giovedì 30 luglio 2015

IL LANKAVATARA SUTRA E LA NOBILE SAGGEZZA

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O Beato, o Sugata, Arhat e Illuminato, ti prego di parlarci sulla realizzazione della Nobile Saggezza che è oltre l’uso e il modo dei filosofi; che è priva di tutti i predicati come ‘essere e non-essere, unicità e diversità, dualità e non-dualità, esistenza e non-esistenza, eternità e non-eternità

“Così io ho udito. Il Bhagavan (Beato) apparve una volta nel Castello di Lanka che si trova sulla cima del Monte Malaya nel mezzo del grande Oceano. Molti grandi Bodhisattva-Mahasattva si erano miracolosamente riuniti arrivando da tutte le Terre del Buddha, ed anche un gran numero di ‘bhikshu’ si radunarono in quel luogo. I Bodhisattva-Mahasattva, con alla loro testa Mahamati, erano tutti perfetti maestri dei vari Samadhi, il Decuplice Autocontrollo, i dieci Poteri, e le sei Facoltà Psichiche. Essendo stati attivati dalle stesse mani del Buddha, tutti loro comprendevano bene il significato del mondo oggettivo; tutti loro sapevano come applicare i vari metodi, gli insegnamenti e le misure della diciplina secondo le varie mentalità ed i comportamenti degli esseri; essi erano tutti completamente addestrati nei cinque Dharma, i tre Svabhava, gli otto Vijnana, e la duplice Assenza di Ego. Il Bhagavan, ben conoscendo le agitazioni mentali che stavano arrivando nelle menti delle persone radunate (come la superficie di un oceano, scossa dalle onde agitate dai venti di passaggio), il suo grande cuore si mosse a compassio-ne, sorrise e disse: ‘Nell’antichità, i Tathagata del passato, che erano gli Arhat e Quelli-pienamente-illuminati, giunsero al Palazzodi Lanka sul Monte Malaya e discussero sulla Verità della Nobile Saggezza che è oltre la ragionevole cono-scenza dei filosofi, come pure è oltre la comprensione di maestri discepoli ordinarie che è realizzabile soltanto all'interno della propria intima coscienza


Poiché gli ingenui e gli ignoranti, non sapendo che il mondo è soltanto un qualcosa visto nella mente stessa, si attaccano alla moltitudine di oggetti esterni, ed alle nozioni di essere e non-essere, unità e diversità, dualità e non-dualità, esistenza e non-esistenza, eternità e non-eternità, e pensano che essi possiedano un’auto-natura di per-se-stessi, perciò tutto ciò che sorge dalle discriminazioni della mente ed è perpetuato da energia-abitudine, e da cui essi sono determinati, è una falsa immaginazione. È tutto come un miraggio in cui giochi d’acqua sono considerati come se fossero reali. Essi sono così imma-ginati dagli animali che, assetati dal caldo della stagione, corrono verso di essi. Gli animali non sanno che quelle visioni d’acqua sono un’allucinazione delle loro menti, non realizzano che là non c’è alcuna vera fonte. Allo stesso modo, o Mahamati, gli ignoranti e gli ingenui, con le loro menti che bruciano nel fuoco dell'avidità, rabbia e follia, trovando delizia in un mondo di molteplici forme, con i loro pensieri ossessionati da idee di nascita, crescita e distruzione, senza comprendere cosa significhi l’esistenza e la non-esistenza, ed essendo impressionati da discriminazioni e speculazioni erronee fin da tempi senza inizio, cadono nell'abitudine di aggrapparsi a questo ed a quello, e divenendo con ciò profondamente attaccati ad essi.


Allo stesso modo, l'ignorante e l’ingenuo che sono piacevolmente influenzati dalle visioni erronee dei filosofi, non rico-noscono che le visioni che li influenzano sono solamente idee come-sogni che hanno origine nella mente stessa, e di conseguenza essi si fissano sulle loro nozioni di uno e molti, di essere e non-essere. È come la tela di un pittore sulla quale gli ignoranti immaginano di vedere le elevazioni delle montagne e le depressioni delle valli.


Allo stesso modo, oggi vi sono persone che sono attratte dall'influenza di simili prospettive erronee come ‘l’uno e l’altro’, due e non-due, e la cui mentalità è condizionata dall'energia-abitudine di queste false-immaginazioni e che più tardi dichiareranno a coloro che sostengono la vera dottrina di nessuna-nascita, di essere nichilisti e così facendo porteranno se-stessi e gli altri alla rovina. Per la naturale legge di causa ed effetto, questi seguaci di visioni perniciose sradicano le loro cause meritorie che altrimenti li avrebbero condotti verso una purezza immacolata. Queste persone devono essere evitate da coloro che desi-derano cose più eccellenti.


È come uno che a causa della sua vista offuscata vede una ragnatela in cielo ed esclama ad un altro: "Guarda, è meravigliosa!" Ma la ragnatela non è mai esistita; infatti; non è un'entità, né una non-entità, perciò è stata vista e non è stata vista. Allo stesso modo, coloro la cui mente si è assuefatta alle discrimi-nazioni di visioni erronee tanto care ai filosofi e che sono determinate in base alle irrealistiche visioni di essere e non-essere, contraddiranno il buon Dharma e finiranno per distruggere se stessi e gli altri.


