sabato 26 aprile 2014

LA STRADA DEL GUERRIERO TOLTECO






“Un guerriero deve focalizzare la sua attenzione sul legame tra sé e la sua morte. Senza rimorsi o tristezza o preoccupazione, deve focalizzare la sua attenzione sul fatto che non ha tempo e lasciare che i suoi atti fluiscano di conseguenza.
Deve lasciare che ognuno dei suoi atti sia la sua ultima battaglia sulla terra.
Solo in queste condizioni i suoi atti avranno il giusto potere.
Altrimenti saranno, per il tempo che vivrà, gli atti di un folle.”
C. Castaneda
  •  Il Guerriero è colui il quale ricerca la vera conoscenza.
  • E’ costantemente in lotta ma questa lotta non è altro che un viaggio all’interno di se stesso, attraverso la realtà esterna a caccia dei propri limiti, delle proprie paure e delle proprie debolezze.
  • La meta del viaggio: la conoscenza, il potere personale.. divenire un essere impeccabile.
  • Impeccabilità significa un uso strategico e attento della propria energia e di quella delle persone che ci circondano.
  • L’impeccabilità fornisce quindi il potere personale e di conseguenza la libertà.
“Quando un uomo intraprende la via del guerriero diventa gradatamente consapevole di essersi lasciato per sempre alle spalle la vita ordinaria.
Ciò significa che la realtà ordinaria non può più proteggerlo e che per sopravvivere dovrà adottare un nuovo modo di vita.”
C. Castaneda




  • Il guerriero regola tutto quello che fa in base all’energia. In base a questo egli definisce una strategia che gli garantisca il miglior risultato.
  • Sposta la focalizzazione dalla propria immagine, al proprio livello di energia.
  • Non cerca più di fortificare il proprio ego ma di mantenere e incrementare il proprio potere personale.
  • E’ attento a riconoscere e ad evitare tutte quelle reazioni emozionali che il dialogo interiore proporrebbe per corroborare l’importanza personale e quindi a proteggere l’immagine di sé.
  • Il guerriero evita qualunque stato mentale emozionale o fisico che lo depaupererebbe di energia. Questa è la regola del guerriero, questa è la via verso l’impeccabilità.

“L'arte degli stregoni in realtà non è quella di scegliere, ma di essere abbastanza acuti per accettare.”
Don Juan Matus
  • Il guerriero fa attento uso della volontà, intesa come capacità di focalizzare le proprie energie in base ad uno specifico intento personale.
  • Il guerriero agisce ogni giorno come se ciascuna azione fosse l’ultima azione della sua esistenza: usa la morte come consigliera. E’ la morte a fornirgli il necessario distacco e la costante attenzione alla strategia.
  • Il guerriero sa che ciascuno è un cantastorie della propria verità, per questo non entra in conflitto, accetta gli altri e le loro opinioni.
  • La volontà, il controllo, la strategia, la coscienza della propria morte e l’accettazione sono le principali armi che il guerriero possiede per esercitare la propria impeccabilità.


Mi hanno già conferito il potere che regge il mio destino e io nulla stringo, così non avrò nulla da difendere. Non ho pensieri, così potrò VEDERE. Non temo nulla, così ricorderò me stesso. Distaccato e sereno, sfreccerò oltre l’Aquila, verso la libertà. (Carlos Castaneda)


