sabato 16 marzo 2013

L'ARTE DEL SOGNARE.








PADRONEGGIARE "L'ARTE DEL SOGNARE"



Sogno = Varco Verso l'infinito

Sognare = l'arte di spostare a volontà dalla sua posizione abituale il punto d'unione per intensificare e ingrandire la portata di quel che si può percepire

intendere il corpo energetico [privo di massa, è pura energia] è lo scopo del sognare e' l'arte dell'ATTENZIONE poiché mediante ad essa riusciamo a trattenere le immagini di un sogno così come tratteniamo le immagini del Mondo 

ritorno al Punto di Partenza [evitare scarica di energia ad ogni sguardo, nella ricerca di altri "esploratori" sconosciuti, flussi di energia aliena; ]

l'Arte del Sognare tratta dello spostamento del "P.DI.U (PUNTO DI UNIONE,e'il punto di percezione all'interno del nstro corpo)punto di unione,definito cosi' dagli sciamani toltechi.

l'Agguato è larte che si occupa della "Fissazione" del p. di u. in qualsiasi posizione si sia spostato - per far acquistare coesione (al nuovo p. u... rederlo sia stazionario sia FLUIDO,  così da percepirlo con coerenza)
Più è chiara la visione nei sogni e maggiore è la nostra coesione
Vedere e Sognare accadono solo se il guerriero è capace di interrompere il dialogo interiore


SBATTI gli OCCHI con oggetti davanti (es. mani) e ricorda le impressioni

OGNI GUERRIERO HA IL PROPRIO MODO DI SOGNARE...
Secondo le istruzioni di don Juan, non appena I'immagine delle mie mani avesse cominciato a dissolversi o a mutare in qualcosa d'altro, avrei dovuto spostare lo sguardo dalle mani a qualsiasi altro elemento circostante... quando l'immagine dell'elemento si fosse dissolta, spostare lo sguardo su qualcos'altro e cosi via...


La spiegazione degli stregoni del modo in cui sceglier un argomento per il sognare, è che un guerriero sceglie I'argomento, imponendosi deliberatamente un'immagine nella menre e facendo tacere il dialogo interno. In altre parole, se è capace di non parlare con se stesso e, anche solo per un istante, afferra l'immagine o il pensiero di cui vuole sognare, l'argomento desiderato verrà a lui... Se si è capaci di troncare il flusso di  immagini e di pensieri dentro di noi e se si smette di parlare con  noi stessi, si acquistano certi poteri, come questo di imporre un’immagine e di fare che essa si presenti esteriormente a noi

Ma questa fluidificazione del reale non va senza sofferenze e nausee.

il doppio (che è la nostra consapevolezza del nostro stato di esseri luminosi), sebbene lo si raggiunga sognando, è certamente reale


E' il nostro "gemello energetico / luminoso" , nel senso di copia esatta del conglomerato di energia definito corpo.
Sinonimi: Corpo del Sogno, l'Altro sé, o soltanto l'Altro

Il corpo fisico ed energetico vengono generati insieme e costituiscono una unità, tuttavia alla nascita vengono separati da forze esterne, così che oggi non abbiamo più alcuna idea della sua esistenza.

Sognare  è il culmine degli sforzi degli stregoni, l'uso conclusivo del Nagual...

"Il doppio possiede corporeità?" chiesi.
 “Certo”, disse don Juan. “Solidità, corporeità, sono memorie. Perciò, come ogni altra cosa che noi sentiamo del mondo, sono memorie che accumuliamo. Memorie della descrizione”.

