sabato 26 aprile 2014

LA STRADA DEL GUERRIERO TOLTECO






“Un guerriero deve focalizzare la sua attenzione sul legame tra sé e la sua morte. Senza rimorsi o tristezza o preoccupazione, deve focalizzare la sua attenzione sul fatto che non ha tempo e lasciare che i suoi atti fluiscano di conseguenza.
Deve lasciare che ognuno dei suoi atti sia la sua ultima battaglia sulla terra.
Solo in queste condizioni i suoi atti avranno il giusto potere.
Altrimenti saranno, per il tempo che vivrà, gli atti di un folle.”
C. Castaneda
  •  Il Guerriero è colui il quale ricerca la vera conoscenza.
  • E’ costantemente in lotta ma questa lotta non è altro che un viaggio all’interno di se stesso, attraverso la realtà esterna a caccia dei propri limiti, delle proprie paure e delle proprie debolezze.
  • La meta del viaggio: la conoscenza, il potere personale.. divenire un essere impeccabile.
  • Impeccabilità significa un uso strategico e attento della propria energia e di quella delle persone che ci circondano.
  • L’impeccabilità fornisce quindi il potere personale e di conseguenza la libertà.
“Quando un uomo intraprende la via del guerriero diventa gradatamente consapevole di essersi lasciato per sempre alle spalle la vita ordinaria.
Ciò significa che la realtà ordinaria non può più proteggerlo e che per sopravvivere dovrà adottare un nuovo modo di vita.”
C. Castaneda




  • Il guerriero regola tutto quello che fa in base all’energia. In base a questo egli definisce una strategia che gli garantisca il miglior risultato.
  • Sposta la focalizzazione dalla propria immagine, al proprio livello di energia.
  • Non cerca più di fortificare il proprio ego ma di mantenere e incrementare il proprio potere personale.
  • E’ attento a riconoscere e ad evitare tutte quelle reazioni emozionali che il dialogo interiore proporrebbe per corroborare l’importanza personale e quindi a proteggere l’immagine di sé.
  • Il guerriero evita qualunque stato mentale emozionale o fisico che lo depaupererebbe di energia. Questa è la regola del guerriero, questa è la via verso l’impeccabilità.

“L'arte degli stregoni in realtà non è quella di scegliere, ma di essere abbastanza acuti per accettare.”
Don Juan Matus
  • Il guerriero fa attento uso della volontà, intesa come capacità di focalizzare le proprie energie in base ad uno specifico intento personale.
  • Il guerriero agisce ogni giorno come se ciascuna azione fosse l’ultima azione della sua esistenza: usa la morte come consigliera. E’ la morte a fornirgli il necessario distacco e la costante attenzione alla strategia.
  • Il guerriero sa che ciascuno è un cantastorie della propria verità, per questo non entra in conflitto, accetta gli altri e le loro opinioni.
  • La volontà, il controllo, la strategia, la coscienza della propria morte e l’accettazione sono le principali armi che il guerriero possiede per esercitare la propria impeccabilità.


Mi hanno già conferito il potere che regge il mio destino e io nulla stringo, così non avrò nulla da difendere. Non ho pensieri, così potrò VEDERE. Non temo nulla, così ricorderò me stesso. Distaccato e sereno, sfreccerò oltre l’Aquila, verso la libertà. (Carlos Castaneda)


http://www.sciamanager.com/?op=detailContenuto&sez=6&id=13


LA VIA DEL GUERRIERO COME FATTO ENERGETICO
«Ora sei proprio di fronte alla Via del Guerriero, furono le parole con cui don Juan spiegò il successo che coronò la mia impresa.» (Carlos Castaneda)
Lentamente e con metodo, aveva spinto la mia consapevolezza a focalizzarsi sempre più intensamente su un'elaborazione astratta del concetto che egli definiva la Via del Guerriero, la strada dei guerrieri. Mi spiegò che tale via consisteva in una struttura di idee edificata dagli Sciamani dell'antico Messico grazie alla loro abilità nel vedere l'energia così come fluisce liberamente nell'universo. Di conseguenza, la Via del Guerriero era un armonioso agglomerato di fatti energetici, verità irriducibili determinate esclusivamente dalla direzione del flusso di energia nell'universo.
Don Juan affermò categoricamente che in questa strada non c'era nulla che andasse mi-gliorato, nulla che andasse modificato. Era una struttura perfetta in se stessa e per se stessa, e chiunque la seguisse poteva contare su fatti energetici che non ammettevano discussioni né speculazioni alcune sulle loro funzioni e sul loro valore.
Gli antichi Sciamani, continuò don Juan, le avevano dato quel nome perché la sua struttura comprendeva tutte le possibilità che un Guerriero può incontrare sulla strada dela Conoscenza, possibilità che gli Sciamani avevano esplorato nel modo più esauriente e metodico. Secondo don Juan, erano infatti capaci di includere qualsiasi cosa umanamente possibile nella loro struttura astratta. Paragonò la Via del Guerriero a un edificio formato da elementi di sostegno la cui unica funzione era appunto quella di sostenere la psiche del Guerriero nel suo ruolo di iniziato allo Sciamanismo, così da renderne più facile e significativo l'agire. Dichiarò con decisione che questa strada era la costruzione essenziale in mancanza della quale gli iniziati si sarebbero persi nell'immensità dell'universo.
Don Juan definiva la Via del Guerriero la gloria suprema degli Sciamani dell'antico Messico, la considerava il contributo più alto, l'essenza della loro sobrietà. «La Via del Guerriero è davvero così immensamente importante?» gli domandai un giorno. «"Immensamente importante" è un eufemismo. Essa è tutto. È l'epitome della salute fisica e mentale. Non potrei spiegarlo in altro modo. Che gli sciamani dell'antico Messico abbiano creato una struttura simile, per me significa che erano al culmine del potere, al vertice della felicità, all'apice della gioia.»
Sul piano di acccttazione o di rifiuto pragmatico in cui pensavo di trovarmi all'epoca, abbracciare in toto e senza riserve la Via del Guerriero mi era assolutamente impossibile. Più don Juan si dilungava nelle sue spiegazioni, più cresceva in me la sensazione che il suo intento fosse quello di scardinare il mio equilibrio. La guida di Don Juan era quindi nascosta, ma doveva manifestarsi con una chiarezza meravigliosa nelle citazioni tratte da Viaggio a Ixtlan. Senza che me ne accorgessi, aveva preso possesso di me con terribile rapidità, e improvvisamente me lo trovai addosso. Più volte mi trovai a pensare che, o ero sul punto di accettare nella sua interezza l'esistenza di un sistema cognitivo diverso, oppure che la mia indifferenza era tale che poco importava se questa accettazione avesse o non avesse luogo. Naturalmente c'era sempre la possibilità di fuggire, ma non la presi in considerazione. In qualche modo, l'assistenza di don Juan, o forse il mio uso massiccio del concetto di Guerriero, mi aveva temprato al punto da cancellare la mia paura. Tutto ciò che sapevo era che sarei rimasto lì con don Juan per tutto il tempo necessario.» (Carlos Castaneda)

Don Juan tra gli innumerevoli insegnamenti trasmessi a Carlos Castaneda gli rivela che una delle cose più significative nella vita di un uomo è la propria consapevolezza dormiente. Lo Sciamano Guerriero si pone come obiettivo di risvegliarsi, di assumere il controllo e la responsabilità della propria vita, di elevare la propria consapevolezza. Questo richiede Intento Inflessibile, disciplina, motivazione profonda e tanta energia. Il traguardo finale cui il Guerriero ambisce è la Libertà. E questa Libertà compende la possibilità di continuare a percepire, anche oltre la morte.
«Un uomo va alla conoscenza come va alla guerra, vigile, con timore, con rispetto e con assoluta sicurezza.» (...) Quando un uomo ha soddisfatto questi quattro requisiti - essere perfettamente vigile, provare timore, rispetto e un'assoluta sicurezza - non dovrà rendere conto di nessun errore; quando è in questa condizione, le sue azioni perdono la fallibilità di uno stupido. Se l'uomo sbaglia, o subisce una sconfitta, avrà perso soltanto una battaglia e non dovrà pentirsene amaramente.» (1)
«La maniera più efficace di vivere è vivere da Guerriero. Un Guerriero può preoccuparsi e riflettere prima di prendere una decisione, ma una volta che l'ha presa, va per la sua strada, libero da timori e preoccupazioni; sono mille le decisioni che ancora lo attendono. Questa è La Via del Guerriero.» (2)
«Un Guerriero sa che sta aspettando e che cosa sta aspettando, e pur aspettando non vuole nulla, così che ogni piccola cosa che ottiene è più di quanto gli serva. Se ha bisogno di mangiare, trova il modo di farlo, perché non ha fame; se qualcosa ferisce il suo corpo, trova il modo di arrestare quel qualcosa, perché non soffre. Un Uomo che ha fame o prova dolore non è un Guerriero, e le forze della sua fame e del suo dolore lo distruggeranno.» (3)
La Via del Guerriero di Carlos Castaneda, non ha nulla a che vedere con le altre tradizioni mistiche e credenze esoteriche o religiose, in quanto consiste di concetti totalmente nuovi e innovatori sia in Occidente che in Oriente.
http://www.carloscastaneda.it


C'è qualcosa che ormai dovresti conoscere. Io lo chiamo il centimetro cubo di opportunità. Tutti noi, guerrieri o no, abbiamo un centimetro cubo di opportunità che di quando in quando ci spunta davanti agli occhi. La differenza tra l'uomo medio e il guerriero è che il guerriero se ne rende conto e uno dei suoi compiti consiste nello stare all'erta, aspettando deliberatamente, così che quando il suo centimetro cubo spunta, il guerriero ha la velocità necessaria, l'abilità richiesta, per coglierlo.
Il caso, la fortuna, il potere personale o comunque lo si voglia chiamare, è uno stato di cose particolare. È come un piccolissimo bastoncello che sbuca davanti a noi e ci invita a tirarlo su. Di solito siamo troppo occupati, o preoccupati, o semplicemente troppo stupidi per capire che quello è il nostro centimetro cubo di fortuna. Mentre il guerriero è sempre all'erta e compatto, ed ha l'agilità e la capacità necessarie per afferrarlo.

Si può sopravvivere sul sentiero della conoscenza solo vivendo come un guerriero, perché l'arte del guerriero consiste nell'equilibrare il terrore dell'essere uomo con la meraviglia dell'essere uomo.

Fai quello che pensi sia giusto. Ma se non senti che è la tua ora, non andare all'appuntamento. Non si guadagna nulla forzando le cose. Se vuoi sopravvivere devi essere limpido come il cristallo e mortalmente sicuro di te.

Conta che il guerriero sia senza macchia.