http://www.sciamanager.com/?op=detailContenuto&sez=6&id=13


LA VIA DEL GUERRIERO COME FATTO ENERGETICO
«Ora sei proprio di fronte alla Via del Guerriero, furono le parole con cui don Juan spiegò il successo che coronò la mia impresa.» (Carlos Castaneda)
Lentamente e con metodo, aveva spinto la mia consapevolezza a focalizzarsi sempre più intensamente su un'elaborazione astratta del concetto che egli definiva la Via del Guerriero, la strada dei guerrieri. Mi spiegò che tale via consisteva in una struttura di idee edificata dagli Sciamani dell'antico Messico grazie alla loro abilità nel vedere l'energia così come fluisce liberamente nell'universo. Di conseguenza, la Via del Guerriero era un armonioso agglomerato di fatti energetici, verità irriducibili determinate esclusivamente dalla direzione del flusso di energia nell'universo.
Don Juan affermò categoricamente che in questa strada non c'era nulla che andasse mi-gliorato, nulla che andasse modificato. Era una struttura perfetta in se stessa e per se stessa, e chiunque la seguisse poteva contare su fatti energetici che non ammettevano discussioni né speculazioni alcune sulle loro funzioni e sul loro valore.
Gli antichi Sciamani, continuò don Juan, le avevano dato quel nome perché la sua struttura comprendeva tutte le possibilità che un Guerriero può incontrare sulla strada dela Conoscenza, possibilità che gli Sciamani avevano esplorato nel modo più esauriente e metodico. Secondo don Juan, erano infatti capaci di includere qualsiasi cosa umanamente possibile nella loro struttura astratta. Paragonò la Via del Guerriero a un edificio formato da elementi di sostegno la cui unica funzione era appunto quella di sostenere la psiche del Guerriero nel suo ruolo di iniziato allo Sciamanismo, così da renderne più facile e significativo l'agire. Dichiarò con decisione che questa strada era la costruzione essenziale in mancanza della quale gli iniziati si sarebbero persi nell'immensità dell'universo.
Don Juan definiva la Via del Guerriero la gloria suprema degli Sciamani dell'antico Messico, la considerava il contributo più alto, l'essenza della loro sobrietà. «La Via del Guerriero è davvero così immensamente importante?» gli domandai un giorno. «"Immensamente importante" è un eufemismo. Essa è tutto. È l'epitome della salute fisica e mentale. Non potrei spiegarlo in altro modo. Che gli sciamani dell'antico Messico abbiano creato una struttura simile, per me significa che erano al culmine del potere, al vertice della felicità, all'apice della gioia.»
Sul piano di acccttazione o di rifiuto pragmatico in cui pensavo di trovarmi all'epoca, abbracciare in toto e senza riserve la Via del Guerriero mi era assolutamente impossibile. Più don Juan si dilungava nelle sue spiegazioni, più cresceva in me la sensazione che il suo intento fosse quello di scardinare il mio equilibrio. La guida di Don Juan era quindi nascosta, ma doveva manifestarsi con una chiarezza meravigliosa nelle citazioni tratte da Viaggio a Ixtlan. Senza che me ne accorgessi, aveva preso possesso di me con terribile rapidità, e improvvisamente me lo trovai addosso. Più volte mi trovai a pensare che, o ero sul punto di accettare nella sua interezza l'esistenza di un sistema cognitivo diverso, oppure che la mia indifferenza era tale che poco importava se questa accettazione avesse o non avesse luogo. Naturalmente c'era sempre la possibilità di fuggire, ma non la presi in considerazione. In qualche modo, l'assistenza di don Juan, o forse il mio uso massiccio del concetto di Guerriero, mi aveva temprato al punto da cancellare la mia paura. Tutto ciò che sapevo era che sarei rimasto lì con don Juan per tutto il tempo necessario.» (Carlos Castaneda)

Don Juan tra gli innumerevoli insegnamenti trasmessi a Carlos Castaneda gli rivela che una delle cose più significative nella vita di un uomo è la propria consapevolezza dormiente. Lo Sciamano Guerriero si pone come obiettivo di risvegliarsi, di assumere il controllo e la responsabilità della propria vita, di elevare la propria consapevolezza. Questo richiede Intento Inflessibile, disciplina, motivazione profonda e tanta energia. Il traguardo finale cui il Guerriero ambisce è la Libertà. E questa Libertà compende la possibilità di continuare a percepire, anche oltre la morte.
«Un uomo va alla conoscenza come va alla guerra, vigile, con timore, con rispetto e con assoluta sicurezza.» (...) Quando un uomo ha soddisfatto questi quattro requisiti - essere perfettamente vigile, provare timore, rispetto e un'assoluta sicurezza - non dovrà rendere conto di nessun errore; quando è in questa condizione, le sue azioni perdono la fallibilità di uno stupido. Se l'uomo sbaglia, o subisce una sconfitta, avrà perso soltanto una battaglia e non dovrà pentirsene amaramente.» (1)
«La maniera più efficace di vivere è vivere da Guerriero. Un Guerriero può preoccuparsi e riflettere prima di prendere una decisione, ma una volta che l'ha presa, va per la sua strada, libero da timori e preoccupazioni; sono mille le decisioni che ancora lo attendono. Questa è La Via del Guerriero.» (2)
«Un Guerriero sa che sta aspettando e che cosa sta aspettando, e pur aspettando non vuole nulla, così che ogni piccola cosa che ottiene è più di quanto gli serva. Se ha bisogno di mangiare, trova il modo di farlo, perché non ha fame; se qualcosa ferisce il suo corpo, trova il modo di arrestare quel qualcosa, perché non soffre. Un Uomo che ha fame o prova dolore non è un Guerriero, e le forze della sua fame e del suo dolore lo distruggeranno.» (3)
La Via del Guerriero di Carlos Castaneda, non ha nulla a che vedere con le altre tradizioni mistiche e credenze esoteriche o religiose, in quanto consiste di concetti totalmente nuovi e innovatori sia in Occidente che in Oriente.
http://www.carloscastaneda.it


