il ruolo irrilevante della genetica nella scelta dell’orientamento sessuale, affermando: «al meglio la genetica è un fattore secondario». I gemelli monozigoti derivano da una singola cellula uovo fecondata, ciò significa che essi sono nutriti in condizioni prenatali uguali e condividono il medesimo patrimonio genetico.

Da qui consegue che, se l’omosessualità fosse una tendenza innata, stabilita dai geni, ci si aspetterebbe che tale attrazione fosse sempre identica nei gemelli monozigoti. Come nota infatti il dott. Whitehead: «dal momento che hanno DNA identici, dovrebbero identici al 100%». Tale ipotesi è però smentita dalla realtà dei fatti che attestano che «se un gemello identico ha attrazione per lo stesso sesso la possibilità che il co-gemello abbia la stessa attrazione è solo di circa il 11% per gli uomini e del 14% per le donne». Il dott. Whitehead conclude dunque escludendo categoricamente che l’omosessualità possa dipendere da fattori genetici: «nessuno nasce gay. (…) Le cose predominanti che creano l’omosessualità in un gemello identico e non negli altri devono essere fattori post-parto».



Secondo lo specialista l’attrazione per lo stesso sesso (SSA) è determinata da «fattori non condivisi», cose che accadono ad un gemello, ma non l’altro, o da una differente reazione personale ad un specifico evento da parte di uno solo dei gemelli. Pornografia, abusi sessuali, particolare ambiente familiare o scolastico sono tutti elementi che possono influenzare in modo diverso l’uno rispetto all’altro. Un gemello potrebbe non essere in grado di interagire socialmente come l’altro gemello, provocandosi una sensazione di solitudine, che potrebbe poi portare alla necessità di essere accettato da un gruppo di persone, e in alcuni casi, tale gruppo diventano le comunità LGBT. Secondo il dott. Whitehead infatti, «queste risposte individuali e idiosincratiche a eventi casuali e ai fattori ambientali comuni predominano».

Il primo studio approfondito su gemelli monozigoti è stato condotto in Australia nel 1991, seguito da un altro grande studio americano nel 1997. Oggi, lo strumento principale per la ricerca biomedica, secondo lo specialista, sono i registri nazionali sui gemelli: «i registri dei gemelli sono la base dei moderni studi sui gemelli. Ora sono molto grandi, ed esistono in molti paesi. Al momento è in progettazione un gigantesco registro europeo del quale faranno parte 600.000 membri, ma uno dei più grandi attualmente in uso si trova in Australia, con più di 25.000 gemelli registrati».

Nel 2002 la coppia di sociologi americani Peter Bearman e Hannah Brueckner ha pubblicato uno studio che ha coinvolto 5.552 coppie di gemelli degli Stati Uniti, mettendo in evidenza come l’attrazione per persone dello stesso sesso tra gemelli identici era comune solo al 7,7% per i maschi e al 5,3% per le femmine. La stessa ricerca ha preso in esame anche il cambiamento di orientamento sessuale durante il corso della vita, osservando come la maggior parte di questi cambiamenti, avvenuti per via “naturale” piuttosto che terapeutica, sono indirizzati verso una esclusiva eterosessualità, con il 3% della popolazione eterosessuale che afferma di essere stata in passato anche bisessuale o omosessuale. Alla fine tali dati hanno fatto emergere un dato curioso per il quale il numero delle persone che hanno cambiato il loro orientamento sessuale verso una totale eterosessualità risulta più alto dell’attuale numero di bisessuali e omosessuali messi insieme. In altre parole, conclude Whitehead, «gli ex gay superano per numero gli attuali gay».

Ancora una volta la realtà sbatte la porta in faccia all’ideologia. La forsennata ed tendenziosa ricerca degli attivisti LGBTQ riguardo l’esistenza di un agognato gene gay, che attesterebbe la normalità dell’omosessualità si deve, infatti, bruscamente arrestare davanti agli inoppugnabili dati concreti che certificano chiaramente come l’omosessualità non ha nulla di genetico e naturale. Più che di “gene gay” sarebbe corretto parlare di “virus gay”; se nessuno nasce infatti con il gene dell’omosessualità tutti, e in particolare le giovani generazioni, sono a rischio contaminazione dell’ideologia del gender imposta come diktat etico dal mainstream culturale dominante.