La fiducia in sé del guerriero non è la fiducia in sé dell'uomo comune. L'uomo comune cerca certezza negli occhi di chi ha di fronte, e chiama questo fiducia in sé. Il guerriero cerca d'essere senza macchia ai propri occhi, e chiama questo umiltà. L'uomo comune è agganciato agli uomini suoi compagni, mentre il guerriero è agganciato unicamente a se stesso. Forse state inseguendo l'arcobaleno. Siete alla ricerca della fiducia in sé dell'uomo comune, mentre dovete cercare l'umiltà del guerriero. La differenza tra le due cose è molto importante. La fiducia in sé implica di sapere qualcosa per certo; l'umiltà implica di essere senza macchia nelle proprie azioni e nel proprio sentire.

Dovete andare oltre i vostri limiti, sempre.

Un guerriero accetta la sua parte, qualunque possa essere, e l'accetta in assoluta umiltà. Accetta in umiltà ciò che egli è, e non ne fa motivo di rimpianto ma di sfida.

L'umiltà del guerriero non è l'umiltà del mendicante. Il guerriero non abbassa la testa dinanzi a nessuno, ma nello stesso tempo non permette a nessuno di abbassare la testa davanti a lui. Il mendicante, invece, si butta in ginocchio e si umilia davanti e chiunque giudichi superiore, ma nello stesso tempo pretende che chiunque gli sia inferiore si umili davanti a lui.

Tutti noi passiamo attraverso le medesime difficoltà e i medesimi inganni. Il solo modo di superarli è persistere nell'agire come un guerriero. Il resto, il sapere e il potere, viene da sé, per forza propria.
I sapienti hanno l'uno e l'altro. E tuttavia nessuno di loro potrebbe dire come riuscì ad averli: potranno solo dire che li hanno ottenuti agendo come guerrieri, e che ad un dato momento tutto è cambiato.

Un guerriero deve essere calmo e padrone di sé, senza perdere mai controllo.

"Vedere" e "sognare" accadono soltanto se il guerriero è capace di interrompere il dialogo interno. Infatti, come vi ho detto, l'interruzione del dialogo interno è la porta aperta verso il mondo degli stregoni.

Il vostro spirito non era equilibrato. Per contrastare questo squilibrio vi ho insegnato a vivere al modo del guerriero. Un guerriero parte con la certezza che il suo spirito non sia equilibrato; poi, vivendo in assoluto controllo di sé e consapevolezza, ma senza aver fretta, senza costrizione, fa in tutto e per tutto del suo meglio per ottenere quell'equilibrio.

Non siate inquieto. Non c'è nulla al mondo che un guerriero non possa affrontare. Vedete: un guerriero si considera già morto, per cui non ha nulla da perdere. Il peggio gli è già accaduto, quindi egli è lucido e calmo; a giudicare dai suoi atti o delle sue parole, nessuno si aspetterebbe che sia stato testimone di alcunché.

Il sapere fa paura, certo; ma se un guerriero accetta la natura impaurente del sapere, ne annulla la terribilità.

Il sapere è una cosa molto particolare, specialmente per un guerriero. Per un guerriero il sapere è qualcosa che d'improvviso arriva, inghiotte e passa oltre.

I guerrieri non ottengono vittorie sbattendo la testa contro il muro. Ma scavalcando il muro. I guerrieri saltano di là del muro, non lo demoliscono.

Penso che sia assolutamente sbagliato per voi prendere così sul serio ogni cosa.

Ci sono tre tipi di cattive abitudini cui ricorriamo più e più volte quando ci troviamo di fronte a inconsuete situazioni della vita. In primo luogo, possiamo rifiutare ciò che sta accadendo o è accaduto e ritenere che non sia successo nulla. Questo è il comportamento del bigotto. In secondo luogo possiamo accettare ogni cosa per il suo valore apparente, e riteniamo di sapere cosa sta succedendo. È il comportamento dell'uomo pio. In terzo luogo, possiamo divenire ossessionati da un avvenimento, poiché non riusciamo né a rifiutarlo, né ad accettarlo con pieno consenso. È il comportamento del pazzo. C'è un quarto comportamento: quello giusto, del guerriero. Un guerriero si comporta come se non fosse successo nulla, perché non crede in nulla, ma accetta ogni cosa per il suo valore apparente. Accetta senza accettare e rifiuta senza rifiutare. Non ritiene mai di sapere, e neppure ritiene che non sia successo nulla. Si comporta come se riuscisse a controllarsi, anche se sta facendosela addosso. Comportandosi in questo modo elimina l'ossessione.

Dovete coltivare la convinzione che un guerriero non ha bisogno di nulla. Dite d'avere bisogno di aiuto. Aiuto per cosa? Possedete tutto ciò che occorre per lo strano viaggio che è la vostra vita. Ho cercato di insegnarvi che la vera esperienza è essere un uomo, e che quel che importa è essere vivi; la vita è la breve deviazione che state percorrendo. La vita da sola è autosufficiente, autoesplicativa e completa. Un guerriero lo capisce e vive in conformità a questo; si può dire quindi, senza essere presuntuosi, che l'esperienza delle esperienze è essere un guerriero.

Se un guerriero ha bisogno di conforto, semplicemente sceglie qualcuno e egli manifesta in ogni particolare il suo turbamento. Dopo tutto il guerriero non va in cerca di comprensione o di aiuto, parlare gli serve soltanto ad alleviare l'oppressione. E questo, posto che il guerriero sia tagliato per parlare; perché, se non lo è, non si confida con nessuno.
Ma voi non state affatto vivendo come un guerriero. Non ancora, perlomeno. E le trappole che incontrate devono essere veramente enormi.

Un guerriero è nelle mani del potere e la sua unica libertà è di scegliere una vita senza macchia.

Un guerriero è sempre pronto. Essere un guerriero non vuol dire soltanto desiderarlo. È invece una lotta senza fine, che terminerà solo nell'ultimissimo istante della nostra vita. Nessuno è nato guerriero, esattamente come nessuno è nato come essere ragionevole. Siamo noi che ci facciamo divenire l'uno o l'altro.

Citazioni e passi scelti da “Viaggio a Ixtlan” e “L’isola del Tonal” di Carlos Castaneda

Maggiori informazioni http://www.tuttoscorre.net/news/lumilta-del-guerriero/


La cosa più difficile al mondo è assumere lo stato d'animo di un guerriero. Non serve a nulla essere tristi, lagnarsi e sentire di essere giustificati nel farlo, credere che qualcuno ci faccia sempre qualcosa. Nessuno fa nulla a nessuno, tantomeno a un guerriero.

L'autocommiserazione non si addice al potere. Lo stato d'animo di un guerriero richiede il controllo su se stesso e al tempo medesimo richiede l'abbandono di se stesso.

Puoi spronare te stesso oltre i tuoi limiti se sei nello stato d'animo adatto. Un guerriero costruisce il proprio stato d'animo. È conveniente agire sempre in tale stato d'animo. Ti libera da tutto e ti lascia purificato.

Ci vuole lo stato d'animo del guerriero per ogni singolo atto, altrimenti si diventa deformati e brutti. Non c'è potere in una vita che manchi di questo stato d'animo. Guardati: tutto ti offende e ti turba. Ti lagni e ti lamenti e senti che tutti ti fanno ballare alla loro musica. Sei una foglia in balia del vento. Non c'è potere nella tua vita. Che brutta sensazione deve essere!

Un guerriero calcola tutto. Questo è controllo. Ma una volta terminati i sui calcoli, agisce. Questo è abbandono. Un guerriero non è una foglia in balia del vento. Nessuno lo può spingere; nessuno può fargli fare nulla contro la sua volontà o contro il suo giudizio. Il guerriero è programmato per sopravvivere, e sopravvive nel migliore dei modi possibili.

Un guerriero potrebbe essere ferito ma non offeso. Per un guerriero non c'è nulla di offensivo negli atti dei suoi simili finché lui stesso agisce entro lo stato d'animo appropriato.

Lo stato d'animo del guerriero non è così impossibile per il tuo mondo né per il mondo di nessuno. Tu ne hai bisogno per sbarazzarti di tutto quanto.

Raggiungere lo stato d'animo del guerriero non è cosa semplice. È una rivoluzione. Considerare uguali il leone, i topi d'acqua e i nostri simili è un magnifico atto dello spirito del guerriero. Per farlo ci vuole potere.

Ti devi assumere la responsabilità dell'essere qui, in questo mondo meraviglioso, in questo tempo meraviglioso. Devi imparare a far contare ogni tuo atto, dal momento che resterai in questo mondo solo per breve tempo, troppo breve in verità per assistere a tutte le sue meraviglie. Se non rispondi a questa sfida, è come se tu fossi morto.

Allora, se non pensi che la tua vita debba durare per sempre. Che cosa aspetti? Perché questa esitazione davanti al cambiamento?


Maggiori informazioni http://www.tuttoscorre.net/news/lo-stato-danimo-del-guerriero/




«Gli occhi di un uomo possono svolgere due funzioni: la prima è vedere l’energia così come fluisce nell’universo e la seconda è “guardare le cose di questo mondo”. L’una non è migliore dell’altra, ma addestrare i propri occhi solamente a guardare è una rinuncia inutile e disonorevole.»
Don Juan Matus


DIVENTARE UN UOMO DI CONOSCENZA È UN FATTO DI APPRENDIMENTO
Non vi sono requisiti manifesti
Vi sono alcuni requisiti non manifesti
Un novizio è scelto da un potere impersonale
Colui che è stato scelto (escogito)
Le decisioni del potere sono indicate attraverso presagi
UN UOMO DI CONOSCENZA HA UN INTENTO INFLESSIBILE
Sobrietà
Sicurezza di giudizio
Mancanza di libertà di innovare
UN UOMO DI CONOSCENZA HA LUCIDITÀ MENTALE
Libertà di cercare un sentiero
Conoscenza dello scopo specifico
Essere fluido
DIVENTARE UN UOMO DI CONOSCENZA È UN FATTO DI STRENUO SFORZO
Sforzo drammatico
Efficacia
Sfida
UN UOMO DI CONOSCENZA È UN GUERRIERO
Deve avere rispetto
Deve avere timore
Deve essere vigile
Consapevolezza di intento
Consapevolezza del cambiamento aspettato
Deve essere sicuro di sé
DIVENTARE UN UOMO DI CONOSCENZA È UN PROCESSO SENZA SOSTA
Deve rinnovare la ricerca del diventare un uomo di conoscenza
È precario
Deve seguire il sentiero che ha un cuore



Tratto da "Gli Insegnamenti Di Don Juan"

mercoledì 23 aprile 2014

LA RICERCA DEL NAGUAL.



