venerdì 12 giugno 2015

Lo Zodiaco “Cerchio, Via degli Animali,Strada della Vita”,Atomo.

C è un collegamento tra il termine Atomo ed il termine ANU,che sarebbe il Dio Sumero capo degli Anunnaki.http://oracc.museum.upenn.edu/amgg/listofdeities/anunna/ Atomo deriva dal Nome e Dio Egizio Atom<Ra.
El deriva da Elohim ,El è il capo degli Elohim, meno conosciuti come I Pianeti e le case dello Zodiaco.lo Zodiaco è l Atomo.
Fin dalla sua comparsa,in diverse culture in tutto il mondo,veniva utilizzato per cercare di decodificare e comprendere le energie del Sistema Solare e della Natura,come se quel simbolo fosse un strumento attraverso il quale la Coscienza si esprime.

Zodiaco<Zoo<diaco,termine che deriva da Zoon,animale e diacos, ruota,Vita degli Animali,la Via Degli Anima<li.





Foto web: http://all-about-egypt.com/wp-content/uploads/2014/03/dendera-zodiac-ceiling.jpg



Foto web; http://www.metahistory.org/images/DZphoto1.jpg


Etimologia del termine Zodiaco
http://www.etimo.it/?term=zodiaco

Etimologia del termione Spermatozoo
Spermato-ZOO - dal greco Genit Spermatos = Seme e ZOON = Animale.
http://www.etimo.it/?term=spermatozoo

Etimologia : zodiaco
Semre secondo questa Astroteologia o Conoscenza <<<<<< Zodiaco viene dal greco ZODIAKÔS, la cui radice etimologica è Zoe = "vita", "esistenza"; è il cerchio o circolo delle "immagini celesti" che sono le figure-simbolo delle 12 espressioni differenziate della vita Una. 
 http://www.archeosofica.org/.../29.../326-lo-zodiaco.html

Lo Zodiaco
Archeosofica fondata da Tommaso Palamidessi nel 1968
Etimologia: ← dal lat. zodiăcu(m), che è dal gr. zōidiakós (kýklos), propr. ‘(cerchio) di figure’, deriv. di zōídion ‘piccolo animale’, poi ‘segno dello zodiaco’, dim. di zôion ‘animale’. http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=zodiaco&idl=08c9f6ddc6d34459add4ddbca543c504&v=IT

Man hath weav’d out a net and this net thrown, Upon the Heavens, and now they are his own - John Donne (Anatomie of the World)

Anu, l'Atomo (la struttura vibratoria della creazione) Scienza Sacra

Il meraviglioso fascino dello Zodiaco Di Giancarlo Cervetti
https://books.google.it/books?id=Gw7JAgAAQBAJ&pg=PA69&lpg=PA69&dq=zodiaco+atomo&source=bl&ots=mdOfQNrR6F&sig=J4SdMFfeMB6Nc8oKIVPcqvZNyCM&hl=it&sa=X&ved=0CE8Q6AEwCmoVChMIz4P53v2KxgIVw6lyCh3wVAD7#v=onepage&q=zodiaco%20atomo&f=false




                                                                Zodiaco Di Dendera

                                                                             Atomo 





LA STORIA DELLO ZODIACO

di Robert Powell- si ringrazia Cyllenius -


Lungo l'intera tradizione astrologica, dai primi rudimentali oroscopi dei Babilonesi al successivo sviluppo dell'astrologia da parte dei Greci fino al giorno d'oggi, i segni zodiacali hanno sempre assunto un ruolo di grandissima rilevanza.
In astronomia lo Zodiaco rappresenta la base fondamentale per la misurazione dei movimenti dei pianeti. In astrologia le influenze dei pianeti nei confronti degli uomini e della terra cambiano a seconda del segno zodiacale in cui transita il pianeta nel suo viaggio attraverso lo zodiaco. Il problema da chiarire e' pero' questo: che cosa intendiamo noi per Zodiaco e come si e' arrivati a definire i vari segni?
Si tratta di domande importantissime, perche' oggi in astrologia esistono due definizioni dello zodiaco ben diverse tra loro: tropico e siderale. Prenderemo qui in esame la definizione dei due Zodiaci e dei relativi segni, la loro storia e le relazioni reciproche. I due Zodiaci verranno anche messi a confronto con lo Zodiaco astronomico, basato su costellazioni di estensione diversa.