Lupo Glori

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/lomosessualismo-la-natura-i-gemelli-non-esiste-il-dna-gay/

giovedì 12 marzo 2015

Particelle solari mutano la materia sulla Terra: Lo strano caso dei brillamenti solari e degli elementi radioattivi



Quando i ricercatori hanno scoperto un legame insolito tra brillamenti solari e la variazione della costante di decadimento degli elementi radioattivi sulla Terra é partita una ricerca scientifica che potrebbe finire per riscrivere alcune delle leggi della fisica.


E’ un mistero che si è presentato inaspettatamente: Il decadimento radioattivo di alcuni elementi nei laboratori sulla Terra sembrava essere influenzato dall’attività solare, a 150 milioni di chilometri.


Peter Sturrock


Com’è possibile?

I ricercatori dell’ Università di Stanford e di Purdue credono che sia davvero possibile. Ma la loro spiegazione di come ciò possa avvenire é un altro mistero.
C’è la possibilità che questo effetto inaspettato sia causato da una particella sconosciuta emessa dal sole.

“Sarebbe davvero notevole”, ha detto il professore Peter Sturrock, professore emerito di fisica applicata della Stanford, esperto di fisica solare.

La storia inizia, in un certo senso, nelle aule di tutto il mondo, dove si insegna agli studenti che il tasso di decadimento di uno specifico materiale radioattivo è costante.

Questa proprietà degli isotopi radioattivi, è utilizzata per esempio, dagli antropologi per datare manufatti antichi con il carbonio-14, oppure quando i medici devono calibrare la giusta dose di radioattività per curare i malati di cancro.

Numeri casuali che non si rivelano tali


Ma il fatto che, “il tasso di dimezzamento sia costante”, è stato contestato in modo inaspettato da un gruppo di ricercatori della Purdue University, che al tempo erano più interessati a trovare un buon generatore numeri casuali che a studiare il decadimento nucleare degli isotopi radioattivi.(Gli scienziati usano lunghe sequenze di numeri casuali per una serie di calcoli, ma sono difficili da produrre, in quanto il processo utilizzato per produrre i numeri ha una influenza sul risultato).Ephraim Fischbach, professore di fisica presso la Purdue, stava utilizzando il tasso di decadimento radioattivo di diversi isotopi, come possibile fonte di numeri casuali generati in modo da non richiedere alcun intervento umano. (Per fare un esempio, un certo quantitativo di cesio radioattivo-137, decade con un tasso costante nel complesso, ma i singoli atomi all’interno della massa decadranno in modo imprevedibile, con un pattern casuale. In questo modo la differenze di tempo tra i “tick” casuali di un contatore Geiger posto vicino al cesio potrebbe essere utilizzate per generare numeri casuali.)In definitiva i ricercatori hanno trovato che i tassi di decadimento misurati, non sono in linea con dati pubblicati relativi agli isotopi specifici e questo é molto strano per presunte costanti fisiche.Controllando i dati raccolti al Brookhaven National Laboratory di Long Island e al Federal Physical and Technical Institute in Germania, é venuto fuori qualcosa di ancora più sorprendente: l’ osservazione a lungo termine del tasso di decadimento di silicio-32 e radio-226 sembra mostrare una piccola variazione stagionale .Il tasso di decadimento è stato leggermente più veloce in inverno che in estate.Questa é vera e propria fluttuazione? Oppure é solo un problema tecnico negli equipaggiamenti utilizzati per misurare il decadimento radioattivo … forse causato dal cambiamento delle stagioni, con i cambiamenti che accompagnano di temperatura e umidità. Sturrock ha commentato così l’ accaduto: ”Eravamo tutti convinti che i tassi di decadimento fossero costanti e quindi pensavamo che fossero solo errori sperimentali”.

