mercoledì 14 gennaio 2015

THE FRENCH CONNECTION – FALSE FLAGS E IL CASO CHARLIE EBDO




Un nuovo anno porta risoluzioni, e per l’establishment, le risoluzioni sono piuttosto chiare: più del solito! Più false flags, più circo mediatico e notizie inscenate, all’infinito, alla nausea. Nel film del 1971 “The French Connection”, l’investigatore di New York “Popeye” Doyle (Gene Hackman) scopre un’operazione di traffico di droga della malavita che implica l’importazione di milioni di dollari in eroina per mezzo di un cartello francese che ha deciso di usare un personaggio dei media come un’inconsapevole facciata.



Oggi, tutti ci siamo resi conto che la pubblicazione satirica Charlie Ebdo è stata attaccata dai terroristi, con Al Qaeda che si prende la responsabilità per l’assassinio di molti personaggi del media. Mentre è forte la tentazione di arenarsi sui dettagli di questa situazione, dobbiamo sempre ricordarci gli schemi similari di eventi del genere nel recente passato che serviranno per far comprendere il più grande contesto di questo nuovo evento all’interno dell’infinita “guerra del terrore”.



 Naturalmente, la prima operazione che torna alla mente è Gladio, la famigerata NATO “sta dietro” alle operazioni in Europa durante la Guerra Fredda che utilizza gli attacchi terroristici e le sparatorie in luoghi pubblici (fra le altre cose) per far ricadere poi la colpa su gruppi socialisti e di sinistra. Pertanto, Gladio  rappresenta la parte cosiddetta “conservativa” delle operazioni di gestione della discussione contro la cosiddetta sinistra. Il caso Aldo Moro in Italia, per esempio, comportò la messa in scena dell’omicidio di un ministro socialista per mano di un fronte marxista creato dalla NATO. Le operazioni NATO/Gladio non sono mai cessate, come possiamo vedere negli stessi schemi al lavoro nei più recenti false flags.



L’intelligence francese lavora a stretto contatto con la NATO e altre agenzie di intelligence occidentali, ed è stata coinvolta nell’addestramento di reparti islamici radicali di Al Qaeda negli attentati per rovesciare Assad, per esempio. Il “Free Syrian Army”, notoriamente, è stato armato e fondato dalle élites delle potenze atlantiche fin dal 2012, quando il CFR ritenne necessario il maggior utilizzo di Al Qaeda e del FSA, fino al 2013, quando abbiamo visto il Senatore John McCain e altri incontrarsi con leaders di Al Qaeda in una nuova veste. Se ripensiamo agli eventi associati con il terrorismo francese ed europeo, le immagini convergono.



Nel 1995, Rachid Ramda, un membro delle organizzazioni islamiche radicali prevedibilmente chiamate “Islamic Salvation Front” e “Armed Islamic Goup”, hanno piazzato delle bombe nella metropolitana francese RER, uccidendo 8 persone. D’accordo con un’intervista con Liberacion.fr, Ramda parlò del suo passato coinvolgimento con le occidentali NGOs e Medici Senza Frontiere – entrambe classiche coperture di intelligence, facendo sorgere dubbi sul racconto ufficiale di Ramda come il tipico fondamentalista che finge di sostenere le così tante storie di terrore da parte dei principali media. Questo evento ricorda le affiliazioni NGO dei video delle vittime del cosiddetto ISIS, oltre a Tamerlan Tsarnaev.



Nel 2004, abbiamo visto un similare fiasco dei media con la provocazione stile agitprop (propaganda comunista espressa attraverso le arti) delle caricature di Mohammed nel film “Submission: Part I” del regista olandese Theo van Gogh’s, che portò alla morte per rappresaglia di van Gogh’s. E’ stata la conseguenza di un violento pareggio, con una cellula terroristica in The Hague. In seguito, nel periodo 2005-2010 abbiamo visto i giornali danesi creare una soap opera scandalosa con molte derisioni di Mohammed nel giornale Jyllands-Posten. Ci siamo anche ricordati della sospetta associazione del film “Mohammed” dell’attentato all’establishment occidentale che si collega al caso Benghazi che, curiosamente, è avvenuto nell’anniversario dell’11 settembre nel 2012. L’ex agente CIA Claire Lopez denunciò diversi dettagli estremamente sospetti riguardo a Benghazi che suggeriscono un false flag, come ad esempio il trasferimento di armi ad Al Qaeda in Libia, oltre alla sicurezza per la struttura data in appalto a Blue Mountain, un gruppo con legami di fratellanza musulmana.



A mio avviso, gli attacchi di ieri assomigliano all’attacco di Anders Breivik del 2011 che, stando a quel che si dice, vide coinvolto un terrorismo “di destra”  che ha architettato il massacro della Norvegia. Tuttavia, come spesso succede, Breivik ebbe svariati legami di establishment con le operazioni di intelligence occidentali, e dichiarò di essere un “Templare”, fornendo indizi di coinvolgimento massonico. Il richiamo alla mente di Breivik è dovuto alle strane connessioni di Francois Hollande con la Massoneria del Grande Oriente, un’estremistica, di sinistra, socialista e ateistica versione della Massoneria che è esistita in Francia dai tempi dei Giacobini e della Rivoluzione Francese. La cerchia di Holland è anche composta da membri del Biderberg Group, come Manuel Valls.

