mercoledì 20 febbraio 2013

RATZINGER E I LEGIONARI DI CRISTO.Le vere ragioni di una dimissione inaspettata.










ALESSIO DI BENEDETTO
RATZINGER E I LEGIONARI DI CRISTO
tra pedofilia, intrighi finanziarie nuove crociate affinché tutti conoscano le vere ragioni di una dimissione inaspettata

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RATZINGER E I LEGIONARI DI CRISTO
Proprietà letteraria
Alessio Di Benedetto
11/2/2013

Dedicato a tutti coloro che hanno combattuto
combattono e combatteranno
contro l’arroganza, lo strapotere e
gli inganni dei gerarchi ekklesiastici
Fintantoché la morale del Cristianesimo
non sarà percepita come delitto capitale contro la vita,
i suoi difensori avranno sempre buon gioco.
FRIEDRICH NIETZSCHE

IL MONDO ALLA ROVESCIA
Roma voleva dominare,e a tal fine aveva bisogno di strumenti ciechi,di schiavi privi di volontà,che trovò nel clero privato del matrimonio (…)e nell’incondizionata obbedienza a Roma.
PRETE CATTOLICO DEL XIX SEC.

Più la bugia è grossa e più la gente la crederà.
SANGLODEA



Era dicembre del 2004, quando il cardinale Ratzinger, prefetto della Dottrina della Fede, ruppe gli indugi e decise di agire con forza contro uno scandalo che stava corrodendo la Chiesa cattolica.
Una vecchia denuncia per pedofilia giaceva negli scaffali dei dibattimenti canonici, ma Giovanni Paolo II non voleva saperne di istruire un processo a carico di un suo vecchio amico, cui il Vaticano doveva ormai fama, vocazioni, intraprendenza e soprattutto denaro, tanto denaro. Incaricò pertanto il promotore di giustizia Charles Scicluna di investigare a fondo e senza remore. Intanto la salute di Wojtyla precipitava ogni giorno di più, finché tre mesi dopo gli si permise di tornare al suo padre celeste.
Intanto Ratzinger si proponeva come nuovo Papa. Si fece così una campagna tra i cardinali per ottenere la carica, e il 19 aprile 2005 fu eletto con larga maggioranza. Ma sapeva anche che il caso Maciel avrebbe gettato un’ombra terribile sul suo pontificato, se non avesse preso dei provvedimenti già prima, quand’era prefetto del Sant’uffizio, ex inquisizione, carica ricoperta dal 1981 al 2005. Il caso del pedofilo Marcial Maciel Degollado era ormai di dominio pubblico, almeno da quasi un decennio. Nel 1997, infatti, gli otto fuoriusciti dei Legionari di Cristo1, avevano accusato il loro direttore generale - attraverso le pagine del giornale più diffuso del Connecticut The Hartford Courant - di essere stati pesantemente violentati in seminario quando erano dei ragazzini di dieci-quindici anni. Nel 2006 Scicluna perviene al termine dell’investigazione e consegna il resoconto nelle mani del nuovo prefetto della Dottrina della Fede, il Cardinale William Levada. Il dossier contiene testimonianze di una trentina di Legionari che imputavano al fondatore una lunga serie di abusi sessuali e psicologici. Benedetto XVI sospende Maciel a divinis il 19 maggio 2006, invitandolo ad una vita riservata di preghiera e penitenza, ma gli evita un processo canonico che avrebbe gettato ulteriore scompiglio tra i Legionari, investiti per altri versi da nuove bufere di natura finanziaria e politica.
1  I Legionari di Cristo sono una congregazione religiosa maschile di diritto pontificio, fondata nel 1941 dal sacerdote messicano Marcial Maciel Degollado (1920-2008).
5  Marcial Maciel Degollado in tarda età  Padre Antonio Roqueñi, giudice ecclesiastico, affermò: “È tutta una farsa, una simulazione.” E l’ex legionario, vittima degli abusi José Barba-Martín2 disse: “Il Vaticano non ha voluto mettersi in urto con una potente congregazione internazionale che dà alla Chiesa un forte contributo economico. Padre Maciel non è stato processato perché il fondatore dei Legionari è al di sopra della legge come tutti i potenti”3. Più duro il commento del sacerdote messicano Alberto Athié: “La Santa sede ha trattato con padre Maciel per affossare il processo, ha cioè negoziato con un criminale pedofilo, colpevole di abusi su minori”4. Infine citiamo la valutazione del settimanale cattolico statunitense National Catholic Reporter: “[Padre Maciel]... figura imponente a livello internazionale, che ha chiesto una fedeltà totale, ha raccolto enormi somme di denaro, ha ottenuto il favore speciale di Giovanni Paolo II e di altri maggiorenti della gerarchia vaticana, e ha protestato la sua innocenza finché le prove non sono diventate schiaccianti. In definitiva, “la cecità di Giovanni Paolo II di fronte al cancro interno alla Chiesa (della pedofilia e degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti [coinvolti]), e il suo rifiuto fino agli ultimi anni del suo regno di cogliere l’urgenza del problema, saranno visti come una grave pecca del pontificato wojtyliano ... Il caso Maciel è l’esempio più drammatico del fallimento dell’ultima fase del pontificato di Giovanni Paolo II.” Il settimanale cattolico statunitense dimenticava però il ruolo – altrettanto grave, connivente e omissorio – del cardinale-prefetto Ratzinger, e non menzionava l’indegna conclusione decisa da Benedetto XVI5.
2  Barba entrò nella Legione nel 1948, a 11 anni, e lasciò nel 1962. Ha conseguito il dottorato a Harvard in letteratura latino-americana.
3 Discepoli di Verità, Segreto Pontificio, Milano, Kaos Edizioni, 2007, 91.
4 Ibidem.
5 Idem, 92.
6  Joseph Ratzinger, inquisitore dei teologi cattolici progressisti dal 1981 al 2005 non ha perseguito con un adeguato processo canonico nessun pedofilo  La pantomima di Maciel (il delinquente psicopatico) si svelò in tutta la sua connaturata ipocrisia all’inizio di febbraio del 2005, quando l’anziano fondatore dei Legionari rinunciò alla sua rielezione a causa dell’età avanzata (85 anni), lasciando la poltrona al suo pupillo, padre Álvaro Corcuera Martínez del Rio (47 anni). Per tutto ringraziamento, Wojtyla fece a padre Maciel un eccezionale regalo: affidò alla Legione la cura e la gestione amministrativa del prestigioso Pontificio istituto “Notre Dame of Jerusalem Center” nella capitale israeliana.
Giovanni Paolo II, il 30 novembre 2004, sordo a qualsiasi denuncia contro il suo amico Maciel, ne celebrò i 60 anni dalla consacrazione ecclesiastica. In quell’occasione le parole del Papa furono in modo inequivocabile - di elogio e riconoscenza nei confronti delle sue armate, schierate contro gli infedeli: “Sono lieto di incontrarmi con tutti voi, nel clima di gioia e di riconoscenza al Signore per il sessantesimo anniversario dell’Ordinazione sacerdotale di padre Marcial Maciel Degollado, il fondatore e Superiore generale della vostra giovane e benemerita Famiglia religiosa ... Va innanzitutto al caro padre Maciel il mio affettuoso saluto, che volentieri accompagno con i più cordiali auspici per un ministero sacerdotale, colmo di doni dello Spirito Santo ...”6.
Infine impartì al caro Maciel una speciale Benedizione apostolica, estesa a tutti i membri dei Legionari. Intanto il compito di spegnere le voci sul dilagare della pedofilia clericale, o quantomeno di attutirne i contraccolpi a livello mondiale, spettò proprio al prefetto Ratzinger. Con spirito puramente cristiano e in osservanza del sacro vincolo della castità e dell’umiltà, questo vero uomo di potere, con santissima omertà, asserì: “Nella Chiesa, i preti sono anche peccatori. Ma sono personalmente convinto che la presenza costante nella stampa dei peccati dei preti cattolici, specialmente negli Stati Uniti, è una campagna pianificata, dal momento che la percentuale di questi abusi fra i preti non è più alta che in altre categorie, e forse persino più bassa. Negli Stati Uniti c’è un’attenzione costante di informazione su questo soggetto, ma meno dell’1 per cento dei sacerdoti sono colpevoli di atti di questo genere. La presenza costante di questi temi di informazione non corrisponde né all’oggettività dell’informazione stessa, né all’oggettività statistica dei fatti. Quindi, una persona può giungere alla conclusione che questo è intenzionale, manipolato, che c’è un desiderio di screditare la Chiesa. È una conclusione logica e ben fondata”7.
6  Discepoli di Verità, Segreto Pontificio, op. cit., 87.
Cfr., “Il prefetto della congregazione per la dottrina della fede”, La Stampa, 5 dicembre, 2002. Sottolineatura nostra.
In: http://www.lastampa.it/forum/Forum3.asp?chiuso=True&pg=477&IDmessaggio=139&IDforum=267 7  7  Lasciamo stare, perché ormai troppo noto, ciò che è accaduto in USA, ove la Chiesa di Roma ha pagato in risarcimenti alle vittime abusate quasi 2 miliardi di dollari. Non rivanghiamo i casi già accuratamente analizzati (dai media e dai libri) di pedofilia clericale negli States, dove sono emersi, dal profondo dell’inferno cattolico, circa 6.000 episodi di stupri ekklesiastici su minori. A nostro avviso simili dati devono essere moltiplicati per duemila anni, per vedere solo uno spiraglio di quello che può essere accaduto nei sacri “luoghi di culto”.
Una rara immagine del fondatore dei Legionari di Cristo nella sua proprietà a Cotija (Messico), dov’era nato  E tuttavia, un esempio paradigmatico di accanita e connaturata pedofilia ekklesiastica va ricercato nelle zone meno abitate del pianeta per un confronto statistico con quel che avviene nelle regioni a forte densità di popolazione. Dopo lo scandalo in Alaska a carico della Compagnia di Gesù (110 violentati tra il 1959 e il 1986, con relativo risarcimento di 50 milioni di dollari), l’avvocato delle vittime, Ken Roosa, ha affermato che “In alcuni villaggi eschimesi è difficile trovare un adulto che non sia stato sessualmente abusato”8. Patrick Wall, ex monaco benedettino, consulente degli avvocati nei processi, ha dichiarato che le gerarchie gesuite erano a conoscenza delle tendenze dei sacerdoti accusati, in quanto avevano già commesso molestie altrove, ma sono stati lasciati liberi di agire senza nessun controllo: «Avevano il potere assoluto sulle persone e sulla cultura del luogo. Avevano il potere politico.
Avevano il potere della razza. Avevano il potere di farti andare all’inferno. Per le vittime non c’era via di scampo»9.
È pensabile allora che di tutto questo scempio Ratzinger non ne sapesse nulla? Una semplice riflessione può chiarire l’inganno. La rifondazione in epoca moderna dell’antica Inquisizione ha ricevuto un nome più conciliante, ossia “La Congregazione per la dottrina della fede” (1965), della quale fu prefetto Ratzinger, braccio destro di Wojtyla, dal 1981 al 2005, anno della sua elezione a papa. Tale Congregazione, insieme con il suo spionaggio internazionale rappresentato dall’Ordine Nero (forza d’attacco fin dal 1566 dell’Entità, poi divenuta dal 1909  8  “Usa, missionari pedofili tra gli eschimesi. I gesuiti pagheranno i danni”, in: la Repubblica del 20 novembre 2007.
Oppure in: “U.S. Jesuits to pay $50 million in Alaska abuse cases”, in: Reuters, del 20 novembre 2007. Sottolineatura nostra.
9 Tony Hopfinger. “Absolute power” in: Newsweek, 14-1-2008. Chris Cooke, avvocato di Anchorage, Alaska. in: http://it.wikipedia.org/wiki/Pedofilia_e_Chiesa_cattolica#CITEREF_2008  8  Sodalitium Pianum10, come ha dimostrato lo scrittore spagnolo Eric Frattini) ha occultato gli orrori del clero, specialmente delle alte sfere, non permettendo in alcun modo a nessun tribunale civile, non solo di poter giudicare per i loro crimini i chierici cattolici, ma neppure di ficcare il naso nelle loro losche attività finanziarie, politiche e sociali. Alle gerarchie ekklesiastiche non sfugge niente. La loro solerzia nel reprimere il libero pensiero, il diffondersi della democrazia e le indagini storiche sul bluff biblico, è di una precisione hitleriana che, sentir dire che i boss indiscussi Wojtyla-Ratzinger non sapessero nulla dei loro cari pedofili, diviene una barzelletta da cabaret, alla quale solo i credini possono prestare ascolto: Mistero della fede.
Altrimenti non si spiegherebbe come mai il prefetto Ratzinger si sia scagliato con inaudita malvagità e cattiveria contro i suoi colleghi che non si sottomettevano ai suoi diktat: Heil Ratzinger, con i suoi trascorsi nella Hitlerjugend, è stato marchiato a fuoco da un’assoluta mancanza di sentimento e di carità cristiana. E così sono arrivate con una precisione tedesca, tipica delle SS, la sospensione a divinis o scomunica per i religiosi Drewermann, Hans Küng, Tissa Balasuriya, Matthew Fox, Philippe Denis, Vitaliano Della Sala, Suor Jeanine Gramick, Lavinia Byrne, Jacques Dupuis, Leonardo Boff... (accusati perlopiù di teologia progressista e di impegno sociale nel combattere la fame nel mondo, la morte per parto, la riunione delle religioni in un unico credo internazionale ...). Ma questo evidentemente non è il compito della chiesa vaticana.
Joseph Ratzinger all’epoca della sua appartenenza alla Hitlerjugend, fino al 1945  10  Associazione fondata nel 1909 da monsignor Umberto Benigni (1862-1934), “prelato domestico” di Pio X. Una sorta di organizzazione di “SPIONAGGIO CLERICALE”, con persone che si infiltravano nelle schiere nemiche e si servivano di messaggi cifrati. Al primo punto, il programma del S. P. recita: «Noi siamo Cattolici-Romani integrali.
Come indica questa parola, il Cattolico-Romano integrale accetta integralmente la dottrina, la disciplina, le direzioni della Santa Sede e tutte le loro legittime conseguenze per l’individuo e per la società. Esso è “papalino”, “clericale”, antimodernista, antiliberale, antisettario. Egli è dunque integralmente contro-rivoluzionario, perché è avversario non solamente della Rivoluzione giacobina e del Radicalismo settario, ma ugualmente del liberalismo religioso e sociale».
Cfr.:http://www.scienzeantiche.it/portal/topic.asp?TOPIC_ID=605&FORUM_ID=2&CAT_ID=1&Forum_Title=News &Topic_Title=Programma+del+SODALITIUM+PIANUM  9  E di tutti i flagelli da cui è afflitto il genere umano, la tirannia ecclesiastica è il peggiore.
DANIEL DEFOE L’esperienza medica della sessualità insegna che la repressione sessuale rende malati, perversi e lascivi.
WILHELM REICH  Arriviamo così al 2002, quando uno degli abusati da Maciel, José Barba-Martín, scrisse una relazione mai pubblicata per la rivista americana Prometeo. Il resoconto aveva come titolo “Le ragioni del mio silenzio”. Eh sì. Perché le obiezioni principali, che per quasi quarant’anni hanno mosso le gerarchie vaticane e i Legionari agli otto violentati da Marcial, erano proprio queste. «Ma come mai così tardi vi siete ricordati di denunciare Degollado?». Dalla tragica testimonianza emerge come, nella persona umana, si possano innestare sia una riprogrammazione cerebrale ingenerata da 13 anni di teologia cattolica sia una “forma mentis” omertosa, oltremodo gradita ai gerarchi dell’Ekklesia: «Meno di un anno dopo la mia entrata nel Collegio Massimo di Roma, padre Maciel, superiore generale e fondatore, abusò sessualmente di me in due distinte occasioni. Ho descritto nel dettaglio quello che ho subito in una testimonianza scritta che ho depositato presso un notaio. Solo in tempi successivi mi sono reso conto che se fossimo stati meno ingenui e docili avremmo potuto capire le vere ragioni di quelle regole del silenzio e dell’isolamento.
Se fossimo stati psicologicamente attrezzati, avremmo potuto raccontare agli altri studenti quello che accadeva nel nostro collegio, e forse quelli, a loro volta, avrebbero avvertito i loro superiori o le autorità vaticane ... La legge canonica non permette ai religiosi di scegliersi propri confessori personali, e nemmeno preti all’esterno della propria comunità. Oltretutto, ci era stato ripetuto molte volte - e lo hanno ribadito ancora di recente numerosi vescovi messicani - che i panni sporchi si lavano in famiglia.
Nessuno si permetteva di sindacare il fatto che i superiori controllassero la nostra posta in arrivo e in partenza. (...) Se avessimo richiesto una copia del Codice canonico, ce l’avrebbero negata.
Niente ci apparteneva: non eravamo padroni delle nostre parole, e col tempo non lo fummo più nemmeno dei nostri pensieri ... Malgrado l’apparente amore fraterno cristiano, culturalmente e socialmente noi eravamo isolati, strappati alle nostre famiglie e ai nostri Paesi, vivevamo in un autentico arcipelago di solitudine, e ognuno si consumava nel silenzio.
“Non dire niente della mia malattia né a padre [Rafael] Arumi né a padre [Antonio] Lagoa”, ricordo che mi disse Maciel dopo essersi masturbato per la prima volta, con la costrizione e contro la mia volontà, addosso alle mie parti intime. Da quel momento, per parte mia, ho cominciato a vivere il silenzio dell’innocente, e ho cominciato a lasciarmi morire lentamente come se fossi in ansiosa attesa di un silenzio ancora più assoluto. Il silenzio che astutamente ci avevano insegnato diventò il primo di una serie di silenzi imposti. Tutto questo poteva accadere con la connivenza di altri esponenti dell’istituzione. (...) Ho subito una seconda aggressione sessuale, dallo stesso aggressore, nel giorno di Sabato santo del 1955. (...) Soltanto Dio e la mia confusione me ne sono stati testimoni. (...) Per me, oggi, è veramente sconcertante ricordare quanto gratuita e “naturale” fu la violenza, e rendermi conto di quanto assurdamente fuori luogo: un’aggressione sessuale a un seminarista nel pomeriggio del Sabato Santo! (...) Ci venne sempre detto di rimettere tutto nelle mani di Dio. Altri ci consigliarono di chiudere le nostre testimonianze dentro buste sigillate, da aprirsi solo dopo la morte di padre Maciel: abbiamo rifiutato perché volevamo affrontarlo a viso aperto, e volevamo che avesse la possibilità di difendersi.
Gli uomini di Chiesa hanno sempre invocato la segretezza. In questo modo loro possono controllare tanto i discorsi quanto i silenzi. A metà novembre del 1956, quando fummo interrogati a 10  Roma nel corso dell’inchiesta su Maciel, dopo avere testimoniato la verità ci costrinsero a giurare che non avremmo rivelato niente all’esterno. Ognuno di noi ci aveva messo parecchio tempo a scoprire che anche altri erano stati violentati, così restavamo in silenzio perché eravamo tutti vincolati al giuramento. (...) Il Vaticano è così preoccupato della purezza della fede che sembra ignorare la purezza delle azioni. Lo stesso Ratzinger, secondo il coraggioso rapporto di padre Alberto Athié, disse al vescovo di Coatzacoalcos, monsignor Carlos Talavera Ramírez, che il silenzio era necessario nel delicato caso di padre Marcial Maciel.
Marcial Maciel Degollado (1920-2008), il pedofilo morfinomane, fondatore dei Legionari di Cristo  Noi ex legionari abbiamo dovuto assumerci anche il peso di altri silenzi: dei parenti che ci hanno ignorato, dei compagni di sventura che ci hanno allontanato, degli amici che sono spariti, dei vecchi compagni che ci hanno evitato. (...) Questi ultimi sapevano bene che noi stavamo dicendo la verità, anche loro sono stati delle vittime e sono al corrente del segreto; alcuni sono stati complici, e hanno contribuito a coprire i fatti; altri hanno rilasciato false testimonianze contro di noi, accusandoci di complottismo.
(...) Loro si ritenevano impegnati a combattere contro il comunismo, la teologia della liberazione, la New Age, e a favore della bioetica e della “Ecologia Umana” per entrare nelle grazie del Papa in carica. Quei confratelli ... sono rimasti prigionieri di altri spiriti maligni, e sono afflitti da una mortale tristezza. (...) Altri silenzi sono motivo di indignazione: il silenzio di chi sta al vertice, di coloro che hanno qualcosa da perdere. In questo è compreso il silenzio ad intermittenza di alcuni rappresentanti dei media, dominati da vari interessi e poteri. Siamo sconvolti da un altro silenzio, che non potremo dimenticare. Il doloroso silenzio del Papa, il quale sembra soffrire del vecchio male diplomatico dell’ambiguità, poiché dice due cose diverse nello stesso momento»11.
Ma Ratzinger e Wojtyla hanno sempre costituito un monolite, degni membri ed eredi dell’altra associazione segreta Opus Dei, che ha manovrato le corruzioni di ogni tipo in quella cloaca massima di là del Tevere: gli scandali finanziari e il riciclaggio di denaro sporco presso la Banca Vaticana o IOR, le collusioni e i finanziamenti ai regimi più sanguinari dell’America del Sud (Pinochet [Cile], Videla [Argentina], Banzer [Bolivia] e Stroessner [Paraguay]), la P2 di Licio 11  Discepoli di Verità, Segreto Pontificio, op. cit., 82-6.
11  Gelli, l’attentato a Giovanni Paolo II, la sparizione della giovane Emanuela Orlandi, i finanziamenti in nero alla Polonia affinché fosse liberata dal giogo comunista e diventasse un satellite del Vaticano, il delitto degli Estermann nella Santa Sede, il programma controriformistico e di restaurazione della Chiesa arcaica medievale, fedelmente seguito da Wojtyla prima e da Ratzinger poi nell’attuale pontificato ... Sempre nello stesso anno 2002, don Stanislao Dziwisz, appartenente al clan polacco in Vaticano, in qualità di segretario personale del pontefice, avrebbe «insabbiato» - come scrive il giornale locale della città di Poznàn, il Glos Wielkopolski - una lettera scrittagli dal sacerdote messicano Antonio Ornelas. Costui, quale membro del locale tribunale ecclesiastico, denunciava le violenze sui seminaristi da parte di padre Marcial Maciel Degollado, il promotore dei Legionari di Cristo, morto nel 2008. Maciel, classe 1920, fondava la congregazione nel 1941, e nel 1983 il suo statuto era approvato da papa Wojtyla (Decretum Laudis). Come abbiamo sentito da José Barba-Martín, i sistemi di reclutamento e di organizzazione interna sono segretissimi, al pari di quelli adottati dall’Opus Dei o da qualsiasi consorteria malavitosa: obbedienza totale ed incondizionata da parte dei suoi aderenti. Nello statuto della congrega, si legge, infatti: “chi obbedisce non sbaglia mai”. Il giornalista spagnolo José Martínez de Velasco definisce I Legionari di Cristo “una setta intraecclesiale con comportamenti mafiosi”.
Se un partito fanatico o una loggia segreta di poche centinaia di aderenti si comportasse con le stesse strategie manipolatorie dell’Opus Dei e dei Legionari di Cristo, la reazione giusta ed immediata delle forze dell’ordine (com’è accaduto con certi maghi televisivi) consisterebbe in una retata generalizzata per crimini quali: abuso della credulità popolare, falso ideologico, costrizione psicologica, abuso fisico, psichico e dottrinale sui minori, millantato credito, appropriazione indebita, esportazione di capitali, evasione fiscale, favoreggiamento delle devianze psichiche e sessuali, turbamento delle istituzioni democratiche, razzismo verso le minoranze religiose, contro gli omosessuali, i gay, le donne, le coppie di fatto, i divorziati, gli atei, i comunisti, i laici, il relativismo, la scienza, la conoscenza e la coscienza ... E, invece, succede proprio il contrario: chi non è disposto a farsi abusare o addirittura arriva a denunciare il proprio violentatore è espulso dalla comunità, come nelle sette razziste. Dunque, non solo non bisogna più cadere nell’inganno delle dissimulazioni clericali (TOLLERANZA ZERO VERSO I PEDOFILI), rifiutando sdegnosamente come palese imbroglio - il tentativo ufficiale di dissociazione del Vaticano dai suoi adepti pedofili.
Anzi, dobbiamo altresì ritenere le gerarchie ekklesiastiche responsabili dirette di un sistema ideologico che crea le condizioni logistiche e psicopatologiche affinché il crimine si perpetui. E il delitto è alimentato e favorito e non punito, poiché esso costituisce la linfa vitale per riprodursi, ne è il substrato “consustanziale”, l’inconscio socio-simbolico, senza il quale l’istituzione soccomberebbe.
Il distacco dal mondo civile dei giovani seminaristi dei Legionari è totale: nessuna libertà, lettere ai genitori una volta al mese, e-mail censurate, filtri particolari messi nei computer per imbavagliare la corrispondenza internet con i vari network, telefonate controllate ... I fanciulli sono reclutati all’età di 11-12 anni e sottoposti ad ogni riprogrammazione cerebrale. In tal modo essi sono trasformati in automi non pensanti, il che rimanda in modo agghiacciante al romanzo di Orwell 1984, nonché ai sistemi manipolatori della mente, applicati dalla CIA nell’UKUltra12. Come si possa ammettere questa procedura in una repubblica a legalità costituzionale, rimane ancora un mistero! Non sono mancati casi di Mobbing: trasferimenti di alcuni membri in posti remoti del pianeta, altri sono stati pesantemente minacciati e ricattati, proprio per impedire agli “oppositori” di organizzarsi tra loro. Nel 1997, ad ogni modo, arrivarono le prime denunce pubbliche degli abusati. Nove dei sopravvissuti su trenta, sotto giuramento, hanno narrato le violenze subite nel corso di tre decenni.
Eppure la Convenzione dell’ONU sui Diritti dell’Infanzia (20.11.1989), in particolare nell’articolo 16, vieta assolutamente di reclutare bambini e di invadere la loro vita privata con 12  Cathy O’Brien e Mark Phillips, Trance Formation of America, Diegaro Di Cesena (FC), Macroedizioni, 2002.
12  imposizioni da Gestapo, che offendono la loro dignità di esseri umani liberi13. Ma gli stati cosiddetti democratici che cosa fanno? La loro connivenza ha permesso all’indiscusso boss dei Legionari di evitare qualsiasi indagine e di mantenere sotto stretto controllo i suoi confratelli. Quando, però, l’intervento della legge e dei supervisori ekklesiastici non avviene, nonostante le circostanze e i fatti criminosi accaduti, il dio denaro fa l’occhiolino dietro l’angolo. Maciel aveva raccolto una fortuna economica dai facoltosi fedeli, in particolare da vedove di magnati della finanza, dalle quali aveva ricevuto donazioni da capogiro. Con quella fortuna ha corrotto molti cardinali con scie di soldi che ricordano più il comportamento della malavita organizzata che la secolare corruzione ekklesiastica.
Buste piene di denaro contante servivano ad oliare gli ingranaggi. Così Maciel si è comprato il potere, l’immunità per sé e il silenzio vaticano per la sua incallita pedofilia, l’uso di morfina, i 5 discendenti naturali avuti da tre donne diverse, con una figlia che ha subito abusi da parte di suo padre (incesto). Un uomo che si formò una famiglia in Spagna e l’altra in Messico usando passaporti falsi, e giustificando alle “mogli” le sue lunghe assenze con la storia di essere un manager petrolifero e un agente segreto. L’Espresso stima le proprietà della Legione in 25 miliardi di euri. Tuttavia il New York Times ha parlato di 35 miliardi e la tedesca Süddeutsche Zeitung addirittura di 250 miliardi di dollari. Secondo il Wall Street Journal, il giro d’affari annuale ammonterebbe, col beneficio dell’inventario, a 650 milioni di dollari14.
La pedofilia della casta vaticana nella sua essenza  13  L’art. 16 recita: 1) Nessun fanciullo sarà oggetto di interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nel suo domicilio o nella sua corrispondenza, e neppure di affronti illegali al suo onore e alla sua reputazione.