Don Juan a Carlos Castaneda - L'isola del Tonal 




TECNICA DEL GUARDARE LE MANI (O ALTRI PARTICOLARI SOGGETTIVI)
Ogni volta che guardi le mani rigeneri  il potere necessario per sognare, perciò all'inizio non guardare troppe cose. Sono sufficienti quattro oggetti ogni volta. Più avanti puoi allargare il campo fino a coprire tutto quello che vuoi, ma appena le immagini cominciano a spostarsi e senti che stai perdendo il controllo torna alle mani

TECNICA DEL DECIDERE UNA DESTINAZIONE E CONTROLLARE IL VIAGGIO
Il passo successivo nel costruire la capacità di sognare consiste nell'imparare a viaggiare, così come hai imparato a guardarti le mani, puoi desiderare di muoverti , di andare in alcuni luoghi. Prima di tutto devi fissare una meta. Scegli un posto che conosci bene, la tua scuola, o un parco, o la casa di un amico, poi dovrai desiderare di andarci.... Col tempo dovrai imparare a controllare la durata precisa del viaggio.

DESIDERARE NO, però SOGNARE SI' 
in questa maniera si evitano gli eccessi, non si abusa di niente e di nessuno.
Non "attaccarsi" a nulla e a nessuno, significa che tutto lo si cerca di tirar fuori da se stessi, non esaurendo le cose che si amano.


L'autore ha scritto i seguenti libri, pubblicati in quest'ordine:

Gli Insegnamenti di don Juan (Milano, Rizzoli, 1999, ISBN 88-17-86027-1)
Pubblicato anche con il titolo A scuola dallo stregone (Roma, Casa Editrice Astrolabio-Ubaldini, 1970)
Una realtà separata (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 88-17-86200-2)
Viaggio a Ixtlan (Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 88-17-86368-8)
L'isola del Tonal (Milano, Rizzoli, 1997, ISBN 88-17-11509-6)




Perché dormiamo


Sono numerose le teorie che tentano di spiegare perché l’uomo trascorra un terzo della sua vita dormendo. Si è passati dal considerare il sonno alla stregua di altri adattamenti evolutivi, riconoscendogli la funzione di recupero energetico e quindi d’inattività mentale e fisica ad un’idea di sonno attivo, caratterizzato da sotto-processi indispensabili per la vita dell’essere umano. Questa breve panoramica permetterà di cogliere più chiaramente l’evoluzione delle teorie sul sonno.

Lo studioso D.B. Cohen asserisce che i nostri antenati si dovevano nascondere durante la notte per proteggersi dai predatori e questa coercizione avrebbe originato la tendenza al sonno.

Allison e Cicchetti parlano, invece, di conservazione dell’energia: essi, in particolare, affermano che le specie con accentuate difficoltà a far fronte ai bisogni energetici del loro stato di veglia, a causa di problematiche inerenti al lungo metabolismo o alla scarsità di cibo, sono le specie che dormono maggiormente. Tale ipotesi è stata supportata da studi che hanno confrontato il fabbisogno energetico di diverse specie, evidenziando il tempo che ognuna di esse è solita dedicare al sonno.

Lo scienziato Piero Angela afferma che l’uomo, come altri esseri viventi, è dotato di un orologio biologico che regola il ciclo sonno-veglia, indipendentemente da fattori ambientali.

Il funzionamento di questo orologio corrisponde al ciclo circadiano (dal latino circa diem= circa un giorno) il quale regola, attraverso l’azione di messaggeri chimici e nervosi i processi organici che avvengono ogni giorno nel nostro corpo. Quello legato al sonno non è l’unico orologio che ci portiamo dentro: il nostro corpo, nel corso delle 24 ore,è regolato da molti altri cicli circadiani come, ad esempio quello della temperatura o quello della secrezione di ormoni (entrambi collegati al sonno, come vedremo oltre).



Viaggio guidato nel sonno dalla A alla Zzzz

In questo approfondimento riportiamo un vero e proprio viaggio guidato alla scoperta di ciò che accade di notte, tra sonno e sogno, analizzando i sei parametri più indicativi:

1. temperatura corporea
2. tipo di onde cerebrali
3. battito cardiaco
4. movimenti oculari
5. respiro
6. movimenti muscolari

Dalla veglia all’assopimento

La temperatura corporea si abbassa leggermente, le rilevazioni delle onde cerebrali mostrano dapprima le onde rapide della veglia (beta) e, in seguito, quelle più lente del rilassamento (alfa).