L'interruzione del dialogo interiore comporta anche la sospensione dell'INTERPRETAZIONE sensoria.


Per interrompere I'immagine del mondo (dialogo interiore) che si possiede fin dalla culla, non è sufficiente volerlo o deciderlo. E' necessario avere un compito pratico; questo compito pratico è chiamato "il modo giusto di camminare" -> esso satura il Tonal(bolla/mndo ordinario sociale di percezione)...
Lo inonda fino a sommergerlo.
Capite: l'attenzione del tonal dev'essere posta sulle sue creazioni.
è infatti quell'attenzione che, in primo luogo, crea l'ordine del mondo; il tonal deve quindi essere attento agli elementi del suo mondo, per sostenerli, e soprattutto deve sostenere l'immagine del mondo come dialogo interno.
.... il modo giusto di camminare era un sotterfugio ...
Nel frattempo si può attirare l'attenzione sulle braccia, intrecciando le dita in modo insolito... l'importante è che guardando, senza mettere a fuoco gli occhi, verso un punto esattamente di fronte a lui nell'arco che parte dalla punta dei suoi piedi e finisce all'orizzonte, letteralmente sommerge il proprio "tonal" di informazioni.
Il "tonal", in mancanza della consueta relazione con un solo elemento per volta, è incapace di parlare con se stesso:
si raggiunge quindi il silenzio.
Senza mettere a fuoco scopre un numero enorme di aspetti del mondo senza però raggiungere nitidezza su alcuno...


Apprendere in modo autentico una nuova descrizione del mondo implica la capacità di ricavare una nuova percezione del mondo, che si adatta a quella descrizione (es. quella degli stregoni)... Ciò significa raggiungere, ottenere la "PARTECIPAZIONE" completa e DIRETTA con il NAGUAL -> essere in grado di elaborare tutte le interpretazioni percettive appropriate che, conformandosi a quella descrizione, la convalidano...

Per Fermare il mondo si deve imparare una nuova descrizione in un senso totale, allo scopo di contrapporla a quella vecchia e, in questo modo, spezzare la certezza dogmatica, che tutti abbiamo, secondo la quale la validità delle nostre percezioni, o la nostra realtà quotidiana, non si devono mettere in discussione.
Il passo successivo è quello di VEDERE -> "la risposta alle sollecitazioni percettive di un mondo esterno a quella descrizione che abbiamo imparato a chiamare realtà"

la ricerca sistematica del silenzio interiore.
L’interruzione del dialogo interiore, cioè del flusso di pensieri che noi incessantemente rivolgiamo a noi stessi, è una tecnica base in molte discipline spirituali, per esempio in alcuni sistemi di meditazione yogica. Se eliminiamo l’interferenza del dialogo interno, che ci impone di non cercare nulla oltre i limiti delle sue categorie, la nostra ragione è costretta a farsi da parte ed allora molte meraviglie diventano possibili: una cosa semplice come “guardare” può trasformarsi nell’atto magico di “vedere”, cioè nella percezione diretta dell’energia così come fluisce nell’universo. Portare a compimento quest’impresa significa fermare il mondo, cioè interrompere per sempre la coesione e la coerenza della nostra percezione.
.. L'interruzione del d.i. comporta anche la sospensione dellINTERPRETAZIONE sensoria.


Per interrompere I'immagine del mondo (dialogo interiore) che si possiede fin dalla culla, non è sufficiente volerlo o deciderlo. E' necessario avere un compito pratico; questo compito pratico è chiamato "il modo giusto di camminare" -> esso satura il Tonal...
Lo inonda fino a sommergerlo.
Capite: l'attenzione del tonal dev'essere posta sulle sue creazioni.
è infatti quell'attenzione che, in primo luogo, crea l'ordine del mondo; il tonal deve quindi essere attento agli elementi del suo mondo, per sostenerli, e soprattutto deve sostenere l'immagine del mondo come dialogo interno.
.... il modo giusto di camminare era un sotterfugio ...
Nel frattempo si può attirare l'attenzione sulle braccia, intrecciando le dita in modo insolito... l'importante è che guardando, senza mettere a fuoco gli occhi, verso un punto esattamente di fronte a lui nell'arco che parte dalla punta dei suoi piedi e finisce all'orizzonte, letteralmente sommerge il proprio "tonal" di informazioni.
Il "tonal", in mancanza della consueta relazione con un solo elemento per volta, è incapace di parlare con se stesso:
si raggiunge quindi il silenzio.
Senza mettere a fuoco scopre un numero enorme di aspetti del mondo senza però raggiungere nitidezza su alcuno...



12 - PADRONEGGIARE "L'ARTE DEL SOGNARE"

..
Sogno = Varco Verso l'infinito
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Sognare = l'arte di spostare a volontà dalla sua posizione abituale il p. d'unione per intensificare e ingrandire la portata di quel che si può percepire
.
intendere il corpo energetico [privo di massa, è pura energia] è lo scopo del sognare
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è l'arte dell'ATTENZIONE poiché mediante ad essa riusciamo a trattenere le immagini di un sogno così come tratteniamo le immagini del Mondo
.
ritorno al Punto di Partenza [evitare scarica di energia ad ogni sguardo, nella ricerca di altri "esploratori" sconosciuti, flussi di energia aliena; ]
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l'Arte del Sognare tratta dello spostamento del p- di u. ;
l'Agguato è l'arte che si occupa della "Fissazione" del p. di u. in qualsiasi posizione si sia spostato - per far acquistare coesione (al nuovo p. u... rederlo sia stazionario sia FLUIDO, così da percepirlo con coerenza)
... Più è chiara la visione nei sogni e maggiore è la nostra coesione
_
Vedere e Sognare accadono solo se il guerriero è capace di interrompere il dialogo interiore
...
[7 varchi del sognare]
.
SBATTI gli OCCHI con oggetti davanti (es. mani) e ricorda le impressioni
....
OGNI GUERRIERO HA IL PROPRIO MODO DI SOGNARE...
... Secondo le istruzioni di don Juan, non appena I'immagine delle mie mani avesse cominciato a dissolversi o a mutare in qualcosa d'altro, avrei dovuto spostare lo sguardo dalle mani a qualsiasi altro elemento circostante... quando l'immagine dell'elemento si fosse dissolta, spostare lo sguardo su qualcos'altro e cosi via...


La spiegazione degli stregoni del modo in cui sceglier un argomento per il sognare, è che un guerriero sceglie I'argomento, imponendosi deliberatamente un'immagine nella menre e facendo tacere il dialogo interno. In altre parole, se è capace di non parlare con se stesso e, anche solo per un istante, afferra l'immagine o il pensiero di cui vuole sognare, l'argomento desiderato verrà a lui... Se si è capaci di troncare il flusso di immagini e di pensieri dentro di noi e se si smette di parlare con noi stessi, si acquistano certi poteri, come questo di imporre un’immagine e di fare che essa si presenti esteriormente a noi

Ma questa fluidifica­zione del reale non va senza sofferenze e nausee.
...
il doppio (che è la nostra consapevolezza del nostro stato di esseri luminosi), sebbene lo si raggiunga sognando, è certamente reale

E' il nostro "gemello energetico / luminoso" , nel senso di copia esatta del conglomerato di energia definito corpo.
Sinonimi: Corpo del Sogno, l'Altro sé, o soltanto l'Altro

Il corpo fisico ed energetico vengono generati insieme e costituiscono una unità, tuttavia alla nascita vengono separati da forze esterne, così che oggi non abbiamo più alcuna idea della sua esistenza.
..
Sognare è il culmine degli sforzi degli stregoni, l'uso conclusivo del Nagual...
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"Il doppio possiede corporeità?" chiesi.
“Certo”, disse don Juan. “Solidità, corporeità, sono memorie. Perciò, come ogni altra cosa che noi sentiamo del mondo, sono memorie che accumuliamo. Memorie della descrizione”.
(Don Juan a Carlos Castaneda - L'isola del Tonal)
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"Il MONDO NON SI OFFRE A NOI DIRETTAMENTE;
DI MEZZO C'è SEMPRE LA DESCRIZIONE DEL MONDO.

Propriamente, quindi, noi siamo sempre a un passo di distanza e la nostra esperienza del mondo è sempre un ricordo dell'esperienza.
Noi siamo perennemente in atto di ricordare l'istante che è appena accaduto, appena trascorso.
Noi ricordiamo, ricordiamo, ricordiamo...
Se la nostra intera esperienza del mondo è reminiscenza [...] non risulta poi così bizzarro concludere che NOI CI TROVIAMO SEMPRE un SALTO INDIETRO"

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Noi tutti siamo esseri insondabili, luminosi e senza limiti
Noi siamo Percettori.
"Il potere è qualcosa con cui ha a che fare un guerriero.
Da principio è una cosa incredibile, approssimativa; è difficile anche da immaginare. E' questo che ti sta accadendo ora. Poi il potere diventa una cosa seria; si può non averlo, oppure non rendersi pienamente conto che esista, e tuttavia si sa che c’è qualcosa, qualcosa che prima non era percettibile. Successivamente il potere si manifesta come qualcosa che ci arriva incontrollabilmente. Non mi è possibile dire come viene o come è veramente. Non è nulla eppure fa apparire meraviglie proprio davanti ai tuoi occhi. E infine il potere è qualcosa in se stesso, qualcosa che controlla i tuoi atti eppure obbedisce al tuo comando."
E siccome non c'è alcun gradino finale, in nulla, non dovrebbe esserci segreto intorno ad alcuna parte della nostra sorte di esseri luminosi.
Il potere personale decide chi può e chi non può trarre profitto da una rivelazione; le esperienze con la mia gente mi hanno dimostrato che pochissimi sarebbero disposti a stare ad ascoltare ; e dei pochi che ascoltano, meno ancora sarebbero disposti ad agire nel modo udito; e dei pochi disposti ad agire, meno ancora hanno sufficiente potere personale per trarre profitto dai loro atti. Il segreto intorno alla spiegazione degli stregoni, quindi, finisce per essere soltanto un'abitudine, e forse un'abitudine vuota come tutte le altre.


Un alleato è una FORZA capace di portare l'uomo ai confini di sé stesso, oltre il regno ordinario, una tensione, un Potere che si deve imparare a dominare...è una Presenza; un veicolo... è percepito come una qualità dei sensi - Volontà - quando l'immagine consueta è interrotta e la percezione è in ragione dello spostamento del P. d'U... non ha forma ma effetti; il modo in cui lo si conosce è personale; può essere pericoloso perché può tirar fuori la parte peggiore di una persona.
Il corpo è un grappolo di fibre luminose e coscienti... Noi siamo sensazione

Una battaglia all'interno del proprio Tonal (organizzazione del mondo) è una delle contese più stupide che io possa immaginare

Andare verso il nagual significa restringere il tonal. Attenzione, perché il momento in cui si manifesta pienamente il nagual è quello della morte, quando il tonal si estingue

Un colpo (shock) è la tecnica per RESTRINGERE il Tonal. Bisogna colpire nell'istante preciso; per questo, naturalmente si deve saper "Vedere"

Lo sciamano deve saper restringere il tonal quando esso tende a dilatarsi, e viceversa.