2) Il fanciullo ha diritto alla protezione della legge contro tali interferenze e tali affronti.
14 New Oxford Notes, marzo 2006.
13  Se dio chiama caproni i canonici, lo fa perché la loro carne emana il fetore della lussuria.
MECHTHILD VON MAGDEBURG  Sembra ad ogni modo che Maciel fosse un pedofilo e omosessuale nato. Già nel 1939, all’età di 19 anni fu mandato via dalla diocesi di Chihuahua in Messico. Essendo però nipote di 4 vescovi, la fece franca e riuscì ad entrare come seminarista nella circoscrizione di Cuernavaca. Colà, però, una notte - di punto in bianco - fu messo alla porta dagli stessi Gesuiti nel 1940. Maciel si è sempre giustificato con la teoria del complotto: siccome egli voleva fondare una congregazione tutta sua, i monaci lo vivevano come un antagonista da ostacolare sul nascere. E tuttavia la scusa ipocrita non regge, visto che anche nel 1948 fu scacciato in malo modo, insieme con il suo primo gruppo di 13 seminaristi, tutti minorenni tra i dieci e tredici anni, mentre erano a Comillas in Spagna con una borsa di studio ottenuta dal governo fascista di Franco. Infatti, un legionario che era con lui, Fernando Perez, lo accusò di essere stato stuprato, mentre altri parlarono fin d’allora delle “deviazioni morali” di Maciel15. Costui, per evitare l’espulsione, mostrò anche una lettera di raccomandazione del cardinale Francis Joseph Spellman di New York, ma in seguito ad un’accurata verifica lo scritto risultò falso. Dopo quell’evento, dei 32 seminaristi che avevano seguito Degollado in Spagna per motivi di studio, ben 15 su 32 furono da costui allontanati perché si erano confidati con i Gesuiti. Nel panorama ekklesiastico, con Maciel abbiamo il rilancio dei Collegi religiosi per i più piccoli. Peccato che tra un bel fioretto e una predica sulla purezza, il demonio li attendeva la sera, al calar delle tenebre nella stanza del fondatore, il quale si era così creato il suo harem personale per sfogare i suoi istinti repressi, in una nazione, il Messico, ove l’omosessualità – connaturata in Maciel – era considerata una perversione sociale.
Ma nuove e pesanti “accuse infamanti” pendevano sul capo di Degollado. Al 1954 risale la denuncia del seminarista legionario Federico Dominguez, che invia una missiva al Vicario generale di Città del Messico. In essa Maciel viene accusato di far uso di droghe, di comportamenti non consoni ai voti presi, di manipolare le coscienze dei suoi confratelli. E come se non bastasse, fa uso di regalie e di mazzette per attingere a notizie riservate riguardanti le accuse che pendevano sul suo capo, in particolare quella di pedofilia e di culto della persona16. Nel 1956, alla pederastia conclamata, si vennero ad aggiungere altri oscuri intrighi e comportamenti poco chiari. In quello stesso anno il Cardinal Valeri, Prefetto della Congregazione per i Religiosi, lo sorprenderà in una clinica romana, mentre si disintossicava dall’uso di morfina. Le conferme circa “gli abusi sessuali” e le accuse di Dominguez verranno da Padre Ferreira. Per tali motivi il Vaticano lo sospese, e pure questa volta, non si sa bene “per quali meriti spirituali”, nel 1959 “Nuestro Padre” fu reintrodotto come direttore dei Legionari. Fu il cardinale Clemente Micara a “perdonarlo” durante il periodo d’interregno che va dalla morte di Pio XII (9 ottobre 1958) alla elezione – diciannove giorni dopo – di Giovanni XXIII (28 ottobre). Una riabilitazione del tutto atipica che non si poteva fare. E tuttavia c’erano state le protezioni giuste e l’intervento di alte personalità per mettere tutto a tacere. Maciel venne reintegrato il 13 ottobre, ma – guarda caso – Micara aveva benedetto la prima pietra della basilica di Nostra Signora di Guadalupe a Roma, che fu finanziata interamente con le casse dei Legionari17. Il cardinale non poteva neppure dimenticare i diecimila dollari che il giovane prete messicano gli aveva donato nel 1946, nella Roma distrutta dalla guerra.
Nel 1959 Degollado fondò anche il movimento laico Regnum Christi, cui possono aderire anche le donne. Molte di loro hanno scelto la vita consacrata e, secondo l’insegnamento cristico, 15  Cfr.: Sandro Magister, “Così abusava di noi”, in: L’Espresso, N. 3 Anno XLIV, 21 gennaio 1999: ORDINI RELIGIOSI-IL BOOM DEI LEGIONARI DI CRISTO.
16 J. M. Marcos Ruiz, La Orden Maldita. La Historia Oculta de los Legionarios de Cristo, El Aleph, 2007, 108-126.
17 J. Barry e G. Renner, I Legionari di Cristo – Abusi di potere nel papato di Giovanni Paolo II, Roma, Fazi Editore, 2006, 184-5.
14  rinunciano ai beni materiali, cancellando qualsiasi legame in precedenza acquisito nel campo professionale, in modo molto simile a quanto fanno alcuni ordini monastici. I loro incarichi consistono perlopiù nel gestire le scuole, i campi estivi e nelle mansioni più umili, come nell’Opus Dei, ove soltanto i maschi hanno il pieno diritto allo studio e possono andare all’università. Ad esse non è riconosciuto lo status di suore, ma nello stesso tempo sono costrette a condizioni d’isolamento che le riduce a schiave e recluse: molte si ammalano prima dei 40 anni. È ben strano come proprio le donne siano le colonne portanti del cattolicesimo, le fedelissime e le finanziatrici di un’ideologia che le ha sempre disprezzate e orrendamente bruciate. Con il cristianesimo romano la donna toccò il fondo della sua antica nobiltà e fu ridotta “a sterco e a putridume”. San Paolo scrisse nella “Prima Lettera ai Corinzi”: “Se dunque una donna non vuole mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli”18.
Nella “Lettera agli Efesini” (5, 22-24) continua la tiritera di San Paolo: “Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della Chiesa (...). E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto”. Insomma, la chiesa è femmina ed è a completa disposizione del “suo uomo”.
Allo stesso modo si comportò Agostino (354-430), vescovo d’Ippona, come Paolo affetto da raccapriccianti turbe sessuali e misoginia. Il teologo dei secoli bui, resi tali dai cattolici che distrussero ogni sapienza antica, perseguitò le donne e ne fece dei capri espiatori. Ripeté le stesse parole di Paolo: “L’uomo e non la donna è fatto a immagine e somiglianza di Dio!”19. Andò però ben oltre, considerando le donne come “contenitori di escrementi”20.
Ambedue furono santificati dalla Chiesa di Roma, perché il loro messaggio era troppo consono ad una gerarchia ecclesiastica di tipo militare che, con Agostino, legittimò la coscrizione dei cristiani per le “guerre giuste” in nome di Cristo. Moriva l’impero romano dei Cesari e rinasceva quello dei Papi: stesse leggi accentratrici, stesse volontà espansionistiche, stesse stragi. Ma con l’ignobile aggravante dell’ipocrisia e della menzogna. Sempre Quinto Tertulliano (anche lui come Paolo figlio di un centurione), persecutore accanito degli eretici, escluse le donne dall’ufficio sacerdotale, vietando loro persino di parlare. Bisognerà arrivare al Concilio di Trento (1545) perché la chiesa cattolica riconoscesse che pure le donne hanno un’anima. Questo “principio cristiano” passò, appena per lo scarto di TRE voti! E tuttavia, solo dopo che l’Ekklesia, tanto benignamente, ne ammazzasse quasi QUATTRO MILIONI con l’accusa di stregoneria (e la stima è sempre per difetto) !!! Lascio all’intelligenza di ogni Homo sapiens sapiens il commento a simili affermazioni immonde e misfatti abominevoli. E tutto questo scempio lo chiamarono teologia, forma di logica fideista che non esitò a perseguitare i miti pagani e il loro principio universale di tolleranza.
Leggi capestro regolano lo statuto del Regnum Christi. L’appartenente all’organizzazione è costretto a prestare servizio per almeno 15 anni nella confraternita. Il raggiro maggiore consiste però nel fatto che tutti i beni acquisiti dall’affiliato - nel corso di quantomeno 25 anni di servizio divengono di proprietà della congregazione, mentre a lui resta unicamente l’usufrutto, ossia soltanto il diritto all’uso. Condite il tutto con gli interventi dei Legionari a livello sociale. Essi sono mossi da un’ideologia ultraconservatrice, le cui mire espansionistiche sono più attinenti al corpo dei Marines 18  Paolo di Tarso, “Prima Lettera ai Corinzi” (11, 6-10), in: La Sacra Bibbia, Edizione ufficiale della CEI, Roma, Edizioni Paoline, 19826, 1141.
19 De Trinitate, 7, 7-10.
20 Cit. in: Tim Wallace-Murphy & Marilyn Hopkins, Sulle tracce del Santo Graal, trad. it. L. Rodinò, Roma, Newton & Compton, 2004, 60.
15  che al Corpo di Cristo. Aggiungetevi un odio medievale per tutto ciò che non sia cattolico-romano e nei confronti delle altre religioni, nonché delle rivendicazioni sindacali dei più poveri del mondo e incominceremo a sbirciare il motivo per cui si sono attribuiti il nome di Legionari di Cristo, nomenclatura voluta da Pio XII, il Papa di Hitler: Gott mit uns (Dio è con noi, frase riportata nelle cinture dell’esercito nazionalsocialista e che sottende ogni pagina veterotestamentaria).
Non a caso, il Papa Nazista, quando Maciel si presentò in Vaticano, lo accolse con le parole: “Siate come un esercito schierato, come soldati in ordine di battaglia”.
Basta sfogliare alcune pagine dell’Antico Testamento (3.000 a. C.), per avere di fronte a noi il quadro più desolante di una continua istigazione a delinquere. La decadenza allora fu totale, giacché si passò da un Pantheon perlopiù democratico-matriarcale (il paganesimo tollerante con ogni altra credenza), all’arconte arrogante Yehovah, un’unica maschera grottesca della dittatura mitica. Tale travestimento assurdo di un totem tribale guerrafondaio in una divinità universale ha avuto l’ardire di affermare e d’imporre l’esistenza d’una sola maschera divina, espressione di un unico popolo e finalizzata alla potenza di sopraffazione di un’unica razza: tutti gli altri simboli dovevano essere distrutti. Tutti gli altri popoli bisognava votarli allo sterminio “come il Signore tuo Dio ti ha comandato di fare” (Deuteronomio, 6: 10), “passando a fil di spada ogni essere [...], dall’uomo alla donna, dal giovane al vecchio e perfino i buoi, gli arieti e gli asini [...]” (Giosuè, 6: 21-24). Se guardiamo gli avvenimenti storici con occhi scevri da qualsiasi fideismo favolistico, ci renderemo subito conto che il papato, invece di seguire l’insegnamento cristico, è sempre stato e lo è tuttora una sorta d’impero romano occultato dietro le mentite spoglie di un falso altruismo, incattivito dietro l’ipocrisia di un amore predicato a parole, ma chiaramente negato dai fatti, dagli atteggiamenti, dalle ricchezze, dall’omicidio contro i non cattolici osservanti come fondamento giuridico della chiesa21, dal razzismo conclamato contro gl’infedeli, dalle tasse imposte agli europei di ogni paese per esaudire i loro piaceri quotidiani, dagli intrighi, dalle corruzioni e spese ingenti per eserciti, navi da guerra e armi, dalla vendita delle indulgenze, da nepotismo, concubinaggio e figli, dalla gestione di bordelli nei quali uomini santi prediligevano sesso, potere e ricchezze. E tutto ciò deve essere moltiplicato per l’eternità del loro dio se vogliamo avere solo una pallida idea delle nefandezze, orrori, torture e assassini tra i più atroci che la memoria umana possa estrarre dagli abissi del tempo. Di fronte a questi mostri, Stalin e Hitler fanno la figura di piccoli macellai di provincia. Per sentire solo un blando tanfo delle nefandezze vaticane, leggiamo che cosa scrive Tony Bushby, l’autore de La Storia Criminale del Papato22: “La moderna asserzione, secondo cui i papi hanno promosso il risveglio intellettuale dell’Europa, costituisce un travisamento dei fatti particolarmente sfrontato. Il mondo comincia a essere consapevole del fatto che il papato, invece di aver guidato l’Europa lungo il cammino verso la civiltà, ha inaugurato, anche con i suoi migliori rappresentanti, secoli di conflitto e degrado.
L’ufficio papale è unico nella storia delle religioni, non solo per elevata quantità di loschi individui che hanno occupato il soglio pontificio, ma per il sangue che ha versato per difendere il proprio potere, la disonestà delle sue credenziali e il documentato tradimento dei propri ideali”23.
In un’intervista del 12-10-2008, Tony Bushby ha puntualizzato, a proposito del suo libro sulle menzogne della Bibbia (The Bible Fraud): “(...) Le ragioni che m’inducono a dimostrare che la 21  Un altro santo del Vaticano, Tommaso d’Aquino, così afferma nei suoi tanto osannati scritti (Summa theologiae del 1269): “Per quanto riguarda gli eretici, questi si sono resi colpevoli di un peccato che giustifica il fatto che essi vengano non solo estromessi dalla chiesa attraverso la scomunica, ma anche allontanati da questo mondo per mezzo della pena di morte”. Lo storico cattolico Lord Acton (1834-1902) conferma: “I papi non furono solo assassini in grande stile, ma resero l’omicidio un fondamento giuridico della chiesa cristiana, e una condizione per la redenzione”. Cit. in: K. Deschner, Storia criminale del Cristianesimo, trad. it. C. Colotto, Milano, Ariele, 2006, vol. VII, 183.
22 Tony Bushby, “La Storia Criminale del Papato”, in Nexus New Times 2007, nn° 68-70.
Cfr.: http://portetemporali.splinder.com/tag/verit%C3%A0+negate 23 Idem, n° 70, 53.
16  Bibbia e i Vangeli siano dei falsi, inventati dagli uomini per dominare le coscienze, deriva dalla consapevolezza che la Bibbia e i Vangeli sono alla base della malvagità e delle ingiustizie degli uomini. Gli uomini non hanno bisogno di dio ma di giuste regole di civiltà e condivisione.
Diversamente la Bibbia e i Vangeli subdolamente .... (ma neppure più di tanto), istigano alla distruzione e alla sopraffazione dell’uomo sull’uomo affinché - dalla loro sofferenza - gli artefici possano trarre tutta l’energia di cui hanno bisogno”. Poi ha concluso a chiare lettere: “(...) La Bibbia e i Vangeli sono solo menzogne per menti semplici. (L’ulteriore prova consiste nel fatto che) nello stesso momento in cui i loro rappresentati al governo delle nazioni massacrano esseri innocenti per depredarli delle loro ricchezze e impossessarsi del governo di quelle nazioni, le privano, oltre che della libertà anche dello spirito, come di ogni altra cosa che nutre la mente e il corpo. Vedi ad esempio l’Italia. Un paese mafioso, occupato dalla peggiore specie umana con la complicità dei cristiani, suoi fedeli sudditi e alleati nel calpestare ogni verità e giustizia.
Ecco un chiaro esempio di come i cristiani amano i loro stessi carnefici in nome di un falso dio. Un dio dichiaratamente fascista”24.
24  “Oltre i tabù: Le origini da cui fu tratta la Bibbia”, Apocalissi Laica, in: http://apocalisselaica.net/varie/miti-misteri-epoteri-occulti/oltre-i-tabu-le-origini-da-cui-fu-tratta-la-bibbia.
17  SESSO E DENARO Il fedele non appartiene a se stesso, può essere solo il mezzo, dev’essere usato, ha bisogno di qualcuno che lo usi.
FRIEDRICH NIETZSCHE Dalla comunità dell’amore venne fuori l’obbedienza ecclesiastica, dal sacerdozio di tutti una gerarchia burocratica giuridicamente ineccepibile.
CARL SCHNEIDER  Il Giornalista Jason Berry ha intervistato per il National Catholic Reporter Stephen Fichter, sociologo ed ex dirigente dei Legionari, il quale ha affermato senza mezzi termini: “Di padre Maciel posso dire soltanto che era un consumato artista della truffa. Avrebbe usato qualunque mezzo per raggiungere i suoi scopi, anche se questo avesse implicato mentire al Papa o a qualunque cardinale di Roma”25. A detta di Luis Garza, numero due della confraternita, Nuestro Padre aveva un conto corrente continuamente disponibile di 20.000 dollari mensili e due carte di credito con le quali prelevava liberamente dai fondi della Legione, senza dover giustificare alcunché. La Congregazione era il suo regno. Sembra che la ricchezza della Setta ammonti ormai a un centinaio di miliardi di euro, tanto che molti giornalisti e studiosi considerano i Legionari come una Chiesa parallela, il cui gruppo direttivo ha coperto per mezzo secolo le malefatte del loro fondatore. Sin dalla fine degli anni Cinquanta Degollado si presentava, nell’ambito delle Chiesa di Roma, come il più grande procacciatore di denaro degli ultimi tempi. Con questo denaro comprò i potenti gerarchi ekklesiastici in maniera tale che i Tribunali segreti vaticani non potessero perseguitarlo per i suoi “vizietti”. Coltivò l’amicizia con Dziwisz, il segretario di Wojtyla, nelle cui tasche confluirono fiumi di denaro provenienti dalla Legione. Secondo Jason Barry: «Quando Dziwisz divenne vescovo nel 1998, la Legione coprì i costi del ricevimento nel suo complesso a Roma. Un prete che fece da intermediario per i pagamenti disse: “Dziwisz aiutò la Legione in molti modi. Egli convinse il Papa a celebrare il 50° anniversario della legione”».
Ipocritamente, nella Città Santa si parla - in questi casi - di “offerte per le vostre opere di beneficienza”, ma in realtà si tratta di vere e proprie mazzette, sebbene per il diritto canonico (art.
1302) esse siano “qualificate come una causa pia”. Ma per uno stato laico e democratico, la legislazione medievale e monarchica del Vaticano non dovrebbe assolutamente avere alcun valore.
Purtroppo, questa è la vera storia di chi è riuscito ad abbagliare le gerarchie cattoliche con soldi e successo, riportandole all’epoca della vendita delle indulgenze: per qualsiasi reato, bastava pagare perché il crimine venisse estinto, come oggi. La famigerata Taxa Camerae è troppo esplicita al riguardo. Questa pratica da banchieri dello spirito raggiunse le estreme conseguenze sotto il pontificato di Giovanni De Medici, che prese il nome di Leone X (1513-1521). Ricordiamo qualche voce di questo sconcertante e accurato tariffario, divulgato nel 1517 dalla Santa Sede e che ha valore tuttora, se teniamo presente che i processi contro Maciel, sostenuti da numerosissime denunce di personalità di alto valore culturale e religioso, non si sono mai svolti nell’arco di un sessantennio: “1) L’ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con cugine, nipoti o figliocce, sia infine con un’altra qualsiasi donna, sarà assolto, mediante il pagamento di 67 libbre, 12 soldi. 2) Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini [oggi pedofilia] o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libre, 15 soldi. (...) 6) Per gli incesti [roba di poco 25  Jason Berry, National Catholic Reporter, 6 e 12 aprile 2010. Oggi in: Discepoli di Verità, Dossier Legionari di Cristo, Milano, Kaos edizioni, 2010, 178-9.
18  conto] si aggiungerà a coscienza 4 libbre. (...) 10) Se l’assassino avesse dato la morte a due o più uomini in uno stesso giorno, pagherà come se ne avesse assassinato uno solo. [Offerta promozionale del papato S. p. A.: uccidi due e paghi uno]. 18) Colui che in anticipo volesse comperare l’assoluzione di ogni omicidio incidentale che potesse perpetrare in futuro, pagherà 168 libbre, 15 soldi [Una sorta d’impunità della International Vaticana Assicurazione]. (...) 25) Il frate che per migliore convenienza o gusto volesse passare la vita in un eremo con una donna [Vaticano Night Club], consegnerà al tesoro pontificio 45 libbre, 19 soldi”26.
Martin Lutero dirà, più tardi, commentando l’operato di simili usurai dell’anima: “(...) Se qualcuno avesse violato o messo incinta la Vergine Maria, lui [il domenicano Tetzel, rappresentante europeo dell’S. p. A. Vaticano pro Paradise] avrebbe perdonato quel peccato, non appena fosse stata depositata nella sua bisaccia una somma sufficiente di danaro ...”.
Contro il celibato dei preti, Lutero dice che l’astinenza trasforma il cuore del puro in “un autentico bordello, che giorno e notte ha sempre in mente la lussuria”, “che lo assale come un cane pazzo”27.
Roma voleva dominare, e a tal fine aveva bisogno di strumenti ciechi, di schiavi privi di volontà, che trovò nel clero privato del matrimonio (...) e nell’incondizionata obbedienza a Roma. Durante il medioevo il Poenitentiale Ecclesiarum Germaniae rigurgita di domande accusatorie contro i peccati sessuali che erano la norma all’interno dei conventi e dei seminari cattolici: “Hai tu fornicato, come alcuni sogliono fare, in modo tale da prendere in mano il membro di un altro e l’altro, a sua volta, il tuo, muovendo i membri sì che a causa del piacere avete eiaculato? Hai fornicato, come alcuni sogliono fare, introducendo il membro in una bambola di legno perforata o altro aggeggio simile e così col movimento e il piacere hai spruzzato il seme? Hai scopato con la moglie di tuo fratello? Con tua madre? Con la moglie di tuo zio? Hai peccato contro natura, cioè con uomini o animali, con una cavalla, una vacca, un’asina o qualche altra bestia?”28.
Come scrive Karlheinz Deschner: «La dottrina cristiana irrazionale, immorale e disonesta, che viene forzatamente instillata nei bambini in un’età in cui sono estremamente suggestionabili e intellettualmente del tutto indifesi, dà anche i propri frutti. Il divieto di pensare reca sempre i suoi frutti. Quando i bambini non devono chiedere quel che li interessa, quel che trovano strano o inverosimile, quando alle loro domande si risponde svicolando, con ambiguità o con la menzogna ..., allora tutto ciò ha un effetto diretto ed efficace di istupidimento. I Bambini diventano “poveri di spirito”, divengono vili, indolenti, obbedienti; diventano cristiani. Diventano ipocriti»29.
Abbiamo avuto per duemila anni i peggiori maestri. Quante volte abbiamo sognato di svegliarci senza più quella fogna a cielo aperto di là del Tevere (dove è successo di tutto, dai reati finanziari agli omicidi, dalle pianificazioni belliche alla pedofilia). Quante volte abbiamo pensato che, magari, i dignitari della Santa Sede potessero ricevere per “meriti sessuali” una giusta cittadinanza americana. “Si può fare?”. Macché! La verità è che nessuno li vuole, e tuttavia essi s’impongono con un fare minaccioso, al cui confronto le dittature comuniste sono Alice nel Paese delle Meraviglie. Ma la loro persuasione s’insinua in maniera più che occulta e nasce da quando ci battezzano30 nelle loro fetide chiese che sorgono ad ogni angolo di un paese il cui spirito è occupato da una Tirannide Pontificia che fa parte del DNA nazionale, ormai marchiato a fuoco dall’inginocchiatoio, dai turiboli e dai fumi degli incensi.
26  Chi volesse consultare tutti e 35 i punti elencati nel Tariffario, veda: http://www.fainotizia.it/2007/04/02/la-taxacamarae-di-papa-leone-x-uno-dei-punti-pi-alti-della-corruzione-umana 27 Martin Luther, Auslesung des 7. Kap. der 1. Epistel St. Pauli an die Korinther. Predigten über etliche Kapitel des Ev.
Matthäi.
28 Cfr.: Karlheinz Deschner, La croce della Chiesa - Storia del sesso nel Cristianesimo, trad. it. C. M. Corraine, Bolsena (VT), Massari Editore, 2000, 240.
29 K. Deschner, La croce della Chiesa - Storia del sesso nel Cristianesimo, idem, 263.
30 Nell’Appendice III vi è il fac-simile per sbattezzarsi: un piccolo atto di emancipazione dallo stato dittatoriale del Vaticano!  19  In particolare, Maciel aveva sempre potuto contare sull’appoggio indiscusso del segretario di stato vaticano Angelo Sodano e su Eduardo Martínez Somalo, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, oltre che sul segretario privato di Wojtyla Dziwisz. D’altronde, due ex legionari affermano che Maciel affrontò di tasca propria la costosa ristrutturazione dell’abitazione romana del cardinale argentino Eduardo Francisco Pironio, prefetto della Congregazione per i religiosi dal 1976 al 1983. «La mano di Pironio è stata praticamente “accompagnata” a firmare la Costituzione della Legione»31, che nel suo regolamento interno comprendeva il voto delatorio ed illegale della “riservatezza”, il quale vietava qualsiasi denuncia a carico del fondatore. Quando nel 1994, Martinez Somalo divenne capo per un decennio della Congregazione da cui dipendono i preti, Maciel fece recapitare in casa del prefetto una “grossa busta piena di denaro contante”. Il prete che racconta questi fatti a Jason Berry ricorda: “Sono andato nel suo appartamento, gli ho consegnato la busta, ho salutato ... Era un modo per farsi degli amici, di assicurarsi un aiuto in caso di bisogno, di oliare gli ingranaggi”. Martinez era pertanto definito “Un amigo de la Legion”, un compagno che aveva il compito di investigare su qualsiasi reclamo proveniente dagli ordini religiosi. Perciò le denuncie scritte contro Maciel rimasero lettera morta. Tuttavia, comprarsi il potere rappresenta un grave atto di corruzione, in cui anche il concusso è colpevole di fronte a una società di uomini liberi e davanti ai diritti dell’uomo, nonché al codice penale internazionale. Eppure, come abbiamo ampiamente dimostrato, Maciel aveva il pieno appoggio di Giovanni Paolo II e del prefetto della dottrina della fede Ratzinger.
Il presupposto della donna quale portatrice di peccato, che è per il Cristianesimo incrollabile articolo di fede, doveva necessariamente influenzare nel peggiore dei modi anche la sua posizione sociale e giuridica.
JULIAN MARCUSE  Degollado per autofinanziarsi si rivolse non solo alle mogli e alle vedove di ricchi industriali e imprenditori, ma anche alle sorelle e alle figlie di personaggi importanti nel mondo della finanza e della politica. L’estimatrice più agguerrita di Nuestro Padre fu - sin dall’inizio degli anni Cinquanta - la più ricca vedova del Messico Flora Barragan de Garza, che presentò Maciel all’alta società che conta nella politica e nella finanza. Fu un colpo di fulmine per la signora Flora, letteralmente conquistata dall’eloquio di Maciel e dai suoi propositi spiritualistici, tanto che costui fu ospite fisso nella sua favolosa villa di Monterrey, dove ha modo di incontrare gli industriali più ricchi e potenti del Messico, dai quali avrà finanziamenti da capogiro. La stessa vedova donerà alla Legione nel giro di vent’anni oltre 50 milioni di dollari, eppure quando il denaro terminò Degollado tagliò tutti i ponti con lei. Sua figlia, Roberta Garza, aprì un procedimento legale contro il sacerdote per aver truffato la madre nel disperato tentativo di recuperare almeno una parte dell’immenso patrimonio di famiglia, del quale si erano appropriati i Legionari. Un’altra donna che cadde nel vortice fraudolento di Maciel fu la figlia di uno dei peggiori dittatori venezuelani Marcos Pérez Jiménez (1952-58), Josefita, le cui elargizioni servirono per costruire nel 1958 un seminario a Salamanca, in Spagna.
Questo fu il palcoscenico iniziale per cooptare i figli degli imprenditori più ricchi del Messico e persuaderli ad entrare nella Congregazione. Perciò anche oggi troviamo nelle cariche direttive più alte della Legione i figli delle famiglie più ricche del paese latinoamericano, della Spagna e degli USA. Basti pensare che il vicario generale, Luis Garza Medina (nella Legione dal 1978), sia parente di Flora ed erede della famiglia che gestisce il gruppo Alfa, una delle società multinazionali più ricche del Messico nel campo della petrolchimica, dell’industria pesante, dell’acciaio, dell’alluminio e delle telecomunicazioni. Inoltre egli è proprietario di società nel campo 31  Discepoli di Verità, Dossier Legionari di Cristo, Milano, Kaos edizioni, 2010, 182-3.