Il battito cardiaco comincia gradualmente a rallentare e il movimento degli occhi è rapido, come di norma quando ci si trova nello stato di veglia o semiveglia. Il respiro si fa più lento e la mente comincia vagare; la muscolatura si rilascia man mano che si procede con l’addormentamento.

…dall’assopimento allo stadio1 del sonno

La temperatura continua ad abbassarsi leggermente e le onde cerebrali Alfa si trasformano in onde Theta, più lente. I battiti cardiaci rallentano notevolemente e i bulbi oculari si muovono lentamente da una parte all’altra, sotto le palpebre. Il respiro è lento e profondo e la muscolatura continua rilassarsi.

…dallo stadio1 allo stadio 2

Mentre la temperatura continua ad abbassarsi, nelle rilevazioni cerebrali compaiono i cosiddetti “fusi del sonno” e i complessi k, onde cerebrali la cui presenza garantisce che la mente è completamente addormentata. Gli occhi non si muovono, il respiro è lento e profondo e il corpo è sempre più immobilizzato.

…dallo stadio 2 al 3, il primo di “sonno profondo”

La temperatura progressivamente si abbassa e le onde cerebrali registrate sono le Delta, le più ampie, regolari e meno frequenti. Esse si affiancano dapprima alle onde già presenti (Theta, fusi del sonno e complessi k) fino a sostituirle del tutto nel passaggio successivo. I battiti cardiaci sono lenti e regolari e gli occhi oscillano lentamente sotto le palpebre. Il respiro è profondo e relativamente lento e il corpo è quasi completamente rilassato.

…dallo stadio 3 al 4, il “sonno a onde lente”

Anche se di pochi centesimi di grado, la temperatura scende e le sole onde cerebrali che si riscontrano sono quelle di tipo Delta. Il battito del cuore è lento e regolare. Gli occhi oscillano lentamente da destra a sinistra, dal basso verso l’alto e il respiro continua ad essere lento e profondo. La muscolatura è quasi completamente rilassata.

…ritorno dallo stadio 4 al 2

il sonno da pesante si fa più leggero, la persona si sta preparando ad un altro tipo di sonno, quello in cui fanno la loro comparsa i sogni (sonno REM). La temperatura si abbassa, anche se di poco e ricompaiono le onde cerebrali tipiche dello stadio 2 di sonno, ovvero le Theta, i fusi del sonno e i complessi k. Il battito del cuore è lento e regolare; gli occhi non si muovono ancora, ma presto lo faranno. Il respiro è lento e rilassato e il tono della muscolatura volontaria è ridotto
…sonno REM: cominciano i sogni!

Il sonno REM, acronimo che sta per Rapid Eye Moviment (movimenti rapidi degli occhi), è un tipo di sonno in cui è concentrata l’attività onirica. Ogni notte si susseguono più periodi di sonno REM, di cui il primo non dura più di 10-15 minuti.

In questa fase la temperatura continua ad abbassarsi e, per quanto riguarda le onde cerebrali rilevate si nota che le onde lente, i fusi e i complessi k hanno lasciato il posto alle più “agitate” onde Theta, di ampiezza però ridotta rispetto allo stadio 2, accompagnate da brevi apparizioni delle onde Alfa e Beta (presenti anche nello stato di veglia). I battiti cardiaci sono irregolari: il cuore alterna bradicardia (battiti più lenti) a tachicardia (battiti sempre più veloci). Gli occhi cominciano a muoversi velocemente e il respiro diventa più rapido e irregolare. Tutti i muscoli volontari sono immobilizzati mentre l’attività del cervello aumenta vertiginosamente.

…dal mondo dei sogni al sonno profondo e ritorno

dopo essere stata spettatrice di visioni incredibili, la persona sprofonda di nuovo nel sonno pesante dello stadio 3 e 4. Nel corso della notte, questo ciclo viene ripercorso quattro o cinque volte, passando dal sonno profondo a quello leggero, da quello NON REM a quello REM.