C'è qualcosa che ormai dovresti conoscere. Io lo chiamo il centimetro cubo di opportunità. Tutti noi, guerrieri o no, abbiamo un centimetro cubo di opportunità che di quando in quando ci spunta davanti agli occhi. La differenza tra l'uomo medio e il guerriero è che il guerriero se ne rende conto e uno dei suoi compiti consiste nello stare all'erta, aspettando deliberatamente, così che quando il suo centimetro cubo spunta, il guerriero ha la velocità necessaria, l'abilità richiesta, per coglierlo.
Il caso, la fortuna, il potere personale o comunque lo si voglia chiamare, è uno stato di cose particolare. È come un piccolissimo bastoncello che sbuca davanti a noi e ci invita a tirarlo su. Di solito siamo troppo occupati, o preoccupati, o semplicemente troppo stupidi per capire che quello è il nostro centimetro cubo di fortuna. Mentre il guerriero è sempre all'erta e compatto, ed ha l'agilità e la capacità necessarie per afferrarlo.

Si può sopravvivere sul sentiero della conoscenza solo vivendo come un guerriero, perché l'arte del guerriero consiste nell'equilibrare il terrore dell'essere uomo con la meraviglia dell'essere uomo.

Fai quello che pensi sia giusto. Ma se non senti che è la tua ora, non andare all'appuntamento. Non si guadagna nulla forzando le cose. Se vuoi sopravvivere devi essere limpido come il cristallo e mortalmente sicuro di te.

Conta che il guerriero sia senza macchia.

La fiducia in sé del guerriero non è la fiducia in sé dell'uomo comune. L'uomo comune cerca certezza negli occhi di chi ha di fronte, e chiama questo fiducia in sé. Il guerriero cerca d'essere senza macchia ai propri occhi, e chiama questo umiltà. L'uomo comune è agganciato agli uomini suoi compagni, mentre il guerriero è agganciato unicamente a se stesso. Forse state inseguendo l'arcobaleno. Siete alla ricerca della fiducia in sé dell'uomo comune, mentre dovete cercare l'umiltà del guerriero. La differenza tra le due cose è molto importante. La fiducia in sé implica di sapere qualcosa per certo; l'umiltà implica di essere senza macchia nelle proprie azioni e nel proprio sentire.

Dovete andare oltre i vostri limiti, sempre.

Un guerriero accetta la sua parte, qualunque possa essere, e l'accetta in assoluta umiltà. Accetta in umiltà ciò che egli è, e non ne fa motivo di rimpianto ma di sfida.

L'umiltà del guerriero non è l'umiltà del mendicante. Il guerriero non abbassa la testa dinanzi a nessuno, ma nello stesso tempo non permette a nessuno di abbassare la testa davanti a lui. Il mendicante, invece, si butta in ginocchio e si umilia davanti e chiunque giudichi superiore, ma nello stesso tempo pretende che chiunque gli sia inferiore si umili davanti a lui.

Tutti noi passiamo attraverso le medesime difficoltà e i medesimi inganni. Il solo modo di superarli è persistere nell'agire come un guerriero. Il resto, il sapere e il potere, viene da sé, per forza propria.
I sapienti hanno l'uno e l'altro. E tuttavia nessuno di loro potrebbe dire come riuscì ad averli: potranno solo dire che li hanno ottenuti agendo come guerrieri, e che ad un dato momento tutto è cambiato.

Un guerriero deve essere calmo e padrone di sé, senza perdere mai controllo.

"Vedere" e "sognare" accadono soltanto se il guerriero è capace di interrompere il dialogo interno. Infatti, come vi ho detto, l'interruzione del dialogo interno è la porta aperta verso il mondo degli stregoni.