Breivik ha anche avuto un “manifesto” preconfezionato che apparve online, che porta ad ipotesi circa i suo i notevoli elementi di imitazione dal precedente “solitario fanatico” manifesto, come ad esempio il soggetto del testo MK ULTRA, il “Unabomber” Ted Kaczynski.

Breivik sembra essere una versione europea “di destra” del terrorismo islamico radicale capro espiatorio, mentre sopra questi inganni ci sono le agenzie di intelligence e le società segrete, loro stessi subordinati alle potenti entità internazionali come il Bilderberg e le banche.



Quello che comincia ad emergere è un consistente modello di agenzie di intelligence intrecciate ed interconnesse al livello di “eventi di terrorismo”, come ad esempio le loro attività che servono tutte lo stesso establishment posto al vertice. Quando consideriamo l’intelligence francese, le impronte digitali non sono diverse, così come l’intelligence francese ha avuto una lunga storia di false flags e oscuri rapporti  insieme alla loro controparte occidentale nella NATO. La Francia ha favorito l’addestramento dei ribelli collegati ad Al Qaeda insieme alle forze US e British in Giordania, per lungo tempo uno stato-marionetta della CIA.

Le armi e i pirati del deserto sono un punto fermo per le agenzie di intelligence occidentali che hanno bisogno di distrazioni o vogliono aumentare il teatro del terrore/sicurezza finalizzato ad dare la colpa per l’ennesima volta alla Siria e Assad, e per estensione, intromettersi in Russia.



L’intelligence francese pare abbia anche giocato un ruolo nell’assassinio di Diana secondo Gordon Thomas, nel suo libro Gideon’s Spies, il quale sostiene che  Henri Paul fosse manipolato dal Mossad per spiare Diana ma, in sostanza, il suo travagliato decesso è avvenuto in circostanze discutibili che portano al MI6 e all’intelligence francese. E’ risaputo che il MI6 era “in città” e i soldati della SAS possono essere stati i colpevoli.



Allo stesso modo, anche la sparatoria del 2014 in Canada ha gli stessi elementi tipici dei false flags, portandoci a chiedere – con così tante recenti sparatorie nelle quali sembra di individuare schemi similari, come i dettagli emersi dall’odierno caso Charlie Ebdo, probabilmente noteremo che le stesse connessioni diventano evidenti. Non dimentichiamoci anche l’assedio di Toulouse del 2012 e gli omicidi nella sinagoga che ancora coinvolgono un altro individuo, Mohamed Merah, che aveva precedenti penali piuttosto pesanti, proprio come lo sceicco pazzo dell’assedio di Sydney.



Già, ci sono elementi discutibili sui presunti video che sono passati sui principali media, dall’uomo in cima al palazzo che indossava un giubbotto antiproiettile come succede nella sparatoria presumibilmente in diretta nelle strade, al notevole vuoto di queste strade in pieno giorno. Ci sono anche discrepanze negli altri video che riguardano la sparatoria e le balistiche del tipo di pallottola, come l’agenzia di stampa 21st Century ha fatto notare.

Lo stesso Charlie Ebdo sembra che abbia pubblicato in anticipo quello che è successo, insinuando l’influenza dell’intelligence. I tiratori sembra anche che fossero a conoscenza dei dettagli riguardo al palazzo, a che ora si teneva il meeting settimanale, e come entrare nel palazzo, oltre a parlare un francese fluente e dimostrando un addestramento militare occidentale, che è strano per “Yemeni Al Qaeda” che i principali media hanno già definito come delinquenti. Oltre a questo, la Francia ha lavorato sul nuovo terrore inculcato per ampliare il teatro della sicurezza, e a questo proposito, le esercitazioni “domestiche” come motivo di copertura possono essere presenti.

Riassumendo, notiamo che il terrorismo europeo, e in particolare, gli eventi terroristici che vedono il coinvolgimento in qualche modo della Francia, mostrano tutti gli stessi schemi e il potere delle black op atlantiche, operazioni di blocco politico che sono state operative fin dai tempi della Guerra Fredda e di Gladio. Man mano che emergono nuovi dettagli, un chiaro disegno prende forma circa il nuovo assedio, ma sono fiducioso sul fatto che possiamo aspettarci tutti gli stessi delinquenti e lo stesso cast di personaggi che recitano come in uno spettacolo di varietà che è la guerra globale al terrorismo. Il piano della strategia della tensione del neocon establishment si è a lungo schierato per uno "scontro di culture" fra gli stati "Giudaico-Cristiani" e la cultura islamica per destabilizzare e ricostituire il Medio Oriente sulla lunga marcia verso il grande gioco del Fabian Inglese di governo tecnocratico globale.


Traduzione: Nadia Baldi

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