Le origini babilonesi dello Zodiaco siderale

Il piu' antico dei due Zodiaci e' quello siderale. Esso consiste in una suddivisione della fascia zodiacale in 12 segni uguali, di 30° ciascuno, che si trovano in una particolare relazione con alcune stelle fisse. Fu definito nel periodo compreso tra il sesto e quinto secolo a.C. dagli astronomi babilonesi. Veniva usato per la redazione di oroscopi, come e' stato dimostrato dall'esame di oroscopi in scrittura cuneiforme trovati negli scavi di Babilonia ed Uruk.
Lo Zodiaco siderale puo' considerarsi «naturale», nel senso che i movimenti dei pianeti possono venir osservati direttamente ogni notte grazie alla fascia di stelle fisse dello Zodiaco. Dal momento che l'osservazione dei pianeti in relazione alle stelle fisse rivestiva un ruolo importante nella cultura babilonese, non stupisce il fatto che gli astronomi babilonesi col passare del tempo abbiano suddiviso la fascia zodiacale nel modo che ritenevano piu' sensato, definendo cosi' lo Zodiaco siderale, per descrivere i movimenti dei pianeti. Lo Zodiaco siderale divenne allora la base dell'astronomia e astrologia babilonese.
Durante i tempi piu' antichi dell'osservazione astronomica gli astronomi babilonesi iniziarono a descrivere determinate stelle fisse che nel cerchio zodiacale attiravano l'attenzione, indicandole come «stelle reggenti». Veniva indicato se un pianeta si trovava ad occidente oppure ad oriente di una «stella reggente» e se al di sotto o al di sopra di questa. Le «stelle reggenti» vennero cosi' a costituire dei punti di riferimento per il movimento dei pianeti nello zodiaco. Le «stelle reggenti» piu' importanti sono le cinque piu' grandi: Aldebaran (1.06), Polluce (1.21), Regolo (1.34), Spica (1.21) e Antares (1.22). Aldebaran, la piu' luminosa tra queste stelle, e' la stella centrale della costellazione del Toro, e indica l'occhio del toro. Polluce si trova nei Gemelli, insieme alla vicina stella chiamata Castore, e formano le due teste dei Gemelli. Regolo si trova in Leone, nella posizione del cuore. Spica si trova nella Vergine, e indica le spighe tenute dalla stessa Vergine. Infine Antares e' la stella centrale dello Scorpione, il cuore dello Scorpione.
Nel corso dell'evoluzione dell'osservazione astronomica babilonese ad un certo punto capito' di osservare che il sorgere di Antares coincideva con il tramonto di Aldebaran, e viceversa il tramonto di Antares con il sorgere di Aldebaran. A queste due vistose «stelle reggenti» venne percio' attribuito un significato particolare, ciascuna di loro e' situata al centro della relativa costellazione ed esse dividono esattamente in due parti la fascia delle stelle fisse dello Zodiaco quasi esattamente di fronte. A causa di questa particolare posizione le due stelle divennero i piu' importanti punti di riferimento dello Zodiaco siderale. Lo Zodiaco venne diviso in 12 parti, o segni, estesi ciascuno per 30° in modo che Aldebaran si trova al centro del Toro, e Antares al centro dello Scorpione. Ma rimane aperta la domanda: perche' prevalse la suddivisione in 12 segni e non un'altra?
L'origine babilonese dello Zodiaco e' dimostrata dal fatto che la maggior parte dei nomi greci per le costellazioni dello Zodiaco sono traduzioni o modifiche del corrispondente nome babilonese.