20  dell’elettronica che, insieme con la sua controllata tv Televisa, rappresentano uno dei poli economici principali del Messico, con 52 mila dipendenti e un giro d’affari stimato nel 2010 di 15 miliardi di dollari.
Luis Garza Medina, dal 1978 nella Legione è il creatore del Grupo Integer  Una legge capestro interna alla Confraternita impone che i suoi aderenti non possano tenere nulla per sé: tutti i beni ereditari, le donazioni e i lasciti divengono per statuto di proprietà della Legione, alla quale sono automaticamente versati persino gli stipendi dei legionari che svolgono un lavoro all’esterno. Perciò Maciel, attraverso le sue scuole ed università, individua senza pietà i più ricchi rampolli delle famiglie industriali ai quali concede – in cambio di lauti appoggi finanziari – i posti chiave della Congregazione. Quanti personaggi potenti, a livello economico-politico, sono stati coinvolti nelle vicende spirituali del Regum Christi, equivalente laico della Legione, e che conta 970 consacrati, fra cui la figlia e la moglie Cristina dell’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, dai quali la Congregazione ha avuto parecchie “offerte” derivanti non si sa bene da quali fondi. Povera patria, ridotta ad aia e porcilaia per ogni genere di sopruso, perpetrato dai ricchi di ieri e di oggi e dalla casta dei governanti, sempre in combutta confessionale con i monsignori ed i prelati di ogni risma, il cui principio è sempre stato: rapinare i poveri per dare ai ricchi. Eppure i ladroni della finanza, che ricoprono cariche pubbliche, si sentono in pace con la loro coscienza, perché hanno rubato in nome di Cristo e per Cristo. E così li sentiamo blaterare: “Sono cattolico osservante”, “In famiglia si recita il Rosario tutti i giorni”, “Vado alla Santa Messa tutte le mattine e mi confesso dal Vescovo Eminentissimo”... Malgrado ciò, alcune notizie stampa sono inequivocabili: “Persino in Italia i Legionari sono stati indicati dal banchiere Gianpiero Fiorani, al centro dello scandalo per la scalata all’Antonveneta, come destinatari di donazioni richieste dall’ex governatore della banca d’Italia Fazio”32. Già da qualche tempo si diceva che i due stessero in una Fondazione bancaria d’ispirazione “religiosa”.
Il 10 luglio 2007 Fiorani racconta ai magistrati di Milano come si sono svolti i fatti: “Alla Bsi svizzera ci sono tre conti della Santa Sede che saranno, non esagero, due o tre miliardi di euro”.
Elenca pure al pm milanese Francesco Greco, gli intricati versamenti destinati alle casse vaticane: 32  “Anche i Legionari di Cristo per scalare Antonveneta”, Rainews24, 23 marzo 2010.
21  “I primi soldi neri li ho dati al cardinale Castillo Lara (presidente dell’Apsa, l’amministrazione del patrimonio immobiliare della chiesa, ndr), quando ho comprato la Cassa Lombarda. M’ha chiesto trenta miliardi di lire, possibilmente su un conto estero”33. Già dal 2000, come amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi, Gianpiero entra in contatto con il Cardinale Ruini, presidente della C.E.I. (la Conferenza Episcopale Italiana ossia il parlamento del Vaticano).
Decidono insieme di pianificare una serie d’interventi per ristrutturare e costruire nuove parrocchie.
Così inizia l’inarrestabile carriera del ragioniere della “Bassa” il quale entra nelle distruttrici grazie della finanza vaticana, di cui conosciamo solamente la superficie di un baratro senza fine.
Fiorani si lamenta soprattutto dell’opportunismo pretesco, e riferendosi ai rappresentanti del Vaticano afferma: «“Voi siete un’associazione che è la peggiore che c’è al mondo; no un conto è la fede, un conto è la Chiesa. Voi vedete uno che vi dà i soldi, come io vi ho sempre dato i soldi in contanti, (...) e andava tutto bene. Dall’altra parte quando una persona poi è in disgrazia, non fate neanche una chiamata a sua moglie per sapere se sta bene o male”. Io l’ho apertamente detto spiega al P.M. Sig. Fusco - Sa cosa mi hanno risposto? Che la chiesa è fatta di uomini e gli uomini sbagliano”; lo sfogo prosegue con una confessione ed una pseduo minaccia di vendetta: “... io contesterò nelle sedi opportune ... perché io i primi soldi neri li ho dati al Cardinale Castillo Lara, quando ho comprato la Cassa Lombarda, che mi ha chiesto di dargli 30 miliardi delle vecchie lire (...). “Allora, mi dia il conto del Vaticano che bonifichiamo la somma”, -“No, bonifichiamo B.S.I.
(Banca Svizzera Italiana) Lugano”- mi dice”»34. (...) Purtroppo non c’è stato verso di appurare i fatti riguardanti la finanza Vaticana. Come sempre in passato, quando alti vertici della curia sono coinvolti in palesi azioni illegali, non c’è stato nulla da fare, come se un muro di gomma li proteggesse costantemente. Ma forse la realtà è ancor più tragica, vale a dire che – come scrive Davide Tecchi –: “i vertici color porpora sono intoccabili, ingiudicabili, improcessabili, qualsiasi sia il crimine o l’ingiustizia da loro commessi”35.
E siccome Fiorani è una pedina di poco conto nel girone infernale dell’Ekklesia, la Curia Vaticana lo molla ben presto, come ha sempre fatto in qualsiasi circostanza rischiosa, per avere la possibilità di manipolare la storia delle sue perenni corruzioni, presentandole come offerte votive al Padreterno. In compenso finge di tutelare Antonio Fazio, quando il Vaticano cercava di salvare il salvabile, ossia fino al giorno prima delle dimissioni, dopodiché ognuno per la sua strada. Gli organi di stampa della Santa Sede L’Avvenire e L’Osservatore Romano tentano anche un’ultima difesa puntando alla solita secolare Teoria del Complotto politico contro il governatore.
Nessuno s’interroga e si allarma in questo maledetto paese che a difesa di Fazio si sia schierato l’intero mondo cattolico? Perché mai sono scesi in campo il portavoce della potente e conservatrice Opus Dei, fino agli esponenti più in vista dei Legionari di Cristo? E perché mai si è scomodato persino, insieme con alti cardinali al seguito, il Segretario di Stato Sodano, il Presidente della CEI Ruini ed il veneziano Re? Del resto eravamo rimasti sempre sorpresi da questo bizzarro banchiere che durante le riunioni non ha mai citato John Keynes, mentre farciva le sue riflessioni finanziarie di encicliche papali che non hanno nulla a che vedere con l’andamento delle borse nazionali ed internazionali. Ancora una volta rimaniamo però sul limitare delle conoscenze riguardanti le oscene appropriazioni indebite, delle quali si è resa colpevole la Santa Sede.
Vent’anni dopo si ripete la storia millenaria della corrotta Chiesa di Roma. Il ricordo va subito alla P2 e all’Opus Dei, di cui i Legionari sono una frangia ancor più estremista, se questo sia mai  33  “Ior: indagata per violazione norme antiriciclaggio”, post pubblicato in Segreti di Stato, il 12 dicembre 2009. In: http://vocealsilenzio.ilcannocchiale.it/?TAG=ior 34 Cfr.: Giorgio Bongiovanni, “... ne avete fatto una spelonca di ladri - Crimini in Vaticano” – Antimafia, p. 3, http://archivio.antimafiaduemila.com/rassegna-stampa/106-ad-commenta/11808--ne-avete-fatto-una-spelonca-di-ladricrimini-in-vaticano.html?start=2 anche in: Lettera di Davide Tecchi alle autorità del Vaticano, cfr.: http://www.giorgiobongiovanni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=4017:lettera-di-davide-tecchi-alleautorita-del-vaticano&catid=97:articoli-vari&Itemid=150 35 Lettera di Davide Tecchi alle autorità del Vaticano, Pesaro, 4 dicembre 2011. In: Ibidem.
22  possibile. E la scalata bancaria era “soltanto” uno strumento di sovvertimento dello stato democratico. Sentiamo che cosa scrive Ezio Mauro al riguardo: «Come allora, “rubavano per comandare e comandavano per rubare”. Scalavano senza i soldi, senza una biografia imprenditoriale o almeno finanziaria, senza la minima cultura del lavoro, senza un’idea del mondo della produzione. Rubavano prima di tutto per sé, se è vero che Fiorani si è intanto messo da parte 70 milioni di euro e ha finanziato senza garanzie prestiti-guadagni ai soci occulti. Rubavano ai morti sottraendo i soldi dai loro conti correnti, rubavano ai risparmiatori spalmando sui loro conti i debiti degli affari andati male. Rubavano per finanziare il “Partito” del Governatore, che abita in Parlamento dentro partiti diversi. E infine rubavano per finanziare “terzi” che nell’ombra compravano azioni fiancheggiatrici delle loro scalate, saltando così l’obbligo dell’Opa e ramificando ben oltre Lodi la ragnatela criminale»36.
Ordinazione di 60 legionari di Cristo nella Basilica di San Pietro, 1991  Il 3 gennaio del 1991 – così come scrive il giornalista spagnolo Alfonso Torres Robles – ci fu “una delle più possenti dimostrazioni di forza da parte della Legione ... nella basilica di San Pietro a Roma, dove Giovanni Paolo II ha ordinato al sacerdozio 60 legionari, alla presenza di 7 mila membri di diversi Paesi del ‘Regnum Christi’, di 15 cardinali, 52 vescovi, e molti benefattori milionari”37, e ancora una volta furono tutti ospiti di Maciel. Tra questi mecenati ricordiamo il capo del gruppo Cemex, Fernando Gonzalez Olivieri che gestisce il mondo delle costruzioni in Messico.
Inoltre il direttore generale del Banco Compartamos, Carlo Daniel Cendoya. E possiamo continuare con il dirigente generale della maggiore cartiera centroamericana Copamex, Antonio Zarate Negron e molti altri, i cui nominativi sono presenti nella scacchiera degli intrighi finanziari della Fondazione Altius, legata al già nominato gruppo Alfa.
Così si stabilì un contatto stabile con il miliardario Carlo Slim uno dei più ricchi del pianeta.
Quanti viaggi in Messico, Roma e Stati Uniti per raccogliere fondi! Maciel prelevava di continuo denaro contante per le mazzette ai gerarchi della Curia Vaticana. Quante buste piene di soldi elargite agli ekklesiastici per officiare messe, fare discorsi, partecipare a conferenze e convegni, organizzati per occultare i veri intenti del fondatore: crearsi delle solide amicizie per continuare indisturbato nella sua vita sregolata, illegale, perversa. Fichter, ex membro della legione, ricorda, mentre era amministratore della Legione nella Città Eterna (1998-2000): «Quando padre Maciel partiva da Roma, ero incaricato di dargli (...) 10 mila dollari in contanti. Non mi è mai passato per 36  Ezio Mauro, “Affari e potere all’ombra di Bankitalia”, 15.12.2005. in: http://www.repubblica.it/2005/l/sezioni/economia/banche21/banche21/banche21.html 37 Discepoli di Verità, Dossier Legionari di Cristo, op. cit., 188-9.
23  la mente che potesse usarli per scopi men che giusti e nobili. Lui era al di sopra di ogni sospetto (...) Non mi consegnava nessuna ricevuta, e io non avrei mai osato chiedergliene una»38.
Nell’ottobre del 1978 è eletto - come capo dello Stato Pontificio - il polacco Wojtyla. Allora s’insediò in Cile un nuovo nunzio apostolico, monsignor Angelo Sodano, anch’egli espressione diretta dell’Opus Dei e che darà una svolta più che autoritaria al clero cileno, eliminando e trasferendo i preti scomodi, che lottavano per i diritti dei campesinos in quanto appartenevano alla Teologia della liberazione. Fu egli che organizzò la visita pastorale del pontefice nel paese andino nel 1987, durante la quale fece apparire Giovanni Paolo II insieme al dittatore Pinochet dal balcone della Moneda, mentre salutava i fedeli. In questo modo, come Pio XII con Hitler, il regime sanguinario cileno ebbe il beneplacito dei governi cattolici nel mondo. Spesso Sodano appariva in TV a sostegno della politica nazionalista andina. La protezione di Sodano su Maciel risale proprio ai bei tempi andati, quando i due s’incontrarono in Cile nel 1980. Mentre i due rinsaldavano la loro amicizia, la Legione annodava rapporti sempre più stretti con il regime sanguinario di Pinochet, aprendo scuole, collegi e stazioni radio.
Il cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato dal 1990 al 2006  Tornato a Roma nel 1990, Sodano aiutò con ogni mezzo il prete messicano ad ottenere variazioni al piano regolatore della città eterna, affinché costui potesse far erigere l’università legionaria Regina Apostolorum. Del resto l’architetto che guadagnò lautamente nella realizzazione dell’università fu il nipote del cardinale, Andrea Sodano (ma di costui parleremo più avanti). Uno degli ex legionari intervistati da Jason Berry conferma che “Il cardinale Sodano era il capoclaque della Legione. Veniva a fare un discorso a Natale e gli davano 10 mila dollari”. Addirittura, Sodano considerava e considera tutt’ora la Legione come il suo Hotel personale o ristorante. Così parla Favreau: “... Arrivò con amici e parenti, 200 persone circa, per un banchetto quando venne nominato cardinale. Li sfamammo tutti. Quando diventò segretario di Stato, ci fu un’altra  38  “Saving what can be saved”, First Things, 9 febbraio 2009.
24  celebrazione ...”39. Egli protesse Maciel da ogni tipo d’inchiesta, tanto che oggi il cardinale dovrebbe essere indagato per occultamento di prove a carico del pedo-tossicomane-incestuoso, conosciuto negli ambienti più avveduti della stampa internazionale come uno dei maggiori impostori di cui è sempre stato pieno il Vaticano. Degollado sembra una sorta di Dracula della Chiesa contemporanea, una via di mezzo tra il lupo mannaro e il mostro di Frankenstein, talmente diabolico da superarli in malvagità, cattiveria, perversioni, intrighi, abilità seduttive e manipolazioni mentali che hanno sempre albergato nel soglio di Pietro. Adesso si spiegano le dure e caustiche parole dello storico e filosofo cattolico Lord Acton (1834-1902): “I papi non furono solo assassini in grande stile, ma resero l’omicidio un fondamento giuridico della chiesa cristiana e una condizione per la redenzione”40.
Karol Wojtyla, a sua discolpa, annunciava che la corruzione del clero, dei vescovi, preti o frati e la loro perversione sessuale, che miete vittime fra ragazzini e ragazzine, non escluse le donne altrui e le suore, sono da ascrivere totalmente alla depravazione dei costumi e alla degradazione della morale nella “società moderna”. Insomma, noi abbiamo abbandonato la fede nel dio cattolico (ormai solo il 17% in Europa lo è effettivamente) ed ecco i risultati! Ma è poi vera un’idea del genere o risulta un modo piuttosto imbarazzante di trarsi d’impaccio di fronte al dilagare della pedofilia che ha colpito in particolare il suo pontificato? In realtà, la corruzione morale del clero ha attraversato come una gigantesca stella, visibile di giorno e di notte, la vera storia del papato, fa parte del suo codice genetico. Tuttavia, la differenza essenziale delle epoche precedenti rispetto a quella contemporanea consiste nell’analfabetismo che allora regnava incontrastato, un ostacolo insormontabile alla conoscenza delle vicende reali, delle cospirazioni e dei complotti che hanno segnato in maniera indelebile la nostra società. La mancanza altresì dei mezzi di comunicazione di massa impediva alle notizie di raggiungere ogni angolo più remoto della Terra. Infine, il poderoso controllo, avuto in passato dall’Ekklesia sui governi aristocratico-fascisti e sui loro organi di giustizia civile, ha impedito che fossero inquisiti i responsabili di esecrandi abusi sessuali, di attività illecite come riduzione in schiavitù, lavaggio del cervello e appropriazione indebita... Non vogliamo affermare con questo che oggi le collusioni della Santa Sede con i Nuovi Padroni del Mondo, i potentati del pianeta e i media siano terminate; oggi, però, simili intese e patti segreti devono fare i conti con la rete mondiale di Internet, purtroppo già sotto attacco liberticida da parte dei governi autoritari, dei quali il Vaticano rappresenta la massima espressione a livello internazionale, ne è la legione in prima linea, l’avanguardia.
Nel 1997, ad ogni modo, arrivarono le prime accuse pubbliche degli stuprati. Nove dei sopravvissuti su trenta, sotto giuramento, hanno rievocato le violenze subite nel corso di tre decenni. E tuttavia, le protezioni accordate a Maciel da Giovanni Paolo II prima e dall’allora cardinale Ratzinger poi gli hanno permesso di evitare qualsiasi condanna. Il Sant’Uffizio viene costretto dal precipitare degli eventi a indagare sugli abusi sessuali del Legionario, ma dal 1998 al 2006, nulla di fatto! L’impero economico ed ideologico dei legionari è preoccupante per ogni nazione che ambisca a preservare la propria democrazia: 400.000 affiliati profani appartenenti all’ordine parallelo del Regnum Christi, 125 case religiose e luoghi di formazione, 200 sedi educative e altre 600 dedicate alla formazione e all’impegno apostolico dei laici, beni immobiliari “donati spontaneamente dai loro aderenti” in 40 paesi del mondo, 889 sacerdoti e 2.600 seminaristi, e poi università, scuole, istituti superiori, mass media ... che - come l’Opus Dei - controllano il pianeta. Tra i suoi patrocinatori vi sono personaggi come Steve McEveety, produttore del film La passione di Cristo di Mel Gibson (molti preti che appaiono nel film sono della Legione), il tenore Placido Domingo che si è esibito per raccogliere fondi, l’ex governatore della Florida Jeb Bush e l’ex senatore della Pennsylvania Rick Santorum, tanto per fare qualche nome.
39  Jason Berry, National Catholic Reporter, 6 e 12 aprile 2010. Anche in: Discepoli di Verità, Dossier Legionari di Cristo, op. cit., 187.
40 Cit. in: M. Searle Bates, Glaubensfreiheit. Eine Untersuchung, New York, Church World Service, 1947, 242. Da Acton’s Correspondance I, 55. Lettera di John Emerich E. D. Acton alla storica cattolica Ladt Blennerhasset.
25  Le denunce più gravi, del resto, vengono da un esponente storico di tutto riguardo dei Legionari, Juan Vaca, che fu reclutato da Maciel quando aveva soltanto dieci anni e viveva con i genitori in Messico. “Vedo qualcosa di speciale in Juan”, disse ai genitori stupiti, che glielo affidarono lusingati, quando Maciel decise di portarlo con sé in un seminario spagnolo per un “addestramento con l’ordine”. Iniziarono così dieci anni di violenze inenarrabili, durante i quali Juan fu assalito da paura, vergogna ed ansia. Dieci anni dopo, all’età di 22 anni, mentre è nella sede dei Legionari a Roma, denuncia Maciel, ma costui sfodera tutta la sua demoniaca intelligenza finalizzata al male per far sì che quell’accusa di pedofilia ritorni come un boomerang contro chi l’aveva prodotta.
Risultato: la vittima viene spedita in un monastero spagnolo a farsi sei anni di penitenza, dove Juan, per un’usuale tattica vaticana di compromesso, è ordinato sacerdote e vice rettore. Stessa storia in quel seminario, ove ci sono ragazzi abusati da parte del rettore, anch’egli – a sua volta – oggetto delle attenzioni sodomite di Maciel. Stupri di seconda generazione: la parola di dio trionfa nei secoli dei secoli. Vaca informa quest’ultimo, ma l’ordine perentorio è di “coprire tutte le tracce delle violenze”. Il responsabile viene trasferito e “per il mio ‘buon lavoro’ nel coprire il pasticcio – ricorda Vaca – il fondatore mi ricompensò nominandomi superiore e presidente della Legione di Cristo negli Stati Uniti”41. Per questo qualcuno ha detto che IN VATICANO GIAMMAI SI FA CARRIERA CON L’INTELLIGENZA, MA SEMPRE E IN OGNI LUOGO COL DERETANO.
Wojtyla benedice Marcial Maciel Degollado per i servigi offerti alla Chiesa, definendolo “una guida efficace per la gioventù”  Eppure nel 1976 arriva una nuova denuncia di Juan, questa volta attraverso i canali ufficiali del vescovo e dell’ambasciata vaticana a Washington. Nel ‘78 e nell’‘89, le vittime scrivono direttamente al pontefice. Ma i Legionari sono troppo potenti. Riscuotono troppo credito presso Dziwisz e Wojtyla non può far altro che definire Maciel “una guida efficace per la gioventù”.
Peccato che il papa non specifichi a quale tipo di guida si volesse riferire, visto che oltre ad un buon numero di mantenute e a figli illegittimi, il Legionario numero uno conta un passato di droga e alcolismo nella sua lunga carriera religiosa da lasciare perplesso anche uno dei più incalliti boss della malavita organizzata. Altri esposti parlano di decine di Legionari abusati, prima nel 1995 e poi 41  D. Yallop, Habemus Papam - Il potere e la gloria: dalla morte di Papa Luciani all’ascesa di Ratzinger, San Lazzaro di Savena (BO), Nuovi Mondi Media, 2006, 384.
26  nel ‘9842. Ne scaturisce un’indagine ecclesiastica (1998), che però è bloccata nel 2001. Anche Ratzinger, nel 1999 avrebbe espresso apprezzamento per l’opera di Maciel al vescovo messicano Carlos Talavera Ramírez affermando che: “non sarebbe prudente sollevare un simile caso, poiché quell’uomo ha fatto tanto bene per la Chiesa, suscitando così numerose vocazioni.
Talavera e l’ufficio stampa vaticana negano simili affermazioni”43. Tra gli accusatori ci sono insegnanti, professori universitari, imprenditori, linguisti, ingegneri, avvocati e dirigenti scolastici.
Tra deposizioni fatte dagli abusati e riportate da Sandro Magister ne L’Espresso, ne abbiamo scelte alcune tra le più raccapriccianti: «Arturo Jurado Guzman (...) entrò nella Legione quando aveva 11 anni. Ne aveva 16 quando padre Maciel lo chiamò per la prima volta nella sua stanza a compiervi gli atti sopra detti. “La cosa si ripeté circa 40 volte. Ma quando rifiutai di sottopormi a una penetrazione anale lui rivolse le sue attenzioni a un altro seminarista”. (...) Alejandro Espinosa Alcala ricorda che certe volte padre Maciel chiamava lui e un altro ragazzo assieme, nel suo letto, per una mutua masturbazione. “Non riuscivo a nascondere la mia ripugnanza. Ma padre Maciel mi assicurava che tutto era moralmente corretto, che il mio compito era quello puramente tecnico d’un infermiere e che il papa gli aveva dato lo speciale permesso di far svolgere questo compito professionale a ragazzi invece che a donne”. (...) José Barba Martín ha dichiarato: “Padre Maciel sembrava dissociare se stesso, la propria attività di sacerdote, dagli atti sessuali che compiva. Dopo un incontro con lui nel suo letto, ricordo che egli si rivestì con calma e appena uscito fuori benedì un pranzo all’aperto, tra i suoi giovani. Come niente fosse accaduto”»44. Il 19.5.2006, la congregazione pontificia decide di “rinunciare ad un processo canonico (...)”. Due anni dopo Maciel morirà a Miami (Florida).
José Barba Martín, 65 anni, uno degli accusatori di Maciel  I chierico-pedofili hanno una sessualità ferma all’età preadolescenziale e sono prigionieri del loro narcisismo sadomasochistico e delle deviazioni dei sentimenti e delle pulsioni. Essi non sono mai riusciti a diventare adulti, poiché l’isolamento del seminario, la solitudine, la tristezza della 42  Cfr.: http://it.wikipedia.org/wiki/Marcial_Maciel_Degollado sez.: Accuse.
Sandro Magister, “Un legionario nella bufera”, L’Espresso, 30.1.2002 con aggiornamenti del 28.11.2005 in: http://www.cesap.net/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=69 44 Sandro Magister, “Caso Maciel. La parola all’accusa. E alla difesa”, L’Espresso, 21.1.1999.
43  27  vita, gli abusi ai quali si viene sottoposti in tenera età, bloccano un organico sviluppo verso una concezione naturale del corpo e delle sue funzioni procreative. In tal modo essi subiscono una regressione che è l’essenza intima del cattolicesimo, zeppo di simboli infantili, che rimandano ad un rapporto sadomasochistico di premi e punizioni con una madre che non c’è più, o non c’è mai stata in quanto corpo che partorisce (la vergine Maria). Ne deriva una passività che ha del meccanico e del computerizzato. Essa conduce i clonati a non aver alcuna responsabilità nei crimini che commettono: è il demonio, la società contemporanea, i bambini che provocano ... In aggiunta, la pedofilia non è circoscrivibile ad un solo paese e ad un unico periodo particolare, come continuano a blaterare gli oligarchi della monarchia vaticana, sapendo di mentire. D’altronde essi sanno benissimo di poter contare sugli “iddioti” e fedenti, ossia su tutti quelli che credono al “loro dio”, confidando in maniera passiva nelle parole divine e infallibili dei sacerdoti. Agli iddioti è stato fatto un bel lavaggio del cervello, perciò sono disposti a subire qualsiasi sopruso ed abuso dai loro rappresentanti. Più soffri nell’aldiquà e maggiormente sarai ricompensato nell’aldilà. Purtroppo la realtà smentisce gli uni e gli altri. Siamo di fronte ad una sciagura doppia che si svolge su un duplice piano. Bambini e ragazzi vengono trasformati in vittime sacrificali dal rituale demoniaco cattolico, nel luogo più sensibile e intimo immaginabile della loro identità, e proprio da quelli che avrebbero dovuto guidarli e proteggerli. Oltretutto, la cosa più abietta è che tali vittime siano state tradite da coloro che, come comunità religiosa, intendono rappresentare un segno di santità nel mondo, da chi ha sempre voluto dettare le leggi della moralità nella nostra società, da chi ha immancabilmente negato la carne in nome dello spirito, da coloro che si professano fratelli, che negano l’uso del preservativo e i rapporti sessuali prima del matrimonio ... MA COLORO CHE SONO “A FAVORE DELLA VITA” - così come blaterano i gerarchi vaticani – DOVREBBERO DIFENDERE LA GIOIA DEI FANCIULLI, LA LORO LIBERTA’ E IL DIRITTO DI NON ESSERE UCCISI NELL’ANIMO DA UNA BANDA DI MASSACRATORI.
Ma allora, che cosa bisogna fare per liberarsi da tutto questo devastante plagio mentale e comportamentale? La situazione è analoga alla tossicodipendenza: l’intero mondo interiore deve essere ricostruito con coscienza e consapevolezza, abbandonando tutta la mitologia miracolistica, gli eccessi oltraggiosi delle preghiere, imposti fin dalla più tenera età, i sensi di colpa e di ricompensa che semmai appartengono al mondo della ragione e del reale e non ad un ipotetico ed irrazionale empireo, inventato a tavolino per controllare la mente dei fedeli. E questa disintossicazione dagli indottrinamenti di un certo modo di fare catechesi e d’insegnare religione nelle scuole avrà successo se ci affideremo alla logica e all’intelligenza, oppure ad un mondo interiore che farà appello alla “fede in noi stessi” ed alla capacità di combattere in prima persona le ingiustizie del mondo, essendo soldati della libertà in ogni momento della giornata. Altrimenti si soccombe alle richieste pedofile del clero, e l’atto sessuale con i “monsignori degli stupri” diviene un atto divino, in cui il corpo del prete è il corpo e lo spirito santo del loro dio.
Una stretta educazione cattolica predispone la psiche a subire abusi di pedofilia, come la teologia predispone a compierli. La stessa messa ne è intrisa, quando rievoca il sacrificio dell’innocente sull’altare, che per trasposizione si trasforma nel sacrificio del giovane in sagrestia.