Il vostro spirito non era equilibrato. Per contrastare questo squilibrio vi ho insegnato a vivere al modo del guerriero. Un guerriero parte con la certezza che il suo spirito non sia equilibrato; poi, vivendo in assoluto controllo di sé e consapevolezza, ma senza aver fretta, senza costrizione, fa in tutto e per tutto del suo meglio per ottenere quell'equilibrio.

Non siate inquieto. Non c'è nulla al mondo che un guerriero non possa affrontare. Vedete: un guerriero si considera già morto, per cui non ha nulla da perdere. Il peggio gli è già accaduto, quindi egli è lucido e calmo; a giudicare dai suoi atti o delle sue parole, nessuno si aspetterebbe che sia stato testimone di alcunché.

Il sapere fa paura, certo; ma se un guerriero accetta la natura impaurente del sapere, ne annulla la terribilità.

Il sapere è una cosa molto particolare, specialmente per un guerriero. Per un guerriero il sapere è qualcosa che d'improvviso arriva, inghiotte e passa oltre.

I guerrieri non ottengono vittorie sbattendo la testa contro il muro. Ma scavalcando il muro. I guerrieri saltano di là del muro, non lo demoliscono.

Penso che sia assolutamente sbagliato per voi prendere così sul serio ogni cosa.

Ci sono tre tipi di cattive abitudini cui ricorriamo più e più volte quando ci troviamo di fronte a inconsuete situazioni della vita. In primo luogo, possiamo rifiutare ciò che sta accadendo o è accaduto e ritenere che non sia successo nulla. Questo è il comportamento del bigotto. In secondo luogo possiamo accettare ogni cosa per il suo valore apparente, e riteniamo di sapere cosa sta succedendo. È il comportamento dell'uomo pio. In terzo luogo, possiamo divenire ossessionati da un avvenimento, poiché non riusciamo né a rifiutarlo, né ad accettarlo con pieno consenso. È il comportamento del pazzo. C'è un quarto comportamento: quello giusto, del guerriero. Un guerriero si comporta come se non fosse successo nulla, perché non crede in nulla, ma accetta ogni cosa per il suo valore apparente. Accetta senza accettare e rifiuta senza rifiutare. Non ritiene mai di sapere, e neppure ritiene che non sia successo nulla. Si comporta come se riuscisse a controllarsi, anche se sta facendosela addosso. Comportandosi in questo modo elimina l'ossessione.

Dovete coltivare la convinzione che un guerriero non ha bisogno di nulla. Dite d'avere bisogno di aiuto. Aiuto per cosa? Possedete tutto ciò che occorre per lo strano viaggio che è la vostra vita. Ho cercato di insegnarvi che la vera esperienza è essere un uomo, e che quel che importa è essere vivi; la vita è la breve deviazione che state percorrendo. La vita da sola è autosufficiente, autoesplicativa e completa. Un guerriero lo capisce e vive in conformità a questo; si può dire quindi, senza essere presuntuosi, che l'esperienza delle esperienze è essere un guerriero.

Se un guerriero ha bisogno di conforto, semplicemente sceglie qualcuno e egli manifesta in ogni particolare il suo turbamento. Dopo tutto il guerriero non va in cerca di comprensione o di aiuto, parlare gli serve soltanto ad alleviare l'oppressione. E questo, posto che il guerriero sia tagliato per parlare; perché, se non lo è, non si confida con nessuno.
Ma voi non state affatto vivendo come un guerriero. Non ancora, perlomeno. E le trappole che incontrate devono essere veramente enormi.

Un guerriero è nelle mani del potere e la sua unica libertà è di scegliere una vita senza macchia.

Un guerriero è sempre pronto. Essere un guerriero non vuol dire soltanto desiderarlo. È invece una lotta senza fine, che terminerà solo nell'ultimissimo istante della nostra vita. Nessuno è nato guerriero, esattamente come nessuno è nato come essere ragionevole. Siamo noi che ci facciamo divenire l'uno o l'altro.

Citazioni e passi scelti da “Viaggio a Ixtlan” e “L’isola del Tonal” di Carlos Castaneda

Maggiori informazioni http://www.tuttoscorre.net/news/lumilta-del-guerriero/


La cosa più difficile al mondo è assumere lo stato d'animo di un guerriero. Non serve a nulla essere tristi, lagnarsi e sentire di essere giustificati nel farlo, credere che qualcuno ci faccia sempre qualcosa. Nessuno fa nulla a nessuno, tantomeno a un guerriero.