Greco Babilonese Sumero
Ariete
Leone
Sagittario
Toro
Vergine
Capricorno
Gemelli
Bilancia
Acquario
Cancro
Scorpione
Pesci
Krios
Leon
Toxeutês
Tauros
Parthenos
Aigokerôs
Didymoi
Zyygos
Hydrokhoos
Karkinos
Skorpios
Ikhthyes
Kusariku
Aru
Pa
Te-te
Siru
Enzu
Tuamu
Zibanitu
Gu
Puluccu
Akrabu
Nunu
LÚ.HUN.GÁ
UR.GU.LA
PA.BIL.SAG
MUL.MUL
AB.SIN
SUHUR.MÁSH
MASH.TAB.BA.GAL.GAL
ZI.BA.AN.NA
GU.LA
AL.LUL
GIR.TAB
KU (SIM.MAH)


Le piu' antiche citazioni di questi nomi le troviamo in alcuni astrolabi babilonesi, che risalgono ad un periodo anteriore al 1000 a.C., che riportano i nomi di «grandi Gemelli», «Leone», «Bilancia». Una lista completa delle costellazioni dello Zodiaco la troviamo nelle tavole mul-APIN, la piu' antica delle quali porta la data del 687 a.C. ma che probabilmente risalgono con precedenti versioni fino al 1000 ca. a.C. Simboli rappresentanti alcune costellazioni zodiacali li troviamo riportati su delle pietre di confine risalenti al periodo di regno di Nabucodonosor I° (1124 - 1103 a.C.) e nel periodo persiano (538-331 a.C.); sono le espressioni babilonesi dei simboli dell'iconografia zodiacale greca, a noi piu' nota, ed erano molto diffusi. In un testo risalente agli anni 475 - 457 a.C. viene indicata la suddivisione delle costellazioni zodiacali in 12 settori di 30° ciascuno: e' il primo documento storico relativo allo Zodiaco siderale in una forma matematicamente definita.





Dobbiamo pero' ritornare alla primitiva domanda: per quale motivo gli astronomi babilonesi del sesto o quinto secolo a.C. hanno suddiviso in questo modo lo Zodiaco?



La ricostruzione dello Zodiaco siderale
Il prof. van der Waerden afferma nel suo saggio sulla "Storia dello Zodiaco": «Ci sono 12 segni perche' nell'anno schematico mul-APIN c'erano 12 mesi. I segni erano della stessa lunghezza per contenere mesi della stessa durata. Sono stati divisi in 30 gradi perche' i mesi erano divisi ciascuno in 30 giorni».
Nel sesto secolo a.C., o all'inizio del quinto, quando la suddivisione della fascia zodiacale seguiva l'ordine delle «stelle normali» esisteva quindi gia' una schematica divisione del calendario in 12 mesi, ciascuno dei quali comprendeva 30 giorni, e la suddivisione dello Zodiaco era avvenuta in analogia con essa.
Questo schematico calendario ci e' noto, grazie al testo mul-APIN, schematico in quanto l'anno consta in effetti di 365 giorni e non di 360, che risultano invece dalla somma di 12 mesi di 30 giorni ciascuno. Il calendario mul-APIN e' una specie di calendario idealizzato.
Una volta accettata l'idea della suddivisione della fascia zodiacale analoga alla suddivisione schematica dell'anno, restava solo piu' il problema di distribuire i 12 segni in modo da riferirli alle stelle reggenti che formano lo Zodiaco. In proposito ebbero un ruolo decisivo le stelle Aldebaran e Antares per la loro collocazione al centro della loro costellazione e per la loro posizione perfettamente opposta nello Zodiaco. Per questo motivo le due stelle Aldebaran e Antares costituiscono l'asse di riferimento dello Zodiaco siderale al centro di Toro e Scorpione. Dopo aver assegnato ad Aldebaran e ad Antares la posizione prevista nello zodiaco siderale di 15° Toro e 15° Scorpione, potevano infatti venir determinate le posizioni delle altre stelle, calcolando la loro distanza dall'asse Aldebaran/Antares.

Grazie a questo asse di riferimento possiamo ricostruire lo Zodiaco siderale dei Babilonesi. Ad esempio Polluce, cioe' la testa del Gemello orientale, si trova a 28,5° Gemelli; Regolo, il cuore del Leone, a 5° Leone; Spica, che con le sue spighe segna la fine della costellazione della Vergine, e' situata a 29° Vergine. Kiffa Australe e Boreale, che formano il piatto sud e quello nord della Bilancia, si trovano a 20°e 25° della Bilancia. Il frammento babilonese che riporta un elenco di stelle, da ricondurre probabilmente al quarto secolo a.C., indica la posizione di Kiffa Australe e Boreale a 20° e 25° Bilancia, dimostrando che la nostra ricostruzione dello Zodiaco siderale e' esatta. (vedi figura sotto).