È come una ruota di fuoco fatta con un tizzone ardente fatto ruotare che non è una vera ruota ma che è immaginata tale dall'ignorante. E né essa è una non-ruota per il fatto che non è stata vista da qualcuno. Con lo stesso ragionamento, quelli che hanno l'abitudine di dar ascolto alle discriminazioni e alle visioni dei filosofi guarderanno le cose nate come non-esistenti e quelle distrutte da cause come esistenti. È come uno specchio che riflette i colori e le immagini determi-minato dalle condizioni ma senza alcuna parzialità. È come l'eco del vento che porta il suono di una voce umana. È come un miraggio di acqua mobile vista in un deserto. Allo stesso modo, la mente discriminante dell'ignorante che è stata agitata da immaginazioni e speculazioni false si è fusa nell’onda del miraggio, a causa dei venti di nascita, crescita e distruzione. È come il mago Pisaka, che per mezzo delle sue parole crea l’incantesimo di un pupazzo di legno o di un corpo morto per farlo sembrare pulsante di vita, benchè non ne abbia affatto il potere. Allo stesso modo, gli ignoranti e gli ingenui, sottomettendosi alle visioni erronee dei filosofi, diventano totalmente fedeli all’idea dualistica di ‘l’uno e l’altro’, ma la loro fiducia è mal riposta. Per questa ragione, Mahamati, tu e gli altri Bodhisattva-Mahasattva dovreste abbandonare tutte le discrimina-zioni che conducono alle nozioni di nascita, mantenimento e distruzione, di unicità e diversità, di due e non-due, di essere e non-essere e quindi liberarvi dalla schiavitù dell’energia-abitudine, diventando capaci di raggiungere dentro voi stessi la realtà realizzabile della Nobile Saggezza”.


Allora Mahamati disse al Beato: “Perché l’ignorante è sottoposto alla discrimi-nazione ed il saggio no?”

Il Beato rispose: “E’ perché gli ignoranti si aggrappano ai nomi, ai segni e alle idee; siccome le loro menti si muovono lungo questi canali, essi si alimentano della molteplicità degli oggetti e sprofondano nella nozione di un ego-anima e ciò che ad esso appartiene; Essi fanno discriminazioni sul bene e sul male delle apparenze, e si attaccano al piacevole. Poichè si aggrappano in questo modo c'è un ritorno all'ignoranza, e così si accumula il karma nato da avidità, rabbia e follia. Poiché l’accumulazione del karma li segue sempre, allora essi diventano imprigionati nel bozzolo della discriminazione e sono incapaci di liberarsi dal circolo di nascita e morte.


A causa della follia, essi non comprendono che tutte le cose sono come maya, come il riflesso della luna nell’acqua, che non c'è nessuna auto-sostanza che può essere immaginata come un'ego-anima con le sue proprietà, e che tutte le loro definite idee sorgono dalle loro false discriminazioni su ciò che esiste solo nel modo come la stessa mente lo vede. Essi non comprendono che le cose non hanno nulla a che fare con qualificazioni e qualificare, né con il flusso della nascita, mantenimento e distruzione, mentre invece essi asseriscono che le cose sono nate da un creatore, dal tempo, dagli atomi, da qualche spirito celeste. È perché gli ignoranti cedono alla discriminazione che essi sono mossi nel flusso delle apparenze, ma per il saggio non è così”.


L’AUTO-REALIZZAZIONE DELLA NOBILE SAGGEZZATratto dal Lankavatara Sutra Traduzione del Professor D.T. Suzuki
Tradotto in Inglese da Suzuki e Goddard -dalla versione che si trova nella Bibbia Buddista – Tradotto in Italiano da Alberto Mengoni (Aliberth) – www.centronirvana.it -


 Its Just Illusion

In cerca di un destino che sia mio
c’è un altro posto e un altro tempo
Toccando molti cuori lungo il viaggio

Sperando di non dover mai dire
E’ solo un’illusione - illusione - illusione
Segui ovunque le tue emozioni
e’ davvero magia quella nell’aria?
Non permettere mai ai tuoi sentimenti di buttarti giu’.
Apri i tuoi occhi e guardati intorno
E’ solo un’illusione - illusione - illusione
Potrebbe essere che sia un’illusione a farmi cadere
in questa confusione?
Potrebbe essere che sia solo un’illusione, ora?
Potrebbe essere che sia un’illusione a farmi cadere
in questa confusione?
Potrebbe essere che sia solo un’illusione, ora?
Potrebbe essere un’immagine nella mia mente?
Mai stato certo di quello che trovero’ esattamente
Solo nei miei sogni ti “accendo”.
Li’ per un momento, poi sei andata.
E’ solo un’illusione - illusione - illusione
Potrebbe essere che sia un’illusione a farmi cadere
in questa confusione?
Potrebbe essere che sia solo un’illusione, ora?
Potrebbe essere che sia un’illusione a farmi cadere
in questa confusione?
Potrebbe essere che sia solo un’illusione, ora?





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