martedì 31 marzo 2015

CASTANEDA E DON JUAN MATUS SUL"VEDERE".




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Nella stregoneria c’è molto poco quando hai scoperto il trucco. Lo stregone sta solo leggermente meglio dell’uomo comune. La stregoneria non lo aiuta a vivere una vita migliore; in effetti dovrei dire che la stregoneria lo ostacola; gli rende la vita scomoda e precaria. Aprendosi alla conoscenza lo stregone diventa più vulnerabile dell’uomo comune. Da una parte i suoi simili lo odiano e lo temono e cercheranno di mettere fine alla sua vita; dall’altra le forze inesplicabili e ostinate che circondano tutti noi, in virtù del nostro essere vivi, sono per lo stregone una fonte di pericolo ancora maggiore... lo stregone, aprendosi alla conoscenza, cade preda di quelle forze e ha un solo mezzo per mantenersi in equilibrio, la sua volontà. Te lo ripeto ancora una volta: solo chi si comporta come un guerriero può sopravvivere sulla via della conoscenza. Ciò che aiuta lo stregone a vivere una vita migliore è la forza che viene dall’essere un guerriero. E’ mio impegno insegnarti a vedere. Non perchè io lo voglia personalmente ma perchè tu sei stato scelto; mi sei stato indicato da Mescalito. Ma io sono stato spinto dal mio desiderio personale a insegnarti a sentire e ad agire come un guerriero. Io personalmente credo che essere un guerriero sia meglio di ogni altra cosa. Perciò mi sono sforzato di mostrarti quelle forze che lo stregone percepisce, perchè solo sotto il loro urto terrificante l’uomo può diventare un guerriero. Vedere senza essere prima un guerriero ti renderebbe debole ; ti darebbe una falsa mitezza, un desiderio di ritrarti ; il tuo corpo deperirebbe perchè diventeresti indifferente. E’ mio impegno personale fare di te un guerriero così che tu non ti sgretoli.»

C. Castaneda Una Realtà Separata, Roma, Astrolabio 1972

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