Stuprare un bambino diviene, per le menti malate da teologie di morte e da ritualismi sanguinari, un atto di purificazione, diviene la metafora della messa. Forse per questo le gerarchie proteggono i loro officianti? E tuttavia, il problema è ancor più occulto, più profondo: celando le pulsioni maniacali della pedofilia clericale, la Chiesa non cerca di difendere soltanto la sua eticità internazionale. Essa difende in tal modo il suo più oscuro retaggio, il suo fosco segreto “iniziatico”, consistente nel SACRIFICIO DELL’INNOCENTE, di cui è zeppa la sua tragica leggenda bimillenaria. Chi vorrebbe ascrivere la devianza pederastica clericale del sesso al celibato, individua soltanto la superficie del problema, dimenticando che la mancanza di una compagna, indurrebbe semmai a ricercare un rapporto con altre donne e non con bimbi, la cui età è delicatamente sospesa tra i 6 e i 12 anni. Così la stessa ritualità cattolica è una regressione continua. Battezzare i neonati quando 28  sono incoscienti è una tattica adoperata pure dal pedofilo che sfrutta l’inconsapevolezza del bimbo per approfittare di lui in chiave sessuale45. Ricordiamo che Gesù – secondo la mitologia cristiana – si fece battezzare all’età di trent’anni e non a tre giorni dalla nascita. Anche l’eucarestia è un simbolo che rimanda ad una fase orale dello sviluppo infantile: il sacerdote imbocca il ragazzo con l’ostia consacrata, una “pappa” concessa soltanto ai bravi piccini. Almeno ogni domenica bisogna sottomettersi, confessare i propri peccati all’autorità rassicurante e protettiva del “padrepastore”, che vuole delle pecore sempre pronte ad ubbidire a qualsiasi ordine.
L’abuso di potere è altresì una componente essenziale della psicopatologia cattolica: il fanciullo o l’innocente da sacrificare “col sangue” deve essere passivo ed inconsapevole, ubbidiente ed arrendevole. Nel rapporto tra prete pedofilo e bambino si riproduce la stessa relazione esistente tra Chiesa e fedeli che devono ubbidire ingenuamente ai comandi del potere divino! L’autorità religiosa diviene, così, il carceriere delle proprie vittime, che l’amano perché gli concede un’ora di aria libera la settimana. La pedofilia, pertanto, si configurerebbe come un ingrediente indispensabile alla compattezza interna della Chiesa. La trasgressione realizzata ti aggrega alla setta, ne è una “iniziazione” a carattere liturgico. Ti ammette nel gruppo criminale per sempre. La macchia d’infamia è un elemento di coesione indistruttibile. Il tumore ama le cellule tumorali che lo accrescono oltremodo. Le cure rappresentano la sua morte e vanno rifiutate con ogni mezzo.
Difendendo se stessa, la Chiesa preserva il suo osceno segreto: la perversione sessuale come momento di completa e perenne adesione alla consorteria. Così si perpetua il sistema di regole occulte. Perciò gli scandali sessuali dei preti sono principalmente nascosti dall’Opus Dei e dai Legionari di Cristo, le fazioni più lugubri del Vaticano.
La rettitudine morale di tipo militare è inculcata attraverso le pene corporali. Ai seminaristi della Legione vengono consegnati una correggia e un cilicio, per scacciare le idee peccaminose: «Le punte entravano nella carne e mi facevano molto male» ha ricordato un ex seminarista «ma i pensieri cattivi continuavano a tormentarmi»46. Il silenzio funereo dei dormitori era spezzato dai sibili delle frustate le quali si abbattevano sulle schiene sanguinanti dei ragazzini che cercavano invano di scacciare in quel modo medievale le diaboliche visioni. Quanti discorsi sulle donne seduttrici che inducono alla perversione, quante riflessioni assurde sulla masturbazione come peccato mortale. Come negli ordini monastici tradizionali i Legionari prendono i voti di povertà, castità e obbedienza. Nei seminari di Degollado, però, ve ne sono altri due: quello di segretezza e di umiltà. In riferimento al primo, ai membri dell’istituzione è severamente vietato criticare i superiori, avere contatti con le famiglie di provenienza, discutere gli ordini di qualsiasi natura, persino quando si tratti di pregare o di mangiare. Lo stesso Maciel costringeva i suoi sottoposti a compiere delle pesanti delazioni presso i superiori nel caso qualche confratello fosse venuto meno a questo nuovo obbligo. Il principio dell’umiltà, dal canto suo, consiste nel rinunciare a qualsiasi mira di arrivismo carrieristico. Esso vieta di aspirare a cariche interne o esterne della Congregazione, al fine di salvaguardare lo staff dirigenziale. Ecco perché i ranghi direttivi sono rimasti gli stessi dall’epoca della fondazione, salvo certe inevitabili sostituzioni per qualche decesso. In simile meccanismo piramidale sono sempre i vertici già esistenti a scegliere i propri successori, che debbono necessariamente essere solidali con la linea di potere della “cupola legionaria”. Insomma i valori centrali dell’ordine sono sempre stati improntati ad una stretta educazione paramilitare, un’obbedienza cieca, unite al culto della personalità del fondatore, che veniva chiamato “Nuestro Padre”. Si era così venuto a creare un ambiente favorevole al lavaggio del cervello con una visione 45  Esiste una legge italiana che permette di sbattezzarsi, evitando così una coercizione che ci ha costretti a far parte di una setta, quando ancora non avevamo il dono del discernimento. Perché il Vaticano che blatera tanto sulla protezione di coloro che non sono in grado di scegliere (Englaro docet) non è altrettanto coerente nel proteggerci dai suoi soprusi? Il modulo per sbattezzarsi appare, tra l’altro, sul sito http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/. Il battesimo è l’equivalente di un’appartenenza politica ad uno stato straniero che opprime il nostro popolo. Liberiamoci, quindi, da chi occupa i nostri liberi stati mentali. Fac-simile in fondo al libro. BUON SBATTEZZO! 46 Gerald Renner e Jason Berry, “Capo di un ordine cattolico a diffusione mondiale accusato di abusi”, The Hartford Courant, 23 febbraio 1997; in: http://ocean.ucc.ie/97/chute/ (Traduzione in italiano di Alessia Guidi).
29  teocratica della società da imporre con ogni mezzo, un anticomunismo selvaggio e paleolitico che passa inevitabilmente attraverso la forza delle armi e le stragi degli infedeli, denominati terroristi. Questi sono i Talebani di casa nostra, integralisti pericolosi i quali credono di essere i nuovi crociati che devono passare a fil di spada i non cattolici. E come se non bastasse, nonostante le innumerevoli accuse che hanno dipinto Degollado come un capomafia senza scrupoli, i suoi picciotti avevano cercato con mazzette e corruzioni di spingere verso una santificazione del loro boss, sull’esempio di José Maria Escrivá de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei. Mistero della fede!  30  CONTI CIFRATI E SISTEMA FINANZIARIO OCCULTO Ci sarebbero pochi credenti al mondo, se i fedeli conoscessero la storia della loro fede altrettanto bene quanto il credo che professano.
KARLHEINZ DESCHNER  Il 22 e 23 gennaio 2011 si è tenuta in Vaticano una riunione dei Legionari di Cristo. Vi hanno preso parte alcuni dei più importanti capitalisti francesi, legati alla causa cattolica, tra i quali Claude Bébéar (presidente onorario delle assicurazioni Axa) e Yves Bolloré (del gruppo omonimo, fratello maggiore di Vincent, grande amico di Sarkozy). Perché mai una riunione del genere? I Legionari hanno l’intenzione di racimolare 2 miliardi di euro per “aiutare la chiesa a raccogliere la sfida di una rinnovata presenza nel mondo dei media”. Insomma, essi vogliono realizzare dapprima una piattaforma internet e poi creare una fitta rete di contatti con i propri finanziatori a livello internazionale per evangelizzare le masse mediante i network e i contatti informatici, che oggi sono diventati indispensabili. Ad ogni modo, il sito web dei Legionari è già attivo per fare fessi i creduloni pensionati, i vecchietti o i semplici sprovveduti che ignorano le pesanti sconcezze e le relative indagini in atto a carico della Congregazione. D’altro canto l’accoglienza di Benedetto XVI e di padre Federico Lombardi (portavoce del Papa) non poteva essere più calorosa: visita alla Cappella Sistina e cena all’interno dei musei vaticani.
Dopo gli scandali di sì vasta portata e assolutamente improponibili in una società civile e liberale, la Congregazione sta perdendo pezzi, sia a livello economico, poiché vengono meno i suoi tradizionali finanziatori, sia perché ben 300 donne su novecento sono fuoriuscite dal Regnum Christi. Inoltre, 70 sacerdoti (su un totale di 890) e 232 seminaristi (solo nel 2010)47 si sono defilati da quella bolgia infernale ove la perversione, l’intrigo, i soprusi e gli abusi erano all’ordine del giorno. Nel 2011 le richieste per entrare nella legione sono state solamente 100, la metà degli anni precedenti all’esplosione del caso infamante nel 2009. Le donazioni e la raccolta fondi si sono bloccate, numerose zone missionarie sono state abbandonate, mentre molte proprietà della Congregazione sono state vendute per tamponare i debiti della Legione.
Sono passati 5 anni dalla morte di Maciel, sospeso a divinis per pedofilia, uso di stupefacenti, frode, truffa, corruzione. E tuttavia, nell’ipocrita condanna, il reato più grave, secondo l’ideologia cattolica, non è stato mai nominato. Ci riferiamo all’assoluzione – durante la confessione – dalla complicità in atti omosessuali e stupro, ossia nel peccato mortale contro il sesto comandamento che, secondo le leggi canoniche ecclesiastiche prevede la scomunica, che il prete messicano non ha mai ricevuto (canone 977). Anzi, Il Foglio Quotidiano, diretto da Giuliano Ferrara, precisa i termini del provvedimento che ci lascia ancor più sconcertati per l’immunità ekklesiastica di cui godono simili delinquenti, i quali dovrebbero essere incarcerati - seduta stante - a Regina Coeli: “Molti giornali parleranno di sospensione a divinis, ma la lettera del comunicato non escludeva in realtà la possibilità di celebrare messe in privato”48. Forse per circuire nuove fedelissime? Il cardinale Velasio de Paolis, che ha avuto l’incarico di riformare l’ordine, ha definito la Legione “Opera di Dio”49. Ha confermato all’Associated Press l’esclusione di nuove indagini sui crimini commessi da Maciel ed ha inoltre proseguito dicendo: «Non vedo i benefici che potrebbero derivare da un’inchiesta più approfondita». «Correremmo il rischio di trovarci di fronte ad un intrigo senza fine: si tratta di cose troppo private perché io possa indagarle». Insomma, il Vaticano, 47  Associated press (26/10). Anche Agenzia ADISTA 36380, in: http://www.ildialogo.org/crisichiese/Notizie_1320838684.htm 48 Maurizio Stefanini, “Diavolo di un Legionario - Maciel, il tremendo peccatore che lascia un immenso patrimonio combattente”, IL FOGLIO.it, 6.6.2010, III puntata. In: http://www.ilfoglio.it/soloqui/5314 49 Vedasi, Anna Maria Merlo, IL MANIFESTO BLOG, 23 febbraio 2011, in: http://blog.ilmanifesto.it/franciaeuropa/2011/02/23/  31  come sempre, vuole occultare e far dimenticare l’obbrobrioso scandalo, l’ennesimo che da almeno 1500 anni lo sta divorando dall’interno, tanto che Federico II di Svevia ebbe a dire nel 1246: «Le enormi entrate con le quali, come ben sapete, [gli ecclesiastici] si arricchiscono dissanguando molti regni, danno loro alla testa. (...) Quanto più generosamente Voi tenderete la mano a questa sorta di poveri, tanto più avidamente essi afferreranno non solo quella, ma anche il braccio. (...) È stato Nostro costante intendimento far sì che a tutti i livelli, ma principalmente a quelli più elevati, il clero sia finalmente ricondotto alla Chiesa delle origini (...). Quelli, infatti, sono i veri religiosi (...). Costoro, invece, si consacrano al mondo, inebriandosi di piaceri e mettendo da parte Dio. La loro devozione annega in un fiume di ricchezze. Sgravarli del nocivo carico di tesori che li conduce alla rovina costituisce un’opera di carità cristiana”50.
Richard Gill, ex direttore del Regnum Christi, è rimasto per quasi un trentennio nella Legione.
Dopo aver dato le dimissioni dai Legionari, ha proseguito il suo incarico religioso nell’arcidiocesi di New York. La sua affermazione, riguardo al commissariamento della Congregazione di Maciel voluto da Ratzinger, chiarisce la mossa pubblicitaria del Vaticano: Il cardinale De Paolis, ormai da molto tempo nel suo ruolo di delegato papale, non ha ancora rimosso un solo dirigente dall’ufficio della Congrega. “In massima parte, lo stesso gruppo di superiori che furono nominati da Maciel e che guidarono i tentativi di coprirlo dopo la sua condanna da parte della Santa Sede nel 2006 sono ancora al timone”51.
E quando i Papi sono tanto accondiscendenti nei confronti dei suoi peggiori esponenti dal punto di vista morale, significa che dietro la religiosa facciata della missione cristiana vi è tanto denaro da poter inondare gli oceani. Il patrimonio della setta farebbe gola pure a tutti i santi del paradiso, un giro di soldi gestito e custodito da un gruppo finanziario internazionale chiamato Grupo Integer (creato nel 2000 dal messicano Luis Garza Medina52, numero due dei Legionari dopo Maciel): un intricato sistema di holding multinazionali, enti privati, compravendite fondiarie, società a partecipazione azionaria, persino prestanome privati che rendono pressoché impossibile risalire ai veri padroni di un giro di affari con ramificazioni in tutti e 5 i continenti, il cui forziere, uno dei tanti, è la Fondazione Altius. Una piramide economica organizzata ad alveare, appositamente ingarbugliata, in modo tale che i sottoposti non riescano a capire le linee di investimenti illegali ed antidemocratiche che potrebbero verificarsi al suo interno. Tra le più importanti consociate o i principali gruppi bancari di riferimento vi sono la First Fountain Corporation, con sede a Panama e numerosi fondi “etici”, come l’Integer ethical fund, gestito dal Banco Pictet del Lussemburgo, i quali investono le offerte, i lasciti plurimilionari e gli stipendi dei Legionari. Naturalmente, dietro tale aggrovigliata rete economica vi è Luis Garza, uno dei più importanti finanziatori di Maciel, il vicario generale della Congregazione. Va da sé che tale sistema bancario e finanziario è del tutto in contrasto con l’aspetto missionario della Legione, le cui donazioni non rispecchiano affatto gli intenti dei donatori. All’interno del Grupo Integer esiste poi un sistema mafioso nepotistico che destituisce chiunque non accondiscenda ai programmi economici del superpagato staff dirigenziale.
50  Klaus Heinisch (a cura di), Kaiser Friedrich II. in Briefen und Berichten seiner Zeit, Darmstadt, Wiss. Buchges., 1978, 605-8.
51 Cfr.: Sandro Magister, Legionari. Le dieci domande di padre Richard Gill, in: http://chiesa.espresso.repubblica.it/movimenti_cattolici 52 Fino al 2010, ritenuto l’erede designato di Maciel, era il direttore territoriale per Italia, Terra Santa, Corea e Filippine.
Appartiene ad una ramo diverso della stessa famiglia di Flora Barragán de Garza. Suo padre Dionisio Garza, morto nel 1991, fu a sua volta generoso finanziatore di Maciel.
32  Logo originale del Grupo Integer, di cui Maciel Degollado fu il famigerato cofondatore. Esso è un’alterazione della famosa Creazione di Michelangelo dipinta nel soffitto della Cappella Sistina: la mano di Dio è sostituita da quella di un robot, il Vaticano che controlla l’uomo con la tecnologia  Molte attività industriali e finanziarie della Integer sono in aperto contrasto con l’ideologia missionaria e religiosa che dovrebbe muovere il gruppo, non immune da riciclaggio di denaro sporco, conti cifrati nei paradisi fiscali (Bahamas, Panama, Lussemburgo, Svizzera)53, introiti derivanti da operazioni off-shore, coperte da anonimato e non soggette a tassazione, riconversione di capitali per liberarsi di entrate e riscossioni (tutte registrate come Donazioni) che potrebbero derivare da attività illecite. Riservatezza e semplificazioni burocratiche fanno poi il resto. Mancano persino i bilanci relativi alle opere del Regnum Christi, alle sue scuole e università. Nonostante questa serie di manovre illecite contro le leggi tributarie e l’antiriciclaggio, nessuna autorità competente ha mai promosso un’indagine circostanziata sul Gruppo. Lo stesso Maciel - stando alle testimonianze di alcuni ex legionari - ha stornato dai fondi della Legione per le sue tre famiglie e 6 figli somme per un valore di circa 40 milioni di euro, senza contare l’indefinibile quantità di denaro per sostenere la sua doppia vita. Ha inoltre acceso un trust fund, vale a dire un fondo fiduciario presso una banca delle Bahamas, che gli ha permesso di devolvere dei benefici in denaro contante, obbligazioni e proprietà ai suoi tre rampolli messicani. E questo è solo la punta dell’iceberg. Perciò molti finanziatori si stanno tirando indietro e preferiscono devolvere direttamente le loro donazioni per le opere pie.
53  “La trama empresarial de los Legionarios de Cristo”, Indymedia, 3 marzo 2004. In: http://barcelona.indymedia.org/newswire/display/73750/index.php  33  NUOVI CROCIATI In due, o tre secoli si riconoscerà che i cacciatori di teste più qualificati sono tutti cristiani.
MARK TWAIN Se uno uccide un uomo è un assassino; ne uccide un milione, è un conquistatore; li uccide tutti, è un dio.
JEAN ROSTAND  Purtroppo ci sono cose ben peggiori che inquietano e scuotono i liberi pensatori delle società democratiche. Tra i gruppi che appoggiano la Congregazione, vi è un’organizzazione che sconvolge le coscienze perfino dei più menefreghisti. Ci riferiamo alla Blackwater Worldwide54, una corporazione di mercenari, fondata nel 1997 dall’ex Navy SEAL Erik Prince, una delle più importanti compagnie di “soldati privati” del mondo che fa la guerra a contratto, come corrispettivo di lauti guadagni, senza rispetto per alcuna regola etica, civile e persino militare. Di solito le loro operazioni sono “azioni belliche coperte” per evitare qualsiasi tipo di indagine internazionale ONU sul mancato rispetto dei diritti umani e sugli eventuali crimini contro l’umanità.
Le loro manovre militari sono estremamente aggressive, anche quando seguono una normale procedura dissuasiva. In tal modo mettono costantemente in estremo pericolo le popolazioni dei luoghi attraversati dai Blackwaters. I loro protocolli d’ingaggio e azione seguono modelli di operazione in nero per evitare le accurate indagini dei giornalisti freelance che hanno criticato pesantemente le tattiche di guerra, molto violente, di tale consorteria di assassini tutelati. In una operazione del genere, che si è svolta a Baghdad nel 2007, gli operatori della Blackwater hanno causato la morte di 17 iracheni (tra cui almeno 14 civili inermi). Vi è stata pure un’inchiesta del Congresso degli Stati Uniti sul grave incidente: un semplice spiraglio, nell’abisso degli abomini umani, sull’operato della Blackwater in Iraq ed Afghanistan55. Codesta compagnia d’attacco è il principale contractor dell’Amministrazione USA. Circa mille addetti hanno il compito di proteggere le alte cariche statunitensi in scenari di guerra, mentre altre sono preposte al servizio logistico e tecnico. I militari della Blackwater si addestrano professionalmente nella loro sede a Moyock (North Carolina): 7000 acri dotati di ogni poligono di tiro e di campi di allenamento in cui si riproducono realisticamente le scene di battaglia e 35.000 esperti della sicurezza si perfezionano nei giochi di guerra ogni anno.
54  La Blackwater Worldwide, già conosciuta come Blackwater USA, e, dall’ottobre 2007, come Xe Services LLC, è una compagnia militare privata fondata nel 1997 da Eric Prince, un ex-Navy SEAL erede di una ricca fortuna di famiglia.
55 “Eric Prince supporter of the Legion of Christ and black covert operations”, Enlightened Catholicism, 20 agosto 2009. In: http://enlightenedcatholicism-colkoch.blogspot.it/2009/08/eric-prince-supporter-of-legion-of.html  34  Eric Prince fondatore nel 1997 della Blackwater Worldwide, una corporazione di mercenari, sponsor finanziario della Legione di Cristo  Eric Prince è un cattolico integralista, di gran lunga peggiore dei “terroristi” che vorrebbe combattere: i fondamentalisti islamici (se prestiamo fede a come vengono dipinti dai nostri corrotti media). Egli, con i Legionari di Cristo, rappresenta la falange estrema di un mondo medievale che torna con le sue idee balorde di crociate all’ultimo sangue in nome della cosiddetta libertà cristiana. Simili dottrine dello sterminio come atto purificatore riecheggiano le parole di San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), predicatore della II crociata e codificatore della regola dei cavalieri templari, oggi Legionari di Cristo (obbedienza, povertà, castità e combattimento all’ultimo sangue): “Affrontare o dare la morte per Cristo non è mai un delitto, bensì una gloria. Il Combattente per Cristo può uccidere con tranquilla coscienza e morire in pace. Se muore, egli lavora per se medesimo; se uccide, lavora per Cristo. Perciò egli porta la spada con buone ragioni. Egli è l’incaricato di Dio per la punizione del male e per l’edificazione del bene. Quando uccide un malfattore, non è un assassino, bensì un uccisore del malvagio, e in lui si deve vedere il vendicatore al servizio di Cristo, il difensore del popolo cristiano”56.
Erik Prince, il nuovo crociato 56  Cit. in: Wolfgang Ronner, Die Kirche und der Keuschheitswahn. Christentum und Sexualität, München, Paul List, 1971, 318. (“La chiesa ed il delirio di castità. Cristianesimo e sessualità”).
35  Ci piacerebbe sapere se tali canaglie santificate abbiano mai letto il 5° comandamento (divieto di uccidere) o abbiano mai avuto il buon senso di sentire che cosa ne pensasse Cristo delle loro criminali riflessioni, poiché – come ci conferma la Storia fiabesca della Chiesa – tali eccelsi santi erano costantemente in contatto con Lui e con Sua madre Maria, cui Bernardo prima e Wojtyla poi erano devotissimi! Eppure, ciò che più ci atterrisce oggi è l’abulia e l’indolenza, l’accondiscendenza e l’acquiescenza a simili ideologie di morte. E perché non sobbalzate almeno sulla sedia? Perché non avete più neppure un po’ di dignità per gridare contro simili atrocità? Rimanete impassibili? Vi hanno plagiato il cervello! Jeremy Scahill, autore del libro The Rise of the World’s Most Powerful Mercenary Army, nonché reporter di The Nation, scrive che due anonimi ex dipendenti della Blackwater avevano presentato dichiarazioni giurate (John Doe # 1e # 2) contro Prince e la sua compagnia in un tribunale federale della Virginia. Naturalmente questi informatori non si sentono di rivelare la loro identità per paura di ritorsioni su se stessi o sulle loro famiglie. John Doe fa delle affermazioni particolarmente preoccupanti, in merito agli aspetti più generali della leadership dei mercenari. Prince, sostiene Scahill, “si considera come un crociato della cristianità, il cui compito è quello di eliminare i musulmani e la fede islamica dal mondo”. E aggiunge, “Mr. Prince ha volutamente dislocato in Iraq certi individui che condividevano la sua visione della supremazia cristiana, ben sapendo che questi uomini avrebbero colto ogni occasione possibile per uccidere gli Iracheni.
Molti di questi individui hanno utilizzato delle insegne tipiche dei Cavalieri Templari, i guerrieri che combatterono le crociate”. Come quegli antichi guerrieri, anche questi sono dei mercenari parassiti e succhia sangue. Entrambi gli ex dipendenti descrivono, con un crudo linguaggio, il ferimento e l’uccisione senza motivo di civili iracheni, dopodiché i Blackwaters hanno distrutto le prove dell’eccidio. Si parla perfino di contrabbando di armi e di orge con bambine minorenni. Scahill riferisce altresì che alcuni leader della Blackwater si vantano di appartenere al Sovrano Ordine di Malta, un altro circolo esclusivo di crociati odierni. “Alcuni credono di essere impegnati in una battaglia epica per la difesa della cristianità” Lo SMOM (Sovrano Militare Ordine di Malta) è un’elitaria organizzazione cattolica, dipendente direttamente dalla Santa Sede. Il loro compito dichiarato è la “Difesa della fede e aiuto ai poveri”, dove di solito viene rispettata soltanto la prima parte del motto, dal momento che i poveri si accontentano della semplice proclamazione d’intenti. L’elenco degli iscritti comprende perlopiù agenti dei servizi segreti e vari membri delle famiglie Bush e Dulles, ambedue implicate negli anni ‘30 del secolo scorso a sostenere Hitler e il suo conflitto contro la Russia comunista. Fino al 2010, il costo della guerra in Iraq ammontava a 675 miliardi di dollari, di cui una buona fetta è andata ai Blackwater. Adesso in Iraq ci sono tanti contractors privati quanti soldati in servizio attivo.
Prince parla spesso di libertà religiosa. Noi replichiamo di volere una liberazione dalle guerre infinite, dallo sfruttamento sessuale, dalla paura di ritorsioni per aver parlato dei delitti commessi nei teatri di guerra e soprattutto dagli omicidi per intolleranza religiosa, la più assurda delle malvagità che abbiano mai ispirato l’animo umano. Non c’è alcun bisogno di mercenari sponsorizzati dal governo che combattono una guerra santa. Eric Prince è un altro finanziatore dei Legionari di Cristo nonché dei Cavalieri di Malta, con tutte le loro tendenze fasciste e la singolare missione salvifica del cattolicesimo. Ovviamente Cristo non c’entra per niente, si tratta soltanto di “dominare il mondo per Gesù”, ossia per il Vaticano, la razza bianca, il sistema bancario privato occidentale, contro quello musulmano Hawala che non ammette usura e signoraggio e - in quanto tale - non è gradito agli ebrei delle banche USA, dell’Europa e dell’Occidente, e la Blackwater sta facendo la sua parte. Eric Prince è un crociato contro l’Islam in una guerra che nessun Papa ha mai dichiarato, ma che tutta la gerarchia ekklesiastica appoggia nascostamente, per i propri interessi di casta, di potere, di ricchezza.
Sarà forse per questo che codesti militari di professione sono nelle grazie del gruppo direttivo della Integer, ossia dei capi della Legione e del Regum Christi, i nuovi crociati che devono andare a liberare la Terra Santa dagli infedeli? Questa è la “guerra giusta” che schiere di fondamentalisti 36  cattolici stanno muovendo contro tutto il mondo civile, una guerra santa finanziata anche dall’8 x mille delle nostre tasche e dall’appoggio indiscriminato che i governi italiani genuflessi e abusati hanno sempre dato agli esponenti ipocritamente meno in vista, ma effettivamente più attivi della peggiore dittatura plurimillenaria che il mondo abbia mai avuto: il Vaticano.
Fu l’ebreo-romano Paolo di Tarso (San Paolo), dapprima persecutore dei cristiani, ed in seguito esponente di spicco del Cristianesimo paolino (Cattolicesimo) - dopo la tanto sbandierata “visione” sulla strada di Damasco (35 d. C.) - a dare, lui che non aveva mai conosciuto il Cristo, un’interpretazione personale della nascente dottrina cristiana. Radicali furono le trasformazioni alle quali sottopose simile dottrina, fino a che, da messaggio vivente d’Amore, la ridusse ad un insieme di dogmi dai chiari aspetti dittatoriali, del tutto funzionali a un ben prefissato potere temporale! Paolo non fu mai discepolo di Gesù, mentre era per certo uno dei maggiori esponenti del servizio segreto romano, che doveva uccidere il Gesù di Gamala, il Che Guevara dell’epoca, il cui programma politico-sociale era quello di cacciare l’esercito romano dalla Palestina57.