La temperatura continua ad abbassarsi molto leggermente ed, accanto alle onde cerebrali Theta, ricompaiono i fusi del sonno e i complessi K. Il battito cardiaco rallenta e gli occhi si muovono lentamente o non si muovono per niente. Il respiro è profondo e rilassato e rilassati sono anche tutti i muscoli volontari.
nel punto più profondo del sonno

in questo momento si è la prima metà di un ciclo di sonno; nella seconda parte della notte, la persona sognerà con maggiore intensità, poiché i periodi REM tendono ad allungarsi.

La temperatura corporea tocca il punto più basso del termometro notturno, il battito cardiaco rallenta e ricompaiono le onde cerebrali Theta, i fusi del sonno e i complessi K. Gli occhi non si muovono, il respiro è profondo e rilassato e tutti i muscoli volontari sono rilassati.

…si torna a sognare!

In una notte si susseguono più periodi di sonno REM, sempre più lunghi.

Il termometro comincia a risalire e, come nella precedente fase REM, le onde cerebrali Delta lasciano il posto alle onde Theta, a più elevata frequenza, accompagnate da brevi apparizioni delle onde Alfa e Beta (presenti anche nello stato di veglia). Il battito cardiaco è meno lento e regolare e gli occhi cominciano a muoversi velocemente; il respiro si fa più corto e rapido mentre tutti i muscoli volontari sono immobilizzati e l’attività cerebrale aumenta notevolmente.

…nuovamente nel sonno medio-profondo

nella seconda parte della notte, le fasi di sonno profondo (3 e 4 NON REM), in cui non si sogna, sono più rare e più brevi. La temperatura continua risalire molto lentamente e ricompaiono le onde cerebrali Theta, i fusi del sonno e i complessi K. Il battito cardiaco rallenta, gli occhi si muovono lentamente, il respiro è profondo e rilassato e tutti i muscoli volontari sono come paralizzati.

...un nuovo ciclo di sogni

La persona attraversa una fase REM del sonno più lunga delle precedenti; una volta terminata, ripiomberà in un sonno profondo (fase 3) per poche decine di minuti poi, di nuovo sogni nell’ultima fase REM del sonno.

La temperatura diventa via via più elevata, le onde cerebrali Delta hanno lasciato il posto alle onde Theta, con apparizioni anche di onde Alfa e Beta (presenti nello stato di veglia). Il battito del cuore è meno lento e regolare, gli occhi cominciano a muoversi velocemente, il respiro è più corto e rapido e i muscoli volontari sono immobilizzati.

…suona la sveglia!

La temperatura torna ai valori medi di quando si è svegli e ricompaiono le onde cerebrali Alfa e Beta tipiche dello stato di veglia. Il battito cardiaco si normalizza, gli occhi si aprono gradualmente, il respiro riacquista il ritmo dello stato di veglia e la muscolatura riprende forza e vigore.



LE FASI DEL SONNO

Un sonno a scalini

Attraverso la registrazione delle onde cerebrali, del battito cardiaco, del ritmo respiratorio, del tono muscolare e di vari altri parametri è possibile seguire il cammino del sonno.

Gli studiosi hanno evidenziato che il sonno non è uguale per tutta la sua durata ma è caratterizzato dalla presenza di due fasi principali:

la fase NON-REM o sonno ortodosso

la fase REM o sonno paradosso

La fase non REM può essere suddivisa in quattro stadi, che segnano la progressiva discesa nel sonno profondo, caratterizzato da un abbassamento della temperatura corporea, un rallentamento del battito cardiaco e del respiro, il rilassamento della muscolatura e dalla comparsa di onde cerebrali (Theta, fusi del sonno e complessi K) più lunghe e meno rapide rispetto a quelle tipiche dello stato di veglia (Alfa e Beta). Lo stadio 4 è un sonno profondamente ristoratore ed è in questa fase che, secondo gli studi, il cervello libera gli ormoni della crescita. In questa fase è molto difficile svegliare una persona: è il momento, infatti, in cui i collegamenti nervosi con l’esterno sono ridotti al minimo.

