sabato 21 giugno 2014

INSEGNAVAMO AI BAMBINI A GUARDARE OLTRE.Insegnavamo ai bambini a guardare la natura e il silenzio.


Foto web:https://images.duckduckgo.com/iu/?u=http%3A%2F%2Fwww.icbisuschio.it%2Fmed_bisuschio%2Findiani%2520America%2Fimmm%2520indiano.jpg&f=1

Un uomo Sacro ama il silenzio,
Ci si avvolge come una coperta:
Un silenzio che parla,
Con una voce forte come il tuono,
Che gli insegna tante cose
Sioux



 L’educazione al silenzio, dai nativi americani

Gli indiani d’america sono un grande popolo, saggio, con uno speciale rapporto con la natura e il proprio essere interiore.
I nostri bambini soffrono di iperattività, hanno spesso disturbi dell’ attenzione, non ascoltano le risposte mentre pongono sempre troppe domande (chi non ha mai subito la fase del “perché” di qualche bambino?).
Dalla loro crescita ed educazione dipende tutta la nostra società… ma quale esempio diamo? Come è meschino il comportamento dei personaggi fei vari talk show televisivi o delle tribune elettorali rispetto al modo di comunicare dei veri americani ?
Il silenzio è un bene interiore che possiamo ottenere, è un nostro diritto… com’è un nostro diritto la pace, la serenità e la realizzazione del Sè. Perché non desiderarlo?

Si insegnava ai bambini a restare seduti immobili e a prenderci gusto. Si insegnava loro a sviluppare l’olfatto, a guardare là dove, apparentemente, non c’era nulla da vedere, e ad ascoltare con attenzione là dove tutto sembrava calmo.
Un bambino che non può stare seduto senza muoversi è un bambino sviluppato a metà.
Noi respingevamo un comportamento esagerato ed esibizionista poiché lo giudicavamo falso. Un uomo che parlava senza pause era considerato maleducato e distratto.
Un discorso non veniva mai iniziato precipitosamente né portato avanti frettolosamente.
Nessuno poneva una domanda in modo avventato anche se fosse stata molto importante.
Nessuno era obbligato a dare una risposta. Il modo cortese di iniziare un discorso era di dedicare un momento di silenzio a una riflessione comune.
Anche durante i discorsi facevamo attenzione a ogni pausa, nella quale l’interlocutore rifletteva.
Per i Dakota, il silenzio era eloquente. Nella disgrazia come nel dolore, nei torbidi momenti della malattia e della morte, il silenzio era prova di stima e di rispetto. Era così quando ci capitava qualcosa di grande e degno di ammirazione.

Tratto da: “Il Grande Spirito parla al nostro cuore” Ed. Red 


VIDEO :  https://www.youtube.com/watch?v=pS9niXn0gkQ

Io sono figlio di quel mondo che voi avete assassinato, sono il discendente di quel popolo che avete brutalmente perseguitato, umiliato e distrutto; sono sopravvissuto e oggi sono qui, vivo sulla terra che una volta apparteneva alla mia gente, vivo in mezzo a voi, respiro l'aria che un tempo respiravano i miei fratelli.

Oggi siamo rimasti in pochi, voi siete in tanti, vi definite americani, anche più americani di me, noi per voi eravamo selvaggi… ma guardatevi ora, guardate come avete plasmato questo continente una volta ridente, in pace con se stesso, verde, rigoglioso e puro, adesso triste, sporco di denaro, di cemento e di acciaio. Ora ditemi chi è più selvaggio, tra chi c'era prima e chi c'è oggi…
Aloysios Dreaming Bear - discendente Lakota



Una grande visione è necessaria. L'uomo che la possiede deve seguirla, come l'aquila segue il blu più profondo del cielo. - Cavallo Pazzo


“Io sono nato libero, libero come l’aquila, che vola sopra il grande cielo azzurro; un vento leggero sfiora il suo volto. Io sarò libero.”
Kathe Recheis



Abiti nel vuoto dell’aria,
Tu che puoi sfiorare il Sole senza bruciarti
Ti libri in alto dove le anime
possono parlare senza parole…



A ciascun essere vivente è concesso il potere, se vuole, di cercare un passaggio verso la libertà, e di usarlo.
Carlos Castaneda.


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