Laurence Gardner, nel suo testo sul Santo Graal annota: “È essenziale ricordare che Gesù non era un gentile né un cristiano. Era un ebreo ellenista e la sua religione era il giudaismo radicale. Col tempo, tuttavia, la sua missione originaria venne usurpata e portata avanti da un movimento religioso che prese il suo nome per nascondere i suoi veri eredi. Quel movimento aveva il suo centro a Roma e basava la sua autoproclamata autorità sul brano di Matteo (16: 18-9), in cui Gesù diceva: ‘Tu sei Pietro, e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa’. Sfortunatamente, la parola greca petra (roccia), che si riferiva alla ‘Roccia d’Israele’, fu tradotta erroneamente con petros (pietra), riferita a Pietro che era effettivamente soprannominato Cephas, pietra, come in Giovanni 1: 42. Gesù affermava in realtà che la sua missione doveva essere fondata sulla Roccia d’Israele, non su Pietro. Incurante di ciò, il nuovo movimento decretò quindi che soltanto quelli che avevano ricevuto l’autorità tramandata direttamente da Pietro potevano essere a capo del movimento cristiano. Era un concetto ingegnoso che, come si voleva, riservava il controllo generale a una confraternita selezionata che si autopromuoveva. I discepoli gnostici di Simone Zelota [Simon Mago] la chiamavano la ‘fede degli sciocchi’”58.
Chiediamo allora, come mai una predicazione sorta in Giudea, con radici ebraiche ed ellenistiche, volta a liberare la Palestina e Gerusalemme dal giogo romano, si “trasferisce” proprio a Roma? Perché i suoi maggiori esponenti, Esseni e Nazareni (Simone, Giacomo, Maria Maddalena e Gesù), che operavano principalmente a Qumran, ove sono stati ritrovati nel 1947 i rotoli gnostici del Mar Morto, sono stati “estromessi” e perseguitati? Paolo divinizza il Gesù dei poveri per farlo diventare il Cristo dei ricchi e per stigmatizzare col peccato gli uomini e la stessa esistenza, inculcando loro la paura per la vita e per la morte: “Gesù Cristo che ha dato se stesso per i nostri peccati, per strapparci da questo mondo perverso, secondo la volontà di Dio (...)”59. Emergevano, infatti, già per volere dittatoriale di Paolo di Tarso, in modo oltremodo preoccupante, i germi di quello scollamento della Chiesa d’Amore, che il Salvatore aveva predicato, da quella futura Chiesa di Pietra, arrogante e malvagia, eppure troppo comoda e funzionale all’impero romano. Il suo vero nome era Saulo. In seguito divenne San Paolo, ebreo con cittadinanza romana, nato nella prima decade della nostra èra e morto nel 67 d. C., durante l’impero di Nerone. Il suo martirio, a Roma, è pura invenzione degli “storici” della Chiesa e fu utile per imporlo alle masse dei fedeli come una sorta di novello Cristo! Non esiste una sola prova che egli fosse giustiziato e tantomeno a Roma, ma questo fatto era troppo funzionale al sistema di potere del Cattolicesimo. Infine, il servizio segreto dell’impero romano cattolico impose la santità di Paolo per impedire che gli storici potessero investigare sulla sua vita e scoprire la sua vera identità. Ne derivò un programma politico basato sull’eugenetica della 57  Maggiori particolari in: Alessio Di Benedetto, La religione che uccide – Come la Chiesa devia il destino dell’umanità, Battaglia Terme (PD), Nexus, 2010, 13-5.
58 Cfr.: La linea di sangue del Santo Graal, trad. it. M. E. Morin, Roma, Newton Compton, 1997, 98.
59 “Lettera ai Galati”, 1, 3-4. In: La Sacra Bibbia, op. cit., 1157.
37  credenza, la fede: una metodica eliminazione delle libertà personali, dell’esegesi biblica, delle verità storiche, della logica scientifica e della ricerca che potevano smascherare gli imbrogli del Chiesanesimo, messi in atto dall’epoca di Paolo fino ad oggi. Si palesa così, in modo fin troppo evidente, la totale devianza dell’Ekklesia romana dall’insegnamento di Cristo. La conseguenza di simili atti dittatoriali è l’imbarbarimento massimo della coscienza civile, etica e religiosa d’una civiltà: l’apparato ipocrita e menzognero del cattolicesimo, nient’altro che la versione modificata dell’impero romano in chiave religiosa, secondo le strategie politiche di Paolo.
Le persecuzioni non si fecero attendere. Come sempre furono orrende. E si operò con due minacce terribili: il rogo sulla Terra e l’inferno nell’Aldilà. Si fece terra bruciata del sapere. Filosofia, matematica e scienza furono cancellate dal patrimonio sociale e culturale dell’Europa. I roghi furono il braccio armato di un’Ekklesia che, col passar del tempo, s’impossessò, con onnivora ingordigia, d’ogni tradizione non cattolica, al fine di distruggerne le tracce. Basta esaminare, con occhio scevro da qualsiasi pregiudizio fideistico, il corso storico della dottrina chiesastica, e ci si renderà ben conto che il cattolicesimo non ha nulla a che vedere neppure con la favola di Cristo.
Essa è un immane imbroglio: una religione senza spirito, una mitologia senza tradizione, un monoteismo guerrafondaio camuffato da colomba della pace! D’altronde, tali atti dittatoriali cercano di nascondere, dietro le accese diatribe teologiche, la volontà politica di una facoltosa burocrazia clericale, i cui scopi sono il potere temporale ed il razzismo cosmogonico ed antropogonico: nient’altro che il fideismo biblico ed oppressivo dell’Antico Testamento, dove un dio violento, protettore di un unico popolo, vuole distruggere le altre razze umane. Chi non crede ciecamente al Papa, sia bruciato vivo!!! Se si dà alla tolleranza valore supremo, tutto ciò che la insidia deve essere considerato un crimine, a cominciare da quelle imprese di conversione in cui la Chiesa è rimasta ineguagliata.
EMILE M. CIORAN  Come non essere scossi da un fremito di raccapriccio. Come non ricordare i 20 milioni di morti causati da quelle pretestuose crociate, promulgate durante il medioevo dalla Chiesa Vaticana? Come dimenticare i 4 milioni di donne bruciate per stregoneria? Come perdonare i roghi di libri e di liberi pensatori che hanno cercato di affrancare l’umanità occidentale dalle sconce favole cattoliche sulla supremazia del papa Romano, sulla sua infallibilità e sulle pene infernali che subiranno in eterno quelli che non si saranno sottomessi al suo assoluto potere sul pianeta Terra? Come non rammentare ciò che è avvenuto all’indomani della II Guerra Mondiale in America del Sud, dove si rifugiarono migliaia di nazifascisti di tutta l’Europa con l’aiuto economico, politico e burocratico del Vaticano. Lo scopo era che quegli spietati assassini si opponessero con ogni mezzo illegale ai movimenti di rivoluzione sociale che chiedevano ai latifondisti, amici giurati della Chiesa, soltanto i più elementari diritti umani per una popolazione ridotta a cavallo da tiro.
Rispetto alla dittatura cilena (appoggiata da Maciel e Sodano), quella argentina fu più nascosta, quasi discreta. E tuttavia più cruenta ed immediata. Sembrava che volesse evitare la propaganda dei media, e nel contempo fosse desiderosa di guadagnare tempo, fare tutto in fretta, poiché sentiva nell’aria una generale protesta in arrivo che avrebbe precluso il buon esito dell’eccidio. L’ordine del giorno fu ben espresso dal Generale Ibérico Saint Jean, governatore di Buenos Aires (1977): “Prima uccideremo tutti i sovversivi, poi uccideremo i loro collaboratori, dopo i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e alla fine i timidi”60. A cui faceva giusta eco la teologia vaticanista di Mons. Victorio Bonamín. Nella frase da costui espressa 60  Cit. in: Tony Braschi, Il libro nero del Vaticano, Roma, Edizioni Libreria Croce, 2007, 103.
38  vi erano tutta l’etica metafisica del Soglio di Pietro e la sua peculiarità (a chiacchiere) verso “il partito della vita”, da proteggere quando lo spermatozoo entra nell’ovulo, ma non quando viviamo nelle favelas e moriamo di fame a causa del binomio inscindibile del Vaticano con ogni tirannide politico-militare. Tale “partito” ha apparentemente difeso i diritti dei più deboli e la prerogativa alla sopravvivenza di chi stava per essere concepito dagli aguzzini argentini, durante le loro violenze carnali quotidiane sulle mogli di quelli che sparirono nelle acque dell’Atlantico, gettati dagli aerei militari nell’estremo tentativo, da parte della dittatura, di occultare la loro morte: “Quando c’è spargimento di sangue c’è redenzione. Per mezzo dell’Esercito argentino, Dio sta redimendo la nazione argentina”61.
Intanto, il nunzio apostolico Pio Laghi giocava a tennis col suo intimo amico il dittatore Jorge Rafael Videla, facendo finta di non vedere e non sapere, mentre schiere di prigionieri hanno riconosciuto il monsignore quando visitava colonie penali (lager), caserme clandestine e luoghi infernali della tortura “purificatrice”. Appena arrivato in Argentina il nostro “Pio” non ebbe dubbi sul da farsi e da che parte stare, quando pronunciò parole di benedizione all’indirizzo dell’esercito.
Pio Laghi benedì la Giunta Militare appena insediatasi, rivolgendosi ai suoi membri come ai sacri difensori dei “valori cristiani minacciati dall’aggressione di una ideologia rifiutata dal popolo”.
L’amicizia intima con Massera, che organizzava “i voli della morte”, rende il nunzio apostolico di Faenza (da poco passato a miglior vita nel suo inferno cattolico) complice diretto di uno dei più malvagi macellai del secolo scorso. David Yallop, scrive parole amare nella sua indagine sul collaborazionismo della chiesa cattolica in America Latina con le peggiori dittature del mondo moderno: “Praticamente nessuno dei vescovi argentini denunciò le violazioni quotidiane dei diritti umani. Molti sacerdoti accompagnavano nell’ultimo viaggio i prigionieri torturati, benedicendoli e offrendo loro gli ultimi conforti, prima che i loro corpi ammanettati fossero gettati fuori da elicotteri militari e sprofondassero nell’Atlantico meridionale”62. Molti cappellani militari collaboravano con gli aguzzini, estorcendo ai prigionieri - tramite la confessione - informazioni utili per catturare altri dissidenti (bel segreto confessionale, che i gerarchi vaticani vorrebbero tutelare, secondo la convenienza, come nel caso della pedofilia). I metodi inquisitoriali emergevano in tutta la loro atrocità medievale, allorché ai prigionieri che si lamentavano delle torture, essi rispondevano con l’invito a collaborare con i carcerieri. Nel 1982, Wojtyla “il santo” si recò in Argentina, e nei suoi discorsi non vi fu la benché minima critica o accenno ai macellai del totalitarismo, anzi il suo incontro con il generale Leopoldo Galtieri, succeduto a Videla, fu molto cordiale. La sua chiara connivenza con il regime dittatoriale sudamericano lo portò a rifiutare qualsiasi incontro con le associazioni che denunciavano la metodica negazione dei diritti umani.
D’altro canto egli diede invece - insieme con i suoi rappresentanti ekklesiastici - una copertura etica e morale ai tiranni di turno.
Le Madri di Piazza di Maggio arrivarono nel 1997 a denunciare Pio Laghi alla magistratura italiana, perché egli “collaborò attivamente con i membri sanguinari della dittatura militare e portò avanti personalmente una campagna, volta ad occultare tanto verso l’interno quanto verso l’esterno del Paese l’orrore, la morte e la distruzione. Monsignor Pio Laghi lavorò attivamente smentendo le innumerevoli denunce delle vittime del terrorismo di Stato e i rapporti di organizzazioni nazionali ed internazionali per i diritti umani”. Egli, nella sua posizione di alto comando dei ranghi ecclesiastici, promise l’impunità agli assassini, facendo nominare “cappellani militari, della polizia e delle carceri che garantissero il silenzio sulle esecuzioni, le torture e gli stupri cui assistevano.
Una quindicina di anni prima, precisamente nel 1962 – secondo il racconto di un ex legionario – gli studenti del seminario messicano di Anhaus, nel cortile del collegio universitario, rafforzavano le basi profonde di quell’ideologia razzista che guida il corrotto soglio di Pietro. Essi gridavano felici “Heil Christus” alzando la mano destra, mentre serravano le file nell’adunata del mattino in 61  Cit. in: Monica Petri, Il Silenzio di Dio – Chiesa Cattolica e dittature in America Latina, www.facciamobreccia.org, Verona 18.10.2006.
62 David A. Yallop, Habemus Papam, op. cit., 301.
39  una delle università più eleganti e aristocratiche del Messico con “studi televisivi e postazioni radio uniche nel paese”. Insomma Cristo e Hitler nella loro mente plagiata erano la stessa persona, e le armate dei Legionari dovevano comportarsi come la Wehrmacht o le SS contro i bolscevichi e la rivoluzione russa. Come non sentire brividi di orrore, ripensando al delirio degli anni di Hitler e del suo Papa Pio XII, quando di comune accordo decidevano l’invasione della Polonia63. Ma ai Legionari serviva una tale “forma mentis” per essere più oltranzisti dei nazifascisti e per contendere all’Opus Dei spagnola il primato della formazione reazionaria dei leader più assassini di estrema destra. I seminaristi degli istituti superiori (43), università (15) e dei 175 collegi gestiti dai Legionari seguivano una forma drastica di disciplina militare, che prevedeva addirittura l’astensione dai contatti fisici e che doveva assolutamente evitare le visite di amici e parenti.
Insomma, dopo questi accenni alle perenni collusioni della Chiesa cattolica con le dittature più malvagie della storia dell’umanità, come si può prevedere che il “dopo-Maciel” sia così diverso da prima? Se ricordo bene fu proprio Papa Paolo VI (1963-78) a concedere il Decretum Laudis ai Legionari di Cristo nel 1965. Questi ultimi divennero così una congregazione di diritto pontificio64, dopodiché si diffusero con le loro numerose ramificazioni in Messico, Spagna, Argentina, Cile, Colombia, Brasile, Venezuela, Stati Uniti, Irlanda, Austria, Canada, Italia e Svizzera. Nel 1983 arrivò anche il Decreto di Lode di Wojtyla che approvava così le modifiche alle costituzioni dei Legionari di Cristo.
63  Alessio Di Benedetto, La religione che uccide – Come la Chiesa devia il destino dell’umanità, Battaglia Terme (PD), Nexus, 2010, 214-5.
64 G. B. Montini (SS. Paolo VI), Decretum Laudis, Ed. Vaticana, 1965. In: http://it.wikipedia.org/wiki/Marcial_Maciel_Degollado  40  I FACCENDIERI DI SUA SANTITÀ Il cristiano scambia il Cristianesimo per qualcosa che non fu mai: per l’insegnamento di Gesù.
KARLHEINZ DESCHNER  Dopo gli eventi disdicevoli che hanno accompagnato la vita del delinquente psicopatico Maciel Degollado, una sorta di maledizione è piovuta su chiunque abbia avuto a che fare con i Legionari di Cristo, quasi come se il malefizio di un individuo abbia pervaso l’intera curia romana. E pensare che il sogno del fondatore era quello di diventare subito santo, come il suo degno compare Giovanni Paolo II. Eppure il sacro insegnamento pedofilo di Maciel è stato fedelmente seguito perlomeno da una decina di altri suoi confratelli. Chissà che anche le sue relazioni con due donne, che gli hanno dato 5 figli, non abbiano avuto proseliti: nella Chiesa di Roma i peggiori esempi mietono continuamente seguaci. L’ipocrisia più grande consiste nell’affermazione che l’attuale dirigenza della Legione ignorasse ogni cosa sulle tresche e sugli intrallazzi finanziari di Nuestro Padre, illegali dal punto di vista civile, figuriamoci nell’ottica dell’etica cattolica, tanto sbandierata a parole, ma che nei fatti è sempre stata il contrario della carità e dell’umiltà. In questo mondo di traffici illeciti, costituito da soldi e sesso, si è trovato ad operare il faccendiere di sua santità Wojtyla, Angelo Balducci, divenuto Gentiluomo del Papa con una nota dell’allora segretario di Stato vaticano, il card. Angelo Sodano65. Molti di questi fatti sono emersi da un’indagine che il pubblico ministero Henry John Woodcock stava svolgendo su un’inspiegabile e intricata compravendita immobiliare a Potenza, nella quale erano implicati alcuni servizi segreti e certi massoni internazionali. Essa condusse per vie traverse al conto corrente di Balducci presso lo IOR (Banca Vaticana). Intermediario della faccenda era mons. Franco Camaldo, cerimoniere del Papa e beneficiario – secondo l’accusa – di un pagamento di 380 mila euri per l’acquisto di una nuova sede massonica.
Il Vaticano è implicato in tutta la faccenda, poiché molte delle sue proprietà sono state ristrutturate a spese dei Grandi Eventi del G8, ossia con soldi pubblici di una repubblica laica, soldi derivanti dalle tasse applicate ai cittadini della nostra nazione, ma usati per la sistemazione degli immobili di uno stato straniero. Fuor di metafora, il centro di Roma è nelle mani del Vaticano: vaste proprietà immobiliari che fanno capo sia alla Congregazione di Propaganda Fide sia all’Apsa, o Amministrazione del patrimonio della Santa Sede Apostolica.
Gli investigatori scoprono che Balducci possiede almeno 17 case, tra cui una bellissima sull’Appia Antica. La testimonianza di Patrizio Cuccioletta, ora Magistrato delle acque a Venezia ma - prima - funzionario del ministero dei Lavori Pubblici, spiega: «Girava voce che fosse una casa del Vaticano, di sacerdoti di non so quale organizzazione, forse i Legionari di Cristo. Balducci si vantava delle sue conoscenze in Vaticano e mi parlò di godere di un “affitto a vita eterna”»66. La forza economica della Congregazione deriva da generose donazioni di “semplici amici” o di appartenenti alla struttura laicale Regnum Christi, come Gianpiero Fiorani o l’ex governatore Antonio Fazio, per fare solo alcuni esempi italiani. Fiorani, già cronista de L’Avvenire ed ex amministratore delegato dell’allora Banca Popolare di Lodi, ha detto in aula, durante il processo al 65  Una dignità che viene attribuita – recita l’Annuario Pontificio – “a persone che si distinguono per prestigio personale e che hanno acquisito particolari benemerenze verso la Santa Sede”. In: lastampa.it, 3.3.2010: http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/201003articoli/52783girata.asp 66 M. Ponte e F. Viviano, “Camerieri, cene di lusso e ragazze tutti i favori per Balducci & Co”, larepubblica.it, Il retroscena, 13.6.2010. Cfr.: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/13/news/camerieri_cene_di_lusso_e_ragazze_tutti_i_favori_per_balducci_co -4799828/  41  tribunale di Milano sulla mancata scalata ad Antonveneta: (Adnkronos) – “Quando il governatore (Antonio Fazio, ndr) mi chiedeva di finanziare i Legionari di Cristo piuttosto che altre associazioni religiose queste cifre non venivano fatturate ma io provvedevo personalmente e il governatore non mi ha mai chiesto da dove prendessi i soldi”67. Insomma Fiorani sottraeva quattrini ai correntisti della sua Banca per darli in “beneficienza”.
Altri conti esteri erano intestati a un prete prestanome, un certo don Evaldo Biasini. Eventuali collusioni derivano dagli intrecci finora nominati e movimenti di denaro su conti stranieri dell’allora coordinatore del PDL Denis Verdini, il cui nome sbuca dalle rogatorie68 che il nostro paese ha inviato in Lussemburgo. Miliardi di euri intascati dalla cricca e poi reinvestiti su conti correnti segreti nei paradisi fiscali. Proprio simile accondiscendenza nei confronti delle gerarchie vaticane costò la vita a Roberto Calvi. Il copione sembra ancora una volta lo stesso, con la differenza che alla perfezione trinitaria di allora Calvi, Sindona, Marcinkus, ora si sono sostituiti Bertolaso, Balducci, Franco Camaldo, sempre legati, rispettivamente, alla politica, mafia e Vaticano69. Come annota Maurizio Blondet, di fronte a tanto scempio: «Bisognerebbe ripensare il sistema. Senza cedere al moralismo, analizzarlo a fondo per riformarlo poi con la decisione e la durezza necessaria. Ma come fare? Manca disperatamente in Italia il livello intellettuale necessario per un vasto, doloroso, sincero dibattito pubblico sulla questione. Questo forse è il problema fondamentale. L’insufficienza morale dei “cattolici” del quartierino, del “cattolico” Fazio e di quelli non ancora scoperti deriva, in fondo, da una più grave insufficienza: quella culturale. I furbetti vengono da provincie dove l’intelletto non è mai stato promosso, e restano provinciali nel midollo, Fazio il ciociaro, Fiorani il lodigiano»70.
Già nel 1999 Angelo Balducci era stato incaricato dall’On. Francesco Rutelli di sovraintendere all’ultimazione degli impianti del “Giubileo 2000”. Il 26 gennaio 2006, il faccendiere era stato nominato Commissario Straordinario per la realizzazione delle infrastrutture, finalizzate ai mondiali di nuoto “Roma 2009”. Il 10 febbraio 2010 è stato raggiunto da un ordine di custodia cautelare insieme con Guido Bertolaso per le indagini sugli appalti del G8 alla Maddalena. Il mese successivo emerge da alcune intercettazioni telefoniche che l’intrallazzatore del Papa è coinvolto in un giro di prostituzione Gay. Seguendo il destino di Maciel, Balducci (soprannominato don Bancomat) è stato indagato oltre che per infrazione alle leggi valutarie, anche per un giro di ragazzi seminaristi per il gentiluomo del Papa, al centro della cricca che spartiva gli appalti per conto di Berlusconi, Letta e Bertolaso.
Gli intermediari per gli appetiti sessuali dell’ingegnere (giovani e ragazzi seminaristi) sono un religioso nigeriano, di nome Chinedu Thomas Ehiena, che prepara il coro di San Pietro a Roma e Lorenzo Renzi. Il corista avrebbe procurato a Balducci ragazzi da sfruttare sessualmente tra l’Aprile 2008 e il Gennaio 2010. È lui che lo informa delle caratteristiche somatiche dei prostituti, seminaristi o immigrati in cerca di permesso di soggiorno: razza, colore occhi, capelli, peso, altezza, misura e attitudine sessuale. Ciononostante, il nostro “faccendiere celeste” il 13 luglio successivo ottiene – stranamente – gli arresti domiciliari71. I due procacciatori Ehiena e Renzi non usano mezzi 67  Adnkronos, 24.3.2010. In: http://www.adnkronos.com/Archivio/AdnAgenzia/2010/03/24/Cronaca/Giudiziaria/CasoAntonveneta-Fiorani-in-aula-per-Fazio-finanziavo-enti-religiosi_112151.php 68 Nel diritto processuale civile, consiste nella richiesta di un giudice di compiere indagini fuori dalla sua giurisdizione al fine di acquisire prove. La rogatoria internazionale è regolata invece dalle norme del diritto internazionale. La decisione se trasmettere o meno la rogatoria al paese estero è di solito di competenza del governo, e ha quindi in parte natura politica e diplomatica.
69 Cfr.: Roberta Lemma, Dopo il “Banchiere di Dio” arriva “Don Bancomat”. Angelo Balducci.
http://www.reportonline.it/ (20.5.2010). In: http://lalternativaisaia.blogspot.it/2010/05/dopo-il-banchiere-di-dio-arrivadon.html 70 Maurizio Blondet, “Fazio e Fiorani i ‘cattolici’, altri furbetti e il vero Vangelo di cui sono seguaci”, in: http://www.effedieffe.com; oppure: http://www.virusilgiornaleonline.com/rubricadol_61.htm 71 “Inchiesta G8, Balducci si dimette”, Corriere della Sera, 25 febbraio 2010. In: http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_25/inchiesta-G8-balducci-dimissioni_a86b1b52-2217-11df-819500144f02aabe.shtml  42  termini nel cercare di piazzare i giovanotti ad Angelo Balducci: “È alto 2 metri, per 97 chili, 33 anni completamente attivo” e ancora “ho una situazione cubana”, “ho uno dell’Abruzzo”, “ho il ballerino della RAI”, “ho due neri”, “ho un tedesco appena arrivato dalla Germania”. “Ho una situazione da Napoli... non so come dirti, una cosa veramente da non perdere... quasi 32 anni, si parla di un’altezza di 1.93 per 92 chili, gran bel ragazzo”, “uno un po’ più alto di me, palestrato, bel tipo, completamente attivo, moro, capelli corti, è un’ottima soluzione se no non avrei insistito”; “vuoi stare con il norvegese o anche con Richard? Che mi ha detto che può anche andare via, mi ha detto... se non lo vuoi”. Impossibile resistere a tanto ben di dio! Pure le prestazioni portentose sono remunerate con tariffe altissime. Secondo un’intercettazione, Renzi avrebbe detto a uno dei ragazzi “Ti pigli pure 2000 euro: tiri fuori la minchia, ti cali il Viagra”72. Del resto sembra che Balducci non sia l’unico cliente in Vaticano. È ben strano come la poco edificante Chiesa di Roma, che mal sopporta l’omosessualità, la conceda poi a piene mani sotto forma di prostituzione ai suoi seguaci fedelissimi: alti prelati e circoli gay nella Santa Sede come nei bordelli rinascimentali di Papa Borgia e Leone X. Forse si sono ispirati alla storia di padre Marcial Maciel, morto cinque anni fa, il quale viveva tre vite: prete, abusatore di minori, e padre di diversi figli, anche in seguito a violenze carnali. Sono questi i fatti reali con i quali la Curia papale deve fare i conti. E come dimenticare la vicenda delle religiose che, arrivate a Roma da un Paese del sud del mondo, erano state violentate? Sul fronte finanziario, sono stati scoperti ben 1.143 rapporti bancari, dei quali 263 conducono a Balducci, Anemone e ai loro amichetti di merenda e parenti73. Nel frattempo dal Lussemburgo arrivano delle risposte poco rassicuranti che dicono: Balducci e Rinaldi hanno chiuso due conti, in fretta e furia presso L’Unicredit Luxembourg. E questo è stato possibile grazie allo scudo fiscale e alle leggi mafiose di Berlusklaun. Restano ancora aperti due depositi per un valore di 5 milioni di euri. Quanti conti correnti svizzeri hanno permesso alla cricca la navigazione tranquilla di un fiume di soldi sottratto illegalmente alle casse dello Stato, contro le leggi dell’antiriciclaggio di denaro sporco. Amministratori di nuovo indagati per truffa ed evasione fiscale, sempre perdonati dai governi corrotti, che guidano lo stato Italo-Pontificio: appropriazione indebita di finanziamenti pubblici ad un sistema clientelare, pericolosamente legato a sette segrete che ci stanno portando allo sfacelo finanziario.