La fase REM è definita sonno paradosso perché è una fase del sonno caratterizzata da eventi che denotano una situazione tutt’altro che tranquilla e rilassante, associabile all’idea canonica di riposo notturno. E’ in questa fase che le persone sognano. Il termine REM sta per Rapid Eye Moviment (movimenti rapidi degli occhi) ponendo l’attenzione sul fatto che in questa fase si assiste a bruschi movimenti degli occhi accompagnati da un aumento del battito cardiaco e della frequenza respiratoria. Dalle rilevazioni riguardanti l’encefalogramma si rileva la comparsa di onde Delta, più “agitate” rispetto a quelle del sonno profondo, accompagnate da brevi apparizioni di onde Alfa e Beta, tipiche dello stato di veglia. In contrasto con l’aumentare dell’attività dei muscoli involontari (cuore e polmoni), i muscoli volontari vengono letteralmente paralizzati….mentre la nostra mente viaggia sempre più velocemente.

Nel corso dell’intera nottata si ha un’alternanza di sonno NON REM e REM (4-5 cicli in media). La prima fase di sonno profondo (stadio 4 della fase NON REM) interviene nella prima ora dopo l’addormentamento e non si ripeterà più nella notte, con uguale intensità. Ad essa, infatti, seguirà la prima fase REM, caratterizzata da caratteristiche fisiologiche completamente diverse e, da questo momento si alterneranno fasi NON REM sempre più brevi a fasi REM sempre più lunghe e caratterizzate da una maggior articolazione dell’attività onirica.


ZOOM : "Decine di microrisvegli inconsapevoli"

Una delle scoperte più sorprendenti, derivanti dall’osservazione del sonno è che, durante la notte, ci si sveglia in continuazione, pur non conservandone il ricordo.

I ricercatori hanno diviso questi risvegli in due categorie: nella prima vi sono dei veri e propri risvegli della durata di pochi secondi, brevissimi quindi ma molto numerosi (varie decine per notte); la seconda categoria, invece, riguarda non proprio dei risvegli ma delle “fluttuazioni” verso la veglia, una sorta di pre-risveglio. Queste fluttuazioni verso la veglia sono addirittura centinaia nel corso della notte e si verificano nelle fasi di sonno NONO REM (nella fase REM il corpo è immobile).



CURIOSITA’ : "Paralizzati per difenderci meglio"

Durante ogni fase REM (per quattro o cinque periodi, che sommati insieme durano circa 80-90 minuti), la muscolatura involontaria è totalmente paralizzata, non possiamo muoverci e perdiamo completamente il comando dei nostri muscoli: una situazione allucinante e traumatica se fosse vissuta quando si è svegli. Questa paralisi è verosimilmente destinata a difendere l’individuo dai movimenti inconsulti provocati dal sonno; esistono, infatti, persone che non hanno questa “difesa” e gridano, si agitano, al punto di cadere dal letto.

…ma la ragione di questa difesa è probabilmente molto più profonda, legata ad antichissimi meccanismi evolutivi ancora non ben chiariti. Alcuni ritengono, per esempio, che restare immobili di notte, nei momenti in cui i cicli del sogno possono indurre l’individuo a gridare ed agitarsi, era un vantaggio perché, in questo modo, si evitava di attrarre predatori notturni proprio in un momento di massima vulnerabilità

Foto fonte : http://www.panorama.it/images/scienza/n/16569657-2/Insonnia-dieci-consigli-per-dormire-bene_h_partb.jpg 


Fonte articolo


I sogni lucidi

Aver un sogno lucido vuol dire semplicemente essere consapevoli di star sognando. Con abbastanza esperienza, si può essere in grado di accrescere il proprio controllo sugli stessi - possiamo fare qualcosa come volare, plasmare persone, creare posti, insomma dar forma al nostro mondo onirico, nonché tramutarci in animali. Sperimentare questo tipo di esperienza è come essere il regista del proprio film!