La scomparsa dello Zodiaco siderale
Il primo uso documentato dello Zodiaco siderale nell'astronomia babilonese, con 12 segni di 30° definiti in relazione alle stelle fisse, risale al quinto secolo a.C. E' riportata dalle tavolette con scrittura cuneiforme che registrano le eclissi di sole negli anni compresi tra il 475 e il 457 a.C. e la relativa posizione nello Zodiaco.


Lo Zodiaco siderale: Aldebaran sorge ad Oriente mentre Antares tramonta ad Occidente


Da allora lo Zodiaco usato nell'astronomia e astrologia babilonese continuo' ad essere utilizzato, fino agli inizi dell'eta' cristiana.
Diversi astrologi greci conoscevano lo Zodiaco siderale, come e' dimostrato dai seguenti esempi che risalgono a testi greci. Cleomede dice nella sua opera "De motu circulari corporum caelestium" che esistono due stelle chiare per le quali il sorgere dell'una coincide con il tramonto dell'altra: Aldebaran nello Scorpione e Antares nel Toro, entrambe a 15° del segno.
La posizione esattamente opposta di Aldebaran e Antares, rispettivamente a 15° Toro e a 15° Scorpione, viene anche citata in un testo greco indicato come di Anonimo dell'anno 379.
L'astrologo greco Hephaestio di Tebe (quarto secolo d.C.) indica a sua volta la posizione di Aldebaran a 15° Toro. Si dimostra cosi' che la conoscenza dello Zodiaco siderale passo' dai babilonesi ai greci e che ci sono stati astrologi greci che ne hanno fatto uso fino al quarto secolo d.C. In seguito pero' lo Zodiaco siderale non fu piu' usato in Occidente. (La sua riscoperta nel ventesimo secolo verra' analizzata piu' avanti).
Il calendario delle stagioni di Eudemone, con 12 mesi di uguale durata

La scomparsa dello Zodiaco siderale dall'astrologia occidentale non puo' unicamente venir attribuita al tramonto della civilta' babilonese, in quanto, come detto in precedenza, c'erano astrologi di Greci'a che conoscevano la dottrina babilonese e che facevano uso nel loro lavoro astrologico dello Zodiaco siderale. Anche astrologi egiziani, soprattutto ad Alessandria, che divento' il centro dello sviluppo dell'astrologia greca, (per l'influenza dell'astrologia babilonese dopo la conquista di Babilonia da parte di Alessandro Magno nel 331 a.C.), utilizzavano lo Zodiaco siderale.