Pure oggi, come allora, la Banca d’Italia fornisce risposte ambigue ai PM che stanno investigando sulle attività illecite degli indagati, forse per dargli il tempo di inquinare le prove?! Ben 15 sono state le rogatorie per il Lussemburgo, la Svizzera, il Belgio, la Francia, San Marino, e persino la Tunisia, se dobbiamo prestare fede alle affermazioni dell’ex autista di Balducci, Laid Ben Hidri Fathi, ossia che la consorteria avrebbe investito nel Nord Africa fiumi di denaro pubblico. Lo stesso IOR sta opponendo delle riserve legali insormontabili e pretestuose per evitare di rispondere alle interrogazioni dei PM Sergio Sottani e Alessia Tavernesi, soprattutto in merito all’appartenenza di Balducci ai Legionari di Cristo, appartenenza che - come nel passato caso della P2 e dell’Opus Dei - fatica a venire a galla. Del resto le analogie tra simili sette segrete, che gli stati democratici con esse colluse continuano a tollerare, sono spaventosamente reali sia negli statuti, sia nella pratica comportamentale, fiscale, ideologica: Compagnia delle Opere, Comunione e Liberazione, Legionari di Cristo, Opus Dei ... Le loro finalità, presentate come programma politico-ideologico, sono pericolosamente orientate verso un’occupazione della società nei suoi punti chiave con gli esponenti di tali sette fondamentaliste. Un vero e proprio golpe indolore e inavvertibile si sta realizzando alle nostre spalle, mentre le autorità statali e i mezzi di comunicazione di massa, perlopiù collusi e genuflessi, guardano altrove per dissimulare i loro accordi fraudolenti con i nuovi Legionari 72  Carlo Bonini, “Balducci – Nuova ipotesi di reato, spunta l’ombra della prostituzione gay”, in: larepubblica.it, 3.3.2010. In: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/03/03/news/balducci_prostituzione_gay-2486728/; oppure in: http://www.omphalospg.it/forum.html?func=view&catid=21&id=2034 73 “La lista Anemone: Tremano i palazzi della politica”, in: http://www.quotidianodipuglia.it/stampa_articolo.php?idapp=29147  43  Romani che si sono imbottiti la testa con pericolose strategie, volte a conquistare il mondo intero, come San Palo, “il figlio del pretoriano”. Leggiamo alcuni punti del loro programma occultamente golpista: -  -  -  selezionare elite di leader nei vari settori della società, specialmente nelle classi lavoratrici, tra gli intellettuali, gli imprenditori e le varie professioni e addestrarli a un’azione da persona a persona per permeare in profondità la vita della società con lo spirito cristiano; diffondere il tesoro della dottrina cattolica e renderla sempre accessibile a tutti attraverso scuole della fede che addestrino catechisti ed attraverso la fondazione di case editrici dedicate alla ricerca religiosa e all’evangelizzazione; generare apostolati per impregnare i media di spirito cristiano, dando loro primaria importanza come strumenti di apostolato e usandoli al massimo delle possibilità74 ...  La Banca Vaticana, lo IOR, uno scrigno di nove metri di dura pietra, custodito dalle guardie svizzere, è impenetrabile a qualsiasi indagine giudiziaria, poiché lascia cadere ogni accusa nel fossato della sua segretezza religiosa. Perciò ogni tipo di riciclaggio è assicurato nei suoi meandri.
Persino le rogatorie dello stato italiano per fatti gravissimi di evasione fiscale e riciclaggio di denaro sporco di mafia e camorra si infrangono nella diga del Concordato con una Città fascista, il Vaticano: ogni autorizzazione a procedere della repubblica italiana deve essere approvata da un governo sempre sottoposto allo Stato Pontificio, senza alcuna possibilità democratica di decidere sul modo di procedere per risolvere i problemi di una crisi che ci sta strangolando. Come ripeteva Papa Wojtyla “La Chiesa cattolica non è una democrazia”75, ma spaventa ancor più il fatto che con simile ideologia i vescovi abbiano occupato lo Stato italiano e decidano per noi in tutti i campi della vita personale, civile e repubblicana! I gerarchi dell’Ekklesia, seguendo le mire politiche del pretoriano-giudeo-cattolico Paolo di Tarso, vogliono conquistare il mondo intero ed il potere di vita e di morte su chiunque.
Ebbene, si diceva che Angelo Sodano fa ritorno dal Cile a Roma nel 1989. In quel tempo si preparava a diventare segretario di Stato, perciò prende lezioni d’inglese presso un centro della Legione a Dublino. In seguito si gode una lunga vacanza in una villa della Congregazione nel Sud dell’Italia. Nelle cene e nei banchetti è ospite d’onore. Glenn Favreau, avvocato di Washington DC, ed ex Legionario a Roma, ha dichiarato: “Sodano è intervenuto presso i funzionari italiani per ottenere delle variazioni al piano regolatore, al fine di costruire l’università”76 legionaria Regina Apostolorum su un altopiano boscoso della parte occidentale di Roma. Maciel in quella occasione ha assunto il nipote di Sodano, Andrea, come consulente. I legionari, dopo aver visionato il progetto, si lamentarono ben presto per le gravi inefficienze e i ritardi dell’ingegnere Sodano, al quale non volevano pagare le fatture. Al che Maciel urlò: “Pagatelo, pagatelo comunque”77. E così è stato.
Nel 2008 la stampa internazionale si occupa di un rampante uomo d’affari italiano, Raffaello Follieri, incriminato a New York per frode e riciclaggio di denaro sporco, a carico della sua impresa che acquistava le proprietà ecclesiastiche dismesse e poi le rivendeva. Negli States c’è il problema delle diocesi cattoliche da vendere per fare cassa e risarcire le vittime dei preti pedofili, Così Follieri acquista seminari, scuole, conventi, canoniche - e li trasforma in edifici di pregio. Le operazioni commerciali di Follieri furono però piuttosto azzardate. La sicurezza per lui era rappresentata dal vice presidente del gruppo Andrea Sodano, presentato nel sito della compagnia 74  Wikipedia, “Legionari di Cristo”, in: http://it.wikipedia.org/wiki/Legionari_di_Cristo Frase pronunciata da Papa Giovanni Paolo II, durante la sua visita negli USA del 1987. Cfr. David Yallop, Habemus Papam - Il potere e la gloria: dalla morte di Papa Luciani all’ascesa di Ratzinger, San Lazzaro di Savena (BO), Nuovi Mondi Media, 2006, 339.
76 Jason Berry, “How Fr. Maciel built his empire”, National Chatolic Reporter, Apr. 12, 2010. In: http://ncronline.org/news/accountability/how-fr-maciel-built-his-empire 77 Cfr.: Ibidem.
75  44  come «un ingegnere edile con oltre 25 anni di esperienza» e «stretti rapporti con la Chiesa cattolica», ma anche con il papà di Raffaello, Pasquale Follieri: “L’ingegner Sodano ha collaborato con mio padre nelle attività della Federazione dei consorzi industriali. Poi nel 2002 il rapporto è proseguito con la EFFE”78.
Quasi imitando il canto di crociata medievale Raffaello diceva spesso “Zio lo vuole”, laddove gli atti giudiziari indicano come “The Uncle”, il cardinale Angelo Sodano, l’allora segretario di Stato del Vaticano, nonché nunzio apostolico dell’epoca Wojtyla. Lo stesso cardinale aveva fornito – se così possiamo dire – una sorta d’imprimatur religioso, partecipando nel 2004 alla festa di inaugurazione della compagnia a New York. Raffaello non ha dubbi: mattoni, fede, affari, una trinità, dove il sacro si trasfigura in lucro. Gianluca Di Feo scrive: «“Sino a oggi abbiamo firmato contratti con le istituzioni ecclesiastiche per 150 milioni di dollari e abbiamo trattative in fase molto avanzata per altri cento milioni”. Le prime caselle di questo monopolio dove santità e business si mescolano sono state occupate a Philadelphia: l’ex parrocchia della Trasfigurazione, poi quella di San Clemente. Altri due passi avanti nella diocesi di Chicago e una nei sobborghi di Atlantic City: al posto dei seminari, che da anni non vedono novizi, si progettano abitazioni per i dipendenti dei casinò, dove c’erano canoniche, si pensa a condomini di lusso. E così via, seguendo la mappa della crisi del cattolicesimo USA (...)»79.E continua: «Nel fare lobby con le diocesi i Follieri non hanno sbagliato un colpo. Sono sempre ai tavoli giusti. A novembre 2005 c’è la cena per raccogliere fondi destinati alla missione vaticana all’ONU. Pasquale [padre di Raffaello] siede con il cardinale Renato Martino, ministro degli esteri della Santa Sede; con il vescovo Gabriel Montalvo, ambasciatore del Vaticano negli USA; con il vescovo Celestino Migliore, osservatore permanente della Santa Sede nel palazzo di Vetro, e con Jean Pierre Mazery, cancelliere dell’Ordine di Malta.
Pochi giorni dopo Raffaello è a Washington alla conferenza dei vescovi USA».
L’azienda, dal canto suo, nel marzo 2006 sfrutta la situazione e strombazza ai quattro venti il suo “profondo impegno per la chiesa cattolica e il suo rapporto di lunga data con i membri dell’alta gerarchia vaticana”80. Lo stesso Follieri inizia a vantarsi con i suoi potenziali investitori di essere un direttore finanziario della Santa Sede. In seguito, tramite l’entourage Clinton, il Follieri Group si assicura un valido appoggio dalla compagnia di sviluppo Yucaipa del miliardario californiano Ron Burkle. A quel punto Raffaello esibisce una lettera firmata da Giovanni Paolo II, nella quale è nominato rappresentante del Vaticano sul mercato immobiliare statunitense. Burkle abbocca e costituisce una società con Follieri, mettendo a disposizione delle transazioni finanziarie della joint venture 50 milioni di dollari. Una cifra da capogiro che fa folleggiare Follieri, il quale spende e spande con amici e parenti.
Come scrive Claudio Gatti: L’incontro con Burkle avvenne nella primavera del 2005.
«Rappresentanti di Yucaipa e del Gruppo Follieri discussero la possibilità di creare una joint venture per l’acquisto di proprietà immobiliari di istituti religiosi, sviluppare tali proprietà e poi rivenderle facendo un profitto», si legge nella citazione della causa civile intentata da Yucaipa nel maggio 2007. «Yucaipa avrebbe investito circa 105 milioni di dollari - fino a cinque milioni per finanziare i costi operativi e 100 nell’acquisto di proprietà... il 15 giugno 2005 fu firmato l’accordo e creata una società comune». La joint venture contava sui contatti di Follieri in Vaticano per comprare i migliori beni immobiliari della Chiesa Usa. «Il gruppo Follieri si vantava di avere importanti e influenti contatti in Vaticano», si legge nel testo della citazione»81. Di comune accordo i soci acquistavano gli immobili, mentre la compagnia italiana inviava pagamenti tramite bonifici bancari all’ufficio di Andrea Sodano.
78  Gianluca Di Feo, “Mistero tutto case e Chiesa”, L’Espresso n° 23, 15.6.2006. In: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/71881 79 Gianluca Di Feo, “Mistero tutto case e Chiesa”, ibidem.
80 Jason Berry, “How Fr. Maciel built his empire”, National Chatolic Reporter, Apr. 12, 2010. In: http://ncronline.org/news/accountability/how-fr-maciel-built-his-empire 81 Claudio Gatti, “Follieri, il faccendiere italiano che rischia di mettere in crisi i Clinton”, Il Sole24ore, 26,9.2007, http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Esteri/2007/09/follieri-clinton_3.shtml  45  Nel 2006 Follieri ospita dei dignitari della curia romana e li alloggia negli appartamenti più belli dell’Olympic Tower sulla quinta strada, pagando ogni mese 37 mila dollari d’affitto. In precedenza, al posto di quel grattacielo vi era un orfanotrofio cattolico. Il sogno di trasformare vecchie sedi vaticane in palazzi a 5 stelle si stava realizzando. Ma poi arrivano altre spese folli: un ufficio a Roma: 430 mila dollari; una consulenza dell’ingegner Sodano per ottenere il nulla osta del Vaticano: 800 mila. Senza informare gli investitori, per avere il beneplacito del Vaticano, stacca parecchi assegni a favore dei monsignori. Giovanni Carrù, sottosegretario della Congregazione per il clero, è l’ultimo beneficiario delle “donazioni”, pochi giorni prima dell’arresto di Follieri: “Sì, ho bonificato soldi dai conti della joint venture alla Banca Vaticana per promuovere le mie relazioni con la Santa Sede”, confessa all’FBI. I legami con la chiesa cattolica erano reali e favoriti dai dollari della California. Eppure, dai documenti ottenuti dall’FBI risulta che Follieri retrodatava le fatture per giustificare una raffica di pagamenti protrattisi per due mesi nel 2005, pagamenti che l’imprenditore aveva già ottenuto dai suoi investitori. Nelle riunioni settimanali con la compagnia Burkle, Follieri richiese più fondi per pagare il vice presidente del suo gruppo in Italia, Sodano, rimarcando che il Vaticano voleva perizie e resoconti ingegneristici e progettuali per dare l’approvazione alle vendite riguardanti le proprietà della Chiesa. A tal fine Yucaipa pagò gli 800.000 dollari, mentre Follieri mostrava delle fatture retrodatate come documenti di avvenuto pagamento, fatte apposta per Andrea Sodano. Come abbiamo già costatato, Mons. Angelo Sodano aveva dato il suo consenso al gruppo Follieri al momento del lancio della società, ma da quando l’FBI aveva iniziato a indagare sulle compravendite poco pulite della holding italiana, si era tirato indietro, come sempre fanno i vicari di Cristo con i loro famosi voltafaccia millenari. L’8 marzo 2006 - infatti - il Cardinale Sodano spedisce una lettera di protesta a Follieri, nella quale si sostiene fra l’altro: «Ritengo mio dovere dirvi quanto sia turbato, nel sentire che la vostra società continua a presentarsi come legata “al Vaticano”, derivante dal fatto che mio nipote, Andrea, si sia accordato con voi in qualche occasione nel fornirvi servizi di consulenza professionale. Non so come questo penoso malinteso sia potuto accadere, ma ora è necessario evitare confusione in futuro. Faccio, quindi, appello alla vostra sensibilità di stare attento per quanto riguarda questo argomento. Di conseguenza informerò mio nipote Andrea, così come chiunque altro mi abbia chiesto informazioni riguardanti la vostra azienda. Colgo l’occasione per inviarvi i miei saluti»82.
Sodano, però, non rende pubblica la lettera, che sarà trovata nella cassaforte di Follieri. Perché il numero due del Vaticano non denuncia pubblicamente il socio di suo nipote? Arriviamo così al 1617 novembre 2006: Follieri fa un bonifico al Vaticano di 400 mila dollari.
Quattro mesi dopo la lettera del cardinale, Raffaello e Andrea Sodano hanno preso un aereo alla volta dell’America Latina, un tour che gli investitori finanziano con 105 mila dollari. Follieri staccò allora per due arcivescovi due assegni di 25.000 e 85.000 dollari. Il primo all’alto prelato di San Salvador di Bahia, Geraldo Agnelo, primate della chiesa brasiliana. Il secondo per il cardinale di Rio, Eusebio Scheid. I due scrivono panegirici in sostegno di Follieri, presentandolo come un uomo pio83. Sembra che “I destinatari di queste donazioni non sapevano che Follieri avesse sottratto con l’inganno quei soldi”, così si legge su un memorandum di condanna dell’FBI sul caso Follieri. Nella primavera del 2007, Burkle ha voluto vedere i resoconti tecnici e finanziari. Follieri ha tenuto sveglia la sua segretaria tutta la notte per scrivere le relazioni, che avevano effetto retroattivo e che aveva scaricato sugli azionisti di Burkle. “I resoconti erano in italiano”, spiega l’agente dell’FBI Theodore Cacioppi. “Ognuno era lungo dalle 2 alle 5 pagine. Nessuno conteneva degli schemi o dei disegni tecnici, diagrammi, o qualsiasi cosa avesse attinenza con l’ingegneria”. Le relazioni “erano quasi prive di valore, non riguardavano eventuali opere di costruzione, e certamente non avevano un valore commerciale superiore a 800.000 dollari”. La Burkle-Yucaipo fece causa a Follieri per 1,3 82  Jason Berry, “How Fr. Maciel built his empire”, National Chatolic Reporter, Apr. 12, 2010. In: http://ncronline.org/news/accountability/how-fr-maciel-built-his-empire 83 Cfr.: Gianluca Di Feo, “Mister truffa”, L’Espresso, 30.10.2008, http://espresso.repubblica.it/dettaglio/mistertruffa/2046903//2  46  milioni di dollari, che l’imprenditore italiano si era affrettato a rimborsare, ma era troppo tardi.
Dopo l’incriminazione, Follieri si dichiarò colpevole di 14 imputazioni come frode, riciclaggio di denaro sporco, associazione per delinquere. Ha scontato 54 mesi di carcere in una prigione federale ed è stato rilasciato il 25 maggio 201284.
“Crediamo che lo Studio Sodano [denominazione sociale Andrea] abbia preso del denaro guadagnato in modo fraudolento”, ha dichiarato Cacioppi, ma nel contempo “abbiamo tenuto presente che queste persone, che hanno cospirato insieme, non siano coimputabili”85. NON VI PARE STRANA QUESTA AFFERMAZIONE E IN CONTRADDIZIONE CON L’OPERATO DELL’FBI? Andrea Sodano era tornato sano e salvo in Italia al momento dell’arresto di Follieri. Il documento di governo che lo accusa di ricevere pagamenti dice anche che lo stesso Vaticano ha ricevuto “donazioni” derivanti dalla truffa Follieri, un’affermazione che pone un interrogativo sulla capacità di giudizio del cardinale Sodano stesso. Ma come si può confidare in un truffatore come Follieri? E TUTTAVIA LA DOMANDA È UN’ALTRA: COME SI PUÒ AVERE FIDUCIA NEI GERARCHI DELLA CURIA VATICANA?  84  L'imprenditore italiano ex fidanzato della stella di Hollywood Anne Hathaway, è uscito dal carcere federale di Loretto, in Pennsylvania, per essere trasferito in Italia. Follieri, originario di Foggia (è nato a San Giovanni Rotondo), dal Sud Italia è riuscito a diventare un imprenditore di successo negli Stati Uniti, fino al suo arresto.
85 Jason Berry, “How Fr. Maciel built his empire”, National Chatolic Reporter, Apr. 12, 2010. In: http://ncronline.org/news/accountability/how-fr-maciel-built-his-empire  47  RATZINGER DENUNCIATO PER CRIMINI CONTRO L’UMANITÀ ... si definiscono cristiani, e sotto il loro vello di pecore sono lupi rapaci.
JOHANN W. VON GOETHE “Se si leggono le leggende dei santi, si trovano i nomi di mille criminali canonizzati”.
E quasi tutti del ceto elevato! Ma proprio per questo, il concetto di santità che la gente ha in mente va estirpato come un cancro.
HELVÉTIUS-DESCHNER  Il 14 febbraio 2011, due avvocati tedeschi Dr. Gert-Joachim Hetzel e il suo collega Dr. Christian Sailer hanno depositato all’Aia una denuncia penale all’attenzione del procuratore capo Dr. Luis Moreno Ocampo, presso la Corte Penale Internazionale (CIP), contro Joseph Ratzinger per crimini contro l’umanità, in base all’art. 7 dello Statuto della CIP. Il loro rapporto è di una logica consequenziale che dovrebbe svegliare tutte le autorità mondiali per un’azione congiunta contro gli abusi di potere, i plagi mentali e le plurisecolari immunità di cui godono gli uomini in gonnella.
Riflettiamo e diamo delle risposte, liberi da qualsiasi fideismo ideologico: se una setta fanatica e coercitiva coprisse a livello mondiale gli stupri sui minori, si avvierebbero processi penali contro di essa? E se tale setta coercitiva proibisse l’uso del preservativo, facilitando il contagio da HIV-Aids e provocando milioni di morti? E se il loro “capo mafia” ordinasse di proteggere i responsabili e di sottrarre gli imputati ai procedimenti penali, “si perseguirebbero legalmente sia una tale organizzazione criminale, sia la sua guida?”86. E che differenza c’è se un tale ordine non proviene da un capo cosca ma da un infallibile criminale? Oppure, l’abitudine ad un clero pedofilo da almeno 1500 anni, cancella i delitti più abietti che sono stati commessi? Crediamo proprio di no, anche perché oggi sussiste una legislazione al riguardo, volutamente tenuta nascosta dalle autorità italo-vaticane, il che farebbe pensare altresì a una denuncia immediata contro i poteri nazionali collusi con lo Stato della Chiesa, riconosciuto come tale dal fascista Benito Mussolini nel 1929 e dai suoi seguaci Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Ebbene, dal 1° luglio 2002, l’Italia ha firmato il cosiddetto Trattato di Roma, ossia lo Statuto della Corte Penale Internazionale, in base al quale si impegna a perseguire i crimini commessi contro l’umanità. Tre sono i capi di accusa a carico di Ratzinger come ex cardinale e attuale Papa, stilati dagli avvocati Sailer e Hetzel: 1) il mantenimento e la guida di un regime totalitario di coercizione che sottomette i propri membri con minacce terrificanti e che costituiscono un rischio per la salute; 2) il mantenimento del divieto letale di fare uso di profilattici anche nel caso in cui sussista il rischio di contagio con il virus HIV/Aids; 3) l’istituzione e il mantenimento di un sistema mondiale mirante a mettere a tacere e trattare con misure di favore i crimini di natura sessuale commessi da sacerdoti cattolici, cosa che agevola il continuo ripetersi di questi reati.
Essi scrivono: «Se un nuovo gruppo religioso costringesse i propri membri, con una forte pressione psichica, a inserire i figli appena nati nel gruppo stesso, e in seguito a finanziarlo per 86  Gert-Joachim Hetzel e Christian Sailer, Il Caso del Papa, Ochsenfurt, Konrad Triltsch GmbH, 2011, 12.
48  tutta la vita e a orientarsi per ogni decisione sulle direttive del gruppo, esso verrebbe definito una “setta”»87. E lo stato interverrebbe? Senza dubbio, diciamo noi. Si potrebbe a tal proposito ipotizzare, contro i capi della setta, l’accusa di costrizione e coercizione “tanto più se il gruppo non tollerasse che alcun membro abbandonasse il gruppo e cercasse di impedirlo sotto la minaccia delle più severe punizioni, provocando così in molti dei membri appartenenti a tale gruppo gravi danni a livello psichico e limitando la loro libertà di sviluppo”.
1) Il primo punto si riferisce all’obbligo del battesimo come si esprime il can. 96 del Codice di diritto Canonico (CIC). In conformità a tale obbligo, i neonati sono liberati dalla macchia infame del supposto peccato originario. Questa incorporazione nella Chiesa di Roma è irrevocabile.
Addirittura, un simile atto implica sia l’alienazione del proprio essere sia una sottomissione totale ai capi della Setta. Nel Catechismo, n° 1269, si afferma esplicitamente: “... che il battezzato non appartiene più a se stesso, ma a colui che è morto e resuscitato per noi (ossia alla Chiesa)”. E che “non può diventare partecipe della vita eterna alcuno che sia fuori della chiesa cattolica, quindi non solo i pagani, ma neppure i Giudei o gli eretici o gli scismatici, ma andranno nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per gli angeli suoi...”. Chiunque non sia sottoposto alla Chiesa cattolica, pertanto, “sia scomunicato e dannato”. L’art. 7, par. 1, lett. K dello Statuto del Codice Penale Internazionale recita: Crimini contro l’Umanità sono, oltre all’omicidio, sterminio, tortura, ossia “1. Ai fini del presente Statuto, per crimine contro l’umanità s’intende uno degli atti di seguito elencati, se commesso nell’ambito di un esteso o sistematico attacco contro popolazioni civili, e con la consapevolezza dell’attacco; lett. k): Altri atti inumani di analogo carattere diretti a provocare intenzionalmente grandi sofferenze o gravi danni all’integrità fisica o alla salute fisica o mentale88”.
Nei bambini, come in molte persone «... le conseguenze di questo terrorismo si manifestano sotto forma di paura di peccare, rimorsi cronici, ipocondria e di tutta una serie di forme di “nevrosi ecclesiogene”» ... Pertanto «L’imposizione di fede e di coscienza esercitata dalla chiesa romana cattolica nei confronti dei membri reclutati e trattenuti in modo forzato – che viene fatta osservare con minacce delle più terribili sofferenze immaginabili delle eterne pene infernali – costituisce una grave compromissione della libertà di sviluppo personale dell’uomo e della sua integrità psichica e spirituale»89. La Chiesa del Vaticano «non si è affermata perché il sistema ecclesiastico è stato accettato liberamente, bensì acquisendo i propri membri con la costrizione, la repressione spirituale e una violenza sanguinaria»90.
2) Il secondo punto della denuncia riguarda “Il divieto letale di fare uso di profilattici”.
Così scriveva il Corriere della Sera il 17 marzo 2009, a proposito del viaggio di Ratzinger in Africa: «Già durante il volo, il Papa ha parlato dell’epidemia di Aids nel continente africano. Egli ha affermato al riguardo: “Non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi”. Benedetto XVI ha indicato come unica strada efficace quella di un rinnovo spirituale e umano nella sessualità»91. La risposta della Spagna a simili castronate da buio medioevale è stata pratica ed immediata: l’invio in Africa di un milione di preservativi per arginare la diffusione del virus che conta nel mondo 35 milioni di infetti, due terzi dei quali nel Continente Nero. Il governo olandese ha definito il vaniloquio di Ratzinger come una sequela di parole 87  Gert-Joachim Hetzel e Christian Sailer, Il Caso del Papa, Ochsenfurt, Konrad Triltsch GmbH, 2011, 11-13.
Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, 1.7.2002, http://www.admin.ch/ch/i/rs/0_312_1/a7.html 89 Hetzel e Sailer, Il Caso del Papa, op. cit., 26-7.
90 Idem, 29.
91 “Il Papa: cure gratis ai malati di Aids”, in Corriere della Sera, 17.3.2009, in: http://www.corriere.it/esteri/09_marzo_17/papa_lefebvriani_8b2068a2-12de-11de-8994-00144f02aabc.shtml. Secondo ciò che ci è dato sapere a livello ufficiale, il papa non ha una donna e non avrebbe mai fatto uso del preservativo. Dal suo curriculum di studi, non risulta che abbia mai studiato medicina, biologia o abbia mai fatto ricerche sulle malattie infettive. Allora, quando la smetterà di pronunciarsi su cose, sulle quali non ha la benché minima competenza né teorica, né pratica, né culturale? Uno studioso di teologia, si occupi del suo dio e la smetta di continuare a dire che la Terra è piatta e che sopra c’è il paradiso e sotto l’inferno. Ne abbiamo piene le scatole! Questo si chiama abuso di professione! 88  49  “estremamente dannose”. Il ministro dello sviluppo Bert Koenders non riesce a capacitarsi come nel 2009 si possano fare simili affermazioni che contrastano non solo con il buon senso comune, ma anche con un minimo di amore verso gli altri: “È estremamente dannoso e molto grave che questo pontefice stia impedendo alla gente di proteggersi”92. Se una simile dichiarazione l’avesse pronunciata un capo religioso arabo sarebbero scattate le rimostranze internazionali, condite di embarghi e – in epoca bushiana – fors’anche di bombardamenti a tappeto. Se esistesse un minimo di buona volontà nell’evitare le sofferenze dell’umanità, i giornalisti avrebbero dovuto abbandonare a se stesso un uomo che non ha più il contatto con la realtà e ripete vuoti dogmi di sessuofobi inviperiti. Provate solo per un momento ad immaginare quale effetto possano avere tali affermazioni su una popolazione del tutto analfabeta! L’ha detto il Grande Padre Bianco, il Papa, laureato in teologia, quindi sarà vero! Riportiamo, allora, l’analisi sociologica che l’editorialista Polly Toynbee ha espresso su The Guardian nei confronti dei venditori di falsi principi morali in Vaticano: “Nessuno può calcolare quante persone siano morte di AIDS in seguito all’atteggiamento tenuto da Wojtyla, quante donne siano morte inutilmente di parto, quanti bambini muoiano di fame in famiglie troppo numerose e povere. Tuttavia è ragionevole supporre che le morti silenziose, che non si vedono e non si contano, a lui imputabili siano tante quante quelle causate da un tiranno o un dittatore qualsiasi. La loro causa non è la malvagità, ma, qualunque essa sia, ai morti importa poco”93. E a noi ancor meno, poiché vogliamo instaurare una giustizia internazionale che presti attenzione e metta in primo piano il benessere dei popoli, di qualsiasi razza e religione, e non di una setta.
Gli avvocati, che hanno denunciato alla corte dell’Aia Papa Benedetto XVI, l’hanno fatto in base all’art. 7, par. 1, lett. a e k dello Statuto della Corte Penale Internazionale (pertanto all’accusa precedente si aggiunge quella di omicidio): adoperare o meno il profilattico in Africa è, infatti, senza ombra di dubbio, una questione di vita o di morte. Nel 2009, un’exsuora Majella Lenzen, favorevole all’impiego dei contraccettivi, così scriveva nel suo libro Das möge Gott verhüten (Che Dio ce ne preservi): “Per il fatto di predicare con tanta veemenza contro i preservativi, la chiesa è corresponsabile se ora nella regione del Kilimangiaro una persona su tre è sieropositiva. Il numero di morti aumenta incessantemente”. Ovviamente dopo essere stata soprannominata la “suora condom”, Lenzen è stata espulsa dal suo ordine: «Per me si trattava di una necessità, dal momento che ho visto la miseria nelle baracche dei bambini rimasti orfani nell’Africa orientale, ho visto i corpi terribilmente smagriti delle donne segnate, ho tenuto le loro mani prive di forza e ho guardato nei loro occhi infossati colmi di preoccupazione»94.