... Dopo che il tonal comincia a restringersi, il guerriero chiude la porta dall'altra parte. Finché il suo tonal non è sfidato e i suoi occhi sono sintonizzati solo sul mondo del tonal, il guerriero si trova dal lato riparato della barriera". E' il suo territorio familiare, conosce tutte le regole.
Ma quando il suo tonal si restringe, il guerriero si trova dal lato esposto
al vento, e questa apertura dev'essere subito chiusa: altrimenti egli sarebbe spazzato via.
Non è solo un modo di dire. Di li dalla porta degli occhi del tonal infuria il vento. Voglio dire un vento vero.
Non è una metafora. Un vento che può soffiare via la vita di un uomo..
... :
il tonal di un gueriero deve essere informato di altre alternative... E'
appunto il peso di queste nuove possibilità che aiuta a restringere
il tonal. Per la stessa ragione, è quello stesso peso che aiuta a impedire al
tonal di restringersi fuori da quadro.

... il nagual può compiere cose sraordinarie, inconcepibili... Cose che sembrano
impossibili, cose impensabili per il tonal. Ma la cosa veramente straordinaria è che l'esecutore non ha alcun modo di sapere come ciò accada. ... Una volta che I'uomo è stato spinto e il suo tonal si è ristretto, il suo nagual, se già era in moto - e non importa se quel moto era minimo -, prenderà il comando e compirà straordinarie imprese.
Quando si ha a che fare con il Nagual non bisogna mai guardarlo direttamente
L'unico modo per guardare iI nagual è posare gli occhi su di esso
come se fosse una cosa qualsiasi.
Bisogna sbattere le palpebre per interrompere la fissità dello sguardo. I nostri occhi sono gli occhi del tonal, o forse sarebbe più giusto dire
che sono stati allenati dal tonal, il quale dunque li rivendica a sè.
Una delle ragioni del vostro sconcerto e del vostro disagio è che il vostro tonal non abbandona i vostri occhi. Il giorno chc lo fari, il vostro nagual avrà vinto una grande battaglia. La vostra ossessione, o meglio I'ossessione di chiunque, è di organizzare il mondo secondo le leggi del tonal; quindi, ogni volta che affrontiamo il nagual facciamo di tutto per rendere i nostri occhi duri e intransigenti. Io devo fare appello alla parte del vostro tonal che capisce questo dilemma, e voi dovete sforzarvi di rendere liberi i vostri occhi. Il punto è di convincere il tonal che di fronte alle stesse finestre possono passare altri mondi...
Dunque, fate che i vostri occhi siano liberi: che siano vere finestre. Gli occhi possono essere le finestre per fissare la noia oppure per fissare
questo infinito.
Non dovete fare altro che organizzare la vostra intenzione come un ufficio di controllo. Ogni qual volta vi trovate nel mondo del tonal, dovete essere
un tonal senza macchia; non c'è posto per azzardi irrazionali.
Ma ogni qual volta vi trovate nel mondo del nagual, dovete del pari senza
macchia; non c'è posto per azzardi razionali.
Per un gueriero, I'intenzione è la porta che sta in mezzo: gli si chiude dietro, ermeticamente, quando egli prende una delle due strade.
Se sulla vostra isola ci sono troppe cose inutili, non sarete in grado di reggere I'incontro con il nagual.. Potreste morire. Nessuno è in grado di superare un incontro intenzionale con il nagaal, senza un lungo allenamento. Ci vogliono anni per preparare il tonal a un simile incontro. Di solito, se un uomo comune si trovasse faccia a faccia con il nagual lo shock sarebbe cosi forte che egli morirebbe. Lo scopo di chi allena un guerriero non è quindi insegnargli a far stregonerie o incantesimi, ma preparare il suo tonal a non andare in pezzi. Un risultato molto arduo. Un guerriero deve imparare ad essere senza macchia e perfettamente vuoto, prima di poter anche solo immaginare d'essere testimone del nagual...
Delle faccende del Nagual può essere testimone solo il corpo, non la ragione... Il Nagual è la parte di oi per la quale non c'è descrizione / parole, nomi... Il N. è tutt'intorno al tonal, dove il potere si libera...
Per quanto astute siano le difese del tonal, il fatto è che iI nagual affiora. Tuttavia, il suo affiorare alla superficie è sempre inavvertibile.
La grande abilità del tonal consiste nel sopprimere ogni manifestazione del nagual in modo tale che, anche quando la sua presenza sia la cosa evidente del mondo, resti inavvertibile... Il Nagual è solo effetto ... Le scosse del Nagual rompono la quiete del tona... Il Nagual è l'unica parte (creativa) di noi che può creare... Il tonal non può creare nulla... può solo testimoniare, valutare e modellare.
IL NAGUAL è INDICIBILE
NON è POSSIBILE RIFERIRSI ALL'IGNOTO... DELL'IGNOTO SI PUò SOLTANTO ESSERE TESTIMONI...
"Se non si ha fiducia nel Nagual non c'è possibilità di sollievo e quindi nessuna possibilità di sgomberare la nostra vita dai detriti per poter essere liberi "
Nel vostro caso, per esempio, voi dovete smettere di supporre.
Voi lo chiamate spiegarc.
Ma io lo chiamo sterile e noiosa insistenza del tonal per avere ogni cosa sotto controllo. Ogni volta che il, tonal non ci riesce, giunge un momento di sconcerto e allora il tonal stesso si apre alla morte. Che razza di ostinato ! Si ucciderebbe, piuttosto di perdere il controllo. E tuttavia possiamo fare pochissimo per mutare questa condizione.
...
L'isola del tonal dev'essere ripulita e mantenuta pulita. E' l'unica possibilità che si offre al guerriero.
Un'isola pulita non offre resistenza; è come se li non ci fosse nulla...

i discorsi del Tonal hanno un senso soltanto se restiamo entro certi limiti, e questi limiti non si possono
applicare aI nagual...
C'è un momento in cui il nagual deve sussurrare alI'orecchio dell'apprendista e dividerlo in due e aprire la porta per la fuga dal'isola del Tonal... svignarsela dall'unità del Tonal comune senza danneggiare il proprio essere.
...
Il tempo del Nagual e del tonal sono due cose autonome, diverse
... Fidatevi del Nagual. Il Nagual vi porterà
...
Le azioni del Nagual sono mortali... Se non possedete sufficiente potere per parare l'assalto del Nagual , siete morto... Del Nagual si può solo essere testimoni... voler spiegare il Nagual con il Tonal è stupido...
L'ultimo brano della spiegazione degli stregoni afferma che la ragione si limita a rifettere un ordine esterno, e che la ragione non sa nulla di tale ordine; non può spiegarlo, cosi come non può spiegare il nagaal,
La ragione può soltanto essere testimone degli effetti del tonal, ma non può mai comprenderlo o svelarne I'enigma. Il fatto stesso che noi pensiamo e parliamo indica la presenza di un ordine che seguiamo senza mai sapere come riusciamo a farlo o che cosa tale ordine sia.
Gli stregoni fanno la stessa cosa con la loro volontà.. Essi affermano che atraverso la volontà possono essere testimoni degli effetti del nagual.
Posso ora aggiungere che attraverso la ragione, non importa cosa facciamo con essa o come lo facciamo, siamo puramente testimoni degli effetti del tonal. In entrambi i casi non c'è speranza, mai, di capire o di spiegare quello di cui siamo testimoni.
Questo i il paradosso degli esseri luminosi: Il tonal di ciascuno di noi è soltanto un riflesso di quell'indescivibile ignoto che è pieno di ordine
; il nagual di ciascuno di noi è soltanto un riflesso di quell'indescrivibile vuoto che contiene ogni cosa.

Ognuno di noi ha una zona di realtà abitata, controllata e conosciuta, un’isola coi suoi confini, ma il Guerriero andrà oltre i confini, entrerà nel Nagual diventando ‘nagual’ egli stesso, dunque sciamano, affrontando l’ignoto.





DON JUAN NAGUAL VIDEO
http://www.youtube.com/watch?v=1fzQNJ9ULn0

http://fuoridimatrix.blogspot.it/2013/11/il-nagual-il-tonal-e-laquila.html

http://www.animalibera.net/2011/10/caratteristiche-del-guerrioro.html

lunedì 21 aprile 2014

LE ORIGINI BABILONESI DI PASQUA(EASTER-ISHTAR)





Le origini babilonesi di Pasqua (Easter – Ishtar)

Easter è un giorno che viene celebrato da quasi tutta la Cristianità contemporanea e, in esso, si celebra la resurrezione di Gesù Cristo.

La festa spesso comporta una funzione religiosa della chiesa allo spuntar del sole, una festività che comprende un “prosciutto di Pasqua”, uova decorate e racconti sui conigli.

Quelli che amano la verità imparano a fare domande, e molte domande devono essere poste circa la festività di Pasqua.

E’ davvero il giorno quando Gesù risorse dalla morte? Da dove vengono tutte queste strane tradizioni?

La prima cosa che dobbiamo capire è che quelli che si professavano Cristiani non erano i soli che celebravano una festività chiamata “Easter”.

“Ishtar”, che viene pronunciato “Easter” era un giorno che commemorava la resurrezione di uno dei loro dei che loro chiamavano “Tammuz”, che si riteneva essere il solo Figlio Unigenito della luna-dea e del sole-dio.



Nimrod

A quel tempo, c’era un uomo chiamato Nimrod, che era il nipote di uno dei figli di Noè chiamato Ham.

Ham ha avuto un figlio di nome Cush che ha sposato una donna che si chiamava Semiramis. Cush e Semiramis hanno poi avuto un figlio chiamato anche lui “Nimrod”.

Dopo la morte di suo padre, Nimrod sposò la sua stessa madre e divenne un potente re.

La Bibbia racconta di questo uomo, Nimrod, nella Genesi 10:8-10 come segue: “E Cush generò Nimrod: lui iniziò ad essere uno dei potenti della terra. Era un potente cacciatore prima del Signore: per quel motivo è stato chiamato anche Nimrod il potente cacciatore prima del Signore. E l’inizio del suo regno era Babilonia, e Erech (http://en.wikipedia.org/wiki/Erech), e Accad (http://en.wikipedia.org/wiki/Accad), e Calneh (http://en.wikipedia.org/wiki/Calneh), nella terra di Shinar (http://en.wikipedia.org/wiki/Shinar).

