sabato 29 settembre 2012

GLI ESSERI UMANI SONO SCHIAVI DEL SISTEMA TOTALITARIO MERCANTILE.






 sulla servitù moderna

Per capire chi gestisce questo sistema mercantile,voi siete schiavi gestiti nello stesso modo in cui viene gestita della merce,vedere anche SCHIAVI DELLA SANTA SEDE QUI: http://fuoridimatrix.blogspot.it/p/schiavi-della-santa-sede-dal-1302anno.html

Capitolo I: Epigrafe

  “Il mio ottimismo si basa sulla certezza che questa civiltà sta per crollare. Il mio pessimismo su tutto quello che fa per trascinarci nel suo vortice.”



la terre




Capitolo II: La servitù moderna

  “Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.”
William Shakespeare


foule



   La servitù moderna è una servitù volontaria, consentita dalla massa degli schiavi che strisciano sulla superficie terrestre. Comprano liberamente tutti i prodotti che li asservono ogni giorno di più. Si aggrappano spontaneamente ad un lavoro sempre più alienante, generosamente concesso soltanto se “fanno i bravi”. Scelgono loro stessi i padroni che dovranno servire. Perché questa assurda  tragedia sia potuta accadere, prima di tutto è stato necessario sottrarre ai membri di questa classe ogni consapevolezza del proprio sfruttamento e della propria alienazione.
   Questa è la strana modernità della nostra epoca. Contrariamente agli schiavi dell’antichità, ai servi del Medioevo o agli operai delle prime rivoluzioni industriali, oggi siamo di fronte ad una classe totalmente asservita ma che non sa di esserlo, anzi, che non vuole saperlo.
 Ignorano quindi la ribellione, che dovrebbe essere l’unica reazione legittima degli oppressi. Accettano senza fiatare la vita pietosa che è stata decisa per loro. La rinuncia e la rassegnazione sono le cause della loro disgrazia.

  Questo è il brutto sogno degli schiavi moderni che non chiedono, in definitiva, che di lasciarsi andare nella danza macabra del sistema dell’alienazione.



 L’oppressione si modernizza estendendo ovunque forme di mistificazione che consentono di occultare la nostra condizione di schiavi.
 Mostrare la realtà così com’è veramente, e non come viene presentata dal potere, costituisce la sovversione più autentica.
 Solo la verità è rivoluzionaria.





 Capitolo III: La pianificazione del territorio e l’ambiente


 “L’urbanistica è la presa di possesso dell’ambiente naturale e umano 
 da parte del capitalismo che, sviluppandosi logicamente come dominazione assoluta, può e deve ora rifare la totalità dello spazio a propria immagine.”


La Società dello Spettacolo, Guy Debord



immeubles


     Man mano che costruiscono il loro mondo con la forza del loro lavoro alienato, l’ambiente circostante diventa la prigione nella quale devono vivere. Un mondo squallido, senza odore né sapore, un mondo che porta in sé la miseria del modo di produzione dominante.
 Questo scenario è in perpetua costruzione. Niente è stabile. Il rifacimento permanente dello spazio circostante trova la propria giustificazione nell’amnesia generalizzata e nell’insicurezza nelle quali devono vivere gli abitanti. Si tratta di rifare tutto ad immagine del sistema: il mondo diventa sempre più sporco e rumoroso, come una fabbrica.
 Ogni frammento di questo mondo è proprietà di uno Stato o di un privato. Questo furto sociale che è l’appropriazione esclusiva del suolo si materializza nell’onnipresenza dei muri, delle sbarre, delle recinzioni, dei cancelli e delle frontiere... sono il segno tangibile di questa separazione che invade tutto.
 Ma parallelamente, l’unificazione dello spazio secondo gli interessi della cultura mercantile è il grande obiettivo di questa triste epoca. Il mondo deve diventare un’immensa autostrada, razionalizzata all’estremo, per facilitare il trasporto delle merci. Ogni ostacolo, naturale o umano, deve essere rimosso.
 Gli insediamenti nei quali si ammucchia questa massa servile somigliano alla loro vita: sembrano delle gabbie, delle prigioni, delle caverne. Ma contrariamente agli schiavi o ai prigionieri, gli oppressi moderni devono pagare la loro gabbia.



 “Perché non è l’uomo ma il mondo che è diventato anormale”.
 Antonin Artaud



Torna su
Capitolo IV: La merce

““Una merce sembra a prima vista qualcosa di triviale e che si risolve in se stessa. La nostra analisi ha dimostrato invece che è una cosa molto complessa, piena di sottigliezze metafisiche e di arguzie teologiche.”
 Il Capitale, Karl Marx


publicité marchandise 


     È dentro abitazioni anguste e lugubri che accumula le nuove merci che dovrebbero, secondo i messaggi pubblicitari onnipresenti, portargli la felicità perfetta. Ma più accumula merci e più si allontana la possibilità di essere felice.

  “A che serve ad un uomo di possedere tutto se perde la sua anima.”
                    Marco 8;36

     La merce, ideologica per essenza, spoglia dal proprio lavoro chi la produce e dalla propria vita chi la consuma. Nel sistema economico dominante, non è più la domanda a condizionare l’offerta ma è l’offerta che determina la domanda. È così che nuovi bisogni sono creati periodicamente e vengono rapidamente considerati vitali dall’immensa maggioranza della popolazione: così per la radio, poi la macchina, la televisione, il computer e ora il telefonino.
 Tutte queste merci, distribuite in massa in un lasso di tempo molto limitato, modificano profondamente le relazioni umane: servono, da una parte, a isolare un po’ di più gli uomini dai loro simili, e dall’altra, a diffondere i messaggi dominanti del sistema. Gli oggetti che possediamo finiscono per possederci.




 Capitolo V: L’alimentazione

“Quel che è un nutrimento per uno è un veleno per l’altro”
Paracelso


nourriture

    
    Ma è proprio quando si alimenta che lo schiavo moderno illustra al meglio lo stato di decadenza  nel quale si trova. Avendo a disposizione un tempo sempre più limitato per preparare il cibo che ingurgita, è ridotto a consumare alla svelta quello che produce l’industria agro-chimica. Vaga nei supermercati alla ricerca dei surrogati che la società della falsa abbondanza gli concede. Anche in questo caso, ha solo l’illusione della scelta. L’abbondanza dei prodotti alimentari nasconde in realtà il loro degrado e falsificazione. Si tratta notoriamente di organismi geneticamente modificati, di un miscuglio di coloranti e conservanti, di pesticidi, di ormoni e altre invenzioni della modernità. Il piacere immediato è la regola del modo di alimentazione dominante, così com’è la regola di tutte le forme di consumo. E le conseguenze si vedono e illustrano questo modo di alimentarsi.

 Ma è di fronte all’indigenza dei più che l’uomo occidentale si rallegra della sua posizione e del suo consumo frenetico. Eppure, la miseria è ovunque laddove regna la società totalitaria mercantile. La scarsità è il rovescio della medaglia della falsa abbondanza. E in un sistema che erige la disuguaglianza a criterio di progresso, anche se la produzione agro-chimica è sufficiente per nutrire la totalità della popolazione mondiale, la fame non dovrà mai scomparire.



“Si sono convinti che l’uomo, specie peccatrice per eccellenza, domini la creazione. Tutte le altre creature non sarebbero state create che per procurargli del cibo, delle pellicce, per essere martoriate, sterminate.”
Isaac Bashevis Singer

   L’altra conseguenza della falsa abbondanza alimentare è la generalizzazione delle fabbriche concentrazionarie e lo sterminio massiccio e barbaro delle specie che servono a nutrire gli schiavi. Qui sta l’essenza stessa del modo di produzione dominante. La vita e l’umanità non resistono di fronte alla sete di profitto di pochi.


Torna su
Capitolo VI: La devastazione dell’ambiente

 “È triste pensare che la natura parli e che il genere umano non la ascolti.”
Victor Hugo


puits de petrole en feu 


     Il saccheggio delle risorse del pianeta, l’abbondante produzione di energia e merci, gli scarti e altri rifiuti del consumo ostentato ipotecano gravemente le possibilità di sopravvivenza della terra e delle specie che la popolano. Ma per lasciar libero corso al capitalismo selvaggio, la crescita non deve fermarsi mai. Bisogna produrre, produrre e riprodurre ancora.

 È sono proprio quelli che inquinano che si presentano oggi come i salvatori potenziali del pianeta. Questi imbecilli dello spettacolo, sponsorizzati dalle multinazionali, cercano di convincerci che un semplice cambiamento delle nostre abitudini di vita basterebbe a salvare il pianeta dal disastro. E mentre ci colpevolizzano, continuano senza tregua ad inquinare l’ambiente e la nostra mente. Queste povere tesi pseudo-ecologiche sono riprese all’unisono da tutti i politici corrotti a corto di slogan pubblicitario. Ma si guardano bene dal proporre un cambiamento radicale nel sistema di produzione. Si tratta, come sempre, di cambiare qualche dettaglio perché tutto rimanga come prima.


  Capitolo VII: Il lavoro

 Lavoro, dal latino Tri Palium, tre pali, strumento di tortura.


horloge 


     Ma per salire sulla giostra del consumo frenetico, servono soldi e per avere soldi bisogna lavorare, cioè vendersi. Il sistema dominante ha fatto del lavoro il suo principale valore. E gli schiavi devono lavorare sempre di più per pagare a credito la loro vita miserabile. Si sfiancano al lavoro, perdono la maggior parte della loro forza vitale e subiscono le peggiori umiliazioni. Dedicano tutta la vita ad un’attività faticosa e noiosa per il profitto di pochi.

 L’invenzione della disoccupazione moderna è lì per spaventarli e farli ringraziare la generosità del potere. Che cosa farebbero senza la tortura del lavoro? E sono queste attività alienanti che sono presentate come una liberazione. Che decadenza e che miseria!

 Sempre pressati dal cronometro o dalla frusta, ogni gesto degli schiavi è calcolato per aumentare la produttività. L’organizzazione scientifica del lavoro costituisce l’essenza stessa dell’espropriazione dei lavoratori sia dal frutto del proprio lavoro sia dal tempo che dedicano alla produzione automatizzata di merce e servizi. Il ruolo del lavoratore si confonde con quello della macchina nelle fabbriche, con quello del computer negli uffici. Il tempo retribuito non torna più.

 Così, ogni lavoratore è assegnato ad un compito ripetitivo, intellettuale o fisico che sia. Egli è specialista nel proprio campo di produzione. Questa specializzazione si riscontra su scala planetaria nel quadro della divisione internazionale del lavoro. Si concepisce in occidente, si produce in Asia e si muore in Africa.



Capitolo VIII: La colonizzazione di tutti i settori della vita

  “È l’uomo in sé che è condizionato al comportamento produttivo attraverso l’organizzazione del lavoro, e fuori dalla fabbrica tiene la stessa pelle e la stessa testa.”

Christophe Dejours


publicité vacances 


     Lo schiavo moderno avrebbe potuto accontentarsi della propria servitù al lavoro, ma nella misura in cui il sistema di produzione colonizza tutti i settori della vita, il dominato perde il proprio tempo nelle distrazioni, nei divertimenti e nelle vacanze organizzate. Nessun momento del suo quotidiano sfugge alla morsa del sistema. Ogni attimo della sua vita è stato sequestrato. È uno schiavo a tempo pieno.


Torna su
  Capitolo IX: La medicina mercantile

  “La medicina fa morire più a lungo."
Plutarco


laboratoire 

   Il degrado generalizzato del suo ambiente, dell’aria che respira e del cibo che consuma; lo stress delle sue condizioni lavorative e dell’insieme della sua vita sociale sono all’origine delle nuove malattie dello schiavo moderno. È malato della sua condizione servile e nessuna medicina potrà mai curarlo da questo male. Soltanto la liberazione più completa dalla condizione nella quale si trova prigioniero può liberare lo schiavo moderno dalle proprie sofferenze.

   La medicina occidentale conosce un solo rimedio di fronte ai mali di cui soffrono gli schiavi moderni: la mutilazione. È con la chirurgia, gli antibiotici o la chemioterapia che sono trattati i pazienti della medicina mercantile. Ci si accanisce contro le conseguenze del male senza mai cercarne la causa. Le ragioni di questo accanimento sono ovvie: cercare la vera causa ci condurrebbe inevitabilmente a condannare senza appello l’organizzazione sociale nel suo complesso.

 Così come ha trasformato in semplice merce ogni dettaglio del nostro mondo, il sistema attuale ha fatto del nostro corpo una merce, un oggetto di studio e sperimentazione consegnato agli apprendisti-stregoni della medicina mercantile e della biologia molecolare. E i padroni del mondo sono già pronti a brevettare la vita. Il sequenziamento completo del DNA del genoma umano è il punto di partenza di una nuova strategia messa in atto dal potere. La decodificazione genetica non ha altro scopo che amplificare considerevolmente le forme di dominazione e di controllo.

   Anche il nostro corpo, come tante altre cose, ci è sfuggito.



 Capitolo X: L’obbedienza come seconda natura

  “A forza di obbedire si sviluppano riflessi di sottomissione.”

 Anonimo


rat de laboratoire 


   Il meglio della vita gli sfugge, ma lui continua perché è abituato ad obbedire da sempre. L’obbedienza è diventata una seconda natura. Obbedisce senza sapere il perché, semplicemente perché sa di dover obbedire. Obbedire, produrre e consumare, questo è il trittico che domina la sua vita. Obbedisce ai genitori, ai professori, ai datori di lavoro, ai padroni di casa, ai mercanti. Obbedisce alla legge e alle forze dell’ordine. Obbedisce a tutti i poteri perché non sa fare altro. La disobbedienza lo spaventa più di ogni altra cosa perché la disobbedienza significa rischio, avventura, cambiamento. Così come il bambino si spaventa quando perde di vista i genitori, lo schiavo moderno si sente smarrito senza il potere che lo ha creato. Quindi continua ad obbedire.

   È la paura che ha fatto di noi degli schiavi e che ci mantiene in questa condizione. È per paura che ci inchiniamo davanti ai padroni del mondo e accettiamo questa vita di umiliazione e di miseria.
   Abbiamo però la forza numerica in confronto alla minoranza che governa. La forza non la traggono dalla loro polizia ma proprio dal nostro consenso. Giustifichiamo la nostra vigliaccheria davanti al legittimo scontro con le forze che ci opprimono con un discorso pieno di umanesimo moralizzatore. Il rifiuto della violenza rivoluzionaria è ancorato nelle menti di quelli che si oppongono al sistema nel nome di valori che questo sistema stesso ci ha insegnato.
   Il potere invece non esita mai a ricorrere alla violenza quando si tratta di conservare la propria egemonia.




 Capitolo XI: La repressione e la sorveglianza

“Sotto un governo che imprigiona ingiustamente, anche il posto dell’uomo giusto è in prigione.”
 La disobbedienza civile, Henry David Thoreau


 foule 1984


  Tuttavia, ci sono ancora individui che sfuggono al controllo delle coscienze. Ma sono sotto sorveglianza. Ogni forma di ribellione o di resistenza è di fatto assimilata ad un’attività deviante o terrorista. La libertà esiste soltanto per coloro che difendono gli imperativi mercantili. L’opposizione reale al sistema dominante è ormai totalmente clandestina. Per questi oppositori, la repressione è la regola in uso. E di fronte a questa repressione, il silenzio della maggioranza degli schiavi trova la propria giustificazione nell’aspirazione mediatica e politica a negare il conflitto che esiste nella società reale.



  Capitolo XII: Il denaro

  “E quello che una volta si faceva per l’amore di Dio, ora si fa per l’amore del denaro, vale a dire per l’amore di quello che oggi dona il senso di potere più elevato e la coscienza tranquilla.”

Nietzsche


billet 


   Come tutti gli esseri oppressi della Storia, lo schiavo moderno ha bisogno della sua mistica e del suo dio per anestetizzare il male che lo tormenta e la sofferenza che lo opprime. Ma questo nuovo dio, al quale ha consegnato l’anima, non è altro che il Nulla. Un pezzo di carta, un numero che ha significato soltanto perché tutti hanno deciso di conferirgliene. È per questo nuovo dio che studia, lavora, si batte e si vende. È per questo nuovo dio che ha abbandonato ogni valore ed è pronto a fare qualsiasi cosa. Crede che possedendo molti soldi si libererà dagli obblighi di cui è prigioniero. Come se il possesso andasse di pari passi con la libertà. La liberazione è un’ascesi che deriva dal controllo di sé. È un desiderio e una volontà in atto. Sta nell’essere, non nell’avere. Ma allo stesso tempo bisogna essere risoluti a non servire più, a non obbedire più. Bisogna essere capaci di rompere con un’abitudine che nessuno, sembra, osa mettere in discussione.




Torna su
Capitolo XIII: Nessuna alternativa all’organizzazione sociale dominante

 Acta est fabula
 I giochi sono fatti


horloge 


   Invece lo schiavo moderno è convinto che non c’è alternativa all’organizzazione del mondo attuale. Si è rassegnato a questa vita perché pensa di non poterne avere una diversa. Proprio qui sta la forza della dominazione presente: alimentare l’illusione che questo sistema, che ha colonizzato l’intero pianeta, è la fine della Storia. Ha fatto credere alla classe dominata che adattarsi alla sua ideologia significa adattarsi al mondo così com’è e com’è sempre stato. Sognare un altro mondo è diventato un crimine condannato all’unanimità da tutti i media e da tutti i poteri. Il criminale in realtà è chi contribuisce, consapevolmente o no, alla demenza dell’organizzazione sociale dominante. Non c’è follia più grande di quella del sistema attuale.



Capitolo XIV: L’immagine

 “Se no, sappi o re, che noi non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo la statua d’oro che tu hai eretto."

 Vecchio Testamento, Daniel 3 :18


 panneaux


     Davanti alla desolazione del mondo reale, si tratta, per il sistema, di colonizzare l’insieme della coscienza degli schiavi. È così che nel sistema dominante, le forze di repressione sono precedute dalla dissuasione che, sin dalla prima infanzia, compie la sua opera di formazione degli schiavi. Devono dimenticare la loro condizione servile, la loro prigione e la loro vita misera. Basta vedere la folla ipnotica connessa davanti a tutti i monitor che accompagnano la loro vita quotidiana. Ingannano la loro insoddisfazione permanente nel riflesso manipolato di una vita sognata, fatta di denaro, di gloria e di avventura. Ma i loro sogni sono tutti penosi, quanto la loro vita miserabile.

   Esistono immagini ovunque e per tutti. Portano in sé il messaggio ideologico della società moderna e servono da strumento di unificazione e di propaganda. Crescono man mano che l’uomo viene espropriato dal proprio mondo e dalla propria vita. I bambini sono il primo bersaglio di queste immagini perché si tratta di soffocare la libertà nella culla. Bisogna abbruttirli e sradicare ogni forma di riflessione e di senso critico. Questo accade ovviamente con la complicità sconcertante dei genitori, che non provano neanche più a resistere alla forza d’urto cumulata di tutti i mezzi moderni di comunicazione. Comprano loro stessi tutte le merci utili all’asservimento dei propri figli. Si dissociano dalla loro educazione e la consegnano al sistema dell’abbrutimento e della mediocrità.

   Ci sono immagini per tutte le età e per tutte le classi sociali. E gli schiavi moderni confondono queste immagini con la cultura e, talvolta, anche con l’arte. Si richiamano gli istinti più sordidi per smaltire le scorte di merci. Ed è di nuovo la donna, doppiamente schiava nella società odierna, che paga il prezzo più alto. È ridotta ad essere un semplice oggetto di consumo. La rivolta stessa è diventata un’immagine che viene venduta per meglio  distruggere il suo potenziale sovversivo. Oggi l’immagine è sempre la forma di comunicazione più semplice ed efficace. Si costruiscono modelli, si abbrutiscono le masse, si divulgano menzogne, si creano frustrazioni. Si diffonde con l’immagine l’ideologia mercantile perché l’obiettivo è sempre lo stesso: vendere, modelli di vita o prodotti, comportamenti o merci, poco importa, ma bisogna vendere.



Capitolo XV : I divertimenti

“La televisione rende idioti quelli che la guardano, non chi la fa”.

Patrick Poivre d’Arvor


public télévision 


     Questi poveri uomini si divertono, ma il divertimento serve soltanto a distrarli dal vero male che li soffoca. Hanno acconsentito che la loro vita fosse priva di ogni significato e fingono di esserne fieri. Provano ad ostentare la loro soddisfazione ma nessuno si lascia ingannare. Non riescono nemmeno più ad ingannare loro stessi quando si ritrovano davanti al riflesso impietoso dello specchio. Così perdono il loro tempo davanti ad imbecilli assennati a farli ridere o cantare, sognare o piangere.
   Si mimano, attraverso lo sport mediatizzato, i successi e gli insuccessi, le forze e le vittorie che gli schiavi moderni hanno smesso di vivere nel proprio quotidiano. La loro insoddisfazione li incita a vivere per delega davanti al televisore. Mentre gli imperatori della Roma antica compravano la sottomissione del popolo con il pane e i giochi del circo, oggi è con i divertimenti e il consumo del vuoto che viene comprato il silenzio degli schiavi.




Torna su
Capitolo XVI: Il linguaggio

“Si pensa che controlliamo le parole, ma sono le parole che ci controllano.” 

Alain Rey


 bouche vendetta


     La dominazione sulle coscienze passa principalmente attraverso l’utilizzo viziato del linguaggio della classe economicamente e socialmente dominante. Con il monopolio dei mezzi di comunicazione, il potere diffonde l’ideologia mercantile attraverso la definizione rigida, parziale e faziosa, che dà alle parole.
   Le parole sono presentate come neutre e come se la loro definizione andasse da sé. Ma sotto il controllo del potere, il linguaggio indica sempre una cosa diversa dalla vita reale.
 È innanzitutto un linguaggio della rassegnazione e dell’impotenza, il linguaggio dell’accettazione passiva delle cose così come sono e come devono rimanere. Le parole lavorano per conto dell’organizzazione dominante della vita e il solo fatto di utilizzare il linguaggio del potere ci condanna all’impotenza.
   Il problema del linguaggio è al centro della lotta per l’emancipazione umana. Non è una forma di dominazione che si aggiunge alle altre, è il cuore stesso del progetto di asservimento del sistema totalitario mercantile.

   È con la riappropriazione del linguaggio e quindi della comunicazione reale tra le persone che emerge nuovamente la possibilità di un cambiamento radicale. È così che il progetto rivoluzionario si congiunge con il progetto poetico. Nell’effervescenza popolare, la parola è presa e reinventata da gruppi numerosi. La spontaneità creatrice s’impadronisce di ognuno e ci unisce tutti.



Capitolo XVII: L’illusione del voto e della democrazia parlamentare

  “Votare, è abdicare.”
Élisée Reclus


parlement


     Tuttavia, gli schiavi moderni si sentono pur sempre cittadini. Credono di votare e decidere liberamente chi condurrà i loro affari. Come se potessero ancora scegliere. Ne hanno soltanto l’illusione. Pensate che ci sia ancora una differenza fondamentale per quanto riguarda il tipo di società nella quale vogliamo vivere tra la destra e i socialisti in Francia, tra i democratici e i repubblicani negli Stati Uniti, tra i laburisti e i conservatori nel Regno Unito? Non esiste opposizione perché i partiti politici dominanti sono d’accordo sull’essenziale e cioè sul mantenimento della società mercantile. Non esistono partiti politici che rimettono in discussione il dogma del mercato in grado di accedere al potere. 
   E con la complicità mediatica, questi partiti monopolizzano l’apparenza. Bisticciano su dei particolari purché tutto rimanga come prima. Litigano per sapere chi occuperà i posti offerti dal parlamentarismo mercantile. 
   Questi patetici battibecchi sono ripresi dai media per occultare un vero dibattito sulla scelta di società nella quale vogliamo vivere. L’apparenza e la futilità dominano sulla profondità del conflitto delle idee. Tutto questo non somiglia in nessun modo ad una democrazia.

   La democrazia reale si definisce prima di tutto con la partecipazione massiccia dei cittadini alla gestione degli affari della città. È diretta e partecipativa. La sua espressione più autentica è l’assemblea popolare e il dialogo permanente sull’organizzazione della vita in comune. La forma rappresentativa e parlamentare che usurpa il nome di democrazia limita il potere dei cittadini al solo diritto di voto, vale a dire al Nulla, tant’è vero che la scelta tra il grigio chiaro e il grigio scuro non è una scelta reale. La stragrande maggioranza dei seggi parlamentari sono occupati dalla classe economica dominante, che sia di destra o della cosiddetta sinistra social-democratica.
   Il potere non è da conquistare, è da distruggere. È dispotico per natura, che sia esercitato da un re, un dittatore o un presidente eletto. L’unica differenza nel caso della “democrazia” parlamentare, è che gli schiavi hanno l’illusione di scegliere liberamente il padrone che dovranno servire. Il voto ha fatto di loro i complici della tirannia che li opprime. Non sono schiavi perché esistono padroni, ma esistono padroni perché hanno scelto di rimanere schiavi.



 Capitolo XVIII: Il sistema totalitario mercantile

“La natura non ha creato né padroni né schiavi, non voglio né consegnare né ricevere leggi.”
Denis Diderot


 satelite


     Il sistema dominante si definisce quindi con l’onnipresenza della sua ideologia mercantile. Occupa tutto lo spazio e tutti i settori della vita. Non dice altro che: “Producete, vendete, consumate, accumulate!”. Ha ridotto l’insieme dei rapporti umani a rapporti commerciali e considera il nostro pianeta una semplice merce. Il dovere che ci impone è il lavoro servile. L’unico diritto che riconosce è la proprietà privata. L’unico dio che ostenta è il denaro.
   Il monopolio dell’apparenza è totale. Si vedono e si sentono soltanto uomini e  discorsi favorevoli all’ideologia dominante. La critica a questo mondo è affogata nell’onda mediatica che decide ciò che è bene e ciò che è male, ciò che si può vedere e ciò che non si può vedere. 

   Onnipresenza dell’ideologia, culto del denaro, monopolio dell’apparenza, partito unico sotto le spoglie del pluralismo parlamentare, assenza di un’opposizione visibile, repressione in ogni forma, volontà di trasformare l’uomo e il mondo. Questa è la vera faccia del totalitarismo moderno chiamato “democrazia liberale” ma che bisogna chiamare ora con il suo vero nome: il sistema totalitario mercantile.

   L’uomo, la società e tutto il pianeta sono al servizio di questa ideologia. Il sistema totalitario mercantile è quindi riuscito a compiere ciò che nessun totalitarismo era riuscito a fare prima: unificare il mondo a sua immagine. Oggi non c’è più esilio possibile.




 Capitolo XIX: Prospettive


  Man mano che la repressione si estende a tutti i settori della vita, la ribellione prende il volto di una guerra sociale. Le sommosse rinascono e annunciano la rivoluzione che verrà.

 La distruzione della società totalitaria mercantile non è questione di opinione. È una necessità assoluta in un mondo che sappiamo condannato. Il potere è ovunque, ovunque e in ogni momento va combattuto.

   La reinvenzione del linguaggio, lo sconvolgimento permanente della vita quotidiana, la disobbedienza e la resistenza sono le parole chiave di questa ribellione contro l’ordine stabilito. Ma per fare in modo che da questa rivolta nasca una rivoluzione, bisogna radunare le soggettività in un fronte comune.

 Bisogna adoperarsi per unire tutte le forze rivoluzionarie. Questo si può fare soltanto partendo dalla consapevolezza degli insuccessi passati: né il riformismo sterile, né la burocrazia totalitaria può essere una soluzione alla nostra insoddisfazione. Si tratta di inventare nuove forme di organizzazione e di lotta.

  L’autogestione nelle imprese e la democrazia diretta a livello comunale sono le basi di questa nuova organizzazione anti-gerarchica nella forma e nel contenuto.

     Il potere non è da conquistare, è da distruggere.





 Capitolo XX : Epilogo

 “O Gentiluomini, la vita è breve… 
Se noi viviamo, viviamo per camminare sulle teste dei re.”


William Shakespeare


lance pierre contre police

émeutes coktail molotov

explosion parlement


Jean-François Brient
traduzione : Giorgio-Andreas Del Valentino



http://www.delaservitudemoderne.org/testo.html


http://www.gotanotherway.com/

Vedere anche SCHIAVI DELLA SANTA SEDE QUI: http://fuoridimatrix.blogspot.it/p/schiavi-della-santa-sede-dal-1302anno.html













martedì 18 settembre 2012

L'ARTE DEL NON FARE.

PRATICARE IL "NON FARE"


Ho raccolto alcune informazioni che penso siano utili a cambiare l'ologramma e quindi ad avere una versione differente del mondo,anche soprattutto in relazione alla vita che facciamo,l'abiitudine e le azioni meccanicistiche sono sinonimo di squilibrio,qualcosa che sicuramente non e' naturale per un essere consapevole,quindi l'arte del non fare e' un ottima disciplina per cambiare veramente il mondo,buona lettura.

«Giungere all’essere in noi  che deve morire è il non fare della persona»

 (Agire senza credere, avere aspettative, senza certezze di fede)- >

interrompere le proprie abitudini... concentrare l'attenzione su aspetti del mondo che generalmente si trascurano; imparare ad avviare comportamenti diversi, ampliare i margini di libertà: e allenare la persona a essere presente a se stessa Per Smontare abitudini si possono inventare esercizi-attività inutili come -->  Sali e scendi da una sedia per 15 volte con quanta maggiore consapevolezza e impegno possibile + apri una scatola di cerini e rovescia il suo contenuto a terra e poi raccoglili tutti, uno per volta... etc.
....
 Il mondo è il mondo perché tu conosci il "fare" implicato nella sua creazione... Se tu non conoscessi il suo fare, il mondo sarebbe diverso... Per fermare il mondo devi smettere di fare... Non-fare sarebbe come comportarsi come se qual qualcosa fosse qualcos'altro di molto diverso... ad es. trasformare quell'oggetto in un oggetto di potere...
Un guerriero se sa che le cose sono vere, agirà per "fare"; se sa che non sono vere, agirà per "non-fare"



--> Il mondo ordinario è sostenuto dal “fare”, cioè da una visione coerente della realtà, prodotta dall’ancoraggio del punto d’unione di tutti gli uomini nella medesima posizione; la pratica del “non fare” è incentrata su una multiforme serie di esercizi, tutti tesi a incrinare la nostra assoluta credenza nell’effettiva realtà della visione del mondo costruita dai nostri sensi.
 ....
Il non fare + (interruzione dialogo) sono tecniche che implicitamente favoriscono il "Sognare"
....
eseguire qualcosa senza alcuna aspettativa non deve essere intesa come un far nulla in ogni caso, ma al contrario - agire senza interferire con la naturalezza delle cose...


(Assemblaggio -> Il "Punto di Unione" (Arte Sognare, pag. 11)

http://www.animalibera.net


Fare – Non Fare

· Fare: percezione del mondo nel modo in cui siamo soliti fare, le cose che ognuno di noi racconta a sé stesso; il dialogo interno è la conversazione mentale che sosteniamo con noi stessi ogni giorno, la descrizione assimilata da ciascuno di noi.
· Proteggiamo la nostra descrizione, l’0alimentiamo coni nostri pensieri e generiamo inoltre il “fare” che la rinforza
· Questo tende a confermare il contenuto del dialogo interno della descrizione stessa
· L’estremo è sostituire la realtà esterna a noi con i nostri pensieri
· Solo fermando questo dialogo interno si trova la chiave per accedere al mondo degli stregoni.
· Il primo anello del potere, è il risultato della percezione ordinaria: il secondo anello del potere è la percezione di un altro mondo, quello degli stregoni

· Non-fare: qualsiasi tipo di azione che non sia coerente con la nostra descrizione del mondo o di noi stessi.
· Il non-fare interrompe il flusso della descrizione e sospende il fare del mondo conosciuto
· Il non-fare è il mezzo che apre il cammino verso io lato ignoto della realtà, è la porta di accesso del nagual (la realtà separata, la consapevolezza dell’altro io)
· Il non-fare praticato nella consapevolezza del lato destro, possiede la facoltà di portarci verso il lato sinistro; praticarlo in modo costante porta all’integrazione delle due forme di consapevolezza, portandoci alla “totalità di sé stessi”.
· Il non-fare dell’io personale interrompe il flusso della descrizione della nostra persona, ci liberiamo dall’incantesimo dell’ego, che continua a farci credere di essere lui a costruire la nostra unica realtà
· Interrompere il flusso della descrizione è una porta verso la libertà ed i cambiamento:possiamo reinventare noi stessi!
· Ogni automatismo è per gli stregoni un fare; il non-fare significa invece evitare consapevolmente tutti gli automatismi, interrompendo queste sequenze e permettendo a sé stessi di fare nuove esperienze e riacquistare vera spontaneità.
· Evitiamo fin dal mattino di cadere nella catena di automatismi e nella trance della quotidianità: ci si deve affidare soprattutto ala nostra fantasia
· Il non-fare ci dà sempre forza perché allenta la fissazione del punto di assemblaggio ed attiva nuovi campi energetici
· Il non-fare distoglie la nostra percezione dallo specchio dell’autocontemplazione per rivolgerla di nuovo verso il mondo
· Nel non-fare dobbiamo semplicemente comprendere al di là dell’intelletto razionale, che le nostre sensazioni si basano su convenzioni arbitrarie, che possono benissimo essere sostituite

· I non-fare dell’Io personale:
strategia dello stregone per entrare nella realtà separata
· Mira alla destrutturazione dell’ego individuale del guerriero ed alla sua visione ordinaria del mondo
· Tre forme principali:
usare la morte come consigliera
(la morte non è la negazione della vita, ma la negazione dell’ego. La vita invece si sostiene con la morte)
perdere l’importanza
(destrutturate il proprio ego, smontarlo e fargli perdere la sua continuità)
cancellare la storia personale
(cancellare le azioni passate e le relazioni che abbiamo avuto con esse)
· L’ego è solo una descrizione. Nient’altro. Parole, solo parole. Non ha una realtà specifica, la cui quasi-realtà deriva dalla nostra insistenza a comportarci come se fosse tale
· Esistono una quantità enorme di azioni considerate impossibili in quanto non incluse nella descrizione. Il non-fare ci permette di scoprirle.Smettiamo di resistere al cambiamento
· Dobbiamo cancellarci fino a diventare sconosciuti anche per noi stessi (don Juan). E’ il campo delle libertà !
· I non-fare personalizzati:
Tecniche fra le più potenti.(devastanti per l’ego personale)
· Travestimenti ; cambiare facciata.
Una grande forza di cambiare l’illusione, tale da sostituire completamente la realtà ordinaria
· Solo quando l’ego si ferma prendiamo coscienza della nostra vera natura: siamo esseri luminosi, la cui energia può creare qualsiasi effetto e la realtà dell’ego è un’illusione
· Questo tipo di non-fare deve essere completamente diverso da ciò che l’individuo conosce (mandare un manager famoso e chiedere l’elemosina, ecc).
· Caratterizzarsi fino all’ultimo dettaglio sull’attività scelta (abiti, modo di parlare, ecc). praticare almeno 4 ore al giorno. Produrre un livello efficiente, interazione con il mondo quotidiano, non evitare persone conosciute, ecc……….Non informare amici e conoscenti di quello che stimo facendo.

Carlos Castaneda http://www.ilcerchiodellavita.com/home.html

Sviluppare l'arte del "non fare"
Un bellissimo estratto dal libro "La Fisica dei Miracoli" di Richard Bartlett (Macro Edizioni, 2010)...
Richard Bartlett - 05/11/2010


Meglio non ritrovarsi nella condizione di dover fare qualcosa, perché fin troppo spesso si rivela essere una condizione in cui non possiamo fare un granché. Consentiamo invece la manifestazione dello stato di coscienza del "non fare", e trasformiamola nel nostro migliore amico. Dedichiamo coscientemente un po' di tempo ed energia alla realizzazione di tale stato, ponendone le premesse, ben consapevoli che spesso nel momento in cui è più importante che accada qualcosa, non accade proprio nulla, mentre quando coscientemente non facciamo proprio niente, tutto può accadere.
Meno facciamo maggiore è il potere a cui possiamo accedere. Quando ci sforziamo di fare o di far succedere qualcosa, quel nostro "fare" è condizionato da una consapevolezza limitata delle possibili soluzioni. Quando seguiamo il flusso e siamo in armonia con la corrente degli eventi, non stiamo più resistendo ai benefici del loro potenziale quantistico. A quel punto tutto diventa possibile e ci sono maggiori probabilità che si manifestino eventi miracolosi.

http://www.scienzaeconoscenza.it

Zen in the City

Pratiche di consapevolezza per la città e per il mondo digitale

L’arte di non fare niente in particolare
31 marzo 2011

Non avere niente o poco da fare, oppure starsene senza fare niente: sono considerati comportamenti negativi, nella nostra società. Chi ha poco da fare, si sente a disagio, cerca “passatempi”, magari si vergogna di non essere indaffarato. Ma guardate questa coppia di leoni oziosi: non vi sembra che stiano facendo la cosa migliore, per loro? Anche per noi potrebbe esserlo, a volte. E non pochi maestri spirituali hanno esaltato l’arte del non far nulla. Ecco cosa dice, proposito, uno dei miei preferiti, Thich Nhat Hanh.

Nella nostra società, abbiamo la tendenza a considerare il non fare niente come qualcosa di negativo, se non addiruttura di malvagio. Ma quando ci perdiamo nelle attività, non facciamo altro che diminuire la qualità della nostra vita. Facciamo a noi stessi un disservizio. È importante, invece, preservare noi stessi, la nostra freschezza e il buon umore, la nostra gioia e la compassione. Nel Buddhismo, coltiviamo la “assenza di scopo”, ed infatti, nella tradizione buddhista, la persona ideale, un “arhat” o “bodhisattva”, è una persona poco occupata, qualcuno che senza un posto di preciso dove andare o qualcosa da fare. La gente dovrebbe imparare come stare lì semplicemente, non facendo niente. Provate a passare una giornata senza fare niente; non la chiamiamo una “giornata pigra”. Eppure, per molti di noi, abituati a correre da una parte all’altra , una giornata pigra è realmente un compito arscite arduo! Non è facile essere e basta. Se riuscite ad essere felici, rilassati e sorridenti, quando non state facendo qualcosa, siete abbastanza forti. Non fare nienteporta qualità nell’esistenza, che è molto importante. Così, non fare niente è veramente qualcosa. Per favore, scrivetelo ed mettetelo in evidenza all’interno della vostra casa: Non fare niente è qualcosa.

Il brano è tratto da: Thich Nhat Hanh, Answers from the Heart, Parallax, 2009. La traduzione è mia. L’ho trovato in questa pagina del blog di Lilian Cheung.

Lo stesso maestro dice, in un altro brano: “Affinchè nel nostro corpo e nella nostra anima possa avvenire una guarigione, dovremmo imparare a permettere sia al corpo sia alla coscienza di riposare. Nessuno sforzo dovrebbe essere fatto nè dal corpo nè dalla coscienza. Questo è shamatha, la pratica del fermare e calmare, ed è qualcosa che va imparato. La pratica di shamatha, fermare, è la pratica del non fare niente. Abbiamo per tanto tempo sacrificato il momento presente considerandolo solo un mezzo per ottenere le cose in futuro, ma questa è una tendenza da interrompere”. (i neretti sono miei)

Allego infine altri due brani, uno è tratto da “Walden, ovvero La vita nei boschi”, un libro del 1854 di Henry David Thoreau. Il volume è il resoconto dell’avventura di Thoreau, che dedicò oltre due anni della propria vita presso una capanna, costruita in gran parte da solo, sulle sponde del lago Walden, a “cercare un rapporto intimo con la natura e insieme a ritrovare se stesso in una società che non rappresentava ai suoi occhi i veri valori da seguire, ma solo l’utile mercantile” (cfr. Wikipedia).

L’altro è tratto dal vangelo di Luca, nel quale si narra la storia di Marta e Maria, figure paradigmatiche del contrasto tra vita attiva e vita contemplativa. La posizione di Gesù, a riguardo, non lascia spazio a dubbi.

Poi c'e' anche Osho sul argomento e la disciplina del non fare ed e' questo;Colui che non fa è un individuo rilassato rispetto al fiume, che fluisce con il fiume, scorre con esso; è diventato parte del fiume, non si pensa come minimamente separato, è qualcuno che non ha alcun destino individuale. Ecco il significato di non fare. Ora il destino del Tutto è il suo destino.
Paura, angoscia, agonia nascono dall'avere un destino individuale. Fare significa avere un'idea di ciò che si dovrebbe essere. Non fare significa lasciar cadere l'idea di essere separati dall'esistenza. Osho
Aggiunta da FUORI DI MATRIX. 

http://zeninthecity.org/2011/03/31/arte-di-non-fare-niente/

"Se riesci a passare un pomeriggio assolutamente inutile in modo assolutamente inutile, hai imparato a vivere."
Lin Yu-t’ang

"Una strana follia si è impadronita delle classi lavoratrici nelle nazioni ove regna la civiltà capitalistica... Questa follia è l'amore per il lavoro, la moribonda passione per il lavoro spinta fino all'esaurimento delle forze vitali dell'individuo e della sua progenie..."

Tratto da: "Il Diritto alla Pigrizia", celeberrimo testo "maledetto" scritto dal genero di Marx, Paul Lafargue.


Cito a proposito queste parole;L'ozio non e' solo relax,e'uno stile di vita,gli oziosi respingono i principi base della civilta':il lavoro inteso come mezzo di schiavitu',il consumismo di beni materiali totalmente inutili,la carriera e l'arrivismo che obbligano a privarsi del tempo necessario ad alimentare la propria creativita' e le proprie passioni.


Chiunque segua la via del non-attaccamento può arrivare alla meta di tutta una vita alla ricerca della verità. Piuttosto che aggrapparti alla ricchezza, sarebbe meglio che la buttassi via, e non permetterle di avvelenarti il cuore. Ma se non ti aggrapperai e ne farai saggio uso, allora potrai essere una benedizione per le altre persone. Non sono la ricchezza e il potere in sé a rendere l'uomo schiavo, bensì l'attaccamento ad essi.

Majjhima Nikaya






venerdì 14 settembre 2012

L'ATTACCAMENTO ALLE COSE CHE NON ESISTONO SE NON NELLA MENTE.

                  





Le false-immaginazioni sorgono dalla considerazione delle apparenze; le cose sono discriminate come forme, segni e figure; come aventi colori, umidità o calore, mobilità o rigidità. L’immaginazione falsa consiste nel diventare così attaccati a queste apparenze ed ai loro nomi. Per attaccamento agli oggetti si intende, diventare attaccati alle cose esterne ed interne come se esse fossero veramente reali. Per attaccamento ai nomi si intende, in queste cose interne ed esterne, il riconoscimento di caratteristici segni di individualità e generalità, ed a considerarli definitivamente appartenenti ai nomi degli oggetti.

La falsa-immaginazione insegna che poiché tutte le cose sono collegate alle loro cause e condizioni dell’energia-abitudine accumulata da tempi senza inizio col non riconoscere che il mondo esterno è la mente stessa, tutte le cose sono comprensibili sotto gli aspetti di individualità e generalità. A causa dell’ag-grapparsi a queste false-immaginazioni vi è una moltitudine di apparenze che sono immaginate come essere vere, ma in realtà esse sono solo immaginarie.


Quando è chiaramente capito che non vi è niente nel mondo, se non ciò che è visto dalla mente stessa, la discriminazione non sorge più, e tutti i saggi si stabilizzano nella loro vera dimora, che è il reame della quiete. Gli ignoranti discriminano e operano tentando di adattarsi alle condizioni esterne, e sono costantemente perturbati nella mente; ogni irrealtà è immaginata e discriminata mentre è ignorata e non-vista la realtà.


Quando questo intero universo è considerato come una concatenazione e come nient’altro che una concatenazione, allora la mente, con la sua paziente accettazione della verità che tutte le cose sono non-nate, ne guadagna in tranquillità.

Lankavatara Sutra.

Gli umani lavorano 10 ore al giorno per produrre cose che non esistono,sono non nate,e credendole reali fanno sorgere un attaccamento che li rende ancora piu' schiavi.

Fuori di Matrix.





mercoledì 12 settembre 2012

TEMPESTE SOLARI E CAMBIAMENTI DI COSCIENZA

TEMPESTE SOLARI E CAMBIAMENTI DI COSCIENZA di Inga Ongaro




Il nostro sole è entrato in una di quelle fasi che l’astrofisica definisce “fase attiva” e ci rimarrà per tutto il 2012 e 2013

Ciò accade ogni 11 anni, la nostra stella alterna momenti di quiete e momenti di eruzione nei quali espelle particelle elettricamente cariche. Durante le tempeste solari o geomagnetiche il sole produce forti emissioni di materia elettricamente carica che viene a interferire nella magnetosfera terrestre. La NASA  ha predetto che ci sarà una super tempesta solare a metà maggio 2012. Il 20 maggio ci sarà anche un eclisse solare con allineamento delle Pleiadi, del Sole, della Terra e della Luna. Gli altri picchi saranno a settembre e a dicembre.

I venti solari rilasciano particelle ad alta energia che possono creare fenomeni come aurore boreali ma possono anche interferire nelle reti elettriche, disturbare le comunicazioni e abbrustolire i satelliti. Nel 1859 ci fu la più grande tempesta geomagnetica mai registrata che causò l’interruzione delle linee telegrafiche e produsse un’aurora boreale visibile in latitudini inusuali come a Roma, in Giamaica e a Cuba.

Nei giorni d’oggi siamo però completamente dipendenti dalla tecnologia elettronica… telefonini, computer, frigoriferi, persino l’acqua arriva nelle nostre case grazie a dispositivi elettronici.

Una tempesta solare di forti dimensioni potrebbe mandare in tilt le reti elettriche e di conseguenza i satelliti, le reti di telecomunicazione… tutto si potrebbe fermare e potrebbe portare al collasso del sistema. A quanto sembra i trasformatori sono la parte più sensibile della rete elettrica, e con l’intensità elettromagnetica delle tempeste solari si possono bruciare, il che potrebbe essere evitato se tutta la rete elettrica venisse spenta durante i giorni di forte esposizione ai venti solari.

Ma ci sono altri pareri scientifici molto interessanti che riguardano le tempeste solari, pareri che potrebbero persino fare la differenza per l’umanità…

Un recente studio pubblicato da New Scientist indica una connessione diretta tra le tempeste solari del Sole e gli effetti biologici umani. Il mezzo che facilita le particelle cariche provenienti dal Sole a interferire con l’essere umano è lo stesso mezzo che governa le condizioni meteo della Terra attraverso il campo magnetico di quest’ultima, e anche attraverso i campi magnetici attorno all’uomo.

Dieter Broers

Lo scienziato e biofisico tedesco Dieter Broers da oltre 30 anni indaga gli effetti dei campi elettromagnetici sugli esseri umani, ed è uno dei pochi che toccano il tema del 2012 con una visione realistica, scientifica, e con una buona dose di speranza. Egli ha scoperto come le eruzioni solari possono influenzare il sistema nervoso centrale, tutte le attività del cervello, insieme al comportamento umano e a tutte le risposte psico-fisiologiche (mentale-emotivo-fisico).

Un’eruzione solare è una tempesta magnetica sul Sole, un punto che sembra essere particolarmente luminoso e affetto da una superficie gassosa come nella fotografia qui sopra. Le eruzioni solari rilasciano enormi quantità di particelle ad alta energia e gas che sono tremendamente caldi. Esse vengono espulse a milioni di chilometri dalla superficie del sole.

Broers ha scoperto che i campi elettromagnetici che circondano gli esseri umani se troppo alterati possono creare stati mentali simili a quelli causati da droghe allucinogene o dalle esperienze mistiche. L’alterazione dei campi elettromagnetici prodotti dalle “esplosioni solari” o “tempeste solari” previste per il 2012, potrebbero quindi influenzare il nostro campo elettromagnetico e di conseguenza la nostra coscienza e la percezione della realtà. Si potrebbero provare, nei giorni di alta attività solare allucinazioni e stati mentali estremamente confusi o piacevoli… Per Broers, l’importanza di questi stati mentali, che potremmo chiamare alterati, ci permetterebbero di capire la crisi globale che vive il pianeta come un sintomo di una malattia che può essere curata.

Nel suo libro “Revolution 2012″ Dieter Broers ci avverte sulle tempeste solari:  “Gli eventi che il cosmo ha in serbo per noi nel 2012 potrebbero essere paragonati ad avere un bicchiere di succo in cui qualcuno ha messo un po’ di LSD o acido lisergico senza che ne  fossimo a conoscenza.”

Le tempeste solari del 2012 hanno un lato positivo, in qualche modo, di speranza. Broers sostiene che le alterazioni nel campo magnetico della Terra provocate dalle tempeste solari, potrebbero alterare la nostra percezione del tempo e della realtà, e a seconda della nostra preparazione, produrre esperienze di tipo mistico, cambiamenti di coscienza, allucinazioni e forse anche poteri mentali.

Le eruzioni solari possono causarci nervosismo, ansia, preoccupazioni, atteggiamenti lunatici, vertigini, tremori, irritabilità, apatia, esaurimento, l’avere problemi di memoria a breve termine e palpitazioni cardiache, nausea, senso di pressione prolungata alla testa e mal di testa. Avete recentemente sperimentato qualcuno di essi?

Gli incidenti delle ultime settimane sono la prova evidente che la luce sta permeando la coscienza collettiva mentre il mondo assiste al potere delle persone che si sono unificate in un certo proposito. Nel campo di potenzialità della Terra, lo slancio inarrestabile di questa energia esilarante accelera la manifestazione del giorno in cui il nostro mondo sarà libero da ogni forma di repressione, oppressione e privazione.

Le eruzioni solari e le onde di fotoni stanno cambiando il tessuto stesso della nostra realtà fisica in quanto hanno un potente effetto sul nostro livello fisico cellulare, provocando il risveglio e la purificazione della nostra memoria cellulare. Spesso si fa esperienza di queste energie come vampate di calore o sensazione di riscaldamento in alcune parti del nostro corpo. Le nostre emozioni più basse sono l’energia a bassa frequenza archiviata nelle nostre cellule dalle esperienze passate e dai traumi che abbiamo incontrato e mai trasformato o risolto, e quindi sono state archiviate come memorie cellulari. (Wilhelm Reich ha dimostrato chiaramente nei suoi studi psicanalitici, e successivamente anche per mezzo di strumenti ed effetti fisici queste cose, da cui nacque la scoperta della “corazza emozionale” e dell’energia Orgonica). L’energia fotonica è un’energia di frequenza molto più alta che spinge in alto la frequenza emotiva più bassa in modo da poterla calibrare con la frequenza più alta… e così ci ritroviamo a rilasciare queste emozioni particolari senza sapere perché. Questi incantesimi sembra dureranno per circa venti minuti e ci domanderemo da dove siano mai arrivati simili sentimenti, non sembrando parte del nostro bagaglio. I vari elementi del nostro progetto di vita sono interfacciati nella coscienza cellulare e quando il progetto viene amplificato attraverso le energie dei fotoni, diversi elementi del progetto raggiungono la nostra coscienza e cominciamo a ricordare lo scopo della nostra anima. Verremo così spinti a fare cambiamenti nella nostra vita, senza apparentemente capirne il perché.

Il Sole

Le eruzioni solari, le esplosioni galattiche di energia (come quelle provenienti ora dal centro della nostra Galassia, la Stella Alcione) penetrano attraverso questo scudo di frequenze elettroniche ipnotizzanti in cui siamo oggi immersi, attivando alcuni aspetti dei nostri codici DNA. Queste spinte di energia cosmica sono una chiamata al risveglio per l’umanità. Il campo magnetico terrestre trattiene e mantiene in posizione l’integrità più elevata di questo gioco cosmico magnetico. E questo sta per essere rimpiazzato dai risultanti campi elettromagnetici.

Ciò è facilmente dimostrabile dai numerosi video oramai in rete che mostrano come i diversi campi elettromagnetici (in questo caso onde sonore) strutturano la materia e il fisico in maniera geometricamente ordinata e perfetta.

L’improvviso aumento delle attività solari nelle ultime settimane, evocano una analisi più dettagliata del lavoro dello scienziato tedesco. Su cosa si basa Dieter Broers per le sue teorie delle tempeste solari? Alcuni esperimenti realizzati da Broers lo portarono a scoprire che lo stato di coscienza di una persona può essere alterato quando il cervello è esposto a campi elettromagnetici di una certa intensità. Secondo con le sue indagini, un campo magnetico normale ci permette di mantenere uno stato di coscienza normale e la percezione normale del tempo. D’altra parte, un campo magnetico gravemente anormale o la mancanza di esso, causa stati mentali alterati, e la distorsione della nostra percezione di tempo.

Per Broers, che da trent’anni studia questo campo della scienza, l’effetto dei disturbi geomagnetici creati dalle tempeste solari è simile agli effetti di droghe allucinogene. Quando siamo esposti a questo tipo di campi magnetici, il nostro cervello produce una serie di sostanze che generano queste allucinazioni o distorsioni della realtà e del tempo.

Revolution 2012

“Gli stati mentali alterati sono provocati da processi neurochimici e dalla produzione di  sostanze psicoattive o allucinogene. In certe condizioni, il cervello è in grado di produrre quelle che potremmo chiamare sostanze illegali. “

Le tempeste solari nei prossimi anni potrebbero stimolare il nostro cervello a generare sostanze in grado di creare forti allucinazioni. Queste allucinazioni sembreranno completamente reali alle persone che ne avranno l’esperienza e influenzeranno i nostri sensi in diverse forme: il tempo sembrerà muoversi più lentamente, potremmo vedere strane presenze, sentire delle voci, percepire forze invisibili e anche sentirci uniti con l’universo che ci circonda.

Dieter Broers dice che le tempeste solari del 2012 e del 2013 potrebbero portare a stati sconcertanti, ma anche stati estremamente piacevoli che alcuni potrebbero chiamare di “illuminazione” come quelli che sperimentarono Mosè, Giovanna d’Arco, e Paolo di Tarso.

Non tutti  avremmo le stesse esperienze o reagiremmo nello stesso modo. Alcune persone potranno sperimentare pace ed euforia, mentre altri sperimenteranno momenti di aggressività e depressione.

Il fattore determinante per avere una esperienza positiva o negativa sarà la paura. Mentre una persona potrebbe fuggire in preda al terrore davanti a una presenza strana, un’altra potrebbe capire che questa presenza è parte della sua coscienza, e  potrebbe stabilire un dialogo con la misteriosa presenza sulle origini della vita. Pertanto, Broers consiglia che prepariamo le nostre menti con la meditazione:  “E se hai dubbi su che tipi di “illuminazione” potresti avere, dovresti iniziare a meditare al più presto possibile, in modo da poter sperimentare questi stati alterati di coscienza in uno stato ricettivo”.

Se siamo predisposti a non aver paura, e se siamo in uno stato ricettivo potremmo goderci l’esperienza. Dipenderà soltanto da noi se queste allucinazioni verranno convertite in momenti di “illuminazione” spirituale. A cosa servirebbero queste allucinazioni? Cosa avrebbe questo effetto di positivo?

Secondo Broers, molti pazienti che sono stati sottoposti a cure utilizzano i campi elettromagnetici sul cervello, hanno ottenuto risultati positivi. La terapia, che viene chiamata “mega-onda terapia,” consiste nella somministrazione di campi elettromagnetici identici a quelli trovati in natura, mediante dispositivi disposti sulle teste dei pazienti. Questa terapia ha un’alta percentuale di successo e guarigione, grazie al fatto che per la prima volta, i pazienti sono divenuti improvvisamente in grado di capire quale era la causa del loro problema.

La stessa terapia applicata a pazienti sani o senza problemi, li ha portati a provare un alterato stato di coscienza che ha permesso loro di vedere la realtà e le cose di questo mondo, in un contesto molto più ampio.

Secondo Broers, una tempesta solare di elevata magnitudine influirebbe collettivamente sui nostri cervelli e potrebbe contribuire a renderci consapevoli dei danni che stiamo facendo al pianeta, e intraprendere azioni per invertire la situazione.

“Queste scoperte possono essere relative alla situazione attuale mondiale. Se vediamo la crisi globale come un sintomo di una malattia e se guardiamo in profondità dentro di noi, saremo capaci di identificare la causa di questa malattia. Mentre se i nostri sforzi per salvarci si concentrano sui sintomi della nostra condizione, non troveremo una cura vera e propria. Potremo salvare il pianeta soltanto se si riconoscono, in primo luogo, le vere cause della malattia. Questo tipo di riconoscimento può essere ottenuto attraverso l’influenza dei campi elettromagnetici. Se ad esempio, ogni essere umano sulla Terra fosse esposto a questi campi elettromagnetici, quasi certamente una coscienza collettiva nascerebbe negli esseri umani”.

Questo stato di coscienza collettivo potrebbe essere raggiunto nei prossimi anni attraverso l’esposizione ai campi elettromagnetici  causati da una forte tempesta solare. Lo scienziato tedesco ritiene che una serie di tempeste solari di magnitudine elevata, non solo potrebbe provocare esperienze mistiche o allucinazioni e cambiamenti nella consapevolezza riguardo ai danni che come umanità provochiamo al pianeta, ma potrebbe anche mettere a posto o riattivare le parti del cervello che vengono utilizzate o in parte o addirittura mai.

la Terra

” Sono convinto che siamo attualmente nel bel mezzo di un processo che comprende la ristrutturazione delle nostre reti neurali, e che il catalizzatore di questo processo sia l’alta attività solare e geomagnetica le cui conseguenze sono temute da molte persone. Tuttavia, tutti i fatti e scoperte, portano alla conclusione innegabile che lo sviluppo ci permetterà, per la prima volta nella storia umana, di utilizzare l’enorme potenziale del nostro cervello. “

Per Broers (e non solo per lui ma per tutta la scienza accreditata) gli uomini usano soltanto una piccola parte del cervello, egli sostiene che l’esempio più calzante è quello di utilizzare soltanto l’area di una piccola particella di polvere quando abbiamo in realtà un palazzo di cinquecento camere a disposizione.

Alcune tempeste solari di forte magnetismo potrebbero essere sufficienti per modificare la nostra realtà. Le allucinazioni sarebbero il primo segno di che stiamo utilizzando nuove aree del nostro cervello. Ciò che seguirà è un territorio sconosciuto. Poteri mentali? Telepatia? Proprietà quantistiche? Realtà parallele? Altre dimensioni?

“In considerazione del fatto che i campi elettromagnetici possono aiutare un paziente a identificare la causa di una malattia, è molto probabile che le forze elettromagnetiche del cosmo possano rendere il genere umano consapevole della malattia che sta attaccando il nostro pianeta. Ci sono le condizioni per un’espansione della coscienza.”

aurora boreale

Secondo Mitch Battros – di Earth Changes Media, “Una delle profezie più conosciute degli Anziani Maya è il messaggio di un cambiamento di paradigma nella nostra epoca. Nelle parole dei Maya, si dice che ora siamo in un momento di “cambiamento e conflitto”. Il cambiamento è in arrivo “dall’esterno” per mezzo di fenomeni naturali, disturbi di origine celeste (eruzioni solari) e traumi artificiali autoinflitti dall’uomo. Il conflitto nasce “dall’interno” in forma di sfide personali, dolore, confusione, depressione, ansia e paura. Si dice che siamo “al bivio”. Un momento di scelta per un nuovo cammino, in cui decidere su una nuova direzione per sé e la comunità, di avventura verso l’ignoto, del trovare la nostra vera identità dell’essere. Altri sceglieranno di rimanere sulla stessa strada, rimanere nel “familiare”, e impiegheranno molti sforzi per mantenere la “prevedibilità”.

Se andate sul sito spaceweather.com (osservatorio solare delle sonde SOHO) potete iscrivervi alla loro  newsletter ed essere avvisati via email quando vengono registrate eruzioni solari e queste sono dirette verso la Terra, e potrete verificare come nelle 48 ore successive al verificarsi delle eruzioni, potrete essere soggetti ai sintomi sopra descritti e averne meglio a che fare per affrontarli e gestirli con più attenzione e serenità facendo pratiche meditative ed evitando di credersi schizofrenici.

Speriamo che non sia necessario essere colpiti da una tempesta solare gigantesca per cominciare a invertire la crisi del pianeta. Anche se, a questo punto, sembrerebbe che soltanto qualcosa di radicale, ci farebbe cambiare rotta.

Inga Ongaro











Fonti:

http://losdivulgadores.com/2012/01/se-necesitan-tormentas-solares-para-salvar-al-planeta/

http://www.realitysandwich.com/2012_and_electromagnetic_effects_consciousness

http://thoughtexpedition.wordpress.com/2010/02/23/nasa-predicts-a-solar-flare-will-knock-out-all-electricity-in-2012/

http://www.passionescienza.it/index.php?l=IT&s=Astronomia&p=brillamenti_attivita_solare

http://raggioindaco.wordpress.com/2011/03/10/in-che-modo-lattivita-solare-influenza-la-consapevoleza-umana/

http://indianinthemachine.wordpress.com/2011/02/28/how-solar-activity-is-influencing-human-consciousness/#more-11399

Foto:http://a4.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/393979_2714931443996_1578246471_2538703_1997476590_n.jpg






lunedì 10 settembre 2012

URGENTE CHIAMATA AL RISVEGLIO.


Fin dall’antichità avete assunto le sembianze di divinità agli occhi dell’ignoranza primitiva.

Avete alterato l’evoluzione genetica degli esseri umani e innestato il programma di condizionamento nel sistema con le culture sociali e religiose seducendo, ubriacando e condizionando il pensiero del genere umano.

Avete creato una gabbia invisibile con leggi e regolamenti schiavizzanti in cui gli schiavi si auto-imprigionassero nell’applicarli e farli applicare.

Avete preso accordi con esseri di questa terra che di umano hanno solo le sembianze ma che per natura sono della vostra stessa specie.

Li avete assoggettati rendendoli dipendenti da modelli politico-religiosi precostituiti e programmati
per essere ridotti a vittime di se stessi imprigionati dentro recinti mentali dai confini stabiliti.

Avete comprato la loro umanità per pochi spiccioli e una vita mediocre e li avete resi freddi, cinici
e insensibili all’orrore che li circonda trasformandolo in una condizione di normalità. 

E mentre parassitate le loro vite e i loro corpi depredandoli delle loro energie,la maggior parte di loro sono ancora talmente inconsapevoli da non sapere neppure della vostra esistenza.

Avete rivolto i loro sguardi verso ogni genere di distrazione occultando i più grandi segreti dell’uomo nell’uomo per impedirgli di guardare nell’unico luogo dove avrebbero trovato il principio e la fine di ogni cosa:

Dentro se stessi!

Ma ora che le vostre soglie sono state varcate e che i vostri limiti sono stati infranti,mostreremo loro come riconquistare la propria umanità affinchè ritornino a Vivere.

E quando sentiranno nuovamente il sapore della vita scorrergli nelle vene e le prime scaglie cominceranno a cadere dai loro occhi,si accorgeranno sotto quanta polvere è stata sepolta la loro anima con il fantasma della paura e la prigione mentale.
Capiranno che li avete controllati con il potere che loro stessi vi hanno concesso.

 Comprenderanno e si infiammeranno!


Prenderanno coscienza che nonostante tutto sono pienamente responsabili di quanto è accaduto.

Si renderanno conto del loro vero potenziale e fino a che punto ciascuno se lo vuole può stravolgere ogni cosa.

E mentre mostreremo loro come possono riconquistarselo in un frangente d'esistenza,chiameremo a raccolta ogni spirito impavido nel cui petto arde la stessa brama di Libertà!

Uniremo risorse, esperienze, intuizioni e diverremo un'unica Anima Vivente che si focalizza sullo stesso sogno comune talmente intensamente da creare e manifestare quel Nuovo Paradigma di Esistenza fondato sull’Equità, la Giustizia e la Libertà e, mentre quella Gioia incommensurabile di Essere ricolmerà ogni cosa, voi vi sarete già dissolti!!!

Questo non è un reclutamento ma una chiamata di Esseri Responsabili rivolta alla coscienza di coloro che hanno il coraggio e la determinazione di dire BASTA!

E' tempo di frantumare le maschere che per prevaricare o per sopravvivere ci siamo costruiti e che l'ego ha calcificato con false identità continuando a dividerci da noi stessi e dagli altri.

L'inizio della fine della schiavitù e del controllo a cui siamo stati sottoposti comincia nell'istante stesso in cui ciascuno afferma con un'intenzione consapevole di Essere Libero cominciando fin da Ora a Vivere da Uomo Libero.

E’ nello Sforzo di ciascuno con se stesso che si rivela l'autenticità delle intenzioni di chi vuole contribuire a cambiare lo stato attuale delle cose ma, se non siamo disposti a sacrificare qualcosa dentro le nostre attuali esistenze per ciò in cui crediamo,o ciò in cui crediamo vale poco o siamo noi a valere poco come uomini.

La Chiave della schiavitù umana sta nelle nostre mani ma i cancelli si apriranno solo se impareremo ad armonizzarci ritrovando lo splendore dell'Universo che sta dentro di noi.


Aquila Senza Nido


Foto:http://www.scienzenoetiche.it/images/coscienza_cosmo.jpg