L'autocommiserazione non si addice al potere. Lo stato d'animo di un guerriero richiede il controllo su se stesso e al tempo medesimo richiede l'abbandono di se stesso.

Puoi spronare te stesso oltre i tuoi limiti se sei nello stato d'animo adatto. Un guerriero costruisce il proprio stato d'animo. È conveniente agire sempre in tale stato d'animo. Ti libera da tutto e ti lascia purificato.

Ci vuole lo stato d'animo del guerriero per ogni singolo atto, altrimenti si diventa deformati e brutti. Non c'è potere in una vita che manchi di questo stato d'animo. Guardati: tutto ti offende e ti turba. Ti lagni e ti lamenti e senti che tutti ti fanno ballare alla loro musica. Sei una foglia in balia del vento. Non c'è potere nella tua vita. Che brutta sensazione deve essere!

Un guerriero calcola tutto. Questo è controllo. Ma una volta terminati i sui calcoli, agisce. Questo è abbandono. Un guerriero non è una foglia in balia del vento. Nessuno lo può spingere; nessuno può fargli fare nulla contro la sua volontà o contro il suo giudizio. Il guerriero è programmato per sopravvivere, e sopravvive nel migliore dei modi possibili.

Un guerriero potrebbe essere ferito ma non offeso. Per un guerriero non c'è nulla di offensivo negli atti dei suoi simili finché lui stesso agisce entro lo stato d'animo appropriato.

Lo stato d'animo del guerriero non è così impossibile per il tuo mondo né per il mondo di nessuno. Tu ne hai bisogno per sbarazzarti di tutto quanto.

Raggiungere lo stato d'animo del guerriero non è cosa semplice. È una rivoluzione. Considerare uguali il leone, i topi d'acqua e i nostri simili è un magnifico atto dello spirito del guerriero. Per farlo ci vuole potere.

Ti devi assumere la responsabilità dell'essere qui, in questo mondo meraviglioso, in questo tempo meraviglioso. Devi imparare a far contare ogni tuo atto, dal momento che resterai in questo mondo solo per breve tempo, troppo breve in verità per assistere a tutte le sue meraviglie. Se non rispondi a questa sfida, è come se tu fossi morto.

Allora, se non pensi che la tua vita debba durare per sempre. Che cosa aspetti? Perché questa esitazione davanti al cambiamento?


Maggiori informazioni http://www.tuttoscorre.net/news/lo-stato-danimo-del-guerriero/




«Gli occhi di un uomo possono svolgere due funzioni: la prima è vedere l’energia così come fluisce nell’universo e la seconda è “guardare le cose di questo mondo”. L’una non è migliore dell’altra, ma addestrare i propri occhi solamente a guardare è una rinuncia inutile e disonorevole.»
Don Juan Matus


DIVENTARE UN UOMO DI CONOSCENZA È UN FATTO DI APPRENDIMENTO
Non vi sono requisiti manifesti
Vi sono alcuni requisiti non manifesti
Un novizio è scelto da un potere impersonale
Colui che è stato scelto (escogito)
Le decisioni del potere sono indicate attraverso presagi
UN UOMO DI CONOSCENZA HA UN INTENTO INFLESSIBILE
Sobrietà
Sicurezza di giudizio
Mancanza di libertà di innovare
UN UOMO DI CONOSCENZA HA LUCIDITÀ MENTALE
Libertà di cercare un sentiero
Conoscenza dello scopo specifico
Essere fluido
DIVENTARE UN UOMO DI CONOSCENZA È UN FATTO DI STRENUO SFORZO
Sforzo drammatico
Efficacia
Sfida
UN UOMO DI CONOSCENZA È UN GUERRIERO
Deve avere rispetto
Deve avere timore
Deve essere vigile
Consapevolezza di intento
Consapevolezza del cambiamento aspettato
Deve essere sicuro di sé
DIVENTARE UN UOMO DI CONOSCENZA È UN PROCESSO SENZA SOSTA
Deve rinnovare la ricerca del diventare un uomo di conoscenza
È precario
Deve seguire il sentiero che ha un cuore



Tratto da "Gli Insegnamenti Di Don Juan"

Nessun commento:

Posta un commento