Nimrod divenne un dio-uomo per il popolo e Seminaris, sua moglie e madre, divenne la potente Regina dell’antica Babilonia.

Nimrod fu infine ucciso da un nemico, e il suo corpo fu tagliato a pezzi e spedito in zone diverse del suo regno.

Semiramis ha riunito tutte le sue parti, eccetto una che non fu possibile trovare.

Quella parte persa era il suo organo riproduttivo.

Semiramis affermava che Nimrod non poteva tornare in vita senza di esso e disse al popolo di Babilonia che Nimrod era salito verso il sole ed ora doveva essere chiamato “Baal”, il dio sole.

La Regina Semiramis aveva annunciato che Baal sarebbe stato presente sulla terra sotto forma di fiamma, di candela o di lampada, quando usato nell’adorazione.

Semiramis stava creando un culto religioso, e con l’aiuto di Satana (ok?), si autoproclamò come una dea.

Semiramis dichiarò che lei era stata concepita in modo immacolato.

Lei insegnò che la luna era una dea che compiva un ciclo di 28 giorni e ovulava quando era piena.

Inoltre, dichiarò di essere scesa dalla luna all’interno di un uovo gigante di luna che cadde nel fiume Eufrate.

Questo era accaduto nel momento della prima luna piena dopo l’equinozio di primavera.

Semiramis divenne nota come “Ishtar” che viene pronunciato “Easter”, e il suo uovo di luna divenne noto come “l’uovo di Ishtar”.

Presto, Ishtar rimase incinta e dichiarò che i raggi del sole-dio Baal sono stati la causa del suo concepimento.

Il figlio che nacque fu chiamato Tammuz.



Tammuz

Tammuz era noto per essere particolarmente legato ai conigli, e questi divennero sacri nell’antica religione, perché si credeva che Tammuz fosse il figlio del sole-dio Baal. Tammuz, come il suo supposto padre, divenne un cacciatore.



Venne il giorno in cui Tammuz fu ucciso da un maiale selvaggio.



La Regina Ishtar disse al popolo che Tammuz, ora, era salito verso suo padre, Baal, e che loro due sarebbero stati con i fedeli nella sacra candela o lampada o fiamma come Padre, Figlio e Spirito.



Ishtar, che ora era venerata come la “Madre di Dio e Regina del Cielo”, continuò a costruire il suo culto religioso.

La regina disse ai fedeli che Tammuz era stato ucciso da un maiale selvaggio, che parte del suo sangue era caduto su di un pezzo di tronco di un albero sempreverde, e che il pezzo di tronco era diventato un nuovo albero durante la notte. Questo fece sì che l’albero sempreverde divenne anch’esso sacro, per via del sangue di Tammuz.

Dichiarò inoltre che ogni anno si doveva osservare un periodo di 40 giorni di dolore che precedeva l’anniversario della morte di Tammuz.

In questo periodo, non doveva essere mangiata carne.

I fedeli dovevano meditare sui sacri misteri di Baal e Tammuz, e dovevano fare il segno della “T” sui loro cuori come loro adoratori.

Inoltre, dovevano mangiare pane sacro con incisa una “T” o con la croce in cima.



Ogni anno, la prima domenica dopo la prima luna piena che seguiva l’equinozio di primavera, veniva fatta una celebrazione.



Era la domenica di Ishtar e veniva festeggiata con conigli e uova.

Inoltre, Ishtar proclamò che, tenuto conto che Tammuz era stato ucciso da un maiale, un maiale doveva essere mangiato in quella Domenica.

Ormai, i lettori di questo racconto dovrebbero aver fatto la connessione con il fatto che il paganesimo ha infiltrato le chiese “Cristiane” contemporanee e, inoltre, gli studi indicano che questo paganesimo arrivò per mezzo del Sistema Romano Cattolico.

La verità è che Easter non ha niente a che fare con la resurrezione di Gesù Cristo.

Sappiamo anche che Easter può essere distante al massimo 3 settimane dalla Passover (Pasqua ebraica - http://en.wikipedia.org/wiki/Passover), perché la festa pagana è sempre fissata alla prima Domenica dopo la prima luna piena che segue l’equinozio di primavera.

Qualcuno si è sorpreso sul perché la parola “Easter” si trova nella Bibbia di Re Giacomo.

E’ perché gli Atti, al capitolo 12, raccontano che fu il cattivo Re Erode che aveva pianificato di celebrare Easter, e non i Cristiani.

La vera Pasqua ebraica e l’Easter pagana qualche volta coincidono, ma in certi anni, sono separate da grande distanza.

Sappiamo che la Bibbia dice in Giovanni 4:24 “Dio è uno Spirito: e loro che lo adorano devono adorarlo in spirito e in verità”.

La verità è che 40 giorni di Quaresima, uova, conigli, di pani caldi con la croce e il prosciutto di Pasqua sono tutti collegati con l’antica religione pagana (http://en.wikipedia.org/wiki/Mystery,_Babylon_the_Great,_The_Mother_of_Harlots_and_Abominations_of_the_Earth). Queste sono tutte attività anticristo! (ok?)

Satana è uno specialista ingannatore, e ha riempito con l’idolatria le vite di ben-pensanti e di Cristiani professanti.

Queste cose portano la collera di Dio sui figli della disobbedienza, che tentano di far passare le tradizioni pagane di venerazione di Baal come Cristiane.

Queste tradizioni di Pasqua onorano Baal ed è ancora venerato come il “Sole Nascente” e la sua casa è la “Casa del Sole Nascente”:

Quante chiese hanno “funzioni religiose allo spuntar del sole” nel giorno di Ishtar e guardano il sole nascente a Est?

Quanti sono abituati a colorare uova e raccontare storie di conigli, come facevano nell’antica Babilonia?

Fonte: http://redicecreations.com/article.php?id=10398



Traduzione: Nadia Baldi

giovedì 17 aprile 2014

I Cavalieri di Malta ed il Commercio Mondiale.The unhived mind.






Foto: http://theunhivedmind.com/wordpress3/wp-content/uploads/2013/09/uhm-knightspopefrancis-372x396.png


I Cavalieri di Malta ed il Commercio Mondiale:

I Cavalieri di Malta controllano tutti i finanziamenti e servizi bancari e sono conosciuti come 'i più grandi mercanti sulla Terra'. Tutto il commercio è controllato dall' Unione Postale Universale con sede a Berna, in Svizzera. La Venerabile Compagnia dei banchieri internazionali insieme alla Gilda dei Banchieri Internazionali sono tutti controllati dai Cavalieri di Malta. Questo è il sistema 'Oleron del Codice' e l'intento sulla popolazione di rimuovere i diritti di esseri sovrani Divini che sono composti carne e sangue .
Ti hanno intrappolato all'interno di un sistema noto come il Codice commerciale uniforme in base alla Legge Canonica Vaticana . Sei semplicemente un prodotto in base alla legge dell'Ammiragliato marittimo poiche' nato dall'acqua di tua madre dal suo canale del parto. Il simbolismo antico di regole che deriva da Venere , la stella a cinque punte.
Il sistema Bancario internazionale è stato creato dai Templari del Vaticano, Cavalieri conosciuti come La Corona, che è stata rilevata nel 14 ° secolo dai Cavalieri di Malta, ora comandati da Granmaestro, Matthew Festing che è anche un Cardinale nel Collegio dei Cardinali.
Troverete che l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme insieme con l'Opus Dei sono attivi nel mondo finanziario. Il Cavalieri del Santo Sepolcro sono i maestri dei Cavalieri di Malta e l'ordine crociato leader oggi e' cambiato. I Templari di allora sono noti adesso come "Cavalieri della IHS Vergine Maria, I Gesuiti.
Dopo aver spremuto a dovere l'intero sistema occidentale, che ormai ha raggiunto un livello di debito (artificiale ed artificioso) incontrollabile ed insostenibile, il Culto Romano Cattolico, altrimenti noto come Chiesa Cattolica apostolica Romana, con la sua dottrina New Age, si trasferisce in Russia (una parte dell'ex Unione sovietica), controllata dal 1929 attraverso il collegio Gesuita "Pontifical Russian College of Saint Thérèse of the Child Jesus", noto come "Collegium Russicum", fondato per tale scopo appunto nel 1929 da Papa Pio XI......alchimie Vaticane, gli affari sono affari..

Unhived mind

http://theunhivedmind.com/UHM/

lunedì 14 aprile 2014

LA MORTE COME CONSIGLIERA








La morte è la nostra eterna compagna. E’ sempre alla nostra sinistra, a un passo di distanza. Ti è sempre stata a osservare. Ti osserverà sempre fino al giorno in cui ti toccherà. La cosa da fare quando sei impaziente, è voltarti a sinistra e chiedere consiglio alla tua morte. Ti sbarazzi di un’enorme quantità di meschinità se la tua morte ti fa un gesto, o se ne cogli una breve visione, o se soltanto hai la sensazione che la tua compagna è lì che ti sorveglia. La morte è il solo saggio consigliere che abbiamo.
Ogni volta che senti che tutto va male e che stai per essere annientato, voltati verso la tua morte e chiedile se e vero; la tua morte ti dirà che hai torto; che nulla conta veramente al di fuori del suo tocco. La tua morte ti dirà: “Non ti ho ancora toccato”.
Quasi mai realizziamo che possiamo tagliare via qualunque cosa dalla nostra vita, in qualunque momento, in un istante.

Carlos Castaneda

Non ci si dovrebbe preoccupare di scattare fotografie o effettuare registrazioni. Queste sono cose superflue di esistenze immobili.
Ci si dovrebbe invece preoccupare dello spirito, che è in perenne regresso.

Un guerriero non ha bisogno di una storia personale.
Un giorno scopre che non gli è più necessaria, e la abbandona.

Essere un guerriero-cacciatore non significa solo allestire trappole. Un guerriero-cacciatore non cattura la preda grazie alle trappole e neppure perché ne conosce le abitudini, ma perché lui stesso non ha abitudini.
È questo il suo vantaggio. Non è come gli animali a cui tende agguati, fossilizzati in routine e capricci prevedibili; è libero, fluido, imprevedibile.

Un guerriero agisce come se sapesse quello che fa, mentre in effetti non sa nulla.



La cosa più difficile al mondo è assumere lo stato d’animo del guerriero. Non serve a nulla provare tristezza, lamentarsi e sentirsi giustificati nel farlo, credendo che gli altri ci stiano sempre facendo qualcosa. Nessuno fa niente a nessuno, tanto meno a un guerriero.