Lo Zodiaco tropico
In opposizione allo Zodiaco siderale, nato a Babilonia, lo Zodiaco tropico venne calcolato e sviluppato dai Greci. Precisamente fu l'astronomo greco Ipparco (secondo secolo a.C.) a fornire la prima definizione dello Zodiaco tropico. Egli sviluppo' il suo Zodiaco, proprio come i Babilonesi avevano fatto con quello siderale, in analogia ad un calendario preesistente.
Il calendario utilizzato da Ipparco come modello per definire lo Zodiaco tropico risaliva aIl'astronomo greco Eudemone di Atene (5° sec. a.C.), e consisteva di 12 mesi solari, determinati in relazione alle 4 stagioni, agli equinozi e ai solstizi. Nel calendario di Eudemone i mesi avevano le denominazioni corrispondenti a quelle usate a Babilonia per i segni zodiacali. Cosi' il mese solare successivo all'equinozio di primavera venne da Eudemone attribuito all'Ariete, e quello estivo, che segue al solstizio estivo, al Cancro, mentre il mese che seguiva l'equinozio d'autunno era il mese della Bilancia e quello che iniziava col solstizio d'inverno era attribuito al Capricorno. Gli altri mesi vennero calcolati suddividendo i giorni in gruppi di 30 o 31 per ogni mese. Il calendario delle stagioni di Eudemone comprendeva 12 mesi indicati come Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, ecc. in maniera tale che i primi tre mesi, tra l'equinozio di primavera, coincidevano con la primavera, mentre i tre successivi, dal solstizio d'estate all'equinozio d'autunno, con l'estate, ed il terzo gruppo, dall'equinozio d'autunno al solstizio d'inverno, all'autunno, mentre gli ultimi tre mesi tra il sosltizio d'inverno e l'equinozi'o di primavera corrispondevano all'inverno.
Il calendario delle stagioni di Eudemone serviva all'astronomia greca come base per la suddivisione dell'eclittica che noi conosciamo con il nome di zodiaco tropico. Il percorso (apparente) del sole sullo sfondo delle stelle fisse si chiama eclittica in quanto su di esso sono situati i punti in cui si puo' verificare un'eclissi. Eclissi di sole si verificano solo lungo l'ecli'ttica, quelle di luna soltanto se la luna si trova lungo l'eclittica o nelle vicinanze di questa. Una differenza fondamentale del punto di osservazione tra l'astronomia babilonese e quella greca consiste nel fatto che lo zodiaco tropico e' una suddivisione dell'eclittica, mentre quello siderale una suddivisione dello zodiaco. I babilonesi infatti osservavano la fascia zodiacale, lungo la quale si muovono il sole, la luna e i pianeti. Invece i greci osservavano soprattutto il cammino del sole, che segue la linea mediana della fascia zodiacale, indicata come eclittica.
L'eclittica venne dunque usata da Ipparco come cornice per la suddivisione dello zodiaco. Riferendosi all'eclittica egli defini' lo zodiaco tropico basandosi sul calendario delle stagioni di Eudemone, e quindi trasformo' una misurazione del tempo in una struttura spaziale. Ad esempio il calendario di Eudemone inizia con l'equinozio di primavera. Ipparco prese la posizione del sole lungo l'eclittica nel momento dell'equinozio di primavera e stabili' un punto fisso sull'eclittica (noto come «punto vernale»)Partendo da questo punto lo zodiaco tropico si definisce suddividendo il cerchio dell'eclittica in 12 segmenti di uguale estensione, 30° il primo dei quali e' chiamato segno dell'Ariete, il secondo del Toro, ecc. Si tratta di una suddivisione che corrisponde esattamente al calendario di Eudemone, ma nella quale i settori non hanno piu' riferimento al tempo, cioe' non sono messi in relazione ai 12 mesi, ma diventano sezioni di spazio, cioe' segmenti di 30° ciascuno. I giorni scelti come «giorni di riferimento» nel calendario di Eudemone, e cioe' l'equinozio di primavera, il solstizio d'estate, l'equinozio d'autunno, il solstizio d'inverno, diventano nello zodiaco tropico dei «punti» di riferimento, e cioe' il punto d'inizio della primavera, dell'estate, dell'autunno e dell'inverno, situati sull'eclittica a 90° di distanza l'uno dall'altro.
Se si confrontano le definizioni di zodiaco siderale e zodiaco tropico, si potra' notare che si ricollegano a due diverse «realta'». Lo zodiaco siderale suddivide il cosmo che ci circonda, come si presenta nelle configurazioni delle stelle che formano la fascia zodiacale - in 12 settori, o segni, uguali. Questa divisione si fonda quindi su strutture visibili dall'esterno, dove l'asse tra Aldebaran e Antares divide il cosmo in due meta'.
Lo zodiaco tropico, anche se Ipparco ne ha definito i caratteri spaziali, e' invece propriamente una protezione di una realta' temporale nello spazio, cioe' del circolo delle stagioni descritto da Eudemone nel suo calendario. La realta' su cui si basa lo zodiaco tropico e' il fenomeno del succedersi delle stagioni. Lo zodiaco tropico e quello siderale, sebbene si suddividano entrambi in 12 settori di 30° ciascuno, differiscono in quanto fanno riferimento uno ad una realta' temporale e l'altro ad una realta' spaziale.