Esperimenti scientifici hanno comprovato l'esistenza di questo tipo di sogni. Stephen LaBerge del The Lucidity Institute ha portato avanti diverse ricerche usando un macchinario speciale che segue le traccie dei movimenti oculari che compiamo all'interno del sogno. Chiedeva ai sognatori lucidi, una volta che questi fossero diventati "coscienti" nei loro sogni, di puntare gli occhi a sinistra e a destra in rapida successione, e questo movimento era registrato sulla macchina. Per maggiori informazioni su questo e altri esperimenti, si può leggere il libro di LaBerge: Exploring the World of Lucid Dreaming .

http://it.wikibooks.org/wiki/Sogno_lucido/Introduzione   











sonno
Uno studio finanziato dal National Institute of Neurological Disorder and Stroke (NINDS), parte del NIH (National Institut of Health), ha scoperto che durante il sonno il cervello è in grado di liberarsi delle tossine. La cosa accade perché lo spazio fra le cellule cerebrali, mentre dormiamo, aumenta, permettendo l’eliminazione di sostanze dannose. Durante le ore di veglia si possono accumulare un certo numero di tossine, che possono essere l’anticamera di malattie o declino cognitivo.
Sembrerebbe un aspetto da non sottovalutare nella cura e nella prevenzione delle malattie: il sonno avrebbe un ruolo molto importante se lo studio in questione, condotto su modelli murini, trovasse ulteriori conferme.
“Il sonno cambia la struttura cellulare del cervello. Sembra essere uno stato completamente diverso”, ha detto Maiken Nedergaard, dell’Università di Rochester di New York, e primo autore dello studio.
Per secoli, gli scienziati e filosofi si sono chiesti perché le persone dormono e come questo influenzi il cervello. Solo di recente gli scienziati hanno dimostrato che il sonno è importante per la memorizzazione dei ricordi. In questo studio, il dottor Nedergaard e i suoi colleghi inaspettatamente hanno scoperto che il sonno può essere anche il periodo in cui il cervello si purifica dalle molecole tossiche.
I loro risultati, pubblicati su Science, mostrano che durante il sonno, un sistema chiamato glinfatico si può aprire, lasciando che il flusso attraversi il cervello. Nedergaard ha recentemente scoperto che il sistema glinfatico aiuta a controllare il flusso del liquido cerebrospinale, un liquido che circonda il cervello e il midollo spinale.
“È come se il dottor Nedergaard e i suoi colleghi avessero scoperto una rete di tunnel nascosti e questi risultati entusiasmanti evidenziano la potenziale importanza della rete nelle normali funzioni del cervello”, ha detto Roderick Corriveau, direttore del programma di NINDS.
Pubblicato sulla rivista Science, lo studio è stato condotto su modello animale iniettando del colorante nel liquor di un gruppo di topi, per poi osservare come questo scorreva nel cervello. Al tempo stesso, veniva monitorata l’attività elettrica cerebrale.
Ciò che è immediatamente apparso era la differenza nello scorrere del colorante nelle due diverse situazioni: durante la veglia e durante il sonno. Nello specifico, i ricercatori hanno scoperto che durante il sonno il liquido scorreva rapidamente, mentre scorreva a malapena durante la veglia.
Inizialmente i ricercatori hanno studiato il sistema iniettando colorante nel liquido dei topi per vederlo scorrere attraverso il loro cervello monitorando contemporaneamente l’attività elettrica del cervello. Il colorante scorreva rapidamente quando i topi erano inconsci, sia addormentati che anestetizzati. Al contrario il liquido a malapena scorreva quando gli stessi topi erano svegli.
“Siamo rimasti sorpresi da quanto poco il flusso scorresse nel cervello quando i topi erano svegli”, ha detto il dottor Nedergaard . Inoltre, ha aggiunto l’esperto “la posizione delle cellule del cervello cambia notevolmente tra stati di coscienza e inconsci”.
Per verificare questa idea i ricercatori hanno utilizzato elettrodi inseriti nel cervello per misurare direttamente lo spazio tra le cellule cerebrali. Essi hanno scoperto che lo spazio all’interno del cervello è aumentato del 60 per cento quando i topi erano addormentati o anestetizzati.
“Questi sono alcuni dei cambiamenti nello spazio extracellulare”, ha detto Charles Nicholson, professore presso la New York University.
Alcune cellule cerebrali, chiamate glia,controllano il flusso attraverso il sistema glinfatico. La noradrenalina è un ormone eccitante che controlla anche il volume delle cellule. Gli scienziati hanno poi trattato i topi con farmaci che bloccano la noradrenalina inducendo un aumento del flusso del liquido cerebrale e lo spazio tra le cellule, sostenendo ulteriormente il legame tra il sistema glinfatico e la coscienza.
Precedenti studi suggeriscono che le molecole tossiche coinvolte nei disordini neurodegenerativi si accumulano nello spazio tra le cellule cerebrali. In questo studio, i ricercatori hanno testato se il sistema glinfatico controllasse questo accumulo iniettando nei topi con la proteina beta amiloide fra le cause dell’Alzheimer. I ricercatori hanno potuto osservare che nei topi svegli la proteina non veniva smaltita, mentre nei topi che dormivano la proteina veniva smaltita durante il sonno.
“Questi risultati possono avere vaste implicazioni per molteplici disturbi neurologici”, ha detto Jim Koenig, direttore del programma di NINDS. “Questo significa che le cellule che regolano il sistema glinfatico possono essere nuovi obiettivi per il trattamento di una serie di disturbi”.
Fonte scientifica http://www.sciencedaily.com