3) Anche gli abusi sessuali si configurano come crimini contro l’umanità. L’art. 7, lett. g recita: “Stupro, schiavitù sessuale, prostituzione forzata, gravidanza forzata, sterilizzazione forzata e altre forme di violenza sessuale di analoga gravità”. Joseph Ratzinger, come prefetto della Dottrina della Fede dal 1981 al 2005, e poi come re della Santa Sede, è stato sempre perfettamente a conoscenza dei casi di pedofilia nel mondo, ma in base al principio canonico del Segreto Pontifico, non ha mai fatto trapelare nulla, circa i suoi dipendenti criminali, responsabili degli abusi sui minori. Egli era informato in modo dettagliato sugli inveterati e usuali reati sessuali commessi dai sacerdoti cattolici. Ma si è continuamente adoperato, indefessamente, per annullare le sentenze, trasferire i colpevoli, dapprima in altre diocesi o parrocchie e poi, quando la situazione diveniva grave per l’indagato, in altri paesi e in missioni talmente lontane dal mondo civile da far perdere qualsiasi traccia dei suoi cari sottoposti. È arrivato addirittura a elogiare un vescovo che aveva omesso di accusare un “confratello pedofilo” alla magistratura, aggirando l’obbligo, previsto dalla natura del concordato con lo stato ospitante. Ne è scaturita un’azione penale, in base alla quale il vescovo è stato ritenuto colpevole di favoreggiamento e per questo punito da un tribunale civile.
92  Fonte AGI, in: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/laja-22:20/3603728/7 del 18.3.2009.
Cit. in: David Yallop, Habemus Papam - Il potere e la gloria: dalla morte di Papa Luciani all’ascesa di Ratzinger, op. cit., 259-60.
94 Hetzel e Sailer, Il Caso del Papa, op. cit., 36-7.
93  50  L’avvocato di Houston, Daniel Shea, difensore delle vittime della pedofilia “religiosa” a Galveston, ha portato nel 2005 la questione davanti al tribunale della Corte distrettuale di Harris County (Texas), aprendo un procedimento a carico di Joseph Ratzinger. Costui è indagato, insieme col suo braccio destro Tarcisio Bertone, nuovo segretario di Stato del Vaticano, per “cospirazione contro la giustizia”. Per l’esattezza, figurano come imputati: il responsabile della diocesi di Galveston (Houston), arcivescovo Joseph Fiorenza e l’attuale pontefice per aver coperto casi di pedofilia dei sacerdoti Juan Carlos Patino Arango e William Pickard! Shea, da parte sua, ha precisato che continuerà la battaglia, poiché la citazione in giudizio del pontefice risale al gennaio 2005, quando Ratzinger era ancora semplice cardinale dell’Ex Sant’Uffizio, ed inoltre perché riconoscere il Vaticano come uno Stato violerebbe la Costituzione Statunitense, in particolare la “establishment clause” che proibisce leggi che proteggano in modo speciale confessioni o organizzazioni religiose95.
Come scrive Pino Nicotri96 inviato del settimanale L’Espresso: “Benedetto XVI è accusato di avere coscientemente coperto, quando era prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, i sacerdoti colpevoli di abusi sessuali su minori. Da notare che l’omertà e la complicità di fatto garantita dalla circolare Ratzinger-Bertone [del 2001] ha danneggiato non solo la giustizia di quel processo, ma anche dei molti altri che hanno scosso il mondo intero scoperchiando la pentola verminosa dei religiosi pedofili negli Stati Uniti (dove la Chiesa ha dovuto pagare centinaia di milioni di dollari in una marea di risarcimenti) e in altre parti del mondo. Un porporato che si è visto denunciare dalle vittime un folto gruppo di preti, anziché punire i colpevoli li ha protetti facendoli addirittura espatriare nelle Filippine, in modo da sottrarli per sempre alla giustizia. (...) E Ratzinger [eletto papa il 19 aprile del 2005] sarebbe stato trascinato in tribunale, forse in manette data la gravità del reato, se non fosse nel frattempo diventato papa. Nel settembre 2005 infatti il ministero della Giustizia, su indicazione di Bush e Condoleezza Rice, ha bloccato il processo contro Ratzinger accogliendo la richiesta dell’allora segretario di Stato del Vaticano, Angelo Sodano, di riconoscere anche al papa, in quanto capo dello Stato pontificio, il diritto all’immunità riconosciuto non solo dagli Stati Uniti per tutti i capi di Stato. A questo punto è doveroso e niente affatto scandalistico porsi una domanda, decisamente scomoda: quanto ha pesato nella scelta di eleggere papa proprio Ratzinger la necessità di sottrarlo alla giustizia americana e di difenderlo per avere in definitiva eseguito la volontà del pontefice precedente?”. La procedura è stata bloccata dal vice Ministro della Giustizia Peter Keisler, ricorrendo alla clausola di immunità per i capi di stato, con la motivazione che “sarebbe incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti”, che dal 1984 hanno ormai rapporti diplomatici con la Città del Vaticano. Ma quanto è magnifica la democrazia dei carri armati e della polizia di stato! Nel caso della pedofilia siamo di fronte ad un grave crimine contro i più indifesi. Di conseguenza, le procedure penali e civili di uno stato libero dalla dittatura clericale dovrebbero subito essere applicate, così come si fa con i terroristi e con i nemici dello stato, senza riconoscere alcun tipo di extraterritorialità ad un’organizzazione di spie che ficca il naso in tutti gli affari interni dei governi democratici, laici ed indipendenti. Un prete che violenta un bambino, invece di esserne l’educatore e il tutore, commette lo stesso delitto dell’ingegnere che costruisce case senza tener conto delle norme antisismiche, ben sapendo che quella situazione è un assassinio a tempo contro popolazioni inermi. Il prete pedofilo uccide le libere esistenze dei nostri figli, prima dal punto di vista spirituale e poi da quello psichico, infine persino fisico. Molte delle vittime, per reazione ad un’infanzia tragica e infestata di diavoli infernali, si sono date all’alcool, alle droghe, alla vita contro natura. In moltissimi casi, il suicidio è stata l’unica via per 95  “Come capo di Stato il Pontefice non è processabile - Preti pedofili, Usa non coinvolgono il Papa”, Corriere della Sera, 21.9.2005. In: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/09_Settembre/20/papa.shtml 96 Autore di importanti libri inchiesta tra i quali Mistero Vaticano – La scomparsa di Emanuela Orlandi, Milano, Kaos Edizioni, 2002. In: http://nicotri.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/04/08/sorpresa-ecco-chi-come-e-quando-hadeciso-in-vaticano-di-sottrarre-i-preti-pedofili-alla-magistratura-non-lo-indovinereste-mai/  51  liberarsi dalle ragnatele velenose di una vita insopportabile, popolata da ectoplasmi, nati dalle acque putrescenti della religione cattolica. Ogni stato è sovrano in caso di gravissima infrazione alle leggi della società civile. Le sottane bianche e nere non devono in alcun modo essere uno schermo difensivo contro la legalità e la convivenza sociale fra i cittadini di una nazione libera e democratica. Il prete che vuole continuare a fare il pedofilo in maniera indisturbata se ne torni nella sua Città del Vaticano, centro mondiale della corruzione dei costumi da quasi duemila anni.
Come già asseriva Friedrich Nietzsche: “Io condanno la religione cristiana, io muovo contro la chiesa cristiana l’accusa più terribile che nessun querelante abbia mai lanciato. Per me essa è la forma di corruzione più estrema che si possa immaginare, ha voluto la massima corruzione che fosse possibile concepire. La chiesa cristiana non ha lasciato niente che non fosse toccato dalla sua depravazione, ha fatto di ogni valore un disvalore, di ogni verità una menzogna, di ogni genere di integrità una bassezza dell’animo ...”97.
Tutta la Casta Ekklesiastica è marcia e deve essere posta sotto processo a livello internazionale.
Se questo non avverrà subito, due sono i messaggi forti dal fronte delle sottane: 1) la Chiesa comanda sugli stati sovrani che, quindi, sono una sua colonia di sottoposti (fanno bene allora la Cina e i paesi musulmani a controllare in maniera strettissima l’operato del Vaticano nell’ambito del proprio territorio); 2) tutti gli stati che non aboliranno il concordato con codesta istituzione a delinquere sono corresponsabili e complici di ogni infrazione e crimine da essa commessi.
Intanto, la soluzione parziale consisterebbe nel cominciare a togliere alla Casta Cattolica l’Ottopermille e i finanziamenti statali che la ingrassano e la corrompono in maniera che ormai non vi è più alcuna differenza tra cosche mafiose o i cartelli della droga e lo Stato della Chiesa.
Inoltre, sarebbe ora che ci sbattezzassimo, per dissociarci da quella massa di pedofili, indottrinatori, plagiatori delle menti semplici, riciclatori di denaro sporco, mafiosi e spergiuri.
Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno cercato in tutti i modi di ignorare simili accadimenti.
Essi avevano dalla loro parte una sorta di decalogo segreto, pubblicato nel 1962, e firmato dal cardinale Alfredo Ottaviani, prefetto del Sant’uffizio, con l’approvazione ovvia del papa di allora Giovanni XXIII. Vogliamo riferirci al Crimen sollicitationis (“Istruzioni sul modo di procedere in caso di istigazione”) che ricalcava sotto molteplici aspetti il sistema segreto del XVII secolo, pena la scomunica e la defenestrazione di chi fosse venuto meno al silenzio più assoluto sui fatti di pedofilia e abusi sessuali sui minori. “Il crimine peggiore” – affrontato infatti nel quinto capitolo – si riferisce ad un “atto gravemente peccaminoso, perpetrato o tentato da un ecclesiastico nei confronti di una persona dello stesso sesso o di giovani d’entrambi i sessi o con animali selvatici”.
La quarta clausola del Crimen, però, stabilisce tassativamente che il presunto colpevole “deve essere trasferito ad altra sede, a meno che l’ordinario del posto non lo impedisca”. Il silenzio perpetuo è imposto sia al colpevole, sia alla vittima, pena la scomunica. “Il giuramento di segretezza deve essere reso in questi casi anche dagli accusatori o da coloro che denunciano il sacerdote e dai testimoni”98.
Simile documento, che offende senza mezzi termini l’intelligenza dei nuovi cittadini del mondo laico e democratico, doveva rimanere strettamente confidenziale per vescovi e cardinali, affinché costoro insabbiassero - con ogni mezzo a loro disponibile - i reati in questione. La presunzione di stupidità da parte dei monsignori nei nostri confronti consiste nel fatto che le gerarchie della Santa Sede vorrebbero darci ad intendere che la pedofilia sia un puro e semplice peccato e non un reato gravissimo, punito con giusta ed estrema severità dall’ordinamento legislativo internazionale.
Secondo questa tesi balorda, i chierici che si fossero macchiati di simili abusi criminosi non dovrebbero essere giudicati da una giuria popolare, durante un dibattimento prima penale e poi civile, ma semplicemente da un dicastero canonico nell’ambito delle segrete stanze ekklesiastiche.
97  F. Nietzsche, L’anticristo, (G. Colli e M. Montinari, a cura di), Milano, Adelphi, 1975.
Citt. in: David Yallop, Habemus Papam - Il potere e la gloria: dalla morte di Papa Luciani all’ascesa di Ratzinger, op. cit., 350.
98  52  Tutt’al più, la cosa avrebbe potuto pur essere accettata come oggetto di discussioni legali a livello mondiale, se quel “decalogo mafioso” fosse stato pubblicato e reso noto a suo tempo come il Vaticano ha sempre fatto con le Encicliche del Papa. In questo caso, però, i firmatari raccomandavano uno strettissimo riserbo, pena la scomunica di chi facesse trapelare il documento stesso. Questo, in una società civile e veramente democratica si chiama occultamento delle prove, istigazione a delinquere, complicità nel reato, omertà ed è punito con la reclusione: “Prometto, mi obbligo e giuro che manterrò inviolabilmente il segreto su ogni e qualsiasi notizia, di cui io sia messo al corrente nell’esercizio del mio incarico, escluse solo quelle legittimamente pubblicate al termine e durante il procedimento”99.
È una delle clausole del Crimen, sebbene alla prima lettura sembri un giuramento inquietante dell’iniziazione mafiosa. Il Vaticano crede di essere ancora nel Medioevo, quando erano soltanto i suoi esponenti a studiare legge. Oggi esiste una tale preparazione legale fra gli avvocati del mondo occidentale che non si può più essere disposti a cedere nulla di fronte a giri di parole e a sofismi di tale casta ekklesiastica. Sentite come si giustificava nel 2007, in maniera imbarazzata ed imbarazzante per chiunque abbia i neuroni a posto, il cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI): “Le Norme di cui stiamo parlando si trovano all’interno di un ordinamento giuridico proprio, che ha un’autonomia garantita, e non solo nei Paesi concordatari.
Non escludo che in particolari casi ci possa essere una forma di collaborazione, qualche scambio d’informazioni, tra autorità ecclesiastiche e magistratura. Ma, a mio parere, non ha fondamento la pretesa che un vescovo, ad esempio, sia obbligato a rivolgersi alla magistratura civile per denunciare il sacerdote che gli ha confidato di aver commesso il delitto di pedofilia.
Naturalmente la società civile ha l’obbligo di difendere i propri cittadini. Ma deve rispettare anche il ‘segreto professionale’ dei sacerdoti, come si rispetta il segreto professionale di ogni categoria, rispetto che non può essere ridotto al sigillo confessionale, che è inviolabile”100.
A parte che la quasi totalità delle migliaia di casi di pedofilia clericale è venuta alla luce, grazie a denunce da parte di civili cittadini, liberi da pastoie fideistiche settarie o grazie agli stessi abusati e non nell’ambito del segreto confessionale, ma con quale rigore religioso si possono sostenere discorsi del genere, che sarebbero più opportuni in bocca a dirigenti delle multinazionali del terrore e non ad uno che si professa seguace di Cristo e che in quanto tale dovrebbe difendere i bambini e non offenderli ancora una volta in nome della propria incolumità professionale! Nella prossima dichiarazione dei redditi, ricordatevi a chi dare l’Ottopermille, se ai violentatori o alle vittime! Oltre nove miliardi di euro intasca il Vaticano dai cittadini italiani, affinché i monsignori che abitano in una città di mezzo chilometro quadrato paghino, tra l’altro, gli avvocati per difendersi nei dibattimenti contro le accuse di pedofilia. Ah, dimenticavo: nel frattempo che si risolva questa millenaria questione, tenete lontani i vostri bambini dalle chiese, dagli oratori e dai preti, finché l’ultimo dei loro delinquenti non marcisca nelle carceri di massima sicurezza!  99  «Spondeo, voveo ac iuro, inviolabile secretum me servaturum in omnibus et singulis quae mihi in praefato munere exercendo occurrerint, exceptis dumtaxat iis quae in fine et expeditiones huius negotii legitime publicari contingat».
100 Cfr. Rosario Amico Roxas, Omertà vaticana, Giovedì, 27 settembre 2007, in: fisica/mente.net oppure http://www.korazym.org/news1.asp?Id=25447  53  L’Ottopermille: la nuova decima? Molto di più che nel Medioevo, “Nove miliardi di euro risparmiamoli subito”101  Qui non si sta mettendo in discussione la libertà di associazione religiosa di qualsiasi culto, come vorrebbe insinuare il cardinal Bagnasco. Non ci sembra che la richiesta di impunità nell’incularsi un minore nelle canoniche e nei confessionali abbia mai avuto a che fare con la libertà liturgica. A meno che non si stia parlando di rituali barbarici di popolazioni primordiali. Se così fosse, tutto l’apparato sacro del cattolicesimo dovrebbe essere rimesso in discussione, giacché la pedofilia si configurerebbe come un portato essenziale o addirittura consustanziale del suo rito, una sorta di in-carnazione. Nel campo etico, inoltre, si ravvisa un tradimento strutturale della fiducia dei fedeli che non ammette alcuna replica. Come recita il vostro vangelo, cardinal Bagnasco? Si vada a rileggere ciò che dice Gesù a proposito dei pedofili nel passo scritto da Matteo. Ma evidentemente Cristo non si fa problemi professionali come lei, poiché a quell’epoca la confessione era pubblica e fu ridotta a funzione privata dal solito Costantino il Grande, che – ovviamente – non fu mai apostolo del Vostro Salvatore: “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino, e fosse gettato negli abissi del mare” (Matteo, XVIII, 6).
La Chiesa, in pratica, pretende che ciò che negli stati moderni è un reato penale, la pedofilia, quando commesso dai propri preti (pagati da noi cittadini per indottrinarci) sia invece giudicato, secondo le loro idee schizofreniche, un peccatuccio da sagrestia da amministrare all’interno della corporazione ekklesiastica. E siccome tale reato è paragonabile per gravità - nel mondo democratico contemporaneo - allo spaccio di droga, al commercio delle armi o ai reati finanziari, la pericolosità del sofisma pretesco indurrebbe a concludere che le gerarchie vaticane sono immuni da qualsiasi legge dello stato nel quale operano. Quantomeno, allora, se ne tornino tutti nella loro maledetta Città Santa e rinuncino ai finanziamenti statali. Chi pretende i soldi e gli stipendi per i propri dipendenti da una nazione repubblicana deve quantomeno rispettarne le leggi civili e giudiziarie, visto che quelle divine non lo sfiorano neppure un po’. In definitiva il cardinal Bagnasco segue la difesa corporativa di Giovanni Paolo II che, per quanto riguarda i reati di natura finanziaria e sessuale, ha rigettato sia le leggi civili sia quelle divine.
101  “Nove miliardi di euro: Risparmiamoli subito”, in: Axteismo - Movimento Internazionale di Libero Pensiero http://nochiesa.blogspot.com; E mail axteismo@yahoo.it  54  Il Crimen sollicitationis del 1962 si articola in 69 pagine, dense di prescrizioni omertose, per costringere i vescovi e i cardinali di tutto il mondo alla “massima segretezza”, affinché la piaga millenaria che affligge la Chiesa di Roma sia ancora occultata per i secoli a venire. Una segretezza, difesa dalla minaccia di scomunica, affinché non vengano a galla le centinaia di migliaia di casi di pedofilia che affliggono o – forse sarebbe meglio dire – ispirano il cattolicesimo. A scoprire per puro caso il documento, “strettamente confidenziale”, è stato l’agguerrito avvocato texano Daniel Shea, che vanta un’eccellente preparazione anche in teologia. Egli difende negli USA un folto gruppo di minori che ha subito abusi sessuali da parte di preti cattolici. La sua requisitoria non permette alcun dibattimento, e l’evidenza del crimine da lui mostrata con una chiarezza disarmante lascia spazio soltanto alle collusioni tra governi corrotti dai voti di scambio del sotterraneo partito cattolico negli Stati Uniti con il partito repubblicano di Bush Jr. . Il criminale Crimen impone estrema segretezza su tutti i casi di abusi sessuali dei dipendenti clericali con indicazioni ben precise “che devono essere diligentemente nascoste negli archivi segreti della Curia come strettamente confidenziali, né dovranno essere pubblicate o inserite in qualche commento”102.
Simili ordini perentori non potevano che provocare indignazione in chi difende le leggi democratiche di uno stato sovrano, la cui costituzione salvaguarda soprattutto i diritti umani, civili e religiosi dei deboli e degli indifesi. Chiunque abbia ancora nel proprio spirito un minimo di dignità civica non può che concordare con le dure parole dell’avvocato Daniel J. Shea che suonano come un allarme contro simili atteggiamenti omertosi e mafiosi della Città del Vaticano: “Questi dettami sono arrivati ad ogni vescovo del pianeta. Essi sono pertanto la prova che ci fosse una cospirazione internazionale da parte della Chiesa per insabbiare le vicende legate agli abusi sessuali”.
Lo sdegno della sua requisitoria ha raggiunto l’acme, quando ha dovuto porre l’accento sulla reticenza a non collaborare, da parte della Chiesa di Roma, con lo stato sovrano statunitense, con il quale ha degli ottimi rapporti di collaborazione diplomatica: “Abbiamo sempre sospettato che la Chiesa cattolica coprisse i casi di abusi sessuali e cercasse di far tacere le vittime. Questo documento lo prova. Minacciare la scomunica a chiunque parli, mostra sino a dove le alte cariche del Vaticano erano pronte ad arrivare pur di evitare che le informazioni sugli abusi diventassero di pubblico dominio”103. E non credete mai più ad una sola parola di ciò che i gerarchi della Curia dicono in pubblico o attraverso i mass media. Tolleranza zero, collaborazione con la giustizia civile, attenzione nei confronti dei violentati. È tutta ipocrisia e falsità. Hanno paura di perdere i vostri oboli, il vostro 8 x mille, le vostre donazioni ed offerte. Di tutto il resto e dei bambini violentati non gliene frega nulla. Senza la pedofilia la Chiesa di Roma soccomberebbe, non avrebbe più adepti, è il suo carisma psicologico ed etico che affonda le radici nella perversione più bieca. Come ha sottolineato, infatti, il frate domenicano Tom Doyle, il Crimen sollicitationis impone categoricamente la scomunica immediata (latae sententiae) a chi denuncia i crimini di pedofilia e che soltanto le gerarchie ekklesiastiche hanno funzione giuridica in simili reati. L’ostacolo è proprio questo: che tutti i processi in corso sono soggetti al “segreto pontificio”104. In particolare, il Crimen impone che le cause di abusi sessuali siano segretissime e su esse scenda il “silenzio perpetuo”, sia da parte dei giudici canonici sia anche dei testimoni, delle vittime e dei violentatori. Questo va a collidere con le disposizioni civili dello Stato italiano che nell’art. 378 del codice penale punisce a titolo di favoreggiamento personale “chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione [...] aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa”.
102  Cfr. Roberto Renzetti, “Crimen Sollicitationis e Benedetto XVI”, in: Tony Braschi, Il libro nero del Vaticano, op.
cit, 202. Anche in: http://fisicamente.net 103 Ibidem.
104 Discepoli di Verità, Segreto pontificio – I crimini sessuali nella Chiesa nascosti da papa Wojtyla e dal cardinaleprefetto Ratzinger, Milano, Kaos Edizioni, 2007.
55  Secondo il parere del card. Julián Herranz Casado, membro numerario dell’Opus Dei dal 1949, il Crimen, “il documento del ‘62 è stato abrogato nel 1983 dal Codice di diritto canonico”105, però questo contrasta con le Epistole che i maggiori rappresentanti del cattolicesimo hanno inviato a tutti i membri della casta vaticana nel mondo: la Lettera apostolica del 30 aprile 2001 Sacramentorum sanctitatis tutela (a firma di Giovanni Paolo II) e l’Epistola De delictis gravioribus (“Dei delitti più gravi” a firma di Joseph Ratzinger) si occupano dei delitti canonici da attribuire alla cognizione della Congregazione per la dottrina della fede. In particolare la missiva di Ratzinger (scritta 18 giorni dopo quella del Papa) è stata oggetto di discussione legale negli States. Il già nominato Shea risponde indirettamente alle affermazioni che il Vaticano ha fatto in una trasmissione dell’emittente statunitense internazionale CBS, durante la quale si è sostenuta la tesi che le norme del ‘62 non avrebbero più valore, poiché sostituite dal nuovo codice di diritto canonico del 1983. L’avvocato Daniel J. Shea è categorico al riguardo: il Crimen è ancora in vigore, poiché citato nella lettera “Dei delitti più gravi” del 18 maggio 2001, pertanto Benedetto XVI, che allora ne fu il firmatario, diviene complice di quelle disposizioni106. L’epistola riconferma il Crimen ed espone le caratteristiche del delitto sessuale di pedofilia o pederastia “commesso da un chierico con un minore di 18 anni”. In primo luogo si ribadisce: La competenza giuridica è esclusiva del tribunale apostolico della Congregazione del cardinale Ratzinger, anche per il processo di appello. In secondo luogo: questo particolare genere di cause “sono soggette al segreto pontificio”. Il cardinale Bertone, oggi segretario di Stato del vaticano e cofirmatario del Delictis gravioribus, specifica che: «Con le vecchie norme [codice di Diritto Canonico del 1983] si poteva parlare di pedofilia se un chierico aveva un comportamento delittuoso di questo genere con un minore di 16 anni. Ora questo limite di età è stato innalzato a 18 anni. Poi per questo tipo di delitto abbiamo promulgato la prescrizione a 10 anni e abbiamo stabilito che scatti a partire dal compimento dei 18 anni della vittima, a prescindere da quando abbia subito l’abuso»107. E tuttavia il nocciolo della questione non viene toccato per niente: la denuncia alle autorità civili secondo il codice penale che si applica in maniera molto dura nei confronti dei pedofili comuni. Questo volevamo sapere! Bertone crede di stare a parlare con degli imbecilli? Inoltre, come specificano gli avvocati Sailer e Hetzel: «Il Dr. Ratzinger non si è accontentato di occultare i crimini. Quando si arrivava a condannare all’interno della chiesa, è sempre intervenuto a favore dei pedofili, bloccando processi in corso, annullando sentenze oppure occupandosi in altro modo dei colpevoli. ... Prima come prefetto e poi come Pontefice è stato capo di un sistema mondiale di occultamento che ha consentito ai preti pedofili di sottrarsi alle azioni penali intentate dai tribunali e di rendere conto soltanto con provvedimenti previsti dal diritto canonico, provvedimenti che non facevano loro alcun male e che fecero sì che i pedofili potessero in genere mantenere il loro incarico e avere così ulteriori possibilità di reiterare il reato di violenza sessuale, cosa che avvenne in molti casi»108.
Geoffrey Robertson, autore del libro The case of the Pope, così scrive, senza mezzi termini: «La Santa Sede, uno pseudo-stato, ha istituito un sistema giuridico a sé stante negli Stati con cui è in rapporti amichevoli. Mantenendo il più stretto riserbo, i criminali sessuali sono stati trattati in modo inconciliabile con le leggi dello Stato in cui il Vaticano operava, in alcuni casi addirittura in contrapposizione ad esso, facendo in modo che le prove di colpevolezza dei criminali non venissero consegnate alle autorità statali competenti per le procedure penali».109 E noi aggiungiamo che persino gli stati che non reagiscono agli abusi del clero devono essere considerati corresponsabili di Crimini contro l’umanità e ben presto saranno chiamati anche loro a 105  Marco Politi, “La Chiesa punisce chi fa del male ai bimbi ma il silenzio è garanzia per le vittime”, la Repubblica, 24.5.2007, p. 29. Vedasi: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/05/24/la-chiesa-punisce-chifa-del-male.html.
106 Cfr. Roberto Renzetti, “Crimen Sollicitationis e Benedetto XVI”, in: Tony Braschi, op. cit, 203.
107 Cfr.: Discepoli di Verità, Segreto pontificio, Milano, Kaos Edizioni, 2007, 29-30.
108 Hetzel e Sailer, Il Caso del Papa, op. cit., 64-5.
109 Cit. in: idem, 70.
56  spiegarci quali collusioni e perversi compromessi li abbia spinti a chiudere occhi, orecchi e bocca: NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO!  Marcial Maciel Degollado dice: “Se ubbidisci non sbaglierai”  E credete che qualcosa sia cambiato con l’ultimo documento pubblicato dal Pastore Tedesco Normae de gravioribus delictis nel luglio 2010? I gerarchi della Curia continuano a girare sempre intorno allo stesso dilemma, fingendo di non capire che non è un loro problema ma nostro, dei nostri figli, del nostro stato laico e repubblicano e soprattutto della magistratura, poiché la pedofilia è un delitto grave dal punto di vista penale e chi sottrae i colpevoli a un giudizio giusto e severo ne diviene automaticamente complice. Le Normae del 2010 non fanno altro che «rafforzare le condizioni giuridiche esistenti fino ad ora. In particolare, vale ancora il dovere di mantenere il silenzio, come previsto dalla lettera del cardinale Ratzinger del 18.5.2001 (De gravioribus delictis). I crimini sessuali commessi dai sacerdoti vengono quindi tuttora coperti, senza informare la polizia. Nell’articolo 30 delle norme pubblicate si legge testualmente, in merito alla procedura da seguire per i casi di abusi: § 1: “Le cause di questo genere sono soggette al segreto pontificio. § 2: “Chiunque viola il segreto ... sia punito dal Turno con congrue pene”»110.
