giovedì 2 luglio 2015

Gli atti hanno il giusto potere dal momento che si è consapevoli che la morte ci aspetta e non abbiamo molto tempo





Gli atti hanno potere. Specialmente quando la persona che agisce sa che quegli atti sono la sua ultima battaglia. C'è una strana e struggente felicità nell'agire sapendo perfettamente che tutto quello che si fa può essere benissimo l'ultimo atto sulla terra. Ti raccomando di considerare la tua vita e forse i tuoi atti in questa luce.
I tuoi atti non possono avere il gusto, il potere, la forza imperativa degli atti compiuti da un uomo che sa di combattere la sua ultima battaglia sulla terra. In altre parole, la tua continuità non ti rende felice o potente.
Concentra la tua attenzione sul legame tra te e la tua morte, senza rimorso, tristezza o inquietudine. Metti a fuoco la tua attenzione sul fatto che non hai tempo e lascia che i tuoi atti scorrono in conseguenza. Lascia che ciascuno dei tuoi atti sia la tua ultima battaglia sulla terra. Solo a questa condizione i tuoi atti avranno il loro legittimo potere. Altrimenti saranno, finché vivrai, gli atti di un timoroso.
Essere timorosi ci impedisce di esaminare e sfruttare la nostra sorte di uomini.
La nostra morte ci aspetta e questo stesso atto che eseguiamo può ben essere la nostra ultima battaglia sulla terra. La chiamo battaglia perché una lotta. Gli uomini quasi tutti passano da atto ad atto senza alcuna lotta o pensiero. Un cacciatore, al contrario, valuta ogni atto: e poiché ha una conoscenza intima della propria morte, procede con giudizio, come se ogni atto fosse la sua ultima battaglia. Solo uno sciocco non noterebbe il vantaggio di un cacciatore sugli altri uomini. Un cacciatore dà alla sua ultima battaglia il dovuto rispetto. Perciò è naturale che il suo ultimo atto sulla terra debba essere il meglio di lui stesso. In tal modo diventa piacevole. Attenua la morsa della sua paura. Ti ci vorranno degli anni per convincerti e poi ti ci vorranno degli anni perché tu agisca conformemente. Spero solo che te ne rimanga il tempo.

[Carlos Castaneda; Viaggio a Ixtlan]

Nessun commento:

Posta un commento