http://www.dionidream.com/dormite-il-cervello-espelle-le-tossine-durante-il-sonno/










STREGONERIA, SCIAMANISMO, NOMI LIMITANTI

«Negli ultimi vent'anni (1993) ho scritto una serie di libri sul mio apprendistato con uno Sciamano messicano, don Juan Matus, un indio Yaqui. In quei libri ho raccontato come egli mi abbia insegnato lo Sciamanismo, ma non ciò che noi intendiamo per Sciamanismo nel contesto del nostro mondo quotidiano, cioè l'uso sull'uomo di poteri che travalicano l'umano, o l'evocazione degli spiriti con incantesimi, amuleti o rituali che creino un effetto soprannaturale. Per don Juan la stregoneria era l'atto di incarnare alcune speciali premesse teoriche e pratiche sulla natura e il ruolo della percezione nel plasmare l'universo intorno a noi. Seguendo i suggerimenti di don Juan, mi sono astenuto dall'usare una categoria propria dell'antropologia, lo Sciamanismo, per classificare la sua conoscenza. Ho sempre continuato a chiamarla come la chiamava lui: stregoneria. Tuttavia, a un più attento esame, mi sono accorto che chiamarla stregoneria rende ancora più oscuri i già oscuri fenomeni che egli mi aveva illustrato nelle sue lezioni.»

«Nei testi di antropologia, lo Sciamanismo è descritto come un sistema di credenze proprio di alcuni popoli originari dell'Asia settentrionale, diffuso anche presso qualche tribù indiana autoctona del Nordamerica secondo cui noi siamo circondati da tutto un mondo di invisibili, ataviche forze spirituali, buone e cattive; queste forze spirituali possono essere invocate o controllate dagli interventi degli iniziati che fanno da intermediari fra la dimensione del reale e del trascendente.»

«Don Juan era infatti un intermediario fra il mondo naturale della vita di ogni giorno e un mondo invisibile che egli non chiamava soprannaturale ma Seconda Attenzione. Suo compito come mio Maestro era rendermi accessibile la configurazione che gli Sciamani chiamano Seconda Attenzione. Nelle mie opere precedenti ho descritto il suo metodo d'insegnamento per raggiungere questo fine, e le arti magiche a cui mi iniziò, la più importante delle quali è chiamata l'Arte del Sognare. Don Juan sosteneva che il nostro mondo, da noi ritenuto unico e assoluto, non era che un componente di un insieme di mondi consecutivi, disposti come gli strati di una cipolla. Asseriva che, nonostante la nostra condizione dal punto di vista dell'energia ci consentisse di percepire solo il nostro mondo, noi avevamo tuttavia la capacità di penetrare in quegli altri; e si trattava di mondi reali, unici, assoluti e coinvolgenti quanto il nostro.»



IL SOGNARE DEGLI SCIAMANI: LA PERCEZIONE DI ALTRI MONDI

«Don Juan mi spiegò che, per poter percepire quegli altri regni, non basta il desiderio ma è necessaria un'energia sufficiente ad afferrarli. La loro esistenza è costante e indipendente dalla nostra consapevolezza disse, ma la loro inaccessibilità dipende interamente dal nostro condizionamento energetico. In altre parole, solo ed esclusivamente per quel condizionamento, noi siamo costretti ad assumere che il mondo della vita quotidiana sia in assoluto l'unico mondo possibile. Don Juan mi rivelò che gli antichi stregoni, convinti che la nostra condizione energetica fosse modificabile, avevano messo a punto una serie di pratiche atte a ricondizionare le potenzialità percettive della nostra energia. Le avevano chiamate l'Arte del Sognare.»




«Nella prospettiva offertami dal tempo, m'accorgo che la miglior definizione del Sognare resta quella di don Juan: varco verso l'Infinito. Ma quando la pronunciò gli confessai che quella metafora per me non aveva alcun significato. «Allora lasciamo perdere le metafore» concesse. «Diciamo che il Sognare per gli Sciamani rappresenta un modo pratico per utilizzare i sogni comuni.»

«Ma come si possono utilizzare i sogni comuni?» domandai. «Noi siamo sempre ingannati dalle parole» rispose. «Nel mio caso, il mio Maestro tentò di descrivermi il Sognare dicendomi che era il modo in cui gli Sciamani auguravano la buonanotte al mondo.»

«Naturalmente, cercava di adattare la descrizione alla mia mentalità. E io faccio ora lo stesso con te.»

«In un'altra occasione don Juan mi disse: «II Sognare si può solo sperimentare direttamente. Il Sognare non è solo fare sogni, e neppure fantasticare o desiderare o immaginare. Con il Sognare possiamo percepire nuovi mondi che siamo certo in grado di descrivere, mentre non riusciamo a descrivere quello che ce li fa percepire. E pure sentiamo come il Sognare ci spalanchi quegli altri regni. Il Sognare sembra una sensazione eclatante una trasformazione dei nostri corpi, una consapevolezza nelle nostre menti».

«Nel corso delle sue lezioni, don Juan mi spiegò in modo esauriente i princìpi, i fondamenti logici e le consuetudini dell'Arte del Sognare. I suoi insegnamenti erano divisi in due parti: una riguardava le procedure del Sognare, l'altra le spiegazioni puramente astratte di queste procedure. Il suo metodo d'insegnamento consisteva nell'alternanza fra allettare la mia curiosità intellettuale con i princìpi astratti del Sognare e guidarmi a cercare una via d'uscita nelle sue pratiche. Ho già descritto tutto questo, quanto più dettagliatamente mi è stato possibile, e ho anche descritto l'ambiente sciamanico in cui il Maestro mi introdusse per insegnarmi le sue arti. La mia interazione in questo ambito rivestì un interesse particolare per me in quanto ebbe luogo solo nella Seconda Attenzione.» (Carlos Castaneda, L'Arte di Sognare, pagg. 7-8)


CITAZIONI DAL TESTO PER ARGOMENTO

INDICE del libro L'Arte di Sognare

1 - Il particolare Seguito del Nagual Carlos Castaneda

2 - L'Arte di Sognare custodita nella Seconda Attenzione

FONTE 
http://www.carloscastaneda.it/Libri-Castaneda/L-Arte-di-Sognare.htm








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