Il guerriero è cacciatore: calcola ogni cosa. Questo è il controllo. Ma una volta fatti i suoi calcoli, agisce e lascia andare. Questo è l’abbandono. Un guerriero non è una foglia in balia del vento.
Nessuno può costringerlo: nessuno può forzarlo ad agire contro la sua volontà o contro il suo giudizio.
Un guerriero è sintonizzato per sopravvivere, e sopravvivere nel modo migliore.

Un guerriero non consce il rimorso perché isolare un’azione come malvagia, brutta oppure meschina significa attribuire un’importanza ingiustificata al proprio sé. Il trucco sta in quello che decidiamo di enfatizzare.
Possiamo renderci infelici o forti. L’impegno è lo stesso.

Viaggio a Ixtlan


Vivere la vita con la conoscenza di ogni momento, di ogni  azione, significa riempirla con incontenibili ricchezze e impregnare ogni nostra azione con la qualità chiamata impeccabilità. Per il guerriero impeccabile questo non significa che la sua vita o le sue azioni potrebbero essere meno che perfette. Vivendo la sua vita pienamente e svolgendo ciascuna azione al meglio della sua abilità, il
guerriero non ha rimpianti e non soffre alcun rimorso.



Lo spietato inseguimento della perfezione nelle sue innumerevoli forme è la più grande causa di infelicità nel mondo dell’uomo.L’uomo sposta il suo piacere nella vita, sospendendolo nel tempo fino a quando non ha la carriera perfetta, la casa perfetta o il perfetto conto in banca.


https://www.youtube.com/watch?v=QweaieOVy78

IL GUERRIERO,LA RAGIONE E IL CONDIZIONAMENTO SOCIALE

www.youtube.com


La morte è la nostra eterna compagna e sempre alla nostra sinistra, alla distanza di un braccio.Come possiamo sentirci tanto importanti sapendo che la morte ci si avvicina furtivamente?
La cosa da fare quando sei impaziente e quella di girarti a sinistra e chiedere un consiglio alla tua morte .Lascerai perdere una quantita' immensa di meschinita' se la tua morte ti fa un cenno,se la scorgi per un momento,ose hai la sensazione che la tua compagna ti sta guardando.
La morte è l'unica saggia consigliera che abbiamo.Ogni volta che senti come fai sempre ,che tutto va male e stai per essere annientato, rivolgiti alla tua morte e chiedile se è propio cosi'.Lei ti dira' che stai sbaglaindo;che in realta' niente conta al di fuori del suo tocco.La tua morte ti dira' ancora non ti ho toccato.Uno di noi qui deve chiedere consiglio alla morte e lasciar andare le dannate meschinita' tipiche degli uomini che vivono come se la morte non dovesse mai bussare alla loro porta.




"LEZIONE DI DON JUAN VIAGGIO A IXTLAN"







Gli stregoni, tuttavia, hanno un vantaggio; come esseri che stanno andando a morire, hanno qualcuno che gli sussurra all'orecchio che tutto quanto è effimero. Chi sussurra è la morte, l'infallibile consigliere, l'unico che non ti dirà mai una bugia.
Don Juan Matus, Il Lato Attivo dell'Infinito




Un guerriero deve focalizzare la sua attenzione sul legame tra sé e la sua morte. Senza rimorsi o tristezza o preoccupazione, deve focalizzare la sua attenzione sul fatto che non ha tempo e lasciare che i suoi atti fluiscano di conseguenza. Deve lasciare che ognuno dei suoi atti sia la sua ultima battaglia sulla terra. Solo in queste condizioni i suoi atti avranno il giusto potere. Altrimenti saranno, per il tempo che vivrà, gli atti di un folle.
La Ruota del Tempo




Come esseri immortali, non prendiamo mai la morte come punto di riferimento, e di conseguenza ci concediamo l’inconcepibile lusso di vivere tutta la vita invischiati in parole, descrizioni, polemiche, accordi e disaccordi. https://www.cleargreen.com/.../founders-florinda-donner...



Brano estratto da un’Intervista con Florinda Donner-Grau, Taisha Abelar and Carol Tiggs

www.cleargreen.com




“Un guerriero pensa alla morte quando le cose si fanno nebulose. L' idea della morte è la sola in grado di temprare il nostro spirito.”

Don Juan Matus

mercoledì 9 aprile 2014

I “Levellers” d’Inghilterra: il primo Movimento Liberale del mondo


I “Levellers” d’Inghilterra: il primo Movimento Liberale del mondo







I primi liberali in assoluto furono i “Levellers” (http://en.wikipedia.org/wiki/Levellers) ovvero i “Livellatori”, gli “Egualitari”, un movimento politico attivo nel diciassettesimo secolo. I Levellers contribuirono all’elaborazione del paradigma politico e metodologico dell’Individualismo, e sono all’origine del filone radicale del liberalismo classico. Mentre i Levellers sono spesso descritti come un movìmento quasi-socialista, una più attenta disamina mostra che i Levellers hanno molto più in comune con i sostenitori dei liberi mercati che con i socialisti.



Questa interpretazione dei Levellers è supportata, fra gli altri, da Murray N. Rothbard (http://en.wikipedia.org/wiki/Murray_Rothbard) che li considera come “il primo movimento consapevolmente liberale”. Rothbard fa notare che “in una serie di discussioni rilevanti all’interno dell’esercito repubblicano – in particolare fra i Cromwellians (sostenitori di Oliver Cromwell http://en.wikipedia.org/wiki/Cromwellian) e i Levellers – i Levellers per il tramite di John Lilburne, Richard Overton e Willyam Walwyn crearono una dottrina liberale notevolmente coerente, sostenendo i diritti della proprietà personale, la proprietà privata, la libertà religiosa per la persona, e un’interferenza minima del governo nella società. I diritti di ogni persona per se stesso e la proprietà, inoltre, era naturale che fosse così, provenivano dalla natura dell’uomo.


Uno dei più importanti contributi dei Levellers alle fondamenta teoriche della dottrina liberale fu, a detta di Rothbard, che loro, “trasformarono le alquanto vaghe e olistiche nozioni di legge naturale in lampanti, risolutamente individualistici concetti di diritti naturali di ogni essere umano” inclusi i fondamentali principi del liberalismo. Ciò comprende il diritto alla proprietà di se stesso, l’individualismo metodologico, la teoria dei diritti personali naturali, e la libertà economica.


Lilburne sosteneva la legge naturale come “Natura e ragione” e “le ragioni di tutte le leggi giuste” e che “quindi contro questa Legge, prescrizioni, leggi né consuetudini non possono prevalere. E se anche qualcuno tenta di abolirla, non ci sono prescrizioni, leggi né consuetudini, ma tentativi nulli, e contro giustizia …”


Nel 1646, mentre Lilburne era in carcere per alto tradimento, Overton scrisse “Una Protesta di Molte Migliaia di Cittadini, ed altra gente nata libera dell’Inghilterra” alla loro Camera dei Diritti, sollecitando la liberazione di Lilburne. La protesta divenne un importante manifesto politico dei Levellers.


“siamo ben assicurati, e ciò nonostante non possiamo dimenticare che la ragione per la quale abbiamo scelto voi per essere uomini del Parlamento, era di liberarci da tutti i tipi di schiavitù, e di preservare il Commonwealth nella pace e felicità” scrisse Overton. “Ma dovete ricordare, questo era per noi solo un potere di credere, che è sempre revocabile. …. Siamo i vostri padroni, e voi i nostri agenti”.


Overton era a favore della tolleranza religiosa, persino per i troppo vituperati Cattolici Inglesi, e ha anche denunciato la pratica di forzare gli uomini a servire l’esercito e la marina come una forma di schiavitù.


Oltretutto, i Levellers erano sostenitori dei diritti della proprietà e la libertà di stipulare contratti e fare affari, come mezzo contro i monopoli e i privilegi garantiti dallo stato. Hanno proclamato i benefici della libertà economica per la società e si sono opposti alle tasse, agli oneri doganali, ai dazi, e alle norme governative che impedivano la concorrenza.


Nel maggio del 1652, Walwyn presentò al Committee for Trade and Foreign Affairs una difesa di libero commercio contro la Levant Company (http://en.wikipedia.org/wiki/Levant_Company) sollecitando l’abolizione dei monopoli e delle restrizioni commerciali imposte dal governo. Nel “Walwyns Conceptions; For a Free Trade”, l’autore rivendica il commercio libero come un diritto comune che porta ad un bene comune. Più di un secolo prima di Adam Smith, Walwyn mise direttamente in relazione la libertà di commerciare con il bene pubblico. Esaltando i benefici della concorrenza, sosteneva che i risultati del libero commercio e concorrenza sono molto più positivi, prezzi bassi, tutti gli uomini che diventano utili membri della comunità, e maggior benessere per le persone dinamiche e creative.


Walwyn esaminò la questione se lasciare il commercio con l’estero “ugualmente libero per tutti gli Inglesi fosse più redditizio per il bene comune” e concluse “che il commercio con l’estero, per essere universalmente libero per tutti gli Inglesi allo stesso modo, avrebbe dovuto essere più vantaggioso per il bene comune”.


Walwyn criticò il Parlamento nel proseguire con l’oppressione della monarchia mantenendo tutti i monopoli e i privilegi garantiti dalla Corona nel campo del commercio. Il diritto di commerciare liberamente, sostenuto da Walwyn, è un antico, naturale, affermato diritto di tutti gli uomini inglesi ed è molto più vantaggioso di qualsiasi restrizione e privilegio governativo.


Continuando la sua analisi della concorrenza, Walwyn fece notare che “la diversità dei commercianti sarà occasione per una lotta ed emulazione fra loro, che può portare ad avere i migliori prodotti”. E sottolinea i vantaggi per i lavoratori, facendo notare che la concorrenza porterà “un lavoro meglio pagato; mentre i commercianti delle Compagnie non hanno necessità di questo impegno … e i lavoratori devono lavorare pagati al prezzo che preferiscono”.


Walwyn, così come Overton e Lilburne, attribuì salari deplorevolmente bassi ai monopoli, commerci ostacolati, e imposte sui consumi.


I Levellers erano preoccupati per i diritti economici e questi diritti economici erano una diretta conseguenza del diritto della proprietà e includeva i diritti di proprietà privata, libertà di produrre, vendere, comprare, e commerciare, e di fare tutto ciò senza licenza, monopoli, normative, e tassazione arbitraria. Tutto questo per dire che sostenevano una libera economia di mercato. Il diritto di commerciare liberamente era considerato da Lilburne un diritto naturale o una “libertà del paese” come scritto nella Protesta di Overton.


Nella discussione sulla supremazia teoretica dei diritti naturali, Lilburne rifiuta qualsiasi forma di normativa sul commercio.