Il Sole si fa sentire


Il 13 dicembre 2006, il sole stesso ha fornito un indizio cruciale, quando un brillamento solare ha inviato un flusso di particelle e radiazioni verso la Terra.Jere Jenkins ingegnere nucleare dell’ Università di Purdue durante la misurazione del tasso di decadimento di manganese-54, un isotopo con breve emivita, che viene utilizzato nella diagnostica medica, notò che il tasso di decadimento calò leggermente durante il flare, una diminuzione che è iniziata circa un giorno e mezzo prima del flare.Se questa relazione apparente tra flares e i tassi di decadimento é vera, si potrebbe utilizzare come metodo di previsione dei brillamenti solari prima del loro verificarsi, che potrebbe aiutare a prevenire danni ai satelliti e reti elettriche, oltre a salvare la vita degli astronauti nello spazio.L’ anomalia del tasso di decadimento registrata in quella notte in Indiana , provava che qualcosa prodotto dal sole, aveva viaggiato nello spazio e attraversato la Terra per raggiungere i rivelatori di Jenkins .Che cosa può essere stato emesso dal flare per avere un effetto del genere? Jenkins e Fischbach hanno ipotizzato che che i colpevoli di questo disturbo nel tasso di decadimento erano probabilmente i neutrini solari, le fantomatiche particelle quasi senza peso, veloci quasi quanto la luce e che possono attraversare il mondo fisico, ovvero gli esseri umani, rocce, oceani e pianeti praticamente senza interazione.In una serie di articoli pubblicati in Astroparticle Physics , Nuclear Instruments and Methods in Physics Research and Space Science Reviews, Jenkins, Fischbach e i loro colleghi hanno dimostrato che difficilmente le variazioni osservate nei tassi di decadimento, potessero provenire da influenze ambientali sul sistema di rilevazione.

Motivo di sospetto


Le loro scoperte rafforzano la tesi secondo cui le oscillazioni dei tassi di decadimento strano sono stati causati da neutrini dal sole.

I tassi di decadimento altalenanti, sembravano essere in sintonia con l’orbita ellittica della Terra, e questi variano quando la Terra si avvicina al Sole ( perché esposta a più neutrini ) e poi quando si allontana.

Quindi c’era una buona ragione per sospettare il sole, ma potrebbe essere dimostrata?
A questo punto un aiuto viene da Peter Sturrock della Stanford. Durante una visita alla National Solar Observatory, in Arizona, Sturrock viene informato della scoperta fatta dai ricercatori della Purdue.

Sturrock sapeva per lunga esperienza che l’intensità del bombardamento di neutrini verso la Terra, varia in maniera regolare seguendo la rotazione del sole. Il suo consiglio ai ricercatori della Purdue: cercare le prove che la variazione nel decadimento radioattivo della Terra cambia con la rotazione del sole.”Questo è quello che ho suggerito. E questo è quello che abbiamo fatto.”

Una sorpresa


Controllando i dati sul decadimento radioattivo dal laboratorio di Brookhaven, i ricercatori hanno trovato uno schema ricorrente di 33 giorni.

E ‘stata una sorpresa, dato che la maggior parte delle osservazioni solari mostrano un modello di circa 28 giorni – il tasso di rotazione della superficie del sole. La spiegazione? Il nucleo del sole a quanto pare gira più lentamente della superficie che vediamo ed é qui che avvengono le reazioni nucleari che producono neutrini.“Può sembrare illogico, ma tutto fa pensare che il nucleo ruoti più lentamente rispetto al resto del sole”, ha detto Sturrock. Tutte le evidenze indirizzano verso una conclusione che é il Sole a “comunicare” con isotopi radioattivi sulla Terra, ha detto Fischbach.Ma c’è una domanda piuttosto grande rimasta senza risposta.

Nessuno sa come i neutrini possano interagire con i materiali radioattivi e riuscire cambiare la loro velocità di decadimento.“Non ha senso in base alle idee convenzionali”, ha commentato Fischbach.Jenkins ha aggiunto: “Quello che stiamo suggerendo è che un qualcosa che in realtà non interagisce con nulla sta cambiando qualcosa che non può essere cambiata”Sturrock concorda: “E ‘un effetto ancora inspiegabile “. “I teorici stanno cominciando a dire: ‘Che cosa sta succedendo?’ Ma è quello che i dati indicano. E ‘una sfida per i fisici e una sfida anche per il popolo solare “.Se la particella misteriosa non è un neutrino, “Dovrebbe essere qualcosa che non conosciamo, una particella sconosciuta emessa dal sole che ha questo effetto sugli isotopi radioattivi, e questo fatto sarebbe ancora più notevole”, ha detto Sturrock.

Articolo scritto da Chantal Jolagh, “science-writing intern at the Stanford News”. source

Tradotto da Luci0 gabsan Gabriele Santanché source

Link Origine : http://silentobserver68.blogspot.it/2012/11/particelle-solari-mutano-la-materia.html

Fonte:  http://www.fortunadrago.it/?p=2578