L'influenza di Tolomeo
Lo zodiaco tropico introdotto da Ipparco nell'astronomia greca divenne una cornice di riferimento per la misurazione e il calcolo dei movimenti del sole, della luna e dei pianeti. Col passare del tempo gli astrologi di Grecia iniziarono a farne uso, mentre altri.astrologi di Grecia e d'Egitto continuavano ad usare lo zodiaco siderale. Una svolta si ebbe nel secondo secolo con l'astronomo greco Claudio Tolomeo, vissuto ad Alessandria. Tolomeo sviluppo' ulteriormente la tradizione astronomica di Ipparco ed elaboro' cosi' il piu' ampio sistema astronomico dell'antichita'. Il suo libro, l'Almagesto, che presenta la sua teoria, divenne il testo di astronomia piu' importante dell'antichita'. Esso conteneva precisi parametri per la misurazione della longitudine di' Sole, Luna e pianeti. Dal momento che Tolomeo, come seguace di Ipparco, fece uso dello zodiaco tropico, ne consegui' che tutto il successivo sviluppo dell'astronomia in Occidente, che si fondava sul sistema tolemaico, utilizzo' lo zodiaco tropico. Di colpo quindi Tolomeo con il suo libro sull'astronomia rese lo zodiaco tropico il principio di riferimento astronomico generalmente accettato, e conseguentemente nel volgere di due secoli dalla sua morte lo zodiaco siderale non venne piu' utilizzato in occidente. Tale evoluzione venne ulteriormente consolidata dal fatto che Tolomeo, oltre al citato Almagesto, scrisse ancora un libro di astrologia, il Tetrabiblos, anch'esso basato sullo zodiaco tropico. Dal momento che il Tetrabiblos divenne presto l'opera fondamentale dell'astrologia occidentale, tutta la tradizione astrologica successiva si costrui' sul principio dello zodiaco tropico.
La sostituzione dello zodiaco siderale con quello tropico al tempo di Tolomeo e nei due secoli successivi fu ulteriormente favorita da una circostanza particolare: in quel tempo lo zodiaco tropico corrispondeva praticamente con la definizione spaziale dello zodiaco siderale. Ai tempi di Tolomeo, il cui catalogo delle stelle e' datato 138 a.C., il punto vernale, che nello zodiaco tropico e' situato a 0° Ariete, si trovava ad 1° Ariete nello zodiaco siderale, cioe' c'era soltanto 1° di differenza tra i due zodiaci. Dopo la morte di Tolomeo il punto vernale si sposto' lentamente indietro, da l° a 0° Ariete. Cio' avvenne grazie al fenomeno della precessione degli equinozi, in base al quale il punto vernale si sposta all'indietro nello zodiaco di l° ogni 72 anni. Il punto vernale raggiunse 0° Ariete nello zodiaco siderale nell'anno 221 d.C. A quel tempo quindi i due zodiaci corrispondevano esattamente tra loro, e non c'era differenza a far uso dell'uno o dell'altro. Per tale motivo non ci deve stupire il fatto che lo zodiaco siderale sparisse senza lasciare traccia.



La riscoperta dello zodiaco siderale
Nel 1893 Joseph Epping e Josef Strassmeier, studiosi di assirologia, annunciarono la loro riscoperta dell'originario zodiaco siderale, grazie alla decifrazione di tavolette d'argilla in scrittura cuneiforme trovate a Babilonia e custodite al British Museum. Dopo la morte di Epping nel 1894 il suo lavoro fu continuato da Franz Kugler. Egli descrive lo zodiaco siderale nel suo libro, apparso dall'inizio del secolo, relativo alle oservazioni della luna condotte dai babilonesi. Grazie al lavoro pioneristico condotto da questi tre assirologi lo zodiaco siderale torno' ad essere noto in occidente e la conoscenza dello zodiaco babilonese si diffuse in maniera sempre maggiore attraverso le pubblicazioni di vari storici della scienza del nostro secolo, tra i quali vanno citati soprattutto Otto Neugebauer e B.L. van der Waerden