Elisabetta I aveva abolito alcuni monopoli, ma nel periodo in cui i Levellers avevano scritto, i vecchi monopoli erano stati ristabiliti per supportare le volontà economiche e fisiche della Corona. Lilburne considera queste restrizioni al commercio illegali da un punto di vista etico. Oltretutto, hanno creato privilegi di stato per i banchieri, gli aristocratici, le compagnie di noleggio, e le corporazioni.


Carlo I aveva creato monopoli e concessioni privilegiate sotto il nome di licenze, e il Lungo Parlamento, e successivamente Cromwell, confermarono i più rilevanti monopoli come il diritto per esportare abbigliamento di lana, i privilegi della Compagnia Merchant Adventurers (http://en.wikipedia.org/wiki/Merchant_Adventurers) e i privilegi delle compagnie di noleggio come la Levant Company.


Uno alla volta, Lilburne protestò contro i monopoli del carbone, del sapone, e degli abiti di lana. Le concessioni economiche da parte delle autorità pubbliche aprivano la strada alla creazione di posizioni privilegiate di supremazia nelle istituzioni pubbliche e alle violazioni dei diritti di nascita personali ad un’uguale opportunità di competere liberamente. Lilburne si rese conto che l’opposto della concorrenza è il privilegio.


Dal diciottesimo secolo, ciò che ora è conosciuto come liberalismo classico, è stato fortemente voluto dal lavoro fatto dai Levellers e il loro supporto alla teoria dei diritti naturali personali, ai diritti di proprietà, alla libertà economica, e al libero commercio, e l’opposizione libertaria dei Levellers al privilegio governativo, al monopolio governativo, e alla soppressione del libero commercio rimane istruttiva oggi così come lo fu nel diciassettesimo secolo.


Fonti:


http://redicecreations.com/article.php?id=29567


http://mises.org/daily/6704/Englands-Levellers-The-Worlds-First-Libertarian-Movement


Traduzione: Nadia Baldi

La simbologia sul nutrimento e il sistema in Matrix: Cypher e l'agente Smith.


Prenderemo in analisi la scena che ci mostra il personaggio Cypher a cena con il sistema di controllo Smith nel film “The Matrix” senza dilungarci sul significato simbolico generale del film, che ridurremo a questa semplice equazione: “La storia di uomini che attraverso un risveglio della consapevolezza trovano il modo di uscire da un meccanismo di controllo che li ha resi inconsapevoli del loro ruolo ridotto a nutrimento di un sistema di menzogne basato sulla schiavitù.”

Se Neo, Morpheus e gli altri argonauti sulla nave “Nabucodonosor” nella metafora di Matrix rappresentano coloro che sono riusciti a liberarsi dalla “prigione per le loro menti” e, combattendo per risvegliare altri uomini, si autodeterminano come i protagonisti di una realtà di risveglio tesa alla libertà, chi si oppone a loro o chi li tradisce è un traditore della libertà e del risveglio della coscienza, un ostacolo alla consapevolezza e un collaboratore del sistema di controllo.

Il personaggio di Cypher rappresenta alla perfezione l'insieme di queste tendenze negative ,e non solo rifiuta e ostacola il risveglio per se stesso e per gli altri, ma perfino dove ha conosciuto la verità e l'ha testimoniata con i suoi stessi occhi, decide di tornare indietro e farsi di nuovo vittima dello stesso sistema che lo stava schiavizzando, accettando di tornare ad essere una larva da allevamento sfruttata ed illusa tramite la somministrazione di una realtà del tutto inesistente e falsa, volontariamente.

In tutta la storia dell'umanità il mito e la leggenda hanno trasportato significati immortali ed immensi, così come il metodo della metafora o della parabola è stato usato ampiamente per suggerire alla mente meno conscia dell'uomo dei significati di valore universale. Ma per cogliere i significati originali di un mito, di una leggenda o di una parabola è necessario fare un lavoro meta-testuale ed andare a leggere nelle parole e nei fatti dei significati che vanno oltre l'ovvietà del fatto raccontato o delle parole dette.

Prendiamo come postulato che il mondo di Matrix sia il nostro mondo, che una stragrande maggioranza di individui di fatto vivano illusi in una realtà imposta nelle loro menti al solo scopo di essere usati come “energia” del sistema. In questo quadro ogni singola azione e passaggio retorico del film va interpretato in maniera meta-testuale (oltre il testo) e quindi riportato sul piano della metafora:

-Matrix E' il sistema che illude e sfrutta l'uomo.

-Neo, Morpheus, e gli altri “risvegliati” rappresentano l'uomo che ha la volontà e la forza di ribellarsi al sistema, in ruoli e personalità distinte ed agenti in modo diverso.

-L'agente Smith è il controllore e tutore del sistema e lavora per evitare il collasso del sistema stesso, occupandosi di sterminare e di braccare chiunque faccia il tentativo di uscirne.

-Cypher è il traditore della libertà e della consapevolezza, colui che decide di vendere e mandare a morte perfino chi gli ha aperto gli occhi per continuare a vivere nell'illusione.

Questo ultimo concetto ci viene presentato nella metafora con una scena ben precisa: L'incontro tra Cypher e Smith in un ristorante, dove Cypher vende definitivamente il suo salvatore Morpheus e fa un nuovo contratto di schiavitù consapevole con il sistema di controllo.




La prima cosa che possiamo notare è che i due si trovano in un luogo che ha a che fare con la ristorazione. Il concetto metaforico è che lo strumento principe e prediletto del controllore e del sistema stesso è nell'alimentazione e nel cibo. Il ristorante è un luogo in cui gli uomini vanno per essere serviti, in cui possono scegliere su un menù già prestabilito e non hanno nessuna parte attiva nell'atto di alimentarsi partecipando in un ruolo di assoluta passività.

Nel ristorante si “ordinano” i piatti e le pietanze nell'illusione di avere un ruolo attivo nel processo, ma in realtà si è solo in condizione di accettare e consumare un cibo preparato da altri, che l'uomo non può vedere, che gli viene portato sul piatto già pronto e sul quale l'uomo stesso che lo immetterà nel suo organismo non ha avuto nessuna parte attiva. Sembrerebbe che l'uomo che ama farsi servire al ristorante in realtà sta coltivando una precisa passione per l'ignoranza, un rifiuto per la conoscenza e per la responsabilità, scaricando tutto l'onere e l'importanza di un atto fondamentale come quello di nutrirsi a qualcun altro. Non a caso sentiremo molto presto lo stesso Cypher parlare di “ignoranza” proprio in questa scena, mentre ci rendiamo conto che il ristorante dove si accetta il cibo prestabilito rappresenta tutto il sistema di nutrimento della nostra società.

La scena, quindi, si apre con una pietanza ben precisa sul piatto dell'ignorante e traditore: Una bistecca al sangue.



Il fatto che sia al sangue non è casuale, come non è a caso ogni singola parola pronunciata dai personaggi. La carne a cottura media, quasi cruda, rappresenta l'atto di nutrirsi della morte di un altro essere vivente, ed è enfatizzata dal fatto che questo risultato di mutilazione della vita contiene ancora il sangue della vittima, segno di morte violenta e sofferenza, di vita strappata. In questa immagine si può vedere che Cypher, oltre a nutrirsi di morte, sta anche tagliando e si accinge a mangiare la carne di Morpheus e di tutti i suoi amici. Sta tradendo la vita in generale e tutta l'umanità, tagliando un pezzo di un animale morto, qui, simbolo sacrificale.

Lo stesso personaggio non avrà problemi ad uccidere personalmente i suoi amici, in un'altra scena, confermando la sua totale mancanza di empatia verso la vita.

Proprio su questa precisa immagine l'Agente Smith pronuncia la seguente frase: “Abbiamo un patto?”

Il patto è la carne, la carne uccisa è la pietanza che in questa simbologia rappresenta l'argomento principe dell'illusione e della schiavitù al sistema: tramite l'accettazione incondizionata che si tratti di un alimento giustificato e gustoso si rinnova il patto con lo schiavista, con il sistema. Cypher ce lo spiega molto bene nella battuta seguente, tenendo il suo boccone insanguinato ben in vista, davanti ai suoi occhi, e ai nostri, se sappiamo vedere ed ascoltare in maniera meta-testuale.



“Sai, io so che questa bistecca NON ESISTE. So che quando la metterò nella mia bocca “la matrice-The Matrix-il sistema di controllo” sta dicendo al MIO CERVELLO che è gustosa e deliziosa”

Cypher ci ha dato le perfetta chiave di lettura del concetto di illusione, di manipolazione mentale e di ignoranza volontaria. Ci ha detto testualmente che quello che ci porta a considerare una bistecca nutriente o gustosa è solo un programma imposto nella mente da un sistema di controllo e quindi un atto di sottomissione.

Continua così definendo alla perfezione il concetto che si nasconde dietro al suo atto:

“ho capito dopo 9 anni che l'ignoranza è una beatitudine”

Possiamo notare che Cypher pronuncia la parola "Ignoranza" solo dopo aver messo in bocca il suo boccone e precisamente mentre lo mastica, ovvero proprio nel momento in cui sancisce il suo patto con il sistema, decidendo di tornare ignorante, approfittando dell'illusione e scaricando ogni responsabilità agli altri.

L'atto di Cypher non è un atto fine a se stesso e sopratutto non è libero da ripercussioni all'esterno: per poter masticare la sua bistecca pagheranno altri, con la vita.

Il suo comportamento comprometterà il lavoro di Morpheus e ad altri verrà tolta la possibilità di risvegliarsi dalla schiavitù.

Il fatto che questa scena rappresenti metaforicamente il patto consapevole e volontario di accettare l'ignoranza dell'illusione è confermato dal fatto che all'inizio della scena, mentre una bistecca era ancora nel piatto e non era stata ingerita, l'agente Smith aveva domandato: “Abbiamo un patto?”; Dobbiamo aspettare che Cypher mastichi e ingoi la più grande menzogna prima che lo stesso agente Smith confermi la sanzione del patto, dicendo: “Allora abbiamo un patto”, non più in forma interrogativa ma in forma affermativa.

Il patto è sancito, si torna ad essere illusi masticando una bistecca al sangue.

Ma poco dopo Cypher ci da la chiave, a mio avviso, ancora più illuminante e complementare, dicendo: “Non voglio ricordare niente”

Qui si capisce un concetto molto più profondo. L'uomo ignorante e schiavo delle illusioni potrebbe essere risvegliato a causa dei ricordi. Il ricordo della sua stessa umanità. Questa battuta ci fa capire che l'illusione e la violenza contro le altre specie e gli altri uomini, può persistere solo fino a quando viene anestetizzato il ricordo dell'essenza umana, se questo ricordo dovesse riaffiorare, ogni sistema di controllo della mente vacillerebbe. Questo ricordo è qui metaforizzato come l'EMPATIA.