E Robertson conclude: “A seguito di un miscuglio di arroganza, trascuratezza e noncuranza, derivanti dalla convinzione nella propria immunità civile e dall’esasperata aspirazione di avere un ruolo come attore politico sul palcoscenico del mondo, il papa e il suo esercito di cardinali, nunzi, arcivescovi e prelati hanno diretto una chiesa nella quale i bambini hanno dovuto subire abusi sessuali in modo esteso e sistematico”. In base all’art. 7, par. 1g del Codice Penale Internazionale, pertanto siamo di fronte a dei veri e propri stupri e schiavitù sessuale contro popolazioni civili e con la consapevolezza dell’attacco. Con l’aggravante che il bambino considera il sacerdote come un uomo di Dio, al quale è stato affidato dai genitori e quindi è in completa balìa del religioso, ancor più se frequenta istituti – come nel caso dei Legionari di Cristo oppure Opus Dei – dai quali non ha la possibilità di fuggire. Bambini compromessi nella salute 110  Idem, 73.
57  psichica e fisica, gravemente traumatizzati, spesso per tutta la vita. Molti si sono dati all’alcool, alla droga, si sono suicidati, vittime sacrificali dell’appetito sessuale di un degno membro della Chiesa di Roma, una sintesi genetica, quasi un precipitato di duemila anni di violenze fra le più efferate.
Non poteva essere diversamente. È una questione di DNA del cattolicesimo vaticano. E siccome sappiamo che sono centinaia di migliaia, forse milioni gli stuprati, e che queste cifre sono solo la punta dell’iceberg, il crimine si configura come un attacco “sistematico” contro la popolazione civile, sotto la protezione del Vaticano. Nel caso in questione si tratta di ragazzini tra i 6 e i 12 anni, che sono stati abusati “in serie da sacerdoti pedofili cattolici”. E l’organizzazione che ha tollerato simili misfatti è la chiesa vaticana, che li ha favoriti e protetti, impedendo alle autorità competenti di processarli e quindi istigandoli a commettere nuovi reati. I colpevoli sono stati anche favoriti, poiché è stato fornito loro un posto di lavoro nel quale mettere a segno le loro pulsioni perverse e, dopo il reato, per sottrarli alla legge, gli è stato consegnato un passaporto per scomparire nelle missioni più sperdute del pianeta. Gli stupri commessi in tutto il mondo appaiono allora come un attacco globale contro civili inermi.
Gli avvocati tedeschi, che hanno denunciato Benedetto XVI, terminano così la loro denuncia presso la Corte Penale Internazionale dell’Aia: «... La situazione è simile a quando dei soldati perpetrano delle atrocità e i loro crimini vengono attribuiti al loro comandante supremo, anche se egli non voleva che venissero commessi crimini di tale genere e si trovava a migliaia di chilometri di distanza». Una circostanza analoga si verificò a proposito delle efferatezze commesse dalle truppe del generale Yamashita nelle Filippine. Costui accampò come scusante la sua totale indignazione per i fatti accaduti, oltre alle centinaia di miglia che lo separavano dal teatro delle crudeltà e stupri che colà si erano svolti. La US Suprem Court rigettò l’obiezione con la motivazione che “un’autorità superiore è responsabile nel momento in cui ha omesso di impedire la condotta illegale dei suoi subalterni...”111. Tale responsabilità è prevista anche nell’ambito civile dall’art. 28 del CPI, che al par. b ritiene responsabile penalmente, per i reati commessi dai suoi sottoposti sotto la sua autorità o controllo, il superiore gerarchico che: i) non ha tenuto conto delle informazioni riguardanti i subordinati che stavano per commettere tali crimini; ii) che tali crimini erano inerenti ad attività sotto la sua effettiva autorità; iii) e che non ha preso tutte le misure necessarie e ragionevoli in suo potere per impedirne o reprimerne l’esecuzione o per sottoporre la questione alle autorità competenti ai fini d’inchiesta e di esercizio dell’azione penale. Nel caso di un crimine sessuale sussiste un preciso rapporto diretto tra sottoposto e autorità, poiché il vescovo della diocesi deve informare il Vaticano, e qui la responsabilità ricade tutta sul presidente della Dottrina della fede e sul Pontefice: Ratzinger, non c’è alcun dubbio! Egli “era informato in modo dettagliato sull’insieme dei crimini sessuali commessi in tutto il mondo da sacerdoti cattolici” e ha ordinato di mantenere il silenzio, “annullando sentenze emesse da istanze subordinate e approvando il trasferimento dei sacerdoti perseguibili in altre parrocchie o rispettivamente in altri Paesi”. “Imponendo il vincolo del silenzio ha fatto in modo che i crimini sessuali non venissero denunciati alle autorità penali di Stato, ma ha addirittura approvato l’elogio di un vescovo che aveva violato l’obbligo di denuncia previsto dalla legge del suo Stato e che era stato per questo punito dal tribunale civile”112. Inoltre niente ha fatto, affinché i crimini non si ripetessero più, creando anzi una condizione propizia perché gli stupri si ripetessero, in quanto i sacerdoti, sapendo che non rischiavano nulla, erano facilitati ad abusare dei bambini.
Questa situazione viene a configurare una “sua cooperazione in merito ai crimini commessi dai suoi sacerdoti in tutto il mondo addirittura come complicità”113. Ratzinger è pertanto penalmente responsabile! «Ai sensi dell’art. 30 dello Statuto della CPI, egli ha agito in modo perseguibile ... favorendo altri crimini sessuali. Ha comunque accettato tutto ciò con tolleranza, per salvaguardare la 111  Idem, 81.
Idem, 85.
113 Idem, 86.
112  58  reputazione della sua istituzione – più volte a spese di nuove vittime dei suoi sacerdoti pedofili.
TUTTO CIÒ MERITA UNA SEVERA PUNIZIONE»114. Del resto, in base all’art. 27 del CPI “anche la qualifica ufficiale di capo di Stato ... non esonera in alcun caso una persona dalla sua responsabilità penale per quanto concerne il presente Statuto” (par.1): Le immunità ... non vietano alla corte di esercitare la sua competenza nei confronti di questa persona”. (abs. 2) Se poi si tiene conto che il riconoscimento del Vaticano come Stato gli deriva da un trattato di validità discutibile in base al diritto internazionale, poiché stipulato nel 1929 con il dittatore Mussolini, la CPI non può far altro che dare libero corso alla denuncia, anche se il Vaticano non ha ratificato lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, poiché il Dr. Ratzinger è nello stesso tempo cittadino tedesco. In conclusione: «A Joseph Ratzinger viene attribuita la responsabilità principale del reato, circondato da tutta una serie di corresponsabili i cui nomi sono già stati in parte citati. È giunto il momento che il Procuratore Capo avvii delle indagini presso la Corte Penale Internazionale e chiarisca in modo completo ciò che fino ad ora è venuto alla luce solo a frammenti, chiamando a rispondere in tribunale i “patroni” ecclesiastici dei crimini di pedofilia avvenuti in tutti il mondo»115.
Questo è un modo legale per emanciparsi dagli abusatori e stupratori di minori del Vaticano! Ma c’è un modo più profondo e radicale per spazzare via definitivamente tutti i mostri apocalittici che popolano il mondo dei cattolici. Il lavoro da fare è nel nostro io e nel nostro modo di pensare, per liberarsi dell’insana visione del mondo dell’Ekklesia. A tal fine, bisogna eseguire un paziente lavoro di scavo nelle più recondite profondità del nostro inconscio, nella storia del nostro DNA, perché quei modelli di pensiero sadomasochisti del cattolicesimo si sono ormai sedimentati nel nostro patrimonio cromosomico e razziale. Ciò è più che evidente nell’involuzione odierna della morale e dell’etica, non più basate sulla dignità, ma sull’accondiscendenza, sulla genuflessione, sull’obbedienza. Contrapporre dualisticamente corpo e spirito, cervello e cuore, peccato e redenzione, vita e morte, gioia e sofferenza, dirige ormai i nostri percorsi filosofici in un’insana contaminazione ontologica e causalistica che la fisica e la scienza moderne smentiscono categoricamente. Bisogna ripulire i percorsi mentali che ci costringono a ragionare in termini di bioetica, secondo assunti sentimentali, preformati in modo invisibile dalla mitologia giudaicocristiana: la funzione salvifica del dolore e il corpo devastato dalla malattia terminale e irreversibile come feticcio di un’orrenda rinascita nel sanatorio del paradiso. Meglio scomparire tranquilli e beati nell’inferno della Terra. Simboli di morte, racchiusi nelle croci martorianti la carne, sono esposti dappertutto come telecamere che ci spiano le volute cerebrali, costrette ad eseguire un comando ancestrale di colpevole sottomissione. La messa domenicale, che non sviluppa il momento di riflessione ma di plagio mentale, nega l’intelligenza creativa e approva la memoria robotizzata del già detto, del già visto: brodaglia ideologica, istupidimento favolistico, coazione a ripetere come nei malati di mente, esperienze d’incoscienza collettiva che programmano la mente e la sua ram all’asservimento del peccatore ai dittatori dello spirito, piuttosto che la ragione al servizio della società.
Secoli di sofismi teologici, che si arrampicano sugli specchi dell’indecenza, hanno distrutto la carica vitale di interi popoli, i quali alla fine hanno preferito il massacro imposto piuttosto che la convivenza del diverso. Salse metafisiche che fingono di spiegare tutto e il contrario di tutto.
Affermazioni e smentite religiose che servono a giustificare ogni cosa, semplicemente perché i pazzi incurabili vogliono sempre avere ragione. La fuga da simili paludamenti leggendari è possibile soltanto se lontani dalle sue rive melmose. La logica del dio unico è la frastagliata versione della ricaduta nucleare: ognuno crede di essere stato offeso e invoca la divinità perché gli dia la forza di scannare fraternamente il suo prossimo.
Il male non ha bisogno dell’ente supremo, e così anche il bene richiede solo la nostra consapevolezza. L’atesimo postcristiano non deve più dipendere in negativo da ciò che 114 115  Ibidem.
Idem, 93-4.
59  appartiene ad un multiverso interiore: noi siamo tutto, e tutto facciamo secondo coscienza o incoscienza. NOI SIAMO DIO. Siamo fisica molecolare del reale e del sensibile che organizziamo a nostro piacimento: immanenza pura per la verità esistenziale degli uomini, collegati in rete per il bene di noi stessi. Gioia di vivere, azione dell’amare, felicità del corpo, piacere del mondo, incanto del sesso libero, godimento della natura, allegria della conoscenza, vitalità della democrazia attiva, diretta e partecipativa, dinamismo dell’intelligenza, energia creativa, letizia del libero pensiero, vivacità della ragione, senza bisogno di sanzioni e ricompense.
La libertà di autodefinire la propria esistenza implica la cancellazione categorica dei vincoli religiosi. La letteratura diseducativa dei chierici disumanizza la vita e invoca la morte.
Perciò è bene confrontarsi - serenamente e con coscienza - con la vita e con la morte, lasciando da parte gli influssi cattolici e la bioetica giudaico-cristiana. Chi decide per noi decide per sé. Se poi decide per il suo dio, non c’è più alcuna speranza che ne possa derivare qualcosa di buono, e la brava gente non deve più permetterlo: l’abulia e la passività sono la causa del trionfo del male. Chi parla di sé sotto l’influsso divino è ormai preda della schizofrenia più pericolosa. Non c’interessa più convincere i matti che non sono i re del mondo. All’interno dei manicomi, l’infezione della pazzia è inevitabile.
Pertanto cantiamo fratelli con Karlheinz Deschner: «E chi vuole ancora “salvare qualcosa” all’interno di questa Chiesa, o è ignorante, od opportunista, oppure è inebriato di misticismo.
Da gran tempo non si può più salvare nulla di questa Chiesa; si può soltanto preservare sé medesimi e gli altri dal suo potere! Essere Chiesa, in realtà, è la prassi di chi acceca gli esseri umani per offrirglisi da guida, di chi ti debilita e t’infetta per poterti curare. Chiesa vuol dire prestare soccorso in angustie e difficoltà che, senza di essa, non esisterebbero nemmeno. Chiesa è mantenere sotto perenne tutela chi crede ancora, da parte di chi non crede ormai più»116. Perciò essa ha sempre negato ogni cosa. Per tenerci in uno stato perenne di angoscia. Per rendere infernale la nostra esistenza e farci sperare nella terra promessa. Perciò preghiamo fratelli, Ekklesia delenda est, LA CHIESA DEVE ESSERE DISTRUTTA.
SAN GLO DEA  116  Karlheinz Deschner, La Chiesa che mente – I retroscena delle falsificazioni ecclesiastiche, Bolsena (VT), Massari Editore, 2001, 146.
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_______, Povero Cristo – Potere, denaro, omofobia: Satana nella Chiesa di Benedetto XVI, Milano, Kaos Edizioni, 2009.
_______, Segreto pontificio – I crimini sessuali nella Chiesa nascosti da papa Wojtyla e dal cardinaleprefetto Ratzinger, Milano, Kaos Edizioni, 2007.
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- FRIEDLÄNDER, Saul, Pio XII e il Terzo Reich, Milano, Feltrinelli, 1965.
- GUARINO, Mario, I mercanti del Vaticano. Affari e scandali, l’industria delle anime, Milano, Kaos Edizioni, 1998. Rist., 2008.
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SITOGRAFIA Oltre a quelli già citati nel corso dello scritto, si rimanda ai seguenti siti fondamentali: - http://apocalisselaica.net/focus/la-piovra-cattolica/la-religione-che-uccide - http://www.homolaicus.com/teoria/ateismo/ateismo41.htm - http://nochiesa.blogspot.com axteismo.press4@yahoo.it (Sito contro la manipolazione da parte della Chiesa di Roma e delle religioni).
- www.uaar.it (Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti, come Sbattezzarsi...) - http://democrazia-atea.blogspot.com (Movimento politico di democrazia atea) - http://members.tripod.com/ReuchlinA/ (I Vangeli canonici furono scritti a Roma dalla famiglia aristocratica Pisone durante il I secolo) - http://www.italialaica.it/scaffale/23281 (La religione che uccide) 62  APPENDICE RIPORTIAMO UN FAC-SIMILE DELLO “SBATTEZZO”, UN MEZZO SEMPLICE E SICURO, GARANTITO DALLE LEGGI ITALIANE, PER ESSERE CANCELLATI DALL’ELENCO DEI CATTOLICI, POICHÉ BATTEZZATI QUANDO NON AVEVAMO IL DONO D’INTENDERE E DI VOLERE  SBATTEZZO117 (Raccomandata con ricevuta di ritorno) Al Parroco della parrocchia di...... OGGETTO: istanza ai sensi dell’art. 7 del Decreto Legislativo n. 196/2003 Io sottoscritto nato a......... il...... e residente a......... in......... via......, con la presente istanza, presentata ai sensi dell’art. 7, comma 3, del Decreto Legislativo n.
196/2003, mi rivolgo a Lei in quanto responsabile dei registri parrocchiali.
Essendo stato sottoposto a battesimo nella Sua parrocchia, in una data a me non nota ma presumibilmente di poco successiva alla mia nascita, desidero che venga rettificato il dato in Suo possesso, tramite annotazione sul registro dei battezzati, riconoscendo la mia inequivocabile volontà di non essere più considerato aderente alla confessione religiosa denominata “Chiesa cattolica apostolica romana”.
Chiedo inoltre che dell’avvenuta annotazione mi sia data conferma per lettera, debitamente sottoscritta.
Si segnala che, in caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente richiesta entro 15 giorni, mi riservo, ai sensi dell’art. 145 del Decreto Legislativo n. 196/2003, di rivolgermi all’autorità giudiziaria o di presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali.
Dichiaro di rinunciare fin da subito a qualsivoglia pausa di riflessione o di ripensamento in ordine alla soprascritta istanza e avverto che considererò ogni dilazione come rifiuto di provvedere nel termine di legge (15 giorni, ai sensi dell’art. 146, comma 2, del D. lgsn. n. 196/2003) e che quindi ricorrerò immediatamente all’autorità giudiziaria o al Garante per la tutela dei dati personali, qualora Lei illegittimamente differisse l’annotazione richiesta a un momento successivo al quindicesimo giorno dal ricevimento della presente.
Ciò, in ottemperanza del Decreto Legislativo n. 196/2003 (che ha sostituito, a decorrere dall’1/1/2004, la previgente Legge n. 675/1996), in ossequio al pronunciamento del Garante per la protezione dei dati personali del 9/9/1999 e alla sentenza del Tribunale di Padova depositata il 29/5/2000.
Si diffida dal comunicare il contenuto della presente richiesta a soggetti terzi che siano estranei al trattamento, e si avverte che la diffusione o la comunicazione a terzi di dati sensibili può configurare un illecito penale ai sensi dell’art. 167 del D.lgs. n. 196 del 2003.
Si allega fotocopia della carta di identità.
Distintamente Firma  data......  117  http://solotesto.splinder.com/post/19848046 oppure http://lucianoidefix.typepad.com/nuovo_ringhio_di_idefix_l/2009/02/via-dalla-chiesa-cattolica-sbattezzarsi.html oppure http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/  63  NOTIZIE SULL’AUTORE  SITI INTERNET: www.alessiodibenedetto.it http://alessiodibenedetto.jimdo.com/ http://alessiodibenedetto.blogspot.com  E-MAIL: dibenedettoalessio@gmail.com Inoltre FACEBOOK GOOGLE “Alessio Di Benedetto” CELL: 347.6704846 Libri di Analisi Musicale, di Harmonia Nucleopolare e Dualistica: www.carisch.com Altri libri in: Nexus Shop edizioniSÌ Macrolibrarsi.it ilgiardinodeilibri.it Macroedizioni IBS Libri Hoepli libri LIBRERIA UNIVERSITARIA UNILIBRO FELTRINELLI ILSOLE24OREshop http://www.macrolibrarsi.it/autori/_al essio_di_benedetto.php http://www.unilibro.it/find_buy/ffresu lt.asp http://www.spartiti.biz/search.asp?se arch=ALL&q=alessio+di+benedetto&x= 11&y=9 http://www.shopping24.ilsole24ore.co  Alessio Di Benedetto è docente di “Storia ed Estetica Musicale” presso il Conservatorio “U. Giordano” di Foggia. Dopo la laurea in musicologia e la specializzazione, ha seguito corsi di “Canto e Foniatria” tenuti dal M° Walter Blazer del Conservatorio di New York. I suoi libri, dedicati alla Musica ed all’Harmonia in quanto vettori energetici, hanno un taglio particolare, improntati al concetto universale che suona: “Tutto ciò che non ha più un centro è destinato ad andare in frantumi”. In essi si riscopre l’Armonia dualistica e nucleopolare, secondo l’intonazione naturale. Fra gli altri ricordiamo, tutti per le edizioni Nuova Carisch di Milano, salvo indicazione contraria: 1) Analisi Musicale - Introduzione alle funzioni dell’Armonia (1994). 2) Manuel de Falla - Homenaje pour «Le Tombeau de Claude Debussy» (1996).
3) Alexander Scriabin - Atto Preliminare (1996). 4) A. Scriabin: VII Sonata - «Messa Bianca» (1997). 5) CD ROM: A. Scriabin - Vita, Opere, Idee (Voodoo, 1997). 6) Due Studi: G. Pernaiachi - S. L.
Weiß (1998). 7) Musica ad Figuram – Corrispondenze fra suoni e colori, (Museo d’Arte Immanente, 2000). L’autore ha ora in preparazione un romanzo sulla vita di Richard Wagner, un romanzo senza tempo, che inizia dalle barricate di Dresda del 1849 e termina nel 2013, bicentenario della nascita del compositore tedesco. Nel 2003, ha scritto il libro di stampo olistico I Numeri della musica e la Formula del Cosmo – Dagli Egizi ai giorni d’oggi, ed. ECIG, Genova, che ha conseguito un eccellente successo di pubblico e di critica, vendendo più di 30.000 copie. Nel 2006 è stato pubblicato da Macroedizioni il testo a carattere simbolico iniziatico: L’Amore come via della conoscenza: Tristano e Isolda. Con le edizioni Nexus (2008) All’Origine fu la Vibrazione – Nuove e antiche conoscenze – Tra Fisica Esoterismo e Musica, ove si riscoprono il potere del suono come modello supremo per ascoltare la Gran Sinfonia del Mondo e i nuovi sistemi per produrre energia pulita mediante gli ultrasuoni.
64  m/sh4/catalog/Product.jsp?PRODID=S H246200038 È uscito nel 2008 il romanzo da leggere e da ascoltare I figli della sfinge - Quando gli Dèi scesero sulla Terra - Diario di bordo di un viaggio spaziotemporale (2008, con cd musicale di 76 min.), Bastogi Editrice Italiana: un invito a riflettere sui misteri dell’evoluzione, una ricostruzione spettacolare dell’incredibile origine dell’uomo pensante (Homo Sapiens). Un modo favoloso per risvegliare il nostro cervello, ormai assopito e placato da storie false e bugiarde. Nel giugno 2010 ha pubblicato con Nexus LA RELIGIONE CHE UCCIDE – COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ. Nel 2011 ha stampato lo studio ALL’OMBRA DI CASTEL DEL MONTE – ASSASSINATE FEDERICO II DI SVEVIA per l’Aracne di Roma. Per l’e EdizioniSÌ ha pubblicato nel 2012 L’Harmonia del Cosmo – Il canto armonico e la salute dell’uomo.
È autore di un centinaio di articoli che vanno dalla musicologia alla fisica acustica, dalla medicina vibrazionale al simbolismo esoterico. Molto attivo e acclamato durante le conferenze, ne ha portate a termine circa 300 nei principali centri culturali nazionali. Ha collaborato alle riviste Ambiente e Salute di Padova, Mystero di Roma, Scienza e Conoscenza di Cesena, Area di Confine di Milano, Aura Mundi di Roma. Dal 2006 tiene corsi di “Canto Harmonico” finalizzato alla guarigione a Padova, Cesena, Roma e Napoli. Il suo modello terapeutico consiste nell’impiego del potere informante del suono, un dato di fatto ormai provato anche dalla fisica sperimentale e, soprattutto, dalla medicina vibrazionale secondo il motto: Tutto l’universo è un insieme di risonanze armoniche derivanti da un unico suono, un vero e proprio ologramma che si conforma secondo i rapporti delle sue sovrarmoniche o sottoarmoniche, ovvero secondo le relazioni tra le energie sottili e le vibrazioni lente.
Nei mesi di marzo e aprile (nn°42-43) 2009 della rivista Area di Confine è uscito l’articolo sul Sistema HAARP: “ANGELI NON SUONATE QUEST’ARPA”.
Nei mesi di luglio-settembre (nn° 46-48) 2009 di Area di Confine sono stati pubblicati in tre puntate gli articoli sulla teoria della Gravitazione in chiave harmonikale: 1) Nuova fisica e scienza antigravitazionale; 2) Armoniche e forza gravitazionale; 3) Sistemi e tecnologie antigravitazionali.
Nei mesi di aprile-agosto 2010 di AREA DI CONFINE (nn° 55-56 e 58-59) è apparso in quattro puntate il saggio: DAL CRIPTOGRAMMA DELLA CREAZIONE ALLA FORMULA NASCOSTA NELLA PIRAMIDE DI DAHSHUR: 1) L’impronta sonora 2) Costanti musicali e costanti cosmiche 3) Le imperfezioni della teoria e le leggi della realtà 4) Il Canto che univa l’Universo  65  Alessio Di Benedetto è autore di una decina di libri dedicati alle Nuove vie dell’Analisi Musicale e alle corrispondenze fra suoni e colori. Molto successo ha riscosso I Numeri della Musica e la Formula del Cosmo (2003). Nel 2006 L’Amore come Via della Conoscenza – Tristano e Isolda. Nel 2008 per le Edizioni Nexus All’Origine fu la Vibrazione – Nuove e antiche conoscenze – Tra Fisica Esoterismo e Musica, ove si riscopre la Gran Sinfonia del Mondo. È uscito anche il romanzo da leggere e da ascoltare I figli della sfinge - Quando gli Dèi scesero sulla Terra - Diario di bordo di un viaggio spaziotemporale (2008, con cd musicale di 76 min.), Bastogi, un invito a riflettere sui misteri dell’evoluzione e a meditare sulle musiche nucleopolari. Nel 2010 ha pubblicato con Nexus LA RELIGIONE CHE UCCIDE – COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ (presentazione su Google libri). Nel mese di ottobre 2010 ha stampato per le edizioni Aracne: All’ombra di Castel del Monte – Assassinate Federico II di Svevia, ove l’autore porta le prove dell’avvelenamento dello Svevo per ordine del Papa. Nel 2012 per le EdizioniSÌ è uscito L’Harmonia del Cosmo – Il canto armonico e la salute dell’uomo.
66  [quarta di copertina]  Una falange armata in nome di Cristo? “Affrontare o dare la morte per Cristo non è mai un delitto, bensì una gloria. Dal Medioevo ad oggi, nulla è cambiato per il Vaticano. Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, sembra una sorta di Dracula della Chiesa contemporanea, una via di mezzo tra il lupo mannaro e il mostro di Frankenstein, talmente diabolico da superarli in malvagità, cattiveria, perversioni, intrighi, abilità seduttive e manipolazioni mentali che hanno sempre albergato nel soglio di Pietro. Nonostante la gerarchia ekklesiastica fosse dalla sua, nel 1997 arrivarono le prime accuse pubbliche degli stuprati. E tuttavia, le protezioni accordate a Maciel da Giovanni Paolo II prima, e dall’allora cardinale Ratzinger poi, gli hanno permesso di evitare qualsiasi condanna. Le “mazzette” regalate da Maciel alla Curia Romana avevano sortito il loro effetto. Ma ci sono cose ben peggiori che inquietano e scuotono i liberi pensatori delle società democratiche. Tra i gruppi che appoggiano la Congregazione, vi è un’organizzazione che sconvolge le coscienze perfino dei più menefreghisti. Ci riferiamo alla Blackwater Worldwide, una corporazione di mercenari, fondata nel 1997 da Erik Prince, una delle più importanti compagnie di “soldati privati” del mondo che fa la guerra “a contratto”, come corrispettivo di lauti guadagni, senza rispetto per alcuna regola etica, civile e persino militare.
Prince è un cattolico integralista, di gran lunga peggiore di quelli che vorrebbe combattere: i fondamentalisti islamici. Egli, con i Legionari di Cristo, rappresenta la falange estrema di un mondo medievale che torna con le sue idee balorde di crociate all’ultimo sangue in nome della libertà cristiana. Non mancano i riferimenti ai Gentiluomini del Papa, come Angelo Balducci, Gianpiero Fiorani, Bertolaso, l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e i vari “compagnucci di merenda”.
Alessio Di Benedetto è autore di una quindicina di libri dedicati alle Nuove vie dell’Analisi Musicale e alle corrispondenze fra suoni e colori. Molto successo ha riscosso I Numeri della Musica e la Formula del Cosmo (2003). Nel 2006 L’Amore come Via della Conoscenza – Tristano e Isolda. Nel 2008 per le Edizioni Nexus All’Origine fu la Vibrazione – Nuove e antiche conoscenze – Tra Fisica Esoterismo e Musica, ove si riscopre la Gran Sinfonia del Mondo. È uscito anche il romanzo da leggere e da ascoltare I figli della sfinge - Quando gli Dèi scesero sulla Terra. Nel 2010 ha pubblicato con Nexus LA RELIGIONE CHE UCCIDE – COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ. Nel mese di ottobre 2010 ha stampato per le edizioni Aracne: All’ombra di Castel del Monte – Assassinate Federico II di Svevia. Nel 2012 per le EdizioniSÌ è uscito L’Harmonia del Cosmo – Il canto armonico e la salute dell’uomo.



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