Lo zodiaco astronomico a confronto con quello siderale


Verso la meta' del secolo due astrologi occidentali - Cyril Fagan e Donald Bradley pubblicarono libri riguardanti lo zodiaco babilonese. Sollecitato dalle pubblicazioni di Kugler, Neugebauer e van der Waerden, Fagan scrisse un libro sulle basi storiche dello zodiaco, nel quale utilizzava i risultati della ricerca di' questi storici della scienza, per dimostrare che lo zodiaco utilizzato originariamente in occidente era quello siderale e che in esso Spica si trovava a 29° della Vergine. Prima di conoscere lo zodiaco dei babilonesi, Fagan era dell'opinione che lo zodiaco siderale venisse definito in relazione a Spica, e che questa si trovasse a 0° della Bilancia, come indicato dall'astrologia indiana. Ma in seguito, grazie ai libri di Kugler, Neugebauer e van der Waeden, avrebbe capito che nell'originario zodiaco siderale Spica era situata a 29° Vergine. Grazie a Fagan Donald Bradley venne a conoscenza dello zodiaco siderale e condusse ampie ricerche statistiche sulla longitudine del sole, della luna e dei pianeti negli oroscopi di 2492 importanti uomini di chiesa, che mostrarono come la distribuzione delle posizioni (soprattutto di quelle del sole) si addensasse in settori di 30° che corrispondevano ai segni dell'originario zodiaco siderale. Al tempo di queste pubblicazioni, verso la meta' del secolo, tanto Fagan quanto Bradley ritenevano che Spica a 29° della Vergine, fosse il piu' importante punto di riferimento per la suddivisione dello zodiaco siderale, ma in seguito Fagan concluse correttamente che Aldebaran, a 15° Toro, costituisse il vero punto di riferimento dello zodiaco siderale. Nell'antichita' tutte le longitudini delle stelle e dei pianeti vennero calcolate a partire da Aldebaran, oppure dalla stella opposta, Antares nello Scorpione.
Grazie alla pubblicazione delle Effemeridi Siderali Americane (1981) lo zodiaco siderale si diffuse sempre piu' in occidente, soprattutto tra gli astrologi. Tuttavia tra gli astronomi suscita meraviglia la rappresentazione di 12 suddivisioni dello zodiaco, tutte di 30°, in quanto le moderne carte stellari mostrano che le 12 costellazioni sono di dimensioni ben diverse tra loro. Ad esempio la Vergine occupa ben 44° dello zodiaco, mentre la Bilancia soltanto 23°. Bisognerebbe percio' stabilire delle differenze dallo zodiaco siderale con i suoi 12 segni di uguale ampiezza. Per spiegare tale differenza e' utile esaminare brevemente lo sfondo storico dello zodiaco astronomico.



Lo zodiaco astronomico
Lo zodiaco astronomico si puo' far risalire a Claudio Tolomeo, il gia' citato astronomo greco che ebbe grossa influenza sull'astrologia occidentale, come abbiamo indicato. Ogni atlante stellare, ogni carta del cielo si basa sul catalogo stellare di Tolomeo, riportato nel settimo ed ottavo libro dell'Almagesto. Lo stesso Tolomeo aveva fatto uso di un precedene catalogo di stelle redatto dall'astronomo Ipparco, che aveva definito per primo lo zodiaco tropico e che avrebbe scoperto il fenomeno della precessione degli equinozi. Tolomeo scrive nell'Almagesto di aver compilato in maniera autonoma il proprio catalogo, basandosi pero' su formulazioni precedenti.
«Per ogni costellazione noi non abbiamo fatto uso delle identiche configurazioni dei nostri predecessori. Spesso ne abbiamo utilizzate altre, in quanto piu' precise e corrette - ad esempio abbiamo indicato le stelle, che Ipparco colloca alle spalle della Vergine, come i suoi lati, in quanto la loro distanza dalle stelle che formano il capo e' maggiore di quella dalle mani».
Contrariamente alla suddivisione babilonese della fascia zodiacale in 12 segni uguali, il catalogo delle stelle di Tolomeo definisce 12 costellazioni di grandezza diversa, che formano insieme lo zodiaco astronomico. In totale Tolomeo ha catalogato 1022 stelle, e tra queste ha definito, accanto alle 12 dello zodiaco, altre 36 costellazioni.

La comparsa dello zodiaco astronomico di Tolomeo sopra descritto, nel secondo secolo dopo Cristo, ha rappresentato il culmine di una lunga vicenda di suddivisioni dello zodiaco, che potremmo riassumere come segue:
1. Il sistema delle «stelle reggenti» babilonese (VII secolo a.C.)

2. Lo zodiaco siderale babilonese (VI secolo a.C., o inizio del V)

3. Catalogo delle stelle e zodiaco di Ipparco (II secolo a.C.)

4. Catalogo delle stelle e zodiaco di Tolomeo (II secolo d.C.)
Si tratta di una sintesi molto schematica, dal momento che sono state tralasciate molte importanti tappe intermedie che non potevamo prendere in considerazione in questa sede.
Per rendere piu' facile un confronto tra i vari tipi di zodiaco, la fig. 3 indica i punti 0° dell'Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno nello zodiaco tropico, e le costellazioni di grandezza diversa (Ariete, Toro, Gemelli, ecc. secondo la definizione dello zodiaco astronomico dell'Associazione Astronomica Internazionale) in relazione ai segni di 30° dello zodiaco siderale, nel quale i confini delle costellazioni hanno le sottoelencate posizioni nei segni siderali:





Malgrado lo zodiaco astronomico abbia un'origine autonoma rispetto allo zodiaco siderale babilonese (cioe' legata alle osservazioni di Tolomeo), esistono delle somiglianze tra i due. La maggior parte delle costellazioni dello zodiaco astronomico possono venir derivate dalle costellazioni siderali, spostando semplicemente di un paio di gradi avanti o indietro i confini dei segni (ad eccezione di quello tra Vergine e Bilancia, in quanto la Vergine si spinge fino alla meta' della Bilancia).

Lo zodiaco babilonese puo' quindi venir considerato la suddivisione archetipica della fascia delle stelle fisse dello zodiaco.


- pubblicato nel n° 96 di "Linguaggio Astrale" edito dal CIDA -
traduzione Anna Baguis Mazzoli
 http://fisa.altervista.org/powell.html


Riferimenti Ermetici ed Esoterici

Adesso facciamo così, andiamo a Dendera, in Egitto, presso uno dei templi più antichi della storia egizia, poiché in esso, nella stanza delle stelle, si conserva la copia dello zodiaco più importante della storia umana, meglio conosciuto come: Zodiaco di Dendera. Osservate con attenzione l’immagine, è importante. Noterete che all’esterno, la scena è completamente dominata da 12 esseri, (contraddistinti da un perfetto rapporto maschile e femminile), che, con le loro 24 braccia, come atlanti, sostengono, contenendolo, ciò che dovrebbe essere l’equivalente egizio di una visione stellare appartenente a Duemila anni fa. Possiamo inoltre osservare che il computo di tale contenuto celeste, ammonta esattamente a 72 corpi galattici, composti da stelle, costellazioni, nonché pianeti.

Lo so, probabilmente vi state chiedendo dove andrò a parare, ma vi chiedo un po’ di pazienza, vorrei richiamare ancora pochissime cose delle tantissime di cui potrei parlarvi.

È importante notare che gli Esseri risultano “divisi” in 3 gruppi di 4 entità, in un contesto perfettamente animico. In questa immagine, in grado di trasformare numeri in diverso modo senzienti, tutto è …vivo e, a tale proposito, mi sovviene una frase di un certo Giordano Bruno, il quale definiva le stelle: “Animali”, poiché dotati di anima.

Forse, in questo momento non è importante il suo dire, ma il farvi notare le seguenti deduzioni.

Se non sbaglio la fisiologia Yogica è sostanzialmente costituita da 72000 Nadi, che rappresentano quei famosi canali energetici che trasportano, guarda caso, 4 tipi di energia (Prana, Apana, Sapana, Vyana), che predilige 3 Nadi principali, chiamati: Ida, Pingala e Sushumna. Ora, sempre osservando l’immagine zodiacale di cui sopra, cerchiamo di riassumere numericamente l’interno e l’esterno di una visione che, vi assicuro, è senza tempo. In quello Zodiaco ci sono esattamente 108 componenti, esattamente come 108 sono le POSIZIONI poste al top dell’esecuzione Yogica.

Allora, forse, posso dare una percezione del sapere e della pratica Yogica che, probabilmente, va al di là del consueto. Sì perchè chi fa Yoga, e non solo, ogni volta che assume una posizione, non fa altro che diventare specchio risonante di un’energia creativa divina (Prana) intelligente.

Semplicemente possiamo, attraverso la meditazione e la giusta alimentazione, ricordare, o perlomeno intuire, come il cosmo palpiti dentro di noi, poiché ognuno di noi è la summa di un immenso essere vivente chiamato UNIVERSO. Michele roclamato


http://www.esonet.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1334 



LO ZODIACO,VIDEO







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