Di seguito Cyper ci da anche la chiave di come questo istinto umano deve essere anestetizzato, e con quali mezzi vuole che venga fatto, infatti dice:

“Voglio essere ricco, qualcuno “importante” come un ATTORE”

Il traditore è consapevole sia dell'illusione che cerca che dei mezzi con i quali preferisce essere anestetizzato, li richiede personalmente.

E' chiarissimo il sistema di controllo che anestetizza ogni istinto empatico verso lo stato originale dell'uomo: L'accrescimento o Alimentazione dell'ego. Ecco che il significato di Alimentazione e di nutrimento si fa chiarissimo e schiacciante. Dove viene proposta l'alimentazione dell'ego personale, del proprio status sociale tramite l'illusione di essere importanti regalata dal denaro si mette a tacere l'empatia naturale dell'uomo, e in tutto questo si è come “ATTORI”. Gli attori che attraverso finzioni continue e imposizioni di status illusori e vuoti diventano la vera alimentazione degli uomini mentre Il tutto si sancisce tramite l'atto di mangiare la carne di un animale ucciso, accettando volontariamente il cibo del sistema, sostituendo ogni sano significato di alimentazione e di vita con una alimentazione dell'ego e dell'illusione, nutrendosi di morte.

Tutta la metafora potrebbe essere ancora vaga per una osservazione anche approfondita fino a quando non vediamo la scena che nel film segue immediatamente, attaccata alla precedente, e che, secondo la lettura meta-testuale, fa da complemento esplicativo finale di tutto il concetto metaforico.



Non a caso, immediatamente dopo il volto di Cypher c'è ancora una scena che parla di Alimentazione: La prima cosa che vediamo è uno dei personaggi “risvegliati”, Tank, e quindi appartenenti alla “vera” realtà delle cose, che si serve da solo il suo cibo, il proprio nutrimento, con un proprio atto di volontà, individuale, totalmente contrapposto nei termini di concetto a Cypher che si “lasciava servire” all'interno di una struttura commerciale.



Poco dopo vediamo quasi tutti i “risvegliati” attorno ad un tavolo, in una ambientazione scarna e priva di accessori inutili, che stanno per mangiare quello che ci viene presentato come il loro nutrimento.



Il più giovane del gruppo, Mouse, si perde in un monologo nel quale si chiede come il “sistema” in questo caso chiamato “le macchine” abbia potuto ingannarli inventando il sapore dei cibi. Si interroga ed interroga Neo, il nuovo arrivato, su come il nutrimento nelle loro menti poteva essere così gustoso e appetitoso quando erano schiavi delle macchine e si chiede come sia possibile che in fondo il pollo abbia un sapore assimilabile a qualsiasi cosa.

Il pollo ha il sapore di tutto, dice. Il pollo è tutto, ancora, un riferimento alla carne animale.

Questo discorso non è affatto da sottovalutare perché è precisamente un rimando ipertestuale alla scena che abbiamo visto poco prima, dove Cypher ammette che ogni sensazione di gusto e di piacere nel cibo del sistema è solo illusione, in particolare della sua bistecca al sangue.

Poco dopo, lo stesso Mouse chiederà a neo se si è accorto della “donna dal vestito rosso” nel programma di allenamento che è stato creato per addestrare i “risvegliati” al combattimento contro gli agenti o sentinelle del sistema, in matrix.



Questo fatto è oltremodo significativo sul piano simbolico: Mouse si presenta come il programmatore di quella donna, come quello che aveva inserito un elemento di disturbo e di distrazione in un programma creato per rendere invece attenti e vigili tutti quelli che ne avrebbero usufruito. Quindi Mouse è definitivamente il membro del gruppo che è ancora attaccato al mondo delle illusioni, rappresenta la consapevolezza instabile e che vacilla, che continua a chiedersi quale era il sapore dei cibi illusori prima del suo risveglio.



La donna dal Vestito Rosso gioca un ruolo fondamentale in tutta la metafora di matrix: Rappresenta la distrazione e l'attrattiva del sistema stesso che distoglie chiunque per prevenire anche la minima possibilità di risveglio. La donna dal vestito rosso è di fatto l'INTRATTENIMENTO nella nostra società, Infatti nella scena dell'allenamento di Neo e Morpheus essa causa una distrazione a Neo che lo porta a trovarsi la pistola dell'agente alla sua tempia, dopo essersi lasciato attrarre ed INTRATTENERE dalla donna. Ricordiamo che il significato della parola "intrattenere" significa letteralmente arrestare qualcuno dal fare qualcosa.

(Ricordiamo anche che il giovane risvegliato Mouse nel film viene fatto vedere diverse volte nell'atto di "intrattenersi" con delle riviste che simbolicamente, ancora, raccontano di come si può essere ancora legati all'intrattenimento del sistema, rimanendo sabotati nella propria intima capacità di discernere con libertà e chiarezza; Da qui il suo ruolo di "topo/Mouse" in trappola)





Tutti questi riferimenti ipertestuali ci servono per capire che il personaggio di Mouse ci sta dando delle informazioni ben precise, e ancora una volta sul cibo, ci sta proponendo un collegamento concettuale tra il bisogno di provare piacere mangiando e la donna dal vestito rosso, pericolosa e creata solo per distrarre, che potrebbe costarci la vita, o almeno il risveglio dal sistema.

Ma tornando alla scena dei commensali sulla nave, cosa stanno mangiando Neo e gli altri nel mondo reale? Qual'è il cibo che gli permette di essere svegli e vigili e che gli da le energie e il sostentamento per combattere la battaglia più imponente che si possa immaginare, quella che deve portare al risveglio di tutta l'umanità?



Ce lo spiega in modo molto preciso Dozer:

“...E' una singola proteina cellulare combinata con aminoacidi sintetici, vitamine e minerali. Tutto ciò di cui il corpo ha bisogno.”

Abbiamo capito che il cibo di cui hanno bisogno i risvegliati è semplicemente nutrimento, non cibo. Ci vengono elencati gli elementi essenziali di ogni nutrizione, e ci viene anche mostrato come non ci sia alcun bisogno di cercare il “gusto” proposto dal sistema di controllo per goderne, ma si impone la necessità di capire di cosa ha bisogno il nostro corpo.

Neo guarda il suo cucchiaio e non capisce cosa ha davanti, cosa è il suo nuovo cibo, il suo cibo da uomo libero, questo gli deve essere spiegato, deve essere capito, gli si deve ricordare di cosa ha veramente bisogno il corpo umano: Il nuovo uomo (Neo è letteralmente "Nuovo") deve capire cosa è veramente il suo nutrimento.



Qui si pone definitivamente una demarcazione significativa tra “cibo” e “nutrimento”: Ci viene detto che quest'ultimo è "tutto ciò di cui il corpo ha bisogno". Nulla deve essere aggiunto, nulla può essere tolto. Una definizione di nutrimento assoluta, cruciale, priva del bisogno di "intrattenere" il gusto del "cervello". Notiamo come il nutrimento dei “risvegliati” ha un colore neutro, bianco, che si contrappone al rosso e il sangue del cibo dell'uomo che vive nell'illusione.

Non a caso la “donna dal vestito rosso” veste un rosso sangue, essa rappresenta la soppressione dell'empatia tramite il sangue, non in senso assoluto, ma in questo concetto metaforico, quando viene evocata dal discorso di Mouse, si lega come pericolo al colore del sangue della bistecca mangiata da Cypher, in contrasto con il nutrimento bianco ed innocuo dei risvegliati sulla nave.

E' difficile non cogliere in questa metafora un significato profondamente vegetariano e di risveglio del senso assoluto di nutrimento. I contenuti nutrizionali elencati da Dozer riguardo al cibo sulla nave sono in assoluto il concentrato di proprietà presenti in larga misura e sempre congiunti nelle verdure e nella frutta.

Il significato di un cibo non violento (opposto alla violenza di Cypher), che mira al nutrimento effettivo dell'uomo e non al suo compiacimento illusorio è un concetto prettamente vegetariano ed è perfettamente espresso in forma di metafora in queste scene. Così come il percorso del vegetariano o di chi decide di iniziare ad alimentarsi in maniera naturale e consapevole nutrendosi esclusivamente di prodotti della terra deve necessariamente passare per una trasmutazione totale del senso di gusto per iniziare ad apprezzare in primo luogo la differenza di sapori dei frutti della natura.

La metafora di Matrix in queste due scene complementari si concentra sul nutrimento e pone come base dell'illusione e della schivitù da un sistema l'utilizzo senza consapevolezza di un cibo imposto, lo si pone di fatto, nella metafora, come metodo di controllo e come porta per ritornare al controllo, nella scena del ristorante.

Si dona allo spettatore attento anche una chiave di liberazione da questa schiavitù come punto focale di un meccanismo di autodeterminazione e di risveglio: Scegliere un nutrimento effettivo per il corpo umano, dovendo necessariamente superare gli schemi imposti ed illusori di quello che il sistema ci proponeva come “gustoso” e “delizioso” dato che viene affermato con chiarezza che si tratta soltanto di illusioni imposte per un controllo. Viene anche affermato con chiarezza che questa illusione viene accettata dal personaggio più violento e predisposto alla morte, pronto a tradire, nel suo atto simbolico di mangiare carne sanguinante: Cypher non è disposto a svegliarsi alla libertà delle scelte e alle sue responsabilità, per se stesso e soprattutto per gli altri, che qui sono poste fortmente in un fuoco sull'alimentazione consapevole.

In ultima analisi si dice che l'alimentazione è uno degli strumenti principali del controllo delle masse in un sistema di sfruttamento che riduce ogni uomo ad un consumatore da “ristorante”, il gigantesco ristorante della società, dove si crede di avere una scelta, ma è tutta dentro un menù già prestabilito.

Una metafora potente che si completa, dal mio punto di vista, in tutta la sua rilevanza in un'altra brevissima scena, illuminante: Più tardi nel film vedremo Neo e Trinity tornare in Matrix, nel mondo dell'illusione, da risvegliati, e da dentro l'auto Neo riconoscerà un ristorante (non a caso, ancora un ristorante) dove ricorderà di aver mangiato spesso, durante la sua vita da schiavo.



Neo, guardando fuori dall'auto un mondo ormai dimenticato e superato dirà “andavo a mangiare li...”

Poi, verso Trinity, sua compagna ormai nel vero mondo privo di illusioni, concluderà: “Facevano degli ottimi spaghetti...”

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“Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d'affari, insegnanti, avvocati, falegnami... le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo.” (Morpheus)


“Che cos'è Matrix? È controllo. Matrix è un mondo virtuale elaborato al computer, creato per tenerci sotto controllo, al fine di convertire l'essere umano in questa” [Mostra una batteria]. (Morpheus)



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