domenica 28 agosto 2016

I terremoti si possono provocare, Nikola Tesla ci spiega come





"L'uomo può riuscire a dividere in due i continenti,
senza esplosioni o guerre".

Nikola Tesla


È quello che disse Nikola Tesla, elaborando la teoria dellla "telegeodinamica" dopo aver scoperto le onde terrestri stazionarie.

Nel 1896, infatti, Tesla accidentalmente provocò un terremoto nella Città di New York usando un piccolo oscillatore meccanico, dal suo laboratorio di Houston Street.

Quando l'oscillatore ricevette il segnale di ritorno di un sisma longitudinale o un'onda di energia sonora, aggiunse nuova forza al ritorno, e dopo alcuni minuti questa onda era cresciuta ad livello tale che le forze oscillatorie crearono dei piccoli terremoti locali.

In quell'occasione il più grande scienziato al mondo dichiarò:

"Stavo sperimentando con le vibrazioni.
Avevo con me una delle mie macchine e volevo vedere
se riuscivo a farla sintonizzare con le vibrazioni della materia
del palazzo in cui mi trovavo.

Ho aumentato la potenza dell'oscillatore tacca per tacca.
Ci fu un suono peculiare ad un certo punto, così chiesi ai miei collaboratori la provenienza di quel suono, ma non sapevano.

Ho aumentato di un paio di tacche ancora la potenza della mia macchina. Ci fu uno scricchiolio più forte, a quel punto sapevo che mi stavo avvicinando alla vibrazione dell'acciaio
utilizzato per la costruzione del palazzo.
Spinsi la macchina ancora un pò' più in alto.

Improvvisamente tutti i macchinari pesanti che si trovavano
nelle vicinanze hanno iniziato a muoversi pericolosamente.
Ho afferrato un martello e ho rotto la macchina.
L'edificio sarebbe crollato sulle nostre teste in un paio di minuti.

Fuori, in strada c'era un pandemonio.
La polizia e le ambulanze sono arrivate.arrivarono di tutta corsa. Abbiamo detto alla polizia che dev'essere stato un terremoto... "

La Terra poteva essere dunque usata come un conduttore che risponde a vibrazioni elettriche, e questa scoperta può essere applicata nello studio della prevenzione dei terremoti e maremoti, o per provocarli e dunque come un'arma catastrofica.


«La guerra ambientale è già in atto.
Il sistema per provocare terremoti e tsunami
non è una novità per la ricerca militare»
Generale Fabio Mini

Infatti nel 2002 il Segretario americano alla difesa ammise che esistono tecnologie per alterare il clima e scatenare terremoti e eruzioni vulcaniche utilizzando delleonde elettromagnetiche.





Il messaggio che volle dare era chiaro, ossia che i mezzi tecnologici per far questoesistono e si servono dell'energia nucleare, mediante la quale poter creare la sufficiente energia per l'onda d'urto.

Foto: (Il cielo visto dal satellite il 23 agosto 2016, poche ore prima del terremoto di Amatrice)

Un colpo ben assestato ad una regione terrestre geologicamente predisposta, può generare un cataclisma. I terremoti sono legati allo scivolamento delle placche tettoniche che di trovano lungo faglie, per cui un'onda di energia che colpisce strati profondi del suolo, potrebbe sortire lo stesso effetto, creando, come fece un secolo fa Tesla, dei terremoti artificiali.


"Violentano il pianeta Terra nell’indifferenza generale.
Un’arma elettromagnetica a stelle e strisce (U.S.A)- tecnologicamente obsoleta rispetto ai sistemi di dominio e morte già inventati - capace comunque di scuotere la crosta terrestre
in punti vulnerabili ed alterare a piacimento il clima."


Ex giornalista Rai Gianni Lannes

Sono stati costruiti a tal fine negli anni settanta degli enormi generatori a compressione di flusso, cd. "Pamir", che potevano essere installati su un grosso camion.




Questo sistema "permetteva di trasmettere delle forti correnti elettriche nel suolo", e ufficialmente è stato presentato come un sistema di analisi, su grandi distanze ed a grande profondità, della conduttività elettrica del suolo. Considerando che una variazione di questa conduttività segnala l'imminenza di un terremoto, poteva essere un valido strumento per poterli provocare i terremoti. (Foto: Il cielo attraversato da onde elettromagnetiche in Veneto, il giorno dopo si avvertirono scosse di terremoto ovunque, per fortuna di lieve entità.)





I Pamir permettono di trasportare delle onde elettromagnetiche a grande profondità; viene azionato al suo centro un esplosivo chimico che interagisce con un potente solenoide ad alto potenziale magnetico. L'energia sprigionata dall'esplosione di partenza alimenta il generatore Pamir. Alcuni militare-geofisici possono così localizzare nel mondo, nei territori potenzialmente "ostili" o indisciplinati, delle "regioni sensibili" in cui un intervento mirato olosa potrebbe scatenare un sisma devastatore. (Foto: geometrie "innaturali")


Per scatenare il sisma basta allora modificare per riscaldamento la natura delcampo magnetico nel punto trattiene la faglia e ne impedisce lo scivolamento.È composto da quattro elementi identici, cd. Camere di combustione, affiancati per formare una batteria, da dei dispositivi circolari, che sono dei solenoidi, e da quattro razzi a combustibile solido, che formano il cd. "generatore di plasma." (Foto: apparecchi militari)


In meno di cinque secondi si raggiungono temperature di combustione elevatissime, superiori ai 3000°-3900°, e le camere di combustione lanciano un flusso non visibile direttamente nell'atmosfera.




I solenoidi sono dei veri e propri generatori elettrici, hanno delle resistenze circolari che prendono l'energia creata dall'esplosione, e producono un campo magnetico.

Vengono scavati , con sistemi di trivellamento installati sugli stessi camion, dei pozzi verticali sulle cui pareti vengono applicate dei cavi in ferro che faranno da elettrodi per scaricare la tensione elettrica.

La scarica viene trasmessa su una falda orizzontale in corrispondenza di uno strato di acqua. Il passaggio della corrente vaporizza l'acqua e produce un effetto di sollevamento dello strato, che va a sbloccare le placche unite da una fessura verticale.


Lo scivolamento delle placche
può allora propagarsi su grandi distanze,
con un'onda di taglio, e scatenare un sisma.


Lo stesso sistema viene utilizzato per smuovere il fondale marino, considerando che i razzi utilizzati a propellente solido funzionano molto bene nell'acqua e sotto pressione. Viene portata ad ebollizione l'acqua di un bacino acquifero, situato o sotto la superficie terrestre, o sotto il fondale oceanico, azionando un effetto "cric" , per poi far detonare al di sotto della faglia un ordigno nucleare.

Tali interventi sono molti ricorrenti nei pressi delle piattaforme petrolifere off shore o delel zone costiere, e vanno a creare una nuova forma di guerra in cui per indebolire un avversario vengono ricreati dei "fenomeni naturali" .


Infine, bersaglio di queste operazioni sono anche ivulcani attivi, che hanno un meccanismo interno analogo a quello di una geiser: raggiunta una temperatura soglia tale da innalzare la pressione, avviene l'esplosione e la colata di magma. Lemicroonde inviate su basse frequenze, capaci di portare dell'energia termica a grande profondità, scaldare il magma e di rendere il sistema instabile, se è vicino al suo punto critico.

Gravi tragedie hanno colpito l'umanità, eventi naturali che si traducono in catastrofe soprattutto perchè spesso i più colpiti sono i paesi in via di sviluppo, o i poveri della Terra: tsumani, terremoto in Iran, eruzioni inquietanto, potremmo nascondare qualcosa, ben più terribile del cambiamento climatico e dell'influsso della luna.


Fonte: http://etleboro.blogspot.it/2006/06/larma-sismica.html

Fonte 2: http://scienza-misteri.forumattivo.com/t404-la-macchina-dei-terremoti-di-nikola-tesla

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2016/08/i-terremoti-si-possono-provocare-nikola.html

mercoledì 17 agosto 2016

Israele: supremo rabbino, i non-ebrei sono asini, creati per servire gli ebrei





TEL AVIV – Nuove esternazioni del rabbino sionista Ovadia Yosef che questa volta si è veramente superato paragonando i non-ebrei agli asini e a bestie da soma, dicendo che il motivo principale della loro esistenza è “servire gli ebrei”.
Il rabbino Ovadia Yosef, la guida spirituale di Shas, un partito fondamentalista religioso che rappresenta i sionisti in Israele, la scorsa settimana ha detto durante un’omelia del Sabbath che “l’unico scopo dei non-ebrei è di servire gli ebrei”. Yosef viene considerato come un importante leader religioso in Israele, e gode della fedeltà di centinaia di migliaia di seguaci. Shas è un’importante coalizione nell’attuale governo israeliano.Yosef, che è anche un ex Capo Rabbino di Israele, è stato citato dal giornale di destra Jerusalem Post, sostenendo che la funzione base di un goy, termine derogatorio usato per descrivere un gentile, è di servire gli ebrei. “I non-ebrei sono nati solo per servire noi. Senza questa funzione, non hanno motivo di essere al mondo – esistono solo per servire il Popolo di Israele”, ha detto Yosef nel suo settimanale sermone il Sabato sera, che era dedicato alle leggi riguardanti le azioni che i non-ebrei possono fare durante il Sabbath. Secondo quanto riferisce il sito italiano Saigon2k, Yosef ha anche detto che le vite dei non-ebrei in Israele sono preservate da Dio per evitare perdite agli ebrei. Yosef, ampiamente considerato come un importante conoscitore della Torah e un’autorità nell’interpretazione del Talmud, un fondamentale testo sacro ebraico, ha fatto il paragone fra gli animali da soma e i non-ebrei. “In Israele, la morte non ha potere su di loro… Con i gentili, sarà come con ogni altra persona. Devono morire, ma Dio da loro una lunga vita. Perchè ? Immaginate se l’asino di una persona morisse, questa perderebbe i suoi soldi.” “Questo è il suo servo… Ecco perchè vive una lunga vita, per lavorare bene per questo ebreo.” Yosef ha poi spiegato meglio le sue idee sulla servitù dei gentili verso gli ebrei, chiedendo “perchè c’è bisogno dei gentili ? Questi lavoreranno, areranno la terra, mieteranno; e noi staremo seduti come dei signori e mangeremo”.“Ecco perchè sono stati creati i gentili”. Il concetto secondo cui i gentili sarebbero esseri infra-umani o quasi-animali è ben radicato nel sionismo, un qualcosa di completamente differente dalla pura ed autentica fede ebraica che non tollera simili supposizioni.
Yosef comunque non è l’unico a pensarla così. Ad esempio, i rabbini affiliati con il movimento Chabad, una setta ebraica suprematista ma nonostante ciò influente, insegna apertamente che a livello spirituale, i non-ebrei hanno lo status delle bestie.

Abraham Kook, la guida religiosa del movimento dei coloni, disse una volta che la differenza fra un ebreo e un gentile è più grande e più profonda rispetto a quella che esiste tra gli umani e gli animali.

“La differenza fra un’anima ebraica e l’anima dei non-ebrei -tutti loro ad ogni livello- è più grande e profonda della differenza che c’è fra un’anima umana e le anime del bestiame”.

Alcune delle esplicite idee razziste di Kook vengono insegnate nel college Talmudico Markaz H’arav, a Gerusalemme. Al college è stato dato il nome di Kook.

Nel suo libro, la “Storia Ebraica, la Religione Ebraica: Il Peso di Tremila Anni”, il defunto scrittore e intellettuale Israeliano Israel Shahak sostiene che ogni volta che dei rabbini ortodossi usano la parola “umano”, normalmente non si riferiscono a tutti gli umani, ma solo agli ebrei, dato che i non-ebrei non vengono considerati umani secondo la Halacha della Legge ebraica.



mercoledì 10 agosto 2016

Ariel Sharon a Peres; "Noi controlliamo l'America"


Foto web;https://scontent-amt2-1.xx.fbcdn.net/v/t1.0-9/13882114_10209463100121968_3538988145570909138_n.jpg?oh=e5e12850a5dbe10686e99343c725a52d&oe=585A93DC

On October 3, 2001, I.A.P. News reported that according to Israel Radio (in Hebrew) Kol Yisrael an acrimonious argument erupted during the Israeli cabinet weekly session last week between Israeli Prime Minister Ariel Sharon and his foreign Minister Shimon Peres. Peres warned Sharon that refusing to heed incessant American requests for a cease-fire with the Palestinians would endanger Israeli interests and "turn the US against us. "Sharon reportedly yelled at Peres, saying "don't worry about American pressure, we the Jewish people control America."
http://mediamonitors.net/khodr49.html

According to the BBC, a furious Sharon turned toward Peres, saying:
“Every time we do something you tell me Americans will do this and will do that. I want to tell you something very clear, don’t worry about American pressure on Israel. We, the Jewish people, control America, and the Americans know it.”
http://www.veteranstoday.com/2014/01/11/burying-sharon/


domenica 7 agosto 2016

La scienza dell'Ottava e L'Architettura del suono.


Foto;http://www.discover-your-sound.net/wp-content/uploads/2010/09/Cerchio-di-Skrjabin.png

La scienza dell'Ottava e L'Architettura del suono.
Castel del Monte,le correlazioni tra le note musicali,lo spettro dei colori,lo Zodiaco,i Rosoni delle Chiese,la Precessione degli Equinozi e lo Zodiaco Di Dendera.


Si prende la bibbia al capitolo “Libro dei Re”, la si apre e con calma, si legge.http://www.maranatha.it/Bibbia/2-LibriStorici/11-1RePage.htm
Poi, senza fretta, (si ricordi sempre “Festina Lente”, affrettati lentamente) mi raccomando, si sottolineano tutte le parti numeriche della descrizione del Tempio del Re Salomone e, dando un valore intorno ai 56 cm al cubito, come Lui fece, si inizia a ricostruirne la pianta, facendo attenzione a tutte le sue parti costitutive.
Ciò che si vede è solo una parte della planimetria costruttiva, dato che è la rappresentazione della zona centrale.
A questo punto sarebbe giusto aggiungere un fatto decisivo - perché di fatti stiamo parlando - secondo il quale il Tempio, come tutti i templi che a quello Salomonico si ispirarono, essendo stato direttamente suggerito da Dio, aveva come compito quello di “rappresentare”… Dio stesso.
Un Dio, che era completamente fuso con la natura e confuso con le sue leggi.
Ora, so che per noi “moderni”, tutto ciò potrebbe essere piuttosto assurdo, ma proviamo ad immaginare che sia vero, anche perché Lui, grazie a questa planimetria ebbe la possibilità di ottenere alcune conferme decisive per il suo illustrissimo lavoro scientifico.
Mettiamo per il momento da parte, uno dei fondatori della scienza ufficiale e torniamo al Tempio per alcune considerazioni; anzi, per unirvi al mio modo di procedere, suggerisco di fare un piccolo sforzo numerico così da poter condividere alcune considerazioni che da mesi allietano il mio cuore e la mia mente. Vi esorto quindi a contare!
Iniziamo ad osservare attentamente soprattutto i gruppi di “cerchiolini” caratterizzati dalla lettera I.
Sono esattamente sei gruppi di 12 che, nella descrizione biblica, rappresentano le colonne erette a sostegno del tetto della parte centrale del Tempio.
Salomone ordinò di erigere 72 colonne.
Osserviamo ora le 2 colonne caratterizzate dalla lettera M.
Sono famosissime sapete, e da quel momento - stiamo parlando di quasi tremila anni fa - non lasciarono mai più l’immaginario simbolico di un certo mondo conoscitivo.
Ebbene quelle 2 colonne, secondo la bibbia, erano alte 18 cubiti l’una.
Non è necessario essere così pignoli come Lui nello stabilire il valore del Cubito, anche perché, nonostante l’enorme bibliografia disponibile in merito alla sua reale lunghezza, una parola decisiva in merito non è mai stata detta o scritta.
In ogni caso possiamo affermare che le 2 colonne da 18 cubiti poste all’entrata del Sancta Sanctorum del Tempio, danno una somma pari a 36 cubiti.
In conclusione: un presunto costrutto biblico riporta 2 riferimenti numerici pari a 72 unità e 36 cubiti e non voglio tediarvi oltre, parlando di come la matrice numerica qui presente sia la stessa della Precessione degli Equinozi http://www.esonet.it/News-file-article-sid-1458.html
La Sacra Bibbia - 1 Re - www.maranatha.it

Decisi di scegliere il cuore della cristianità per capire come e quanto, l'Ottava e le geometrie ad essa ispirate, facessero parte anche della "nostra" storia religiosa e le sorprese non tardarono, anzi…. In Internet riuscii a trovare delle foto riguardanti San Pietro e le sorprese lasciarono il posto allo "stupore", infatti, tramite alcune immagini e, contrariamente ad ogni mia aspettativa, già dall'esterno della basilica cristiana appariva palese e lampante come l'Ottava, questa volta trasformata in 8 Direzioni, fosse perfettamente rispettata ed inserita. http://www.esonet.it/News-file-article-sid-993.html

L'OTTAVA E LA PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI
http://www.progettofahrenheit.it/doc/mazzanti/FILOSOFIA/F54/40_zodiaco.pdf


https://casteldelmonte.azureedge.net/media/castel_del_monte_aerea.jpg
 CASTELDELMONTE.AZUREEDGE.NET
https://casteldelmonte.azureedge.net/media/castel_del_monte_aerea.jpg
http://digilander.libero.it/eradimezzo/helmofawe.jpg
simbolismo nella mitologia nordica.
http://digilander.libero.it/eradimezzo/simbolismo.html#Helm of Awe (ægishjálmr) [

domenica 31 luglio 2016

COME IN ALTO COSÌ IN BASSO: INFLUENZE ASTRALI SULLE REGIONI DELLA TERRA

renatosantoro2015 / 6 dicembre 2015

La Tabula Smaragdina attribuita ad Ermete Trismegisto, summa del sentire esoterico tardo-antico alessandrino, in cui confluiscono come rivoli carsici le suggestioni sapienziali egizie, greche e giudaiche, ha come sigillo quell’incipit lapidario che suona

“quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius”.



La Tavola Smeraldina (incisione da H. Khunrath, Amphiteatrum Sapientiae Aeternae, 1610)

Con la secchezza di un epigrafe incisa con la punta di diamante su una lastra di smeraldo il sapiente del Nilo ammonisce: “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto; ciò che è in alto è come ciò che è in basso: per compiere i miracoli della cosa Una”. Come in cielo così in terra direbbe un Maestro Esseno.

Da Alessandria, centro culturale del mondo ellenistico-latino allora conosciuto, l’oikoumene come lo chiamavano, contempla il cielo e la terra Claudio Tolomeo e raccoglie le sue osservazioni da astrologo e geografo in un’opera poderosa, cui è ancora possibile attingere, redatta in lingua greca dal titolo Τῶν ἀποτελεσματικῶν (vale a dire Delle previsioni astrologiche) ma conosciuta anche come Tetrabiblos o Opus Quadripartitum perché composta da quattro libri.



IN ALTO: cartografia fiorentina del XV sec. riproducente l’oikoumene tolemaico

Nel secondo libro, giunto al terzo capitolo, il dotto scienziato di Pelusio si sofferma ad analizzare interferenze ed influenze che esistono tra il quadro astrale fissato nello zodiaco e le regioni dell’orbe terracqueo.


IN ALTO: part. da La scuola di Atene di Raffaello Sanzio. Claudio Tolomeo, di spalle, regge il mondo; dinanzi a lui Zoroastro con la sfera celeste (Roma, Palazzi Vaticani). A destra: autoritratto di Raffaello

Per la redazione delle presenti note si è fatto ricorso al seguente testo in lingua inglese:

Ptolemy, Tetrabiblos or Quadripartite: being Four Books of the Influence of the Stars, newly translated from the greek paraphrase of Proclus, Davis and Dickson, London 1822, new reprinted as a Supplement to “Coming Events”, H. Nisbet & Co., Glasgow 1896, pp. 66-79).

Si tratta della traduzione della versione latina del XVII secolo dovuta all’erudito greco Leone Allacci (Proclo Diadoco, Paraphrasis in Ptolemaei Libros IV. De Siderum effectionibus, A Leone Allatio e Graeco in Latinum conversa, Lugduni Batavorum, Ex Officina Francisci Moyardi, 1654, pp. 85-109).

La mappa geografica che Claudio Tolomeo ha davanti a sé è suddivisa in quattro opposti quadranti incrociati a chiasmo: quello di Nord-Ovest corrispondente alla terna di fuoco rappresentata da Ariete, Leone, Sagittario, sotto il dominio di Giove e di Marte; quello di Sud-Est corrispondente alla terna di terra rappresentata da Toro, Vergine, Gemelli sotto il dominio di Venere e Saturno; quello di Nord-Est rappresentato dalla terna d’aria rappresentato da Gemelli, Bilancia, Acquario e sotto il dominio di Giove e di Saturno; quello di Sud-Ovest corrispondente alla terna d’acqua di Cancro, Scorpione, Pesci, sotto il dominio di Venere e di Marte.

Per ottenere questi quadranti egli traccia un allineamento latitudinale lungo il Mar Mediterraneo che va dalle Colonne d’Ercole – ossia lo Stretto di Gibilterra – sino al Golfo di Isso (in Cilicia, l’odierno Golfo di Alessandretta) e ripartisce il settore settentrionale da quello meridionale; traccia poi un asse longitudinale che parte dal Golfo Arabico, passa per il Mar Egeo, il Ponto Eusino (o Mar Nero), sino a raggiungere la Palude Maeotide (o Mar d’Azov), ottenendo il versante occidentale e quello orientale.



IN ALTO: L’Oriente ellenizzato (da Atlante storico illustrato, De Agostini, Novara 1974)



IN ALTO: L’Occidente romanizzato (da Grande atlante storico del mondo, TCI, Roma 1997)

PRIMO QUADRANTE

“La porzione Nord-occidentale del primo quadrante, cioè quello dell’Europa, è sotto l’influenza del trinomio di fuoco: Ariete, Leone, Sagittario e governati dai signori di questo trigono: Giove e Marte, in aspetto vespertino … Britannia, Galatia (Celtica) [1], Germania e Bastarnia [2] sono sotto dominio dell’Ariete e di Marte e i loro abitanti sono per questo più selvatici, coraggiosi e feroci. L’Italia, l’Apulia, la Sicilia e la Gallia presentano affinità con il Leone ed il Sole e i nati in queste terre sono più imperiosi, gentili, magnanimi e disposti al bene comune. L’Etruria, la Celtica, la Spagna sono collegati al Sagittario e a Giove e i loro abitanti sono amanti della libertà, della semplicità e dell’eleganza.” (Op. cit. pp. 67-69).

“La porzione Sud-orientale del primo quadrante, che è collocata all’incirca al centro della terra, ossia Tracia, Macedonia, Illiria, Grecia, Acaia e Creta nonché le Isole Cicladi e le coste dell’Asia Minore e Cipro presentano un legame con il trigono Sud-orientale rappresentato da Toro, Vergine, Capricorno e governato da Venere e Saturno; in conseguenza della vicinanza di queste regioni alla demarcazione centrale della Terra, Mercurio ne tempera il dominio. Di conseguenza i loro abitanti, essendo soggetti agli influssi di entrambe i trigoni, godono di un temperamento in equilibrio fra mente e corpo…

Gli abitanti delle Isole Cicladi e delle coste dell’Asia Minore e di Cipro si travano sotto l’influenza del Toro e di Venere e sono perciò voluttuosi, maestri di eleganza ed attenti alla cura del corpo. Le genti di Grecia, Acaia e Creta hanno una maggiore affinità con la Vergine e con Mercurio, per questo sono inclini allo studio e alle scienze, preferendo la cura dell’intelletto a quella del fisico. Le popolazioni di Macedonia, Tracia e Illiria sono principalmente influenzati dal Capricorno e da Saturno sicché sono avidi, meno civilizzati e privi di ordinamenti politici” (Op. cit. pp. 60-70).

SECONDO QUADRANTE

“Il secondo quadrante consiste nella porzione meridionale della Grande Asia…India, Ariana, Gedrosia, Parthia, Media, Persia, Babilonia e Assiria sono situate a Sud-Est del mondo ed hanno affinità con il trigono costituito da Toro, Vergine, Capricorno e di conseguenza con Venere, Mercurio e Saturno, in aspetto diurno. Essi sono devoti a Venere con il nome di Iside e a Saturno con il nome di Mithranhelios” (Op. cit. p. 70).

“La restante parte di questo secondo quadrante, vale a dire Idumea, Celesiria [3], Fenicia, Caldea, Orchinia e Arabia Felix, è ubicata in prossimità della linea mediana terrestre e alla parte Nord-occidentale del quadrante, da qui le affinità con il trigono Nord-occidentale di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) sicché queste terre hanno come dominanti Giove e Marte, associati a Mercurio” (Op. cit. p. 71).

“Gli abitanti di Celesiria, Idumea, Giudea sono prevalentemente influenzati dall’Ariete e da Marte e sono in genere audaci, materialisti e sleali.

I Fenici, i Caldei e gli Orcinii [4] hanno affinità con il Leone ed il Sole pertanto sono più semplici e umani nella loro disposizione d’animo; sono cultori di astrologia e mostrano rispetto più di ogni altro popolo nei confronti del Sole. Le genti dell’Arabia Felix sono influenzati dal Sagittario e da Giove: la terra è fertile e produce grande abbondanza di spezie; i suoi abitanti sono ben proporzionati, aperti nelle loro abitudini e liberali nei rapporti interpersonali”(Op. cit. p. 72).

TERZO QUADRANTE

“Il terzo quadrante occupa il comparto settentrionale della Grande Asia. Quelle parte che si estende a Nord-Est della Terra e comprende Ircania [5], Armenia, Margiana, Battriana, regione del Caspio, Serica [6], Sarmatica, Oxiana e Sogdiana sono sotto l’influsso del trigono Nord-orientale rappresentato da Gemelli, Bilancia, Acquario e sono dominati da Saturno e Giove in aspetto diurno, perciò gli abitanti venerano Giove e il Sole. Sono caratterizzati dall’abbondanza: possiedono oro, sono raffinati e lussuriosi” (Op. cit. p. 72).

“Tra queste nazioni, comunque, Ircania, Armenia e Margiana hanno affinità con Gemelli e Mercurio, ne consegue che gli abitanti sono più acuti nell’apprendimento ma meno tenaci nella probità.

Le terre fra Battriana, la regione del Caspio e la città di Seres presentano affinità con Bilancia e Venere tanto che i nativi fanno sfoggio di lusso e sono versati nella poesia e nel canto. Le nazioni della regione Sarmatica dell’Oxiana e della Sogdiana sono influenzate dall’Acquario e da Saturno per questo sono meno manierati e piuttosto austeri e poco sofisticati” (Op. cit. p. 73)

“L’altra porzione di questo terzo quadrante è posta presso la parte centrale della Terra e comprende Bitinia, Frigia, Colchide, Licaonia, Siria, Commagene [7], Cappadocia, Lidia, Licia, Cilicia e Panfilia. Situata in prossimità del quadrante Sud-occidentale hanno familiarità con il trigono d’acqua di Cancro, Scorpione e Pesci e sono sotto la guida di Marte e Venere e con l’ausilio di Mercurio” (Op. cit. p. 73)

QUARTO QUADRANTE

“L’ultimo quadrante è il vasto continente conosciuto con il nome generico di Libia. Le sue diverse parti, distinte in Numidia, Cartagine, Africa [8], Fazania [9], Nasamonitis [10], Garamantica [11], Mauritania, Getulia, Metagonite [12], sono situate nella porzione Sud-occidentale e sono sotto gli influssi del trigono d’acqua di Cancro, Scorpione e Pesci, pertanto sono sotto il dominio di Marte e Venere.

Numidia, Cartagine e Africa sono sotto il Cancro e la Luna, sicché gli abitanti sono dediti alla marineria e godono di una natura fertile” (Op. cit., p. 75).

“Le altre regioni di questo quadrante che si estende in prossimità del centro della Terra sono: Cirenaica, Marmarica [13], Egitto, Tebaide, Oasi, Trogloditica, Arabia, Azania [14] ed Etiopia centrale. Essendo situate a Nord-Est del quadrante, presentano affinità con il trigono d’aria di Nord-Est (Gemelli, Bilancia, Acquario) e sono governate da Saturno e Giove con il concorso di Mercurio. Gli abitanti di queste lande sono perciò influenzati da tutti e cinque i pianeti in aspetto vespertino, hanno inclinazione naturale ad adorare gli dei e si dedicano ai riti”(Op. cit. p. 76).



IN ALTO: Claudio Tolomeo e l’Astronomia (incisione, 1504), dalla seconda edizione di Margarita Pholosphica, pubblicata a Strasburgo da G. Reisch

Di seguito si riassume la ripartizione tolemaica del mondo antico con i rispettivi segni zodiacali posti a dominio di ciascuna regione.

Quadrante di Nord-Ovest

Trigono di fuoco: Britannia, Galazia Celtica, Germania, Bastarnia sotto il segno dell’Ariete; Italia, Apulia, Sicilia, Gallia sotto il segno del Leone; Etruria, Celtica, Spagna sotto il segno del Sagittario.

Affinità con il quadrante opposto di Sud-Est ed il trigono di terra: Cicladi, Cipro, Asia Minore sotto il segno del Toro; Grecia, Acaia, Creta sotto il segno della Vergine; Tracia, Macedonia, Illiria sotto il segno del Capricorno.

Quadrante di Sud-Est

Trigono di terra: Parthia, Media, Persia sotto il segno del Toro; Mesopotamia, Babilonia, Assiria sotto il segno della Vergine; India, Ariana, Gedrosia sotto il segno del Capricorno.

Affinità con il quadrante opposto di Nord-Ovest ed il trigono di fuoco: Idumea, Giudea, Celesiria sotto il segno dell’Ariete; Fenicia, Caldea, Orchinia sotto il segno del Leone; Arabia Felix sotto il segno del Sagittario.

Quadrante di Nord-Est

Trigono d’acqua: Bitinia, Frigia, Colchide sotto il segno del Cancro; Siria, Cappadocia, Commagene sotto il segno dello Scorpione; Lidia, Cilicia, Panfilia sotto il segno dei Pesci.

Affinità con il quadrante opposto di Sud-Ovest e con il trigono d’aria: Ircania, Armenia, Margiana sotto il segno dei Gemelli; Battriana, Caspio, Seres sotto il segno della Bilancia; Sarmatica, Oxiana, Sogdiana sotto il segno dell’Acquario.

Quadrante di Sud-Ovest

Trigono d’aria: Cirenaica, Marmarica, Basso Egitto sotto il segno dei Gemelli; Tebaide, Oasis Maior, Trogloditica sotto il segno della Bilancia; Arabia, Azania, Etiopia centrale sotto il segno dell’Acquario.

Affinità con il quadrante opposto di Nord-Est e con il trigono d’aria: Numidia, Cartagine, Africa sotto il segno del Cancro; Metagonite, Mauritania, Getulia sotto il segno dello Scorpione; Fazania, Nesamonitis, Garamantica.





IN ALTO: dal testo greco-latino del XVII sec. redatto da Leone Allacci (pp. 107 e 108)

Corrispondenza storica tra i segni zodiacali e le regioni dell’Oikoumene ellenistico:

Ariete: Britannia, Galatia Celtica, Germania, Bastarnia, Celesiria, Idumea, Giudea.

Toro: Parthia, Media, Persia, Cicladi, Cipro, Asia Minore.

Gemelli: Ircania, Armenia, Margiana, Cirenaica, Marmarica, Basso Egitto.

Cancro: Numidia, Cartagine, Africa, Bitinia, Frigia, Colchide.

Leone: Italia, Apulia, Sicilia, Gallia, Fenicia, Caldea, Orchinia.

Vergine: Mesopotamia, Babilonia, Assiria, Grecia, Acaia, Creta.

Bilancia: Battriana, Caspio, Seres, Tebaide, Oasis Maior, Trogloditica.

Scorpione: Metagonitis, Mauritania, Getulia, Siria, Commagene, Cappadocia.

Sagittario: Etruria, Celtica, Spagna, Arabia Felix.

Capricorno: India, Ariana, Gedrosia, Tracia, Macedonia, Illiria.

Acquario: Sarmatica, Oxiana, Sogdiana, Arabia, Azania, Etiopia Centrale.

Pesci: Fezzan, Nasamonitis, Garamantica, Lidia, Cilicia, Panfilia.



arch. Renato Santoro – Roma, 6 dicembre 2015

NOTE

[1] Vista l’ubicazione nel settore occidentale, Tolomeo qui indica la Celto-Galatia, cioè la regione francese abitata dello stesso ceppo di quei Galati celtici che migrarono nel cuore dell’Anatolia dando vita alla Galatia del vicino Oriente. I Galati anatolici, conquistati dai Romani, sono detti anche Gallo-greci

[2] La regione dei Bastarni, popolazione di radice germanica stanziata fra le sorgenti della Vistola e le foci del Danubio (corrispondente alla Galizia-Ucraina)

[3] Landa tra le catene montuose del Libano e dell’Antilibano, ovvero l’attuale valle della Beqa’

[4] Stando a Plutarco si tratta di una popolazione della Cappadocia (Plutarco, Eumenes, 9)

[5] Regione a Sud del Mar Caspio

[6] Regione della città di Seres, nell’Asia Centrale (da cui proveniva la seta, da cui l’aggettivo “serico”)

[7] Regione anatolica fra il Tauro e l’Eufrate

[8] Tunisia mediterranea

[9] Fezzan

[10] A Sud della Cirenaica

[11] Interno della Libia

[12] Dal nome di un promontorio della Mauritania tingitana

[13] Regione costiera tra Libia ed Egitto

[14] Regione costiera del Corno d’Africa


 https://archipendolo.wordpress.com/2015/12/06/come-in-alto-cosi-in-basso-influenze-astrali-sulle-regioni-della-terra/#_ftnref1

martedì 26 luglio 2016

A Monsampolo del Tronto svelati in anteprima i veri codici di Leonardo!





Monsampolo del Tronto | La piece teatrale "Della Rosa Fronzuta saro' Pellegrino"di Princess Yasmin svela che sulla Tovaglia del Cenacolo Leonardo dipinse la Sindone!



La principessa Yasmin von Hohenstaufen, in relazione alle dichiarazioni dell'Assessore alla cultura di Mi.Prof Sgarbi che sollecita la disponibilita' del Cenacolo ai visitatori, in quanto l'opera e' da considerarsi della medesima valenza artistica di una sindone, ha replicato che " il Cenacolo non e' solo importante come una sindone", ma che "l'originale fattura, riporta la Sindone vera e propria" ,sulla tovaglia imbandita e parzialmente su pareti e porte del dipinto. A svelarlo, la Principessa Archeologa ,Storico e Critico d' Arte ,Yasmin von Hohenstaufen , pronipote di Federico II che ha gia' scoperto la Sindone presso Federico II , individuando le Bende in una Cappella di Famiglia.La notizia ha anche un fondamento documentale negli archivi del Castello d'Amboise, dove visse Leonardo. Il Castello apparteneva infatti ai Duchi Principi Avril ou Aubry d'Amboise , antenati della Principessa Yasmin.

La Principessa Yasmin svela il vero Segreto del Codice di Leonardo: Anche la GIOCONDA PORTA IL CODICE DELLA Sua tecnica pittorica che ricorre a velature cromatiche o giochi di onde (Gioconda) . La mano destra che poggia lievemente sul carpo della mano sinistra indica Dinastia della Carpa(Profezia di Stupor Mundi) Kar-significa Fortis o Boaz, nelle carte del Graal ,
I restauri al Cenacolo potrebbero aver cancellato chiaroscuri vibranti in un palinsesto di lettura da
criptare , che e' rimasto, tuttavia, nelle foto pregresse ai ritocchi.

Il cenacolo di Leonardo cela sul bordo della Tovaglia da Tavola , partendo dalla sinistra di chi guarda, le Bende di Cristo, custodite dai discendenti di Federico II ed Isabella d'Anjou:Avril de Saint Genis, Burey d'Anjou Hohenstaufen D'Imavrincourt de Masquinaud , ovvero i Ghibellini nascosti:conferma negli Archivi della Santa Colomba a Saint Genis e ad Angoumois.
E' possibile che Leonardo fosse un figlio naturale di tale dinastia ,di cui conosceva la vera ascendenza graalica, nei Priorati di Sion, in quanto il padre Ser Pietro fu notaio in Francia di tale Famiglia.

Princessa Yasmin von Hohenstaufen Avril de Burey d' Anjou Puoti svela il mistero del Cenacolo di Leonardo da Vinci : Sulla Tavola imbandita c'e' il Sudarium o Bende di Cristo custodite dalla Dinastia di Giacomo il Giusto, di Pedaia o Fortis o della Carpa,Pietra d'Angolo:e' la Sancta propago
detta Gioconda (la Niphi Nero' ovvero della Signora dell'Acqua, dinastia Avril de Burey d'Anjou Hohenstaufen, ramo plantageneta di Stupor Mundi). L'opera e' intimamente collegata ai misteri della Gioconda. Leonardo quindi seppe che la Sindone o Bende erano custodite da tale Dinastia.
Conferme esoteriche in tutta l'opera di Leonardo che senza dubbio vide le preziose reliquie. Leonardo protestava la sua stessa discendenza dalla Dinastia di Avril de Burey Anjou de la Roche de Saint Genis Niphi Nero' ossia Imavrincourt de Masquinaud , i ghibellini Nascosti. E' possibile, dichiara la Principessa nel saggio Pellegrini della Rosa che Leonardo abbia prestato il suo volto per una copia della Sindone, in quanto dinastia della Carpa , ossia Ichtius , ovvero Kar , Fortis -Boaz , ma perche' vide la vera presso Gli Hohenstaufen Plantagenets, nell'Ordine della Sacra Colomba a Saint Genis.

La stessa principessa autrice della scoperta che la sindone , le bende di Cristo erano custodite da Federico II, nella pièce svela inoltre:

"La sindone e le bende di Cristo furono custodite a Parma , da un'ignaro ladrone di nome Cortopasso, e sottratte a Federico II, insieme al tesoro imperiale a Vittoria, durante la sconfitta di Parma il 12 febbraio 1248". Emerge dagli archivi inediti della Hohenstaufen house Avril de Burey Anjou Plantagenet Puoti Canmore Comneno,e cronache inedite di Padre Elia , generale dei monaci francescani, il quale dopo il recupero delle preziose reliquie, a Parma, (inviando in missione Frate
Guglielmo ,che attraverso un lavoro sottile di intelligençe durato sei mesi, riusci' a individuare dove le aveva buttate Cortopasso, ritenendoli stracci inutili e senza valore,dopo aver venduto gran parte dei tesori) le custodi' fino alla morte di Federico II a Castelfiorentino.Federico , come tutti sanno , quella mattina ando' A CACCIA CON IL DILETTO FIGLIO Manfredi .I messaggeri legati del Papa ne approfittarono per incitare i parmensi ad assalire Victoria, la cittadella che Federico II aveva costruito nei dintorni di Parma assediata. Victoria fu devastata e il tesoro imperiale derubato. Federico II fu costretto a rifugiarsi a Borgo San Donnino. I terribili giorni di Parma sono evocati in una pièce della pronipote Princess Yasmin von Hohenstaufen ad Arles, unitamente agli ultimi momenti di vita dell'imperatore, in quanto i piedi ostinatamenti gelati lo ricondussero ai giorni di Parma quando si congelarono i calzari e fu privato di ogni condimento di silfio di cirenaica, della corona, dei tesori e delle danzatrici d'oriente.

La convolgente notizia emerge dalla pièce teatrale "della rosa fronzuta saro' Pellegrino" di Princess Yasmin von Hohenstaufen ad Arles, in Francia.In Italia la pièce ha debuttato il 20 luglio 06 al Chiostro di San Francesco di Monsampolo del Tronto Regista attore Vincenzo di Bonaventura che ne ha dato una interpretazione sublime.L'opera, dichiarata Patrimonio dell'umanita' dall'unesco e' stata definita la "Divina Commedia del terzo millennio". Il titolo dell'opera evoca la rosa fronzuta , che non e' semplice manifesto della scuola poetica siciliana, bensi' va letta in codice." La Rosa fronzuta "sono le bende di Cristo di cui e' stato derubato l'imperatore che non riesce a darsi pace e va pellegrino per il mondo a cercarle, poiche' Tale Rosa fronzuta in quanto e' tagliate a fasce, come le bende di Cristo ha su ogni cosa al mondo e su tutte le donne piu' valore!"

Pubblicato su :
http://www.ilquotidiano.it/articoli/2006/09/1/60815/a-monsampolo-del-tronto-svelati-in-anteprima-i-veri-codici-di-leonardo

domenica 24 luglio 2016

Iwen: i Colori dell'antico Egitto



L'importanza del Colore





Nell'antico Egitto, il colore (Iwen) era parte integrante di ogni aspetto della vita quotidiana.
Era, infatti, un indizio della sostanza di ogni cosa o del significato di una questione.

Quando si diceva che non era possibile vedere il colore degli dei, significava che non si potevano conoscere o comprendere completamente.

Nell'arte, i colori erano indizi sulla natura degli esseri raffigurati. Per esempio, quando Amon veniva ritratto con la pelle blu, era in riferimento al suo aspetto cosmico. La pelle verde di Osiride, invece, era un riferimento al suo potere sulla vegetazione e alla sua resurrezione.



Amon













                                              Osiride



Naturalmente, nell'arte egiziana, il colore non aveva sempre un significato simbolico. Quando, ad esempio, gli oggetti si sovrappongono, come in una mandria di buoi, i colori di ogni animale si alternano in modo da differenziare ogni singolo animale (vedi immagine a fianco).
A parte queste considerazioni pratiche, però, l'uso del colore nell'arte era in gran parte simbolico.

L'artista egiziano aveva a disposizione sei colori oltre al bianco e nero. Venivano ricavati in gran parte da composti minerali e quindi molti hanno mantenuto la loro vitalità nel corso dei millenni. Ogni pigmento aveva un significato intrinseco simbolico, e alcuni avevano anche un senso ambivalente.
I bovini di Nebamun, frammento di una scena, Tebe, Egitto fine della 18° dinastia, intorno al 1350 aC, British Museum.

La tecnica

Per dipingere si usava la campitura: il colore veniva steso in maniera uniforme dentro una forma delimitata da un contorno.

I colori erano preparati con una miscelazione di pigmenti ottenuti dalla macinazione di terre colorate, agglutinate da una sostanza collosa formata da acqua, lattice di gomma e albume d'uovo.
I pennelli erano ricavati dalle fibre di palma.


Questo tipo di pittura si chiamava tempera (dal latino temperare, mescolare) e veniva eseguita su superfici perfettamente asciutte e al riparo dalle piogge, in quanto solubile con l'acqua.






Pittura murale raffigurante una scena di banchetto:


Provenienza: un tempio di Tebe
Epoca: Nuovo Regno. Da notare le figure umane e gli oggetti disposti tutti su un unico piano, parallelo a chi guarda.

In alto: Giardino di una ricca dimora egizia, rilievo ottocentesco di un dipinto tombale del 1410 aC. a Tebe.

Notare i lati del giardino che sono ribaltati all'esterno per consentire una visione completa dell'ambiente.


Il colore della pelle era significativo: più scuro (rosso) rappresentava i maschi, più chiaro le femmine (spesso giallo).



Due uomini (a sinistra con la pelle più scura) mentre mietono, due volti femminili (a destra, più chiari) da una tomba di Tebe (1430 aC. c.)



Proporzioni perfette



Gli artigiani egiziani solitamente prima scolpivano la roccia poi dipingevano la scena sulla superficie lavorata.









Le raffigurazioni delle persone erano molto coerenti nelle loro proporzioni, in quanto veniva utilizzata una formula specifica: per realizzare una figura umana in piedi dividevano un foglio di papiro in diciotto sezioni, quindi disegnavano le figure usando le prime tre righe per l'area tra fronte e collo, i successivi dieci quadrati per la zona tra spalla e ginocchio, gli ultimi cinque, infine, per gli arti inferiori.
In questo modo i dipinti di artisti diversi, nel corso del tempo, hanno lo stesso aspetto.





Le rigide norme della pittura egizia



- L'immagine spesso è identificata da un'iscrizione.

- La somiglianza con il soggetto non è necessaria, infermità e vecchiaia erano poco diffuse. La maggior parte delle immagini sono esempi luminosi di prosperità della gioventù e buona salute.
- La testa del personaggio è sempre disegnata di profilo, mentre il corpo viene visto di fronte.
- Anche se il volto è di lato, l'occhio era disegnato in pieno.
- Le gambe sono rivolte verso lo stesso lato della testa, con un piede di fronte l'altro.


- La testa è ad angolo retto rispetto al corpo.
- Ogni figura si trova con una postura formale, rigida. La posizione del corpo è solenne, ma i volti sono calmi e sereni.
- Gli schiavi e gli animali sono dipinti con stile più naturale e rilassato, con una dimensione ridotta per mostrare la loro importanza limitata.
- C'era poca ricerca di plasticità o di illusionismo spaziale, senza alcun tentativo di prospettiva lineare.
- Gli artisti traevano i pigmenti dalle materie prime che li circondavano, quindi lavoravano con un numero limitato di colori.
- Il colore veniva applicato con toni piatti.



Il colore dei geroglifici



Venivano usate due modlità di colore, una con gli oggetti dipinti con le stesse tonalità che avevano in natura, la seconda con colori secondo un significato simbolico.


Qualche differenza di colore veniva usata per distinguere due segni identici.
Il colore non veniva usato nelle scritture di tutti i giorni per risparmiare tempo e denaro.
Nei casi in cui i segni non erano dipinti di nero o rosso, ogni segno aveva un suo colore di base o una combinazione di colori.

Geroglifici colorati sulla tomba di Seti I ad Abydos.
I colori assegnati ai vari segni sono in molti casi semplicemente i colori degli oggetti stessi.
Altri oggetti avevano invece una connotazione simbolica, come ad esempio il metallo del coltello di un macellaio che era rosso, la falce verde, mentre una pagnotta di pane era blu.



Iwen

Gli antichi Egizi consideravano il colore di un oggetto parte integrante della sua natura o del suo essere.

La parola Iwen veniva usata per significare il concetto di colore, ma poteva anche indicare l'aspetto esteriore, la natura, l'essenza, il carattere o persino la disposizione.

Purtroppo, a causa dell'usura del tempo e del deperimento dei materiali, molti dei reperti visibili oggi nei musei e sulle pareti di templi e tombe in Egitto, ormai hanno ben poco delle tinte originarie.


Nell'immagine a fianco le colorazioni tradizionali delle pitture dell'antico Egitto.


Il verde (wadhj) era il colore della vegetazione e della nuova vita.
Nel linguaggio quotidiano fare "cose verdi" indicava un comportamento positivo. Come già accennato, Osiride era raffigurato spesso con la pelle verde ed era anche denominato Grande verde.
La malachite verde era un simbolo di gioia e la terra dei morti fu descritta come il "campo di malachite". Nel libro dei morti si legge che il defunto diventerà un falco "le cui ali sono di pietra verde". Sembra impossibile, naturalmente, è ovvio che il colore della vita nuova e ri-nascita è ciò che è importante.
L'occhio di Horus era un amuleto di pietra verde (immagine a fianco).

Questo colore è stato anche associato con la divinità Hathor, Wadjet e Osiride.

Il pigmento verde probabilmente veniva preparato come una pasta ricavata da ossidi di rame e di ferro mescolati con silice e calcio. Poteva anche essere estratto dalla malachite, un minerale naturale di rame.





Horus, con la testa di falco, insieme ad Anubis (a destra) e al Faraone
(al centro). Qui il verde è usato per decorare alcuni geroglifici.




Rosso (deshr) era il colore della vita e della vittoria. Durante le celebrazioni, gli antichi egizi si dipingevano il corpo con ocra rossa, indossando amuleti in corniola, una pietra rosso scuro. Seth, il dio che stava alla prua della barca del Sole e ucciso il serpente Apep, aveva occhi e capelli rossi.

Rosso era anche un simbolo di collera e di fuoco. Una persona che agiva "con cuore rosso" era piena di rabbia. "Arrossire" significava "morire". Seth, il dio della vittoria su Apep, era stato anche l'assassino del fratello Osiride. La sua colorazione rossa potrebbe quindi assumere il significato di male o di vittoria, a seconda del contesto in cui è interpretato.

                                                                         Seth

Il rosso era comunemente usato per simboleggiare la natura ardente del sole raggiante e gli amuleti col serpente che rappresenta l'"Occhio del Re" (fuoco, protezione e l'aspetto forse malevolo del sole) venivano fatti con mattoni rossi.



Questo colore è stato collegato con la rigenerazione e con le forze pericolose che minacciavano l'ordine cosmico (Maat). Ad esempio il deserto, minaccia per la vita, era chiamato "Terre rosse".
Pericolo, distruzione e morte erano le idee connesse con il rosso: gli Scribi usavano l'inchiostro rosso quando volevano scrivere la parola "male".

Il fatto che la pelle degli uomini egiziani venisse raffigurata con il rosso, non ha alcuna connotazione negativa.

La vernice rossa veniva creata dagli artigiani egiziani utilizzando ferro ossidato naturalmente e ocra rossa.



                                                       Raffigurazione del dio Horus






Il bianco (hedj e shesep) suggeriva l'onnipotenza e la purezza. Considerato come privo di colore, era usato per le cose semplici e sacre.

Il nome della città santa di Menfi significava "Bianche mura".
Sandali bianchi venivano indossati durante le cerimonie sacre.
Gli oggetti rituali più comunemente utilizzati nei cerimoniali, come piccole ciotole e vasi canopi, erano privi di colore.
Anche il tavolo per l'imbalsamazione del Bue Api di Memfi era bianco alabastro.
Bianco era anche il colore araldico dell'Alto Egitto: "Nefer", la corona dell'Alto Egitto era bianca, anche se in origine probabilmente veniva fatta con canne verdi.

Il colore bianco puro utilizzato in questo tipo di arte egizia era quello naturale del gesso.

Vasi canopi provenienti dalla tomba di Nsikhonsou, moglie di Pinedjem II (990-969 a.C., British Museum)

Thot, lo scriba, registra il risultato della pesatura del cuore di Ani. Dal papiro di Ani.


Nell'antico Egitto, il nero (kem) era simbolo di morte e della notte. Osiride, il re dell'aldilà era anche chiamato "il nero". Una delle poche persone della vita reale ad essere divinizzate, la regina Ahmose Nefertari fu la patrona della necropoli. Era solitamente raffigurata con la pelle nera. Anubi, il dio dell'imbalsamazione era raffigurato come uno sciacallo o un cane nero.



                                                                  Ahmose Nefertari

Così come il nero simboleggiava la morte era anche un simbolo naturale del mondo sotterraneo e quindi della resurrezione. Probabilmente era anche simbolo di fecondità e persino della vita. Questa associazione era dovuta all'abbondanza generata dal limo nero delle annuali inondazioni del Nilo. Il colore del limo divenne emblematico dello stesso Egitto: il paese infatti era chiamato "Kemet" (Terra nera).

Pigmenti neri erano ricavati da composti del carbonio come fuliggine, carbone di legna o di terra oppure ossa di animali bruciate.



Osiride il "nero": i colori nero e verde con i quali è raffigurato il dio rappresenterebbero la morte e la rinascita della vegetazione







Il giallo (khenet, kenit) era creato dagli artigiani egiziani con ocre naturali oppure ossidi. Durante l'ultima parte del nuovo Regno, venne sviluppato un nuovo metodo, che derivava il colore dall'orpimento (trisolfuro di arsenico).

Sia il sole che l'oro giallo condividevano le qualità di immortalità, eternità e indistruttibilità. Quindi l'uso del giallo, nell'arte egizia, generalmente denotava queste connotazioni. Si credeva che la pelle e le ossa degli dei fossero d'oro. Così statue di divinità e maschere di mummie di Faraoni erano spesso costruite o placcate in oro. Quando il faraone moriva diventava il nuovo Osiride e quindi un Dio. Nell'immagine della Cerimonia di Apertura della bocca (a destra),notate i toni della pelle della mummia e di Anubi. Entrambi sono esseri divini ed entrambi hanno la pelle dorata, mentre il sacerdote e le donne in lutto hanno il classico rosso-marrone e giallo, tonalità della pelle usate solitamente per gli esseri umani.

"Oro bianco" una lega di oro e argento era visto come l'equivalente dell'oro e qualche volta veniva utilizzato in contesti dove solitamente veniva usato il giallo.











Sovente le divinità femminili venivano raffigurate con la carnagione gialla


Blu (irtiu, sbedj) era preparato con ferro, ossidi di rame, silice e calcio. Questo prodotto aveva un colore ricco, che però era instabile e, a volte, si è scurito o si è modificato nel corso degli anni.

Simboleggiava il cielo e l'acqua. In un certo senso cosmico estendeva il suo simbolismo ai cieli e alle inondazioni primordiali. In entrambi i casi il blu ha assunto il significato della vita e della rinascita.

Era anche un simbolo del Nilo, delle sue colture e della fertilità. La fenice, che era un simbolo del diluvio primordiale, è stata modellata sull'airone che ha un piumaggio grigio-blu. Tuttavia di solito erano raffigurati con brillanti penne blu per sottolineare la loro associazione con le acque della creazione.

Amon fu spesso raffigurato con il viso blu (vedi immagine a fianco) per simboleggiare il suo ruolo nella creazione del mondo. Per estensione i Faraoni erano talvolta indicati con facce blu, proprio per identificarli con Amon.
I babbuini, che in natura non sono certo blu, sono stati dipinti con questo colore, ma non se ne conosce il motivo.

L'ibis, un uccello blu era un simbolo di Thoth, proprio come il babbuino. Può essere quindi che i babbuini fossero raffigurati in blu per sottolineare la loro connessione a Thoth.

Gli dei spesso erano raffigurati con capelli fatti di lapislazzuli, una pietra azzurra.





Amuleto:Thoth raffigurato come un Ibis con Maat. 
Porcellana, 664-332 aC , Dimensione